[agricoltura - ita] allevamento suini all'aperto

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  • LALLEVAMENTODEL SUINO ALLAPERTO

    Regione Veneto

    Centro Informazione Permanente

    OsservatorioInnovazione

    C PGal n. 6Altopiano di Asiago 7 ComunidallAstico al Brenta

  • 2Pubblicazione realizzata dal Settore Sperimentazione Agraria ed Ittica di VenetoAgricoltura, con il contributo del progetto comunitario Leader II (Gal 6 Asiago - 7 Comuni, dallAstico al Brenta e Gal 10 - 11 Patavino) e della Regione Veneto(Programma Interregionale Agricoltura e Qualit).

    Autori: dr. Valerio Bondesan - Dipartimento di Scienze Zootecniche, Universit di Padovadr. Alberto Carazzolo - Veneto Agricoltura - Sezione Ricerca e Sperimentazione

    Foto: A. Carazzolo, M. Baruchello

    Pubblicazione edita daVENETO AGRICOLTURAAzienda Regionale per i settoriAgricolo Forestale e Agro-alimentareAgripolis - S.S. Romea, 16 - 35020 Legnaro (Pd)Tel. 049 8293711 - Fax 049 8293722e-mail: va@venetoagricoltura.org

    Realizzazione tecnicaVENETO AGRICOLTURASettore Divulgazione Tecnica e Formazione Professionale Tel. 049 8293920 - Fax 049 8293909e-mail: divulgazione.formazione@venetoagricoltura.org

    Editing e coordinamento editorialeIlaria De Maria, Isabella Lavezzo, Alessandra Tadiotto

    consentita la riproduzione di testi, tabelle, grafici, etc. previa autorizzazione da parte di Veneto Agricoltura, citando gli estremi della pubblicazione.

    Finito di stampare nel mese di Agosto 2001presso Studio Publiemme.

  • 3pag.

    Presentazioni 2

    INTRODUZIONE 9

    PERCH ALLEVARE I SUINI ALLAPERTO? 11

    PROGETTAZIONE DELLALLEVAMENTO 13Scelta e preparazione del terreno 13Suddivisione delle aree di allevamento e recinzioni 16Ricoveri per i riproduttori, i lattoni e lingrasso 20Attrezzature per lalimentazione e labbeveraggio 27Scelta del tipo genetico 32

    GESTIONE DELLA RIPRODUZIONE 37

    ALLATTAMENTO E SVEZZAMENTO 43

    ACCRESCIMENTO E INGRASSO 46

    GESTIONE SANITARIA 48Malattie infettive di natura batterica 49Malattie infettive di natura virale 51Parassitosi 53

    QUALIT DEI PRODOTTI 56

    ALLEVAMENTO CON METODO BIOLOGICO 60

    PER APPROFONDIRE 67Ringraziamenti 70

    INDICE

  • 4

  • 5PRESENTAZIONE DI VENETO AGRICOLTURA

    Le attuali tecniche di allevamento tendono a privilegiare i fattori produttivirispetto a quelli di contesto ambientale. Il risultato di questa impostazione unaprogressiva competizione tra mondo agricolo ed urbano, tanto per gli spaziquanto per la vicinanza degli allevamenti ai centri abitati con una sempre mag-giore necessit di ammortizzare gli alti costi di investimento delle strutture adibi-te allallevamento che impongono di concentrare sempre di pi il numero di ani-mali per spazio disponibile. A parziale trasformazione di questa impostazione sista imponendo in numerose realt europee lallevamento dei suini allo stato semi-brado. Questa modalit di allevamento costituisce una delle nuove frontiere della moder-na zootecnia, sensibile tanto alle esigenze ambientali quanto a quelle di benes-sere animale, pur salvaguardando la redditivit delloperazione imprenditorialeche deve sempre di pi soddisfare la richiesta dei consumatori alla ricerca di pro-dotti alternativi e di qualit. Nellambito del progetto comunitario Leader II, VenetoAgricoltura ha condotto due azioni nella pedemontana vicentina e nella bassapadovana (rispettivamente nelle aree target del Gal 6 Asiago 7 Comuni -dallAstico al Brenta e del Gal 10-11 Patavino) al fine di testare la possibilit disviluppo di questo sistema di allevamento in realt diverse della Regione, perpromuovere e incentivare una produzione di qualit per i consumatori e per svi-luppare nuove nicchie di mercato per i prodotti tipici regionali. Questo quadernotecnico vuol essere uno strumento di lavoro per gli operatori del settore e perquanti volessero cogliere ogni nuova opportunit di reddito, diversificando la pro-pria attivit aziendale.

    LAMMINISTRATORE UNICODI VENETO AGRICOLTURA

    Giorgio Carollo

  • 6PRESENTAZIONE GAL 6

    Uno degli obiettivi del programma Comunitario Leader II era quello di pro-muovere azioni che rappresentassero modelli di riferimento per le realt produt-tive del comparto interessato, e che potessero essere a queste trasferite, inne-stando processi economici rinnovabili nel tempo.

    Il progetto relativo alla valutazione dellallevamento del suino allo statobrado si inserisce a pieno titolo in questottica: un plauso va perci allo stafftecnico-scientifico di Veneto Agricoltura, che, anche attraverso il presentemanuale, ha saputo fornire interessanti spunti di riflessione e utili indicazionioperative agli operatori del settore.

    IL PRESIDENTE DEL GAL N. 6ALTOPIANO DI ASIAGO 7 COMUNI

    DALLASTICO AL BRENTAAgostino Bonomo

  • 7PRESENTAZIONE GAL 10-11

    Il programma Leader II dellunione Europea, gestito dal Gruppo di AzioneLocale Gal Patavino, aveva fra gli obiettivi quello di promuovere azioni innovativeda poter riproporre e trasferire ad altri contesti.

    Lesperienza del progetto sperimentale per lallevamento del suino allo statobrado sicuramente tra queste e si inserisce nel grande quadro di riferimentodellagricoltura sostenibile, del diverso rapporto con lambiente e dei prodotti diqualit.

    Un ringraziamento va quindi a Veneto Agricoltura, che ha promosso e segui-to la sperimentazione e alle quattro aziende pilota che hanno saputo creare attor-no a questa iniziativa un alone di simpatia, oltre che riconoscere in questa espe-rienza una reale opportunit di integrazione del reddito aziendale. Proprio que-stultimo aspetto quello che garantir il proseguimento dellazione oltre la vitadel Gal, cos come nelle aspettative per tutti i progetti Leader.

    Il coinvolgimento della filiera a valle della produzione, nella fattispecie deiprosciuttifici, una conferma della validit dellallevamento del suino allaperto ebiologico.

    Spetta ora al territorio, alle aziende raccogliere lesperienza e farla propria: soloin questo modo potremo affermare che il contributo Leader diventato un investi-mento per tutti. In questo senso, un aiuto potr venire sicuramente da questomanuale tecnico, che riporta in modo preciso lesperienza, consentendone cos lareplicabilit.

    Laugurio che presto, viaggiando per le aziende agricole del nostro territorioed in particolare per gli agriturismi, si possano vedere allevamenti di suini allo statobrado che, oltre ad essere garanzia della provenienza dei prodotti, costituirannosicuramente unattrattiva per tutti noi.

    IL PRESIDENTE DELGRUPPO DI AZIONE LOCALE PATAVINO

    Alessandro Ghiro

  • 8

  • 9INTRODUZIONE

    Da oltre ventanni, lallevamento allaperto del suino, basato su criteri intensivi osemi intensivi, rappresenta in alcuni Paesi del Centro-Nord Europa (Francia, GranBretagna, e Svezia), una quota non trascurabile della totale produzione suinicola. Si stimato che circa il 20% degli allevamenti suini della Gran Bretagna, e poco meno del10% di quelli francesi, utilizzano il sistema allaperto.

    Le condizioni climatiche tipiche di questi Paesi, dove gli inverni sono rigidi e la pio-vosit elevata durante tutto lanno, non sembrano aver ostacolato il diffondersi diquesto sistema di allevamento. In pratica, considerata lesperienza acquisita da que-sti allevatori, sembra che gli effetti negativi legati al clima possano essere limitati gra-zie a semplici accorgimenti tecnici e di gestione dellallevamento.

    Le ragioni che hanno condotto alla rapida diffusione dellallevamento allaperto inquesti Paesi sono molteplici. In primo luogo, questa forma di allevamento consente unridotto impegno di capitali rispetto al tipo tradizionale, in cui i costi finanziari e gliammortamenti delle strutture possono penalizzare fortemente la redditivit dellimpre-sa. Un ruolo positivo ha avuto anche l'abbondante disponibilit di terreni agricoli carat-terizzati da una fertilit medio-bassa, quindi con un basso costo duso, dove questoallevamento rappresenta unottima alternativa alla coltivazione di cereali (grano e orzo)o al set aside, imposto dalla Unione Europea. In secondo luogo, i consumatori delNord Europa hanno sviluppato da tempo unelevata sensibilit nei confronti del benes-sere degli animali allevati: gi a met degli anni 60 in Gran Bretagna esistevano codi-ci di comportamento per gli allevatori di suini e norme di protezione per gli animali,mentre verso la fine degli anni 80 - quindi con molto anticipo sulle Direttive comunita-rie di settore - in Svezia stato introdotto il divieto di utilizzare gabbie singole di con-tenimento per le scrofe in gestazione e allattamento.

    Infine, non va dimenticato il ruolo della grande distribuzione organizzata nel con-dizionare i sistemi di produzione degli alimenti. Nel caso particolare delle carni suine,la necessit di differenziare nuovi prodotti e marchi (ad esempio carni suine green andlean, ossia magre ed ecologiche) ha portato a importanti azioni di marketing, rivoltea supportare limmagine di un prodotto di maggior qualit proveniente da allevamentiallaperto free range-outdoor.

    Per quanto riguarda invece i Paesi dell'area mediterranea, lallevamento brado oallaperto del suino conosciuto fin dallantichit, soprattutto grazie alla possibilit disfruttamento degli ambienti di sottobosco - come i querceti e gli oliveti - e allanota adattabilit alimentare di questi animali.

  • 10

    Bisogna per notare come in Italia, nonostante le favorevoli condizioni clima-tiche, lallevamento del suino allaperto sia quasi inesistente, fatta eccezione peralcune recenti esperienze (in Veneto, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Umbria,Calabria e Sicilia) in parte collegate allaffermarsi di produzioni tipiche di nicchiae allattivit di agriturismo. questo il caso del recupero di razze rustiche tradi-zionali - come ad esempio la Cinta Senese, la Mora Romagnola e il suino nerodelle Madonie e di Calabria, mai