amore santo

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Nicola Bertocchi, LGB, sentimentale

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  • NICOLA BERTOCCHI

    AMORE SANTO

    www.0111edizioni.com

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    www.quellidized.it

    www.facebook.com/groups/quellidized/

    AMORE SANTO Copyright 2013 Zerounoundici Edizioni

    ISBN: 978-88-6307-553-3 Copertina:Immagine Shutterstock.com

    Prima edizione Giugno 2013 Stampato da

    Logo srl Borgoricco - Padova

  • Ad Andrea, a mia madre, a Emanuela

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    RODIN... CHE FIGURA DI MERDA! Eccoci! Dopo tutto questo tempo ci ritroviamo! Davide era davvero stupito di incontrare di nuovo Matteo. Aveva quasi dimenticato il suo viso, ma gli era bastato uno sguardo pi approfondito e laveva riconosciuto. Il fatto di incontrarsi al museo Rodin, dopo anni di assoluto silenzio e mancanza di notizie, gli aveva fatto usare un tono di voce pi alto del dovuto e del voluto. I visitatori, unorda di giapponesi completi di macchine fotografiche rigorosamente sigillate - per regolamento -, si girarono e lo squadrarono con occhi sorpresi e scandalizzati. Impensabile violare un tempio dellarte con un tono di voce tanto sconveniente. E in italiano! Matteo, ancora in dubbio che si stesse rivolgendo a lui, si gir a guardarlo. Dio quanto era cambiato, eppure come era uguale a quando si erano conosciuti! Non credo ai miei occhi. Davide, ma proprio al Rodin dovevamo rivederci? Se non fossi un inguaribile cinico penserei che lhai fatto di proposito! Matteo, non sopravvalutarti tanto. Mio Dio, ma come sei cambiato! Grazie, davvero consolante. Tu invece sei solo peggiorato! Non oso immaginare che carattere di merda ti sia venuto con let! Si abbracciarono e si scambiarono due baci sulla guancia. Let di cui parlavano i due erano i 35 anni, ma considerato che il loro ultimo incontro si era consumato sotto una torre romana, nel

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    centro di Como, 15 anni prima, diciamo che il tempo aveva effettivamente cambiato i tratti. I giapponesi continuavano a guardarli, come fossero stati un teatro improvvisato o unopera contemporanea vivente. Avevano una sorta di ammirazione-invidia nei loro occhi, e i due uomini non ne capivano davvero il motivo. Direi che possiamo spostarci un attimo di qui, che dici? disse Matteo prendendo per un braccio Davide e trascinandolo letteralmente in una sala poco affollata. Tra i due, Matteo era sempre stato quello timido, quello riservato e poco socievole e Davide non si sorprese affatto della sua reazione, semplicemente finse sconcerto alzando gli occhi al cielo quando lui lo guard. Dai, non fare lo scemo! Allora che fai a Parigi? Vacanze? Lavoro? Macch lavoro! Sai che ho sempre voluto passare una vita in vacanza e quindi ho realizzato il mio sogno: vivo mantenuto e giro il mondo a spese del mio uomo! Davide rise forte mentre finiva la frase. Beh, se ti rende felice... aveva cominciato Matteo un po imbarazzato, ma si interruppe subito perch cap che lamico lo stava prendendo in giro. Sei sempre il solito! No, sul serio, che fai qui? Sono in ferie per tre giorni e ho deciso di venire a Parigi, sempre il meglio per me! In effetti ci torno ogni anno, perch non finisce mai di stupirmi e di farmi sentire a casa! E tu invece? Non hai sempre detto che odi i francesi? Che la Francia sarebbe meravigliosa se non ci fossero i francesi? Ti sei arreso? Bello mio, tutti ci si arrende prima o poi! Ho dovuto accettare che la Francia pullula di francesi e cominciare a farci il callo. Cos mi sono trasferito qui a Parigi qualche mese fa. Ti dir che lesperimento sta andando meglio del previsto. Vivo in un quartiere carino, non sono lontano dalla Tour Eiffel, cos non mi manca mai il punto di riferimento per lorientamento.

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    E bravo Matteo! Sei addirittura venuto a vivere a Parigi! Sono sconvolto. Dentro sono gi svenuto e mi sono gi schiaffeggiato per riprendermi, te lo giuro! Io mi chiedo quando la smetterai di fare lo stupido Davide, davvero. Ah, ora ricordo: per questo che non ci vediamo da 15 anni! Il tono era divertito, ma la frecciatina era stata scoccata con la stessa ferocia di un arciere a caccia. Touch. Ah scusa, ora che sei per met francese non vorrei mai che la mia pronuncia ti suonasse volgare. Sei impegnato tutto il pomeriggio con gite e musei o hai due minuti liberi? Dipende dalla proposta. Davide non aveva perso il vizio di essere malizioso, e cos dicendo gli fece locchiolino. Matteo non si scompose e continu Vorrei presentarti il mio compagno se hai due minuti. Credo che un po di compagnia italiana non ti dar fastidio, no? Oh, oh, oh. Sei fidanzato quindi? E io che sono ancora zitello, non ci posso credere! Ma chi ti ha preso con il brutto carattere che ti ritrovi? Molto. Molto. Molto divertente. Non sono fidanzato, o meglio non esattamente. Allora che ne dici? Abito a due passi da qui questo museo la mia seconda casa praticamente. Andiamo che ti presento Rocco. Ma ti prego: Rocco? Ma che razza di nome ? Va bene dai, se proprio insisti, andiamo. Ora mi hai incuriosito: mi chiedo chi diavolo sia il pazzo che ha deciso di stare con te. Lasciamo questa roba e usciamo va! Roba? Ti prego Davide, non sei proprio cambiato! Cos dicendo Matteo estrasse un piccolo tesserino dalla tasca e la guardia alluscita di sicurezza li fece passare. Davide cap di aver fatto, per lennesima volta, una figura di merda. Uscirono sulla piazza che d sullimponente agglomerato degli Invalides e si diressero verso avenue de Tourville passeggiando.

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    Seriamente, hai un po di tempo? Perch per arrivare a casa ci vorr una mezzoretta a piedi, altrimenti facciamo due chiacchiere in un bistrot qui dietro. Non voglio monopolizzarti, non ti ho neanche chiesto se sei venuto in vacanza da solo. Non preoccuparti, sono qui solo e il mio pomeriggio prevedeva solo il museo Rodin. Venendoci ogni anno diciamo che comincio a conoscer Parigi piuttosto bene e ho gi visitato le principali attrazioni. Rodin mi mancava perch uno dei musei meno importanti e quindi... Gaffe numero 2. Matteo non vi fece caso. Il gusto per larte di Davide era di poco pi affinato di quello che un gatto potrebbe avere per la lettura di un libro: inesistente. Almeno passeggiamo un po insieme, come ai vecchi tempi cerc di rimediare. Certo, come ai vecchi tempi... Il silenzio infine si impose, camminavano uno accanto allaltro, senza parlare e senza guardarsi, come due compagni di viaggio abituati a stare insieme, ma con una sensazione imbarazzante di fondo. Prendiamo per Boulevard Garibaldi disse Matteo dopo minuti di cammino, vedendo che lamico si guardava intorno cercando qualche punto di riferimento o qualche indicazione. Ah, perfetto! E dimmi, lontano dove vivi? Ti trovi bene? Siamo quasi arrivati, abito in Rue Violet, ci puoi credere? Poteva capitarmi una via con un nome meno delizioso? Si diedero uno sguardo dintesa. In realt te lho detto: non mi trovo malaccio. Mi sono trasferito qui quando mi sono reso conto che non avevo pi nulla che mi tenesse legato allItalia e alla mia casa, dopo che il mio compagno si dileguato senza avvisarmi e senza lasciarmi nessun messaggio. Diciamo che la prima cosa che ho pensato stata proprio di andarmene il pi lontano possibile.

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    Il sole primaverile era gi basso e allungava le ombre a dismisura. I parigini hanno una strana idea delligiene alimentare: due uomini in giacca e cravatta correvano con una baguette infilata sotto il braccio senza alcuna protezione, in balia di aria, smog, a contatto diretto con la giacca. Davide era senza parole, non si aspettava che Matteo entrasse tanto nello specifico, dopo solo pochi minuti che stavano parlando. E cos ho deciso, ho lasciato la mia casa a un inquilino, un vegano mezzo fuori di testa del quale mi fido ciecamente. Le uniche cose che trover saranno al massimo i ragni che lui non vuole ammazzare o cacciare, ma sono certo che mi terr lappartamento in ordine e senza combinarmi disastri. Cos col suo affitto pago quasi per intero laffitto qui e riesco a mantenermi col lavoro al museo. Faccio la guida al museo, grazie per avermelo chiesto Davide in realt era entrato in una fase di ipnosi ascoltando il racconto dellamico. Matteo, la stessa persona che a vent'anni, nel pieno della ribellione, non voleva cambiare ristorante perch si sentiva pi sicuro frequentando sempre gli stessi posti con le stesse persone. Matteo, che alla proposta di fare le ferie insieme, quando ancora si amavano alla follia, aveva risposto che non ne era sicuro perch non si sentiva pronto. Matteo, quello che, quando la madre lo aveva spronato a frequentare un corso di qualsiasi cosa purch facesse qualche attivit oltre la scuola, aveva risposto che non se la sentiva perch non aveva ancora un interesse tanto forte da spingerlo a uscire. Non riusc neanche a percepire il sarcasmo della battuta sul suo lavoro. Davide stava semplicemente cercando di capire se la persona che aveva di fronte era ancora il ragazzo di cui si era innamorato a diciassette anni o se era diventato unaltra persona.

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    E quando sono arrivato, grazie a un amico che aveva dei contatti, sono riuscito ad avere subito il posto al museo. Capisci, al museo Rodin. Oddio! Quante volte ne abbiamo parlato io e te. E quante volte lavevo sognato quando ancora frequentavo il liceo. Cos sono occupato tutto il giorno, e i giorni hanno cominciato a scorrere e pian piano mi sono abituato a vivere in questa splendida citt. Lunica cosa che ho capito per che non la citt dellamore, non la citt del romanticismo. Esattamente come unisola, una citt non pu contenere nulla in s, ma sono le persone che la visitano e la vivono che portano con s lamore e il romanticismo. Cos io, da vero parassita qual sono, approfitto dellamore che portano qui le coppiette, lo respiro guardandole passeggiare lungo la Senna la sera, lo vedo negli occhi degli innamorati mentre mi chiedono di scattar loro una fotografia davanti alla Tour Eiffel, abbracci