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Arcidiocesi Salerno – Campagna - Aceerno. Forania di Montoro Solofra. Servizio di Pastorale giovanile. 2° Incontro: Il fico sterile: “Lascialo ancora quest’ anno. ” Un’altra possibilità. Invocazione allo spirito santo:. - PowerPoint PPT Presentation

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Arcidiocesi Salerno Campagna - AceernoForania di Montoro Solofra2 Incontro:Il fico sterile:Lascialo ancora quest anno.Unaltra possibilit.Servizio di Pastorale giovanile

Invocazione allo spirito santo: Vieni in me, Spirito Santo,Spirito di sapienza:donami lo sguardo e l udito interiore,perch non mi attacchi alle cose materialima ricerchi sempre le realt spirituali.Vieni in me, Spirito Santo,Spirito dellamore:riversa sempre pi la carit nel mio cuore.Vieni in me, Spirito Santo,Spirito di verit:

concedimi di pervenirealla conoscenza della veritin tutta la sua pienezza.Vieni in me, Spirito Santo,acqua viva che zampillaper la vita eterna:fammi la grazia di giungerea contemplare il volto del Padrenella vita e nella gioiasenza fine.Amen.

Dal Vangelo secondo Luca. (13, 1 - 9)In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Ges il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Ges disse loro: Credete che quei Galilei fossero pi peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali croll la torre di Sloe e le uccise, credete che fossero pi colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. Diceva anche questa parabola: Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trov. Allora disse al vignaiolo: Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su questalbero, ma non ne trovo. Taglialo dunque! Perch deve sfruttare il terreno?. Ma quello gli rispose: Padrone, lascialo ancora questanno, finch gli avr zappato attorno e avr messo il concime. Vedremo se porter frutti per lavvenire; se no, lo taglierai.

IN ASCOLTO

ContestoLuca ci racconta il viaggio a Gerusalemme, cio, il cammino che Ges realizza per compiere la sua missione (lo stesso che deve fare chi vuole essere suo discepolo). Un cammino che esige un certo stile e atteggiamento. Due fatti storici, che ignoriamo, offrono a Ges lopportunit per ricordare che, di fronte a Dio, tutti abbiamo bisogno di conversione. La parabola del fico illustra le opportunit che Dio concede per la conversione. MEDITATIO

In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Ges il fatto dei GalileiIl massacro dei Galilei, assassinati per ordine di Ponzio Pilato mentre stavano sacrificando i loro agnelli, conosciuto solo da Luca; ma da ci che conosciamo di Ponzio Pilato, attraverso lo storico ebreo Giuseppe Flavio, una carneficina del genere si accorderebbe bene al suo carattere. Sempre Giuseppe Flavio riferisce di un massacro di samaritani durante un raduno religioso e delluccisione di numerosi ebrei che si erano opposti al governatore romano quando cerc di impadronirsi del denaro custodito nel tempio per costruire un acquedotto a Gerusalemme. Ma la delazione forse ha uno scopo ben preciso: sottinteso il problema della retribuzione divina, gli anonimi informatori probabilmente vogliono conoscere il pensiero di Ges su questo tema.

Prendendo la parola, Ges disse loro: Credete che quei Galilei fossero pi peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? Nella riflessione biblica il tema della retribuzione ha fatto un lungo cammino, che ha portato a graduali e interessanti scoperte. Dalla concezione di una retribuzione terrena collettiva, il popolo responsabile in solido delle proprie azioni (il bene degli uni ricade sugli altri e cos il male, i meriti e le colpe dei padri si riversano sui figli), gradualmente si arriva a una nozione di retribuzione individuale. In questa ultima riflessione, ancora imperfetta, la retribuzione che Dio d alluomo, concepita come temporale; si chiude cio nellarco della vita terrena. Dio infatti premia o punisce con cose facilmente controllabili: ricchezza, fecondit della sposa, rispetto e amicizia dei vicini ai buoni; mancanza di prole, malattia, povert agli empi. Una novit interessante, ma inficiata dalla esperienza quotidiana: infatti, spesso molti empi prosperano, molti giusti soffrono. Sar il libro della Sapienza, e soprattutto il Nuovo Testamento, a dare una risposta a questo problema: la retribuzione spostata nella vita ultraterrena. Si chiude cos il ciclo. Ma rimane sempre sottinteso che la ricompensa che Dio d alluomo un puro dono che luomo non pu mai meritare completamente. Il rischio del fariseismo continuamente presente. Luomo ha sempre la tentazione di misurare la retribuzione divina sul metro delle opere che compie. Lesempio classico lo incontriamo nella parabola del fariseo e del pubblicano [Lc 18,9ss.]. Il fariseo, che pretendeva la sua giustificazione da Dio ostentando le sue opere buone, viene da [Ges] riprovato. Luomo non pu ricevere la salvezza dalle sue opere, perch nel peccato. La salvezza la d solo Dio [Rm 3,23-26]

Prendendo la parola, Ges disse loro: Credete che quei Galilei fossero pi peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte?

Sulla carneficina perpetrata da Pilato e sui fatti della Torre di Siloe e sulla questione della retribuzione, Ges non assume alcuna posizione e non d un giudizio n sui mandanti, n sulle vittime, sposta soltanto il problema: No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. In questo modo, Ges invita gli interlocutori a cambiare vita: invece di investigare meglio convertirsi perch alla fine si potrebbe condividere la sorte di quei malcapitati morti sotto il ferro romano o sotto le pietre di una torre diruta. Anche due fatti di cronaca possono celare segni ammonitori, quindi, pi che dare un giudizio sulla vita degli altri meglio guardare alla propria condotta, sopra tutto se essa in sintonia con la volont di Dio oppure no. Laccento va quindi spostato sullurgenza della conversione. E a questo proposito narra la parabola dellalbero di fichi che un tale aveva piantato nella sua vigna.

un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trov

Limmagine delfico infruttuosoera abbastanza nota e ricorreva spesso nella predicazione profetica quando si voleva denunciare linfedelt del popolo di Dio (Cf. Ger 8,13; Mi 7,1; Os 9,16). Cos santAmbrogio: Questalbero di fico pu essere paragonato allantico insegnamento spirituale: come questalbero, con lesuberanza del suo abbondante fogliame, ha ingannato le speranze del suo padrone che invano ha atteso il desiderato raccolto, cos nella sinagoga, i cui dottori, sterili nelle opere, si inorgogliscono per le loro parole come foglie abbondanti, la vana ombra della Legge sovrabbonda, ma la speranza e lattesa di un raccolto chimerico inganna i desideri del popolo credente (In Lucam, VII, 161-3).

Nel brano lucano si fa cenno anche alla vigna e potrebbe alludere alla pazienza di Dio (Cf. Is 5,1-7). Due rimandi non casuali e con i quali si vogliono sfatare due equivoci: quello di chi pensa che ormai troppo tardi e che la pazienza di Dio si logorata nellattesa, e quello di chi pensa che c sempre tempo e che la pazienza di Dio senza limiti. La risposta unaltra: Dio certamente paziente, ma noi non possiamo programmare o fissare scadenze alla sua pazienza

Che non possiamo programmare o fissare scadenze alla pazienza di Dio, lo suggerisce anche il libro del Siracide: Non dire: Ho peccato, e che cosa mi successo?, perch il Signore paziente. Non esser troppo sicuro del perdono tanto da aggiungere peccato a peccato. Non dire: La sua compassione grande; mi perdoner i molti peccati, perch presso di lui ci sono misericordia e ira, e il suo sdegno si riverser sui peccatori. Non aspettare a convertirti al Signore e non rimandare di giorno in giorno, poich improvvisa scoppier lira del Signore e al tempo del castigo sarai annientato (Sir 5,4-7).

Ecco, sono tre anni

Forse un riferimento ai tre anni di ministero pubblico di Ges. Per santAgostino i tre anni raffigurano le tre epoche: la prima precedente la Legge, la seconda sotto la Legge, la terza sotto la Grazia (Sermo 110,1).Padrone, lascialo ancora questanno, finch gli avr zappato attorno... Per san Gregorio zappato attorno significa correggere gli animi infruttuosi, estirpandone la superbia. Ogni volta che riprendiamo qualcuno per le sue colpe come se scavassimo attorno allalbero che non reca frutti

E avr messo il concime

Cio concimare, pensare ai peccati... Ripensare al male commesso come versare letame intorno allalbero infruttuoso, perch il ricordo delle colpe lo spinge alla grazia del pentimento. E quando lanima, pentita, piange il proprio passato e si volge alle opere di bene, come se la radice del cuore al contatto col letame, ritornasse feconda (Gregorio,Hom. in ev. XXXI, 5).

La parabola del fico sterile presente anche in Matteo e in Marco e la maledizione del fico sterile ricorre subito dopo lingresso di Ges a Gerusalemme ed inappellabile (Cf. Mt 21,19ss; Mc 11,12-14), qui, nel racconto lucano la parabola interrotta prima della fine, per cui non si conosce la sorte del fico sterile. Forse si vuole alludere a una futura conversione dIsraele. Per Ges c ancora spazio per il ritorno dIsraele: Non voglio infatti che ignoriate, fratelli, questo mistero, perch non siate presuntuosi: lindurimento di una parte di Israele in atto fino a che saranno entrate tutte le genti. Allora tutto Israele sar salvato (Rm 11,25-26).

Per la riflessioneQuante volte, in che aspetti concreti, in chemodo, Dio venuto a cercare frutti dalmio fico e non li ha trovati? a livello personale Star logorando la pazienza di Dio? Sar necessaria una buona potatura nella mia vita perch si rinnovi e riviva?

Per la riflessioneA volte abbiamo di Dio unimmagine meccanica: se ci comportiamo bene abbiamo fortuna nelle cose, e se qualcosa non va bene perch ci sia

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