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  • Febbraio 2011 Direttore Responsabile Mario Timio Anno I - n. 2

    R PORTR PORTCaffCaff epeRIoDIco DI InFoRmAzIone e FoRmAzIone polItIco - cultuRAleumBRIA

    Vorrei che nella mia Umbria si alzas-se una volta per sempre la voce sul tri-ste fenomeno della droga al quale sono collegati episodi ricorrenti di cronaca nera che rimbalzano a caratteri cubita-li sui media di tutta Italia e del mondo. La recente tragica fine di Elisa Benedet-ti e la meno recente, ma sempre attuale, di Meredith Kercher sono la punta di un mondo non tanto sommerso che mette in cattiva luce limmagine della Umbria verde, seppure talvolta striata di sangue. S, del sangue sgorga anche dagli atti di violenza che ciclicamente scoppiano tra gli appartenenti a bande di spacciatori di droga, coinvolgendo spesso i cittadini che con la droga nulla hanno a che ve-dere. E sono gli stessi cittadini umbri a chiedersi se tutto ci sia ineludibile, se sia normale che alcuni centri e certe pe-riferie siano degradati a tal punto da ren-derli invivibili (specie in alcune ore della giornata), se non pericolosi. Ci avviene malgrado lefficiente servizio dordine attivo su tutta la regione. E se i medesimi cittadini chiedessero di attivare una sorta di task force coordinata con atti delibera-tivi dai politici di maggioranza e di oppo-sizione dei comuni, delle provincie, della regione, i quali per il bene del territorio che governano, senza demagogia e com-plessi di primogenitura, si uniscono con lintento di spazzare via la piaga della droga e togliersi di dosso il triste prima-to umbro dellimpiego degli stupefacen-ti e dei relativi morti. Dovrebbe andare in questa direzione la recente istituzione della Commissione regionale dinchiesta sulla droga.Vorrei anche che lUmbria continuasse a ridimensionare un altro primato, condiviso con Emilia-Romagna, Lazio e Piemonte: quello dellaborto.

    Editoriale

    LUMBRIA CHE VORREI

    segue a pag. 9

    Miss iTalia alCarnevale dei ragazzi a pag. 13

    IntervIsta al sIndacoCOMUnIt E AMMInIstRAzIOnE

    LEgAtE dA UnA RECIpROCA fIdUCIA

    I padrI del pensIero lIberaleLUIgI

    EInAUdIGrazie ad un continuo dialogo con il ter-ritorio, il Sindaco di passignano sul tra-simeno, claudio Bellaveglia, gode di una diffusa stima e fiducia da parte dei suoi cit-tadini. che contraccambia con presenza, disponibilit e servizi.

    economista e politico di caratura mondia-le, luigi einaudi (carr, 1874 Roma, 1961) considerato uno dei padri fondato-ri della Repubblica italiana. conseguita la laurea in giurisprudenza, assume la catte-dra di Scienza della finanza (...)

    segue a pag. 5 segue a pag. 10

    esALtAzIOnE dELLE dIVERsIt pER LUnIt dItALIAnon esageriamo. Il lungo standing ovation in sala e gli applausi da casa di milioni di telespettatori a Roberto Benigni per il suo commento allinno di mameli al Festival di Sanremo, la dicono lunga sul patriottismo degli italiani. lentusiasmo sollevato dallinno e dallesegesi dellunit dItalia sembra fare pendant con la gioia suscitata dalla vittoria della nazionale di calcio o con lammirazione per le Frecce azzurre. Ma ci significa es-sere un po ingenerosi.

    segue a pag. 2

    Anche in umbria le liste dattesa e la loro durata rappresentano il problema pi pres-sante della sanit regionale.

    segue a pag. 4

    AzIOnI pOLItICHE A sALVAgUARdIA dEI gIOVAnI

    Mondo gIovanI

    I giovani sono il nostro orgoglio. la nostra Regione attraversa un periodo estrema-mente difficile. segue a pag. 3

    dove va la sanIt In UMbrIa

    COME ABBAttERE LE LIstE dAttEsA

    segue a pag. 12

    enogastronoMIaELOgIO dELLE

    pRELIBAtEzzE UMBRE

    tUrIsMo sostenIbIlesVILUppO

    dELLAgRItURIsMO

    andare per borghI

    Sebbene non sia toccato dal mare, il territorio umbro ci permette di navigare tra specialit enogastronomiche vere, autentiche e genuine. Sono produzioni tipiche (...)

    Bastano poche eloquenti ci-fre per dar conto del tumul-tuoso sviluppo dellagritu-rismo nella nostra regione, la prima in Italia per densit di offerta (...)

    segue a pag. 6

    fRAttA tOdInA

    A 8 km da marsciano e 12 da todi, sul versante destro della media Valle del teve-re situato un bellesempio di castello-borgo medieva-le.

    segue a pag. 9

  • R PORTR PORTCaffCaff ePagina 2

    non esageriamo. Il lungo standing ovation in sala e gli applausi da casa di milioni di telespettatori a Roberto Benigni per il suo commento allinno di mameli al Festival di Sanremo, la dicono lunga sul patriottismo degli italiani. len-tusiasmo sollevato dallinno e dallesege-si dellunit dItalia sembra fare pendant con la gioia suscitata dalla vittoria della nazionale di calcio o con lammirazione per le Frecce azzurre. Ma ci significa essere un po ingenerosi. nella trasmissione televisiva c anco-ra spazio per i buoni sentimenti, per gli slanci patriottici, per le emozioni intense generate dalle note di un inno sciolto sul palcoscenico dellAriston. lItalia an-che questo. la gente ha bisogno di ascol-tare e di vedere riabilitato quellinno che spesso lha lasciata indifferente senza de-terminazione e intensit. S, perch trop-po spesso si ha la sensazione che lItalia non esista, per lo meno cos come inter-pretano la patria i francesi, gli inglesi o i

    esalTazione delle diversiTa per luniTa diTalia

    tedeschi. Agli italiani manca la passione. e allora che cosa conta festeggiare i 150 anni dellunit dItalia? Riprendendo un motto rappresentativo dellunione europea unit nella diversi-t, potremmo conferire ai festeggiamen-ti per le celebrazioni del centocinquan-tesimo dellunit dItalia la medesima espressione. la ricerca ossessiva di un sentimento di unit nazionale, di una co-esione sociale che accomuni indistinta-mente un cittadino dellestremo sud con quello delle alte pendici del nord, solo un tentativo di creare in vitro quello che nella realt probabilmente non c mai stato. Gli italiani non sono un popolo nazionali-sta, non sentono il territorio, le istituzioni, e pi in generale la politica, come qual-cosa per cui vale la pena di impegnarsi. Sembra che lunica cosa che prevalga, sia un senso di individualismo o al mas-simo di appartenenza a un gruppo. pi o meno allargato. ma a cosa dovuto que-

    sto atteggiamento? Al fatto che lItalia costituita da regioni, venti per la preci-sione, equivalenti a picco-li stati nazionali. ognuna con caratteristiche uniche. ognuna con una cultura radicata in quel territorio, con tradizioni, espressio-ni artistiche, visione delle cose, sapori e bellezze na-turalistiche, paesaggistiche e architettoniche esclusive. Soprattutto con storie di-verse. Sovente addirittu-ra con una propria lingua, che non solo dialetto. nel nostro paese, si sa, nata prima la cultura che lunit nazionale. perch ogni suddivisione territo-riale aveva gi una propria identit culturale, che nulla aveva a che fare con quella dello stato limitrofo. Secoli di divisioni e di reciproche diffidenze se non ostilit. Questa lItalia unita. For-

    ti tensioni tra stati regionali, sempre pi frammentati, divisi, distanti per menta-lit. Questo spezzatino territoriale e cul-turale rappresenta per la vera ricchezza materiale e immateriale dellItalia. un patrimonio unico al mondo, in grado di sprigionare unenergia, un estro e una vi-talit che ci invidiano in ogni angolo del pianeta. ci pu condurre ad esaltare la regionali-t intesa come territorio circoscritto le cui istituzioni sono pi vicine ai cittadini, ne conoscono le esigenze e sono quindi pi attente e pronte a soddisfare le loro istan-ze, richieste e necessit. Il tutto nel rispetto profondo della centra-lit di uno Stato minimo, come sosteneva Immanuel Kant, le cui funzioni devono essere limitate a compiti di difesa e ordi-ne pubblico. I sentimenti di nazionalismo o patriottismo debbono essere radicati nellanimo, ripeto come nei francesi, ne-gli inglesi o nei tedeschi. non si pu ten-tare di far fiorire lo spirito della nazione per legge o con la politica. Forse lunica strada che potrebbe riuscire ad infondere negli italiani un senso di ap-partenenza ad uno stato unico e sovrano quella del pragmatismo con cui comin-ciare a riformare lItalia, dandole quello che si merita in termini di infrastrutture, rilancio delleconomia e trasparenza bu-rocratica. A Sanremo lItalia s desta e ha capito, alla Benigni, che anche capace di grandi slanci umanitari e di entusiasmi patriottici.

    Carlo TimioGiuseppe Garibaldi

  • Pagina 3R PORTR PORTCaffCaff e

    I giovani sono il nostro orgoglio. la nostra Regione attraversa un periodo estremamente difficile. Ai problemi indot-ti dalla crisi economica e dalla mancanza di fondi, si sommano quelli determina-ti dalla crisi morale. I recenti episodi di cronaca nera ci fanno pensare che i nostri giovani credono sempre meno nel futuro e questo mina alle fondamenta la possibi-lit di costruire un domani migliore. I po-litici hanno una particolare responsabilit nel progettare e indirizzare questo futuro. che esempio stiamo dando ai giovani? ci disperdiamo in polemiche sterili e ci ostiniamo in un gioco delle parti perico-losissimo e nefasto in questo momento. I giovani sono la risorsa fondamentale per la nostra regione, ma pi in generale per la nostra societ. non possiamo lasciare che episodi come quello accaduto ad elisa Benedetti, il bullismo, la droga diventino consuetudine accettata nella nostra re-gione. Ci significa che estremamente necessario e urgente iniziare a guardare al cuore delle cose, riconoscere ci che fondamentale e farlo tutti insieme. non possiamo continuare a nasconderci dietro

    azioni poliTiChe a salvaguardia dei giovani

    la scusa che laggressivit e la violenza sono costanti del comportamento uma-no di ogni epoca in ogni cultura, anche perch studi dimostrano che se insegnati i giusti principi che dovrebbero ispirare la societ e leducazione, tali comporta-menti possono modificarsi. Dobbiamo tornare a comunicare con i giovan