Corso Di Organizzazione Aziendale

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<ul><li><p>7/30/2019 Corso Di Organizzazione Aziendale</p><p> 1/44</p><p>Corso di</p><p>ORGANIZZAZIONE AZIENDALE</p><p>Programma:</p><p>1. Come nasce il problema organizzativo2. Gli attori organizzativi: i soggetti che nellorganizzazione operano come singoli individui ma</p><p>anche come gruppi.</p><p>3. Lorganizzazione e i suoi ambienti: come interagisce limpresa con lesterno4. Le relazioni: meccanismi con cui si regolano i rapporti allinterno e allesterno dellimpresa.5. Le forme organizzative unitarie e divisionali: possibili configurazioni aziendali6. Le adhocrazie e le forme organizzative ibride: possibili configurazioni aziendali7. Organizzare il lavoro delle persone: gestione delle risorse umane (punti di contatto con il</p><p>diritto di lavoro nonostante affronti temi gestionali pi che giuridici).</p><p>Introduzione:</p><p>Lorganizzazione aziendale una disciplina che diviene autonoma nel secolo scorso ed ha origineda due radici differenti quali:</p><p> leconomia politica (e in particolare nella microeconomia neoclassica): che pur occupandosidelle imprese e della loro organizzazione, (meglio nota come teoria dellimpresa), nondisponeva di una teoria vera e propria dellorganizzazione (per lappunto teoriadellorganizzazione). La microeconomia neoclassica si occupa tuttoggi dellimpresa come unafunzione della produzione nella quale si cercano le tecniche efficienti ma non ci si pone alcunproblema di tipo organizzativo (lorganizzazione come dato esogeno nella microeconomia).</p><p> Studi di natura igegneristica: tecniche e approcci matematici applicati allorganizzazione dellavoro cercando modalit per migliorare sostanzialmente lefficienza del lavoro. Lefficienza </p><p>una generica misura di prestazioni che pu essere applicata a differenti aree aziendali definitedal rapporto input / output (applicata alla finanza, alla produzione, al lavoro ecc).</p><p>Queste due radici sono state linput di partenza dellorganizzazione aziendale dalle quali poi si nettamente distinta per esser definitivamente influenzata dalla filosofia,psicologia e sociologia..</p><p>Lorganizzazione ha molteplici definizioni e ogni definizione pu essere tanto giusta quantosbagliata in quanto ogni definizione enfatizza aspetti diversi(una mette in risalto un aspettopiuttosto che un altro). La pi generale tra tutte queste possibili definizioni quella che sostieneche lorganizzazione un insieme di risorse tecniche,umane,finanziere e un insieme di processi voltiad un fine comune.</p><p>N.B.se il fine di unorganizzazione economico si parla di impresa.</p></li><li><p>7/30/2019 Corso Di Organizzazione Aziendale</p><p> 2/44</p><p>Da tale definizione si pu poi ricavare che lorganizzazione in primis pu essere considerata comeun sub sistema di un pi ampio sistema sociale ed economico che lo comprende ed a sua voltacomposto da altri sistemi.Lorganizzazione pu essere intesa come struttura. Per struttura si intende proprio laconfigurazione utilizzata per dare ordine alle relazioni tra le componenti di unazienda; un</p><p>cambiamento di struttura si ha non solo quando cambio la configurazione ma anche quandocambio le componenti che poi vanno a relazionarsi.Lorganizzazione anche unattivit specifica del pi generale governo di unazienda (specificaattivit = il fare); questo ci permette di capire anche il rapporto tra i due diversi insegnamenti(economia e gestione delle imprese e organizzazione aziendale) dove lorganizzazione aziendale una parte delleconomia e gestione delle imprese.Lorganizzazione come componente individuale ovvero luomo, lindividuo, e quindi le risorseumane.</p><p>COME NASCE IL PROBLEMA ORGANIZZATIVO</p><p>Lorganizzazione nasce per effetto della divisione del lavoro che crea attivit specializzate c he sisono dimostrate pi produttive delle attivit generali;questa divisione fa aumentare lefficienzaproduttiva.</p><p> Divisione: come dividere il lavoro (quante fasi). Specializzazione: quale fase assegnare e a chi assegnarla. Coordinamento: problema organizzativo per eccellenza che consiste nel ricondurre ad unit</p><p>le attivit specializzate e le varie fasi.La divisione del lavoro e lorganizzazione nascono con la rivoluzione industriale e vanno asoppiantare le forme artigianali. Le diverse soluzioni organizzative differiscono tra loro per ilmodo in cui realizzano il coordinamento.</p><p>La divisione del lavoro in attivit specializzate comporta tre tipi di economia: economie di specializzazione: derivano dal fatto di dedicare ciascuna risorsa (umana o</p><p>materiale che sia), ad una specifica attivit,realizza la stessa attivit in modo pi veloce</p><p> economie di apprendimento: loperatore concentrandosi solo su una gamma di attivit riesce aconoscerle meglio e attraverso lapprendimento modifica il modo di svolgere una specificaattivit in senso migliorativo. Un concetto analogo a quello delle economie di apprendimento quello di effetto-esperienza, ovvero con il passare del tempo si beneficia dellesperienza legataallo svolgimento dellattivit.</p><p> economie di scala: le risorse specializzate possono assumere dimensioni crescenti nel tempo, ilche pu portare a economie di scala o ad una riduzione dei costi medi unitari di produzione nel</p><p>lungo periodo. Pi precisamente le economie di scala si verificano quando in corrispondenzadellincremento delle dimensioni aziendali (gli impianti), laumento della quantit prodotta evenduta pi che proporzionale rispetto allaumento di costo connesso allincremento dimensionale; (il costo marginale laumento di costo che si sopporta quando la produttivitincrementa di una unit mentre il costo unitario il costo medio di ogni singola unit prodotta.Detto questo si hanno economie di scala quando il costo marginale minore del costo unitarioe conseguentemente una unit in pi di prodotto fa diminuire a sua volta lo stesso costomedio della produzione nel lungo periodo).</p><p>Queste attivit che sono state suddivise portano allesigenza di un coordinamento che stato</p><p>definito come la regolazione efficace delle interdipendenze tra tutte le attivit specializzate in cui stato suddiviso il lavoro.</p></li><li><p>7/30/2019 Corso Di Organizzazione Aziendale</p><p> 3/44</p><p>Il coordinamento pu essere organizzato secondo molteplici forme tra le quali assumono maggiorrilievo:</p><p> il mercato: una forma di coordinamento nel senso che tramite il meccanismo dei prezzi oscambio basato sul prezzo, coordina lattivit di tanti attori specializzati ciascuno in altreattivit (teoria di A. Smith).</p><p> le gerarchie: in questo caso non vi una mano invisibile del mercato che garantisce ilcoordinamento attraverso lo scambio in cui si necessita della sola informazione -prezzo, matutto viene coordinato da un soggetto posto allapice della gerarchia piramidale e che coordinatutte le attivit specializzate legate ad unorganizzazione.</p><p> convenzioni: insieme di regole e comportamenti accettati da una determinata comunit. forme ibride: la normalit sta nel fatto che, qualunque sia lattivit di produzione, non c tra</p><p>coloro che svolgono le varie fasi un solo meccanismo di coordinamento, in quanto non esistesolo mercato o solo gerarchia ma un mix tra questi.</p><p>Lattivit di coordinamento pu svolgere due ruoli principali allinterno di unorganizzazione:</p><p> un ruolo procedurale: nel caso in cui gli obiettivi e la conoscenza (tecnologia) sono dei datiesogeni e quindi si porr solo un problema di stabilire i passaggi per lo svolgimento dellediverse attivit.</p><p> ruolo esplorativo: nel caso in cui gli obiettivi e la conoscenza non sono dei dati esogeni allorain questo caso lattivit organizzativa risulter pi ampia e sperimentale; si effettuer unaricerca per fissare gli obiettivi e le tecnologie da utilizzare con un impiego maggiore di risorsein termini monetari e di tempo.</p><p>Gli obiettivi e la conoscenza evidenziano nel campo delle imprese cosa produrre e comeprodurre, il che ci porta a trattare della relazione esistente tra strategia aziendale e struttura</p><p>organizzativa.Per strategia si intende definire gli obiettivi di produzione e vendita (cosa e dove) mentre lastruttura si occupa di come realizzare il prodotto deciso dalla strategia;questi due concetti sono inrelazione tra loro e in particolare pu avvenire che la strategia determini la struttura : structurefollow strategy (chandler) o la struttura segue la strategia; in tal caso si determina prima lastrategia e poi si adegua la struttura in relazione a quella che la strategia da seguire in unarelazione semplice e lineare. Questa relazione lineare rimane valida finch opera in un contestostabile; se invece si opera in un contesto economico fortemente variabile si ha una relazione diinterdipendenza dovuto al fatto che adeguare la struttura alla strategia richiede tempo e quindi, lastrategia influenza la struttura, la struttura influenza la strategia, ed entrambe sono influenzate dai</p><p>cambiamenti ambientali con un approccio pi adeguato a descrivere la realt dei fatti.Lorganizzazione inoltre un sistema che, come gi abbiamo detto, apprende e risente dellavolont di una pluralit di soggetti interni ed esterni; la nozione stessa di strategia legata allalibert decisionale e quindi questo sottolinea laspetto creativo di tutti gli attori esterni ed internilegati allimpresa, i quali imparano dai risultati passati dellimpresa in una relazione evolutiva.</p><p>I punti cardine per lo studio dellorganizzazione aziendale sono 3:</p><p> attori intesi sia come singoli individui, sia come gruppi di individui relazioni che intercorrono tra gli individui, e tra ambiente e individui ambienteche circonda unorganizzazione esternamente</p><p>Esistono vari approcci per lo studio dellorganizzazione e in particolare questi approcci sifocalizzano su tre aspetti:</p></li><li><p>7/30/2019 Corso Di Organizzazione Aziendale</p><p> 4/44</p><p> soggetti sistemi popolazioni</p><p>I soggetti: il soggetto dotato di una propria razionalit e le teorie che focalizzano lattenzione su</p><p>tale componente dellorganizzazione vanno ad indagare come il soggetto si comporta nelle suedinamiche decisionali e perch pone in essere determinati comportamenti. Lindividuo pu esserevisto in una duplice veste infatti pu essere considerato sia interno che esterno allorganizzazione.Le principali teorie che si focalizzano sui soggetti sono:</p><p>1. teorie classiche2. teoria dellintersoggettivit3. teoria delle decisioni4. teoria degli stakeholder5. teorie motivazionali6. teorie fenomenologiche</p><p>La prima classe di teorie esaminate quella delle teorie classiche dellorganizzazione:nascono inun periodo in cui la domanda rigida e la produzione di massa.Secondo tale teoria lorganizzazione un mezzo che viene plasmato dai fini di chi detiene ilcomando. Questi opera secondo un principio di razionalit che risponde al criterio efficientisticodel minimo mezzo e trascura ogni altra considerazione di tipo culturale che possa interferire conlobbiettivo di massimizzazione del risultato;quindi lindividuo che fa parte dellorganizzazione fondamentale per raggiungere lobbiettivo ma un mero esecutore dei comandi che gli vengonoimpartiti,non si considera affatto la sua discrezionalit,individualit,personalit.I principali autori di tale teoria sono Taylor e Feyol; questultimo formula delle teorie in linea con la</p><p>visione taylorista, ma incentrando la sua attenzione sui principi di amministrazione aziendale equindi sul top management. Questi due autori ci forniscono le informazioni tecniche per migliorarelefficienza; il problema organizzativo si basa sullindividuazione della tecnica pi adatta e nelmiglioramento di tale tecnica, eliminando sostanzialmente la discrezionalit e la creativitindividuale. Taylor in particolare applicher questi metodi nelle fabbriche di Ford (da qui nasce ilconcetto di Taylorismo e Fordismo) elaborando il c.d. postulato della one best way: esiste unasola via ottimale (ottimale in senso assoluto). Il limite di questa teoria intrinseca al postulatostesso in quanto non possibile pensare che esista una sola via ottimale senza tenere conto delcontesto in cui si opera; il contesto (o ambiente) proprio lelemento da cui il Taylorismoprescinde totalmente essendo tutta focalizzata sul soggetto e su unottica deterministica.</p><p>Teorie dellintersoggettivit:sono definite teorie dellintersoggettivit in quanto sono focalizzateancora sui soggetti ma si lascia pi spazio alla discrezionalit dellindividuo considerando anche lepossibili interazione tra soggetti :cio lorganizzazione e il comportamento organizzativo nondipende da quello che decide un soggetto come nel taylorismo puro, ma dipende dalla interazionetra soggetti:ora si inizia a considerare linterdipendenza tra gli obbiettivi dei singoli individuidellorganizzazione e gli obbiettivi dellorganizzazione stessa.</p><p>Le teorie delle decisioni, si focalizzano sul soggetto inteso come individuo,il soggetto pi umano.Tale visione deriva soprattutto dalla concezione di razionalit limitata introdotto da Simon:lessere</p><p>umano dotato non di una razionalit assoluta, ma di una razionalit limitata in quanto nonconosce con completezza tutte le alternative di scelta, le possibilit tecniche e le conseguenzedovute alle alternative.</p></li><li><p>7/30/2019 Corso Di Organizzazione Aziendale</p><p> 5/44</p><p>Lorganizzazione ora viene studiata attraverso i processi decisionali che spingono lindividuo adorganizzarsi e a comportarsi in determinati modi e quindi a prendere determinate decisioni. Siarrivato poi a concludere che le decisioni possibili sono di due tipi:</p><p> programmabili:ossia comportamenti prevedibili che non implicano scelte per il soggetto che leprende</p><p> non programmabili :comportamenti non prevedibili e quindi che implicano una scelta tra qualiattuare</p><p>Teoria degli stakeholders: gli stakeholders sono i portatori di interessi, ed un concettocontrapposto al concetto di stokeholder o shareholder cio portatore dellazione o investitore atitolo di capitale proprio.Lo stakeholder (clienti, banche, dipendenti, fornitori), per essere definito come tale deve s essereportatore di interessi, ma deve anche influenzare lorganizzazione. La teoria degli stakeholders,similmente alla teoria delle decisioni, vede nellorganizzazione e nel comportamento organizzativoil risultato dellinterazione di pi soggetti.</p><p>Gli stakeholders cos astrattamente individuati possiamo classificarli in due modi:1. stakeholders rilevanti o primari: pi interessi ma soprattutto pi influenza2. stakeholders poco rilevanti o secondari: al contrario non esercitano una forte influenza</p><p>Chi prende le decisioni nellimpresa deve tener conto di tutte queste relazioni pi o meno influentie degli interessi di tutti questi soggetti;un criterio che spesso viene dimenticato quando si tieneconto dei decisori che nellorganizzazione prendono le decisioni, il criterio dellurgenza: ilcomportamento organizzativo frutto delle volont di tutti gli stakeholders, per chi decide tieneconto dellurgenza che qualifica linteresse dei vari stakeholders.</p><p>Le teorie motivazionali:le teorie motivazionali si focalizzano sulla motivazione dei soggetti chepartecipano allorganizzazione,e quindi studiano la motivazione sul lavoro, la motivazione apartecipare,e sono teorie che guardano da vicino allequilibrio organizzativo dellimpresa ossiaallequilibrio tra incentivi che i partecipanti hanno a partecipare allimpresa, e i contributi chederivano dalla loro...</p></li></ul>

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