drink style sett-ott 2012

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La rivista del bere bene di U.DI.AL

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    La rivista del Bere Bene di

    Bimestrale di informazione sul mondo del beverage

    Anno 6 - n35 - Set/Ott 2012

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    Chi fa da s,fa per treTasse, tasse e ancora tasse: il governo dei tecnici si dimostrato un autenti-co campione in materia. Anche il set-tore delle bevande entrato nel miri-no dei gabellieri: e se da una lato le bevande gassate, alla fine, non sono state penalizzate, gli alcolici invece sono stati ulteriormente tartassati con un bellaumento sulle accise, alla fac-cia del rilancio del settore e di tutti i possibili e immaginabili propositi di crescita.Crescita: ecco laltra parola magica con la quale il Governo conta di in-vertire la rotta della barca Italia. Una barca sempre pi alla deriva se si considera che sono stati sprecati gli ultimi 10 anni durante i quali lecono-mia italiana non si mossa neanche di un nulla. Ora si cerca di recupera-re il tempo perduto, non prima ovvia-mente di aver dato unaltra mazzolata qua e la con balzelli e imposte varie.In questa poco esaltante cornice non fa certo eccezione il settore del fuoricasa.

    Il malcontento fra gli addetti ai lavori monta giorno dopo giorno e, seppur lestate appena trascorsa, dal punto di vista del meteo stata bellissima, eco-nomicamente hanno tutti da lagnarsi. Un dato su tutti: secondo il sondaggio di Fiba-Confesercenti la stagione esti-va 2012 si chiude con risultati davve-ro preoccupanti per gli imprenditori balneari: presenze in spiaggia in calo del 15%, del 20% per i consumi.Lautunno alle porte, poi, non lascia intravedere nulla di buono. Ci vorrebbe un colpo di fortuna? Magari anche quello, perch no? Ma non il caso di affidarsi allo stellone, cos come non il caso di attendere che la politica risolva le problemati-che del settore. Gli operatori dellHo-reca italiana devono fare da se. Pro-duttori, distributori, punti vendita: de-vono trovare voglia e capacit di av-viare un confronto serio e program-mato, una sorta di patto di filiera, nel quale ognuno chiamato, con seriet e professionalit a fare la propria par-te, senza sotterfugi n sottocosti, in piena onesta e con la consapevolezza che il tempo che rimane per rilanciare davvero il settore, quasi finito.

    Rivista specializzata di:72021 Francavilla Fontana (Br)

    C.da Carlo Di Noi InferioreVia per Ceglie Km 1

    Tel. 0831.815906 - Fax 0831.811050www.udial.it - udial@libero.it

    Anno 6 - Numero 35Settembre/Ottobre 2012

    Direttore Responsabile: Giuseppe Rotolo

    Editore:

    Iscrizione al R.O.C. n6648V.le Aldo Moro, 44 - 70043 Monopoli (BA)

    Tel. 080.9306460 - Fax 080.9373100input@inputedizioni.it - www.inputsrl.it

    Testi e collaborazioni: Marianna Iodice, Angela Svezia,

    Maria Vittoria Petrosillo, Valeria Todisco.

    Tutti i diritti di riproduzione di testi e foto, in qualsi-asi forma, compresa la messa in rete, sono riservati. Per qualsiasi utilizzo necessaria unautorizzazione scritta delleditore.

    Ai sensi dellArt. 10 della L. 675/1996, le finalit del trattamento dei dati relativi ai destinatari del presente periodico consistono nellassicurare uninformazione tecnica, professionale e specializzata a soggetti iden-tificati per la loro attivit professionale. LEditore, titolare del trattamento, garantisce ai soggetti interes-sati i diritti di cui allArt. 13 della suddetta legge.

    Reg. Trib. Bari n49 del 10/12/2007

    a cura di Giuseppe Rotolo

    La rivista Drink Style di propriet del consorzio U.DI.AL. - Consorzio fra distributori indipendenti di bevande. La pubblicazione ha il compito di trasferire e implementare, attraverso linformazione puntale, credibile e professionale, il sapere e la cultura del fuoricasa italiano.La rivista edita bimestralmente e postalizzata in modo mirato verso i locali altovendenti ho.re.ca. e superhoreca, clienti dei soci del consorzio.

    edizioni

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    Il fuori casa fra concorrenza e calo dei turistiSi chiude lestate e si guarda avanti: ecco una fotografia sul mondo di bar e ristoranti.Chiusa la stagione estiva ogni gestore fa un po di conti sullincasso, sulle spese, sui guadagni e riflette su come andato il proprio giro daffari, spa-ziando lo sguardo al proprio mercato locale e, infine, confrontando la pro-pria stagione con i trend generali del Paese, argomento sempre oramai sulle prime pagine dei giornali. Fac-ciamo qui, per i nostri lettori, una sintesi eloquente dello stato del fuori casa italiano di fine estate, aiutandoli cos a capire in che modo si sta evol-vendo il settore.

    Dai monti al mare meno turistiLestate sempre attesa dai gestori, i flussi turistici interni e dallestero in-grossano solitamente le fila dei clienti e aumentano i fatturati. Ma questesta-te 2012 ha deluso molti, un po ovun-que si sono visti meno turisti. Pi di tutti sono gli italiani che non si sono spostati. Se prendiamo il mese di ago-sto, le stime dicono che siamo di fron-te al 29,5% in meno di turisti rispetto al 2011.Secondo Federalberghi questestate quasi 6 italiani su 10 sono rimasti a casa, ma per fortuna quasi l80% dei vacanzieri italiani ha scelto di rimane-re in patria. Non c solo il problema

    del calo numerico dei turisti, un se-condo aspetto da non sottovalutare la durata delle vacanze e la propen-sione di spesa, entrambe molto ridot-te. Il fenomeno del pic-nic esploso nelle campagne e al mare, si fanno gite in montagna o in zone balneari, ma non si passa da bar e ristoranti. E a proposito di spiagge, anche gli im-prenditori balneari hanno registrato un forte calo: Fiba-Confesercenti cal-cola un trend negativo pari a -15% per le presenze e -20% per i consumi. Sono stati tanti gli ombrelloni chiusi e i ristoranti e bar poco affollati (se non semivuoti), dal luned al venerd. Lu-nica ancora di salvezza stata, come sempre, il week-end.

    La concorrenza: cinesi e sagreA rendere lestate ancor pi difficile per i gestori stata anche la concor-renza delle sagre. La querelle sulle sagre era gi iniziata nellestate 2011, quando Fipe-Confcommercio fece no-tare, come fa notare ancora, che gli eventi enogastronomici sono troppi e sono concentrati nellarco di pochi mesi estivi. Spesso, poi, non si tratta di

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    Le sagre, spesso ci si trova di

    fronte a locali a cielo aperto,

    in piena concorrenza con

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    vere sagre, intendendo per sagra una manifestazione atta a promuovere un prodotto tipico. Spesso ci si trova di fronte a locali a cielo aperto, in pie-na concorrenza con i pubblici eserci-zi. A battersi per un albo delle sagre che regolarizzi la situazione , tra gli altri, Pierantonio Genestrone di Confcommercio Valle dAosta. Gene-strone sottolinea che queste manife-stazioni entrano in concorrenza sleale con bar, pizzerie e ristoranti in quanto esse godono per molti aspetti di un regime sem-plificato (in-quadramento del persona-le, misure di sicurezza e prelievo fisca-le) laddove, invece, i pub-blici esercizi seguono re-gole ordinarie molto pi severe. Un altro aspetto da non sottovalutare oggi sul mercato del fuori casa la crescita della concorrenza di locali gestiti da extracomunitari, fenomeno che non si limita certo alla sola estate. Oggi i titolari dei ristoranti che non risentono della crisi sono cinesi. Se-condo i dati della Cgia di Mestre nel quadriennio 2008 - 2011 la crescita

    delle aziende cinesi stata notevole (+26%). A fine 2011 le aziende gestite o di propriet di imprenditori cinesi hanno superato le 58.200 unit. Nello specifico il settore alberghiero e della ristorazione conta 11.183 aziende.

    LiberalizzazioniIn un mercato indebolito dalla crisi, dove i pubblici esercizi devono guar-darsi le spalle persino dalle sagre di paese, almeno una buona notizia c

    e si chiama Scia. La Scia e la se-g n a l a z i o n e certificata di inizio attivit e semplifiche-r liter di apertura di bar, ristoranti e pizzerie.

    un provvedimento di liberalizzazio-ne che, si spera, non andr a saturare ulteriormente il mercato, ma render semplicemente meno oneroso linizio delle nuove attivit. Il provvedimento si incanala in quel filone di leggi di semplificazione e liberalizzazione in cui troviamo la disposizione di apertu-ra senza limiti di orario e lassenza di obblighi di chiusura nei giorni festivi.

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    Le donne apprezzano sempre pi

    drink, cocktail e vini, diventando

    un target di riferimento

    interessante e appetibile.

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    Il provvedimento ha recepito la diret-tiva comunitaria servizi 2006/123, la c.d. direttiva Bolkestein, ma ancora allesame del Consiglio dei Ministri.La Scia prevede la possibilit di essere titolari di un esercizio pubblico anche se sprovvisti della professionalit pre-scritta e della revisione dei requisiti morali. La Scia sostituir la Dia, cio la denuncia di inizio attivit: baster presentare allo Sportello Unico delle attivit produttive una semplice se-gnalazione del gestore che andr a sostituire autorizzazioni, lice