guida turistica del fermano

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1 SISTEMA TURISTICO LOCALE MARCA FERMANA Tel. 0734.511197 • Fax 0734.221621 e. mail: [email protected] www.marcafermana.com Il Sistema Turistico Locale Marca Fermana ha realizzato il nuovo materiale informativo per la promozione del territorio. Esso comprende due guide: l’una incentrata sulla presentazione del territorio fermano, l’altra che pone la sua attenzione al- l’ospitalità del territorio attraverso le strutture ricettive presenti e censite. La prima, suddivisa in dieci itinerari, offre al turista un paesaggio che spazia dal mare alle colline ed arriva, con suggestive atmosfere e magici paesaggi, ai Monti Sibillini. Sono itinerari finalizzati a rendere al visitatore un agevole e affascinante percorso che passa attraverso aspetti naturalistici legati tra loro da un filo conduttore che li accompagna e li accomuna tra storia e arte. La quinta Provincia coniuga con innata semplicità e naturalezza tutto questo, con una ricca e gloriosa tradizione e con le peculiarità di ciascuna città, in un unicum complesso e quanto mai ricco di passato che nel tempo ha saputo proiettarsi al futuro. Sin dal primo itinerario, l’antica memoria dei Comuni ivi elencati trova la sua giusta emozione: la presenza dell’uomo ha nel tempo modificato gli aspetti nel rispetto della conservazione degli elementi naturali e culturali. Sono tappe raggiungibili at- traverso facili strade, percorribili in pochi minuti: per chi giunge dal mare, la costa conta ben 25 km di lunghezza; si alternano borghi fortificati, torri e strutture di epoche diverse. L’itinerario dei Teatri permette di ritrovare, attraverso strutture antichissime e più recenti, il valore di aggregazione sociale e l’evoluzione di una società che nel tempo ha saputo mantenere viva un’antichissima tradizione. La dolcezza poi di un paesaggio armonico, dalle colline degradanti, è divenuto nel tempo uno scenario ritratto fin dal ‘400 da grandi artisti, provenienti da paesi lontani e che hanno lasciato opere di gran pregio che ci permettono di scoprire, attraverso un altro itinerario, in un gioco di colori e di particolari accuratissimi, un territorio ed il suo sistema urbano tra Medioevo e Rina- scimento fino a ritrovare opere molto più recenti di figure simboliche ed astratte. Si vuole inoltre far apprezzare, attraverso le “Botteghe degli antichi mestieri” una terra che mantiene la sua identità anche grazie ad attività tradizionali: dalla lavorazione della ceramica a quella della paglia prende vita un artigianato artistico che basa la sua opera sulla lavorazione di materiali caratteristici che però ben convivono con le più moderne tecnologie. La forza di questo territorio sta nell’altissima specializzazione di un comparto produttivo in tutte le sue fasi, da quello artigia- nale a quello industriale di cui il distretto calzaturiero detiene il primato ed ha raggiunto altissimi livelli qualitativi scaturiti da eccellenze sapienti ed intuitive, apprezzate non solo in Italia ma anche all’estero. Non posso che augurare ai visitatori che vorranno scegliere questa terra come loro meta, di cogliere attraverso gli itinerari pro- posti, meraviglie insolite, colori ancora vivi, squarci di cielo limpido, campagne rigogliose, boschi non deturpati e nel contempo gustare sapori di prodotti ancora genuini che fanno delle nostre tavole invitanti banchetti. Il Presidente del Sistema Turistico Locale Guglielmo Massucci REGIONE MARCHE PROVINCIA DI FERMO FONDAZIONE CASSA RISPARMIO di FERMO

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Opuscolo 2012

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Page 1: Guida Turistica del Fermano

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SISTEMA TURISTICO LOCALE MARCA FERMANATel. 0734.511197 • Fax 0734.221621

e. mail: [email protected]

Il Sistema Turistico Locale Marca Fermana ha realizzato il nuovo materiale informativo per la promozione del territorio.Esso comprende due guide: l’una incentrata sulla presentazione del territorio fermano, l’altra che pone la sua attenzione al-l’ospitalità del territorio attraverso le strutture ricettive presenti e censite.La prima, suddivisa in dieci itinerari, offre al turista un paesaggio che spazia dal mare alle colline ed arriva, con suggestive atmosfere e magici paesaggi, ai Monti Sibillini.Sono itinerari finalizzati a rendere al visitatore un agevole e affascinante percorso che passa attraverso aspetti naturalistici legati tra loro da un filo conduttore che li accompagna e li accomuna tra storia e arte. La quinta Provincia coniuga con innata semplicità e naturalezza tutto questo, con una ricca e gloriosa tradizione e con le peculiarità di ciascuna città, in un unicum complesso e quanto mai ricco di passato che nel tempo ha saputo proiettarsi al futuro.Sin dal primo itinerario, l’antica memoria dei Comuni ivi elencati trova la sua giusta emozione: la presenza dell’uomo ha nel tempo modificato gli aspetti nel rispetto della conservazione degli elementi naturali e culturali. Sono tappe raggiungibili at-traverso facili strade, percorribili in pochi minuti: per chi giunge dal mare, la costa conta ben 25 km di lunghezza; si alternano borghi fortificati, torri e strutture di epoche diverse.L’itinerario dei Teatri permette di ritrovare, attraverso strutture antichissime e più recenti, il valore di aggregazione sociale e l’evoluzione di una società che nel tempo ha saputo mantenere viva un’antichissima tradizione.La dolcezza poi di un paesaggio armonico, dalle colline degradanti, è divenuto nel tempo uno scenario ritratto fin dal ‘400 da grandi artisti, provenienti da paesi lontani e che hanno lasciato opere di gran pregio che ci permettono di scoprire, attraverso un altro itinerario, in un gioco di colori e di particolari accuratissimi, un territorio ed il suo sistema urbano tra Medioevo e Rina-scimento fino a ritrovare opere molto più recenti di figure simboliche ed astratte.Si vuole inoltre far apprezzare, attraverso le “Botteghe degli antichi mestieri” una terra che mantiene la sua identità anche grazie ad attività tradizionali: dalla lavorazione della ceramica a quella della paglia prende vita un artigianato artistico che basa la sua opera sulla lavorazione di materiali caratteristici che però ben convivono con le più moderne tecnologie.La forza di questo territorio sta nell’altissima specializzazione di un comparto produttivo in tutte le sue fasi, da quello artigia-nale a quello industriale di cui il distretto calzaturiero detiene il primato ed ha raggiunto altissimi livelli qualitativi scaturiti da eccellenze sapienti ed intuitive, apprezzate non solo in Italia ma anche all’estero.Non posso che augurare ai visitatori che vorranno scegliere questa terra come loro meta, di cogliere attraverso gli itinerari pro-posti, meraviglie insolite, colori ancora vivi, squarci di cielo limpido, campagne rigogliose, boschi non deturpati e nel contempo gustare sapori di prodotti ancora genuini che fanno delle nostre tavole invitanti banchetti.

Il Presidente del Sistema Turistico Locale Guglielmo Massucci

REGIONE MARCHE

PROvINCIA dI FERMO

FONdAzIONECASSA RISPARMIO di FERMO

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MontefalconeAppennino

Amandola

Smerillo

Monte Urano

ITINERARIO 1

Oltre lO sguardO l’emOziOne del paesaggiOdalle terrazze sul mare a quelle dell’entrOterra

itinerario percorribile in 2 giorni

itinerariO 1itinerariO 1

dalle terrazze sul marea quelle dell’entrOterra

Il tema del paesaggio trova nel Fer-mano un contesto di antica memo-ria; la cosciente e costante presenza dell’uomo ha infatti modificato gli aspetti, garantendo la conservazio-ne degli elementi naturali e culturali. Moltissimi sono i borghi dalle cui ter-razze è possibile ammirare le varietà del paesaggio fermano, dove la lun-ga tradizione mezzadra ha disegnato le colline con precisione geometrica. Si susseguono così declini armoniosi e borghi fortificati. Il nostro itinerario ci invita a tornare un po’ viandanti e a perderci fra le tante strade che si susseguono da colle a colle.La nostra prima tappa è Torre di Palme che si raggiunge facilmente dall’uscita autostradale di Porto San Giorgio–Fermo. Costeggiando la Sta-tale Adriatica verso Sud, si imbocca il bivio alla nostra sinistra e raggiun-giamo in pochi minuti il borgo: una splendida terrazza sul mare che, nel-le serene giornate d’estate, ci mera-viglia con lo spettacolare paesaggio dell’Adriatico.Proseguiamo verso sud-ovest per la SP35 arrivando a Lapedona: borgo situato prevalentemente in collina, di origini romane, famoso per i pro-

dotti agricoli piceni come olive, pere e mele.Continuando la SP35 e voltando a si-nistra per la SP2, il primo paese che incontriamo lungo la Valle dell’Aso è Altidona. Il centro storico, di origini medioevali, è attraversato da una via principale che taglia il paese per la sua lunghezza. Per poter ammirare il suggestivo panorama, uno dei punti più consigliati è il Torrione di Guardia situato in Piazza Cesare Battisti.Ritornando lungo la statale adriatica/SS16 e costeggiando Pedaso, proce-diamo verso Sud e una breve devia-zione a destra ci porta verso Campo-filone, meta gastronomica per i suoi tipici maccheroncini.Verso nord, dopo un tratto della SP238, svoltiamo a destra e arriviamo a Moresco, uno dei borghi più belli d’Italia, che dalle sua mura medioe-vali ancora intatte, apre lo sguardo al paesaggio collinare.A pochi passi il paese di Monterub-biano, antichissima cittadina picena fra le più elevate della parte litorale. Siamo al centro della valle dell’Aso e possiamo apprezzare la bellezza di una fertile campagna disegnata dai campi e colorata dagli alberi da

frutta; in primavera gli innumerevoli peschi tingono di rosa l’intera vallata lasciandoci un’immagine mozzafiato.Raggiungiamo il borgo di Monte Vi-don Combatte dal cui affascinante centro storico medievale possiamo ammirare le colline della Valle del-l’Aso e fra le sue peculiarità paesaggi-stiche, la Macchia Pelagallo che ospi-ta farnie, una fra le specie più rare del territorio marchigiano Riprendendo la SP56, raggiungiamo Ortezzano, riconoscibile da lontano per la sua trionfante torre dalla mer-latura ghibellina. Per la sua confor-mazione in epoca romana fu luogo ideale per la costruzione di ville rusti-che; solo in età farfense fu munito di mura castellane.L’ultima tappa del nostro percorso ci porta verso la valle del fiume Ete, per raggiungere Monte Giberto, dove l’attuale centro urbano sorge su un ridente colle panoramico con vista a 360°, circondato da verdi colline.Questa strada ci ha fatto ripercorre-re sentieri poco conosciuti e mera-vigliosi paesaggi, come se volesse ricordarci che “un vero viaggio di scoperta non è cercare nuove terre, ma avere nuovi occhi” (Proust).

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4 5MontefalconeAppennino

Amandola

Smerillo

Monte UranoITINERARIO 2

teatri stOrici del fermanOitinerario percorribile in una giornata

itinerariO 2

teatri stOricidel fermanO

itinerariO 2Un itinerario fra i teatri del Fermano, in cui le diverse arti hanno trovato splendidi esempi di fusione, per-mette di comprendere l’evoluzione sociale di luoghi nati da esigenze culturali proprie della vita urbana. La splendida seduzione nasce dall’im-maginarli in piena attività, gremiti di gente ed in continua trasformazione. Lo spirito dell’itinerario è quello di ritrovare il valore di aggregazione so-ciale in un momento di vita culturale ed inizia dal Teatro Vittorio Emanuele di Porto San Giorgio. È un luogo fa-cilmente raggiungibile a pochi minu-ti verso nord dall’uscita autostradale: costruito da Giuseppe Luccatelli nel 1815, ci mostra il tema dell’armonia cosmica nella sua splendida volta dipinta con cielo notturno, costella-zioni ed il velario centrale sostenuto da un delicato intreccio di corde (Tel. 0734.672470).Il nostro viaggio prosegue a Fermo, dove troviamo il più grande Teatro lirico della Regione Marche: il Teatro dell’Aquila, con i suoi 5 ordini di palchi e una platea dalla capienza comples-siva di circa 1000 posti. Inaugurato nel 1790, è stato da sempre il centro dell’attività cittadina e del compren-sorio. Di notevole pregio il dipinto

del soffitto raffigurante i “Numi del-l’Olimpo”, il sipario che ci mostra “Ar-monia che consegna la cetra al genio fermano” e lo splendente lampadario a 56 bracci in ferro dorato e foglie lignee. Per la valorizzazione di que-sto bene, viene organizzato un ricco cartellone di prosa e concertistica, con attenzione anche ai giovani (Tel. 0734.284295).La diffusione di questi centri è molto intensa nell’area fermana. In circa 25 minuti seguendo le indicazioni per Monterubbiano e la SP56 arriviamo a Petritoli, dove si trova uno dei teatri tra i più eleganti delle Marche, il Tea-tro dell’Iride (Tel. 0734.658141). Situa-to ad ovest del borgo, al suo interno si apre una magnifica cavea con im-ponenti colonne corinzie.Seguendo le indicazioni per Monte Giberto, in pochi minuti si arriva a Grottazzolina e lì troviamo il Teatro Ermete Novelli: costruito nel 1973 per iniziativa di privati e poi rilevato dal Comune, è caratterizzato da un’am-pia platea e una balconata che gira attorno al perimetro della sala (Tel. 0734.632772).Procedendo lungo la SP239 e se-guendo le indicazioni per Contrada Croce alla nostra destra, arriviamo

a Montegiorgio dalla cui sommità, chiamata comunemente Pincio, pos-siamo godere di un bellissimo pano-rama che spazia dal mare Adriatico ai Monti Sibillini. Qui troviamo il Teatro Domenico Alaleona, intitolato al cele-bre compositore cittadino. La sua co-struzione risale al 1770 ed è famosa per la sua sala interna con una serie di cariatidi in stucco bianco e oro che sostengono i palchi della cavea (Tel. 0734.961441).Pochi km ci separano da Falerone:come poter rinunciare ad un viag-gio irreale nel passato, che ci porta alle antiche tradizioni degli spetta-coli romani? All’interno del Parco Ar-cheologico dell’antica città di Falerio possiamo visitare il Teatro Romano, che si staglia isolato in mezzo alla campagna, al termine di un vialetto ombreggiato, ed inoltre possiamo ammirare due cisterne e l’anfiteatro. (Tel. 333.5816389).Il nostro itinerario ci lascia nell’epoca romana, ma vogliamo segnalarvi la presenza di altri spazi teatrali: San-ta Vittoria in Matenano, Teatro del Leone (0734.780111), Sant’Elpidio a Mare, Teatro L. Cicconi (0734.859110), Porto Sant’Elpidio, Teatro delle Api (0734.902107), Montegranaro, Tea-tro la Perla (0734.893350).

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MontefalconeAppennino

Amandola

Smerillo

Monte UranoITINERARIO 3

VersO la pOrta dei mOnti sibilliniitinerario percorribile in 3 giorni

itinerariO 3itinerariO 3

L’itinerario ci porta verso Amandola, la porta dei Monti Sibillini con i suoi molteplici percorsi naturalistici; il paesaggio ci rimanda come un’eco ai fantastici mondi di fiabe ed incanti e ci ricorda le magiche storie di Antoine De La Salle e del Guerrin Meschino, le profezie della Sibilla e le fiabe delle Fate. La leggenda narra che nell’an-tro della Sibilla vivesse la profetessa che raramente rivelava i suoi segreti; è così che cavalieri erranti giungeva-no da tutta l’Europa nella speranza di carpirne un oracolo. Dall’uscita autostradale di Porto San Giorgio, in circa 40 minuti possiamo arrivare a Monteleone di Fermo se-guendo la SP87 e la SP112, svoltiamo a destra per la SP66 e ancora una vol-ta a destra per la SP61 fino alla SP53.Nella risalita verso Monteleone di Fermo di sicuro incontreremo ciclisti e giocatori di “Ruzzola”. Il suo territo-rio offre aspetti paesaggistici molto particolari: lungo i due torrenti, l’Ete e il Lubrico, possiamo infatti trovare i vulcanelli fangosi, ossia modeste eruzioni melmose del sottosuolo. Non meno suggestivi sono i calanchi, solchi profondi prodotti dall’erosione sul terreno argilloso, in particolare

lungo la Valle dell’Ete.Seguendo le indicazioni per Montel-paro, arriviamo al “Murello”: così viene chiamato questo piccolo borgo che come una nave che punta dritta ver-so oriente, ha di fronte a se l’immen-so panorama del Monte dell’Ascensio-ne e dei Sibillini. Guarda inoltre verso Santa Vittoria in Matenano, il cui centro storico conserva l’antico trac-ciato medievale e le caratteristiche costruzioni in mattoni. Sicuramente da non perdere sulla vetta del Monte Matenano, il complesso del “Cappel-lone degli Innocenti” e il Santuario del-la Collegiata di Santa Vittoria. Raggiungiamo Montefalcone Ap-pennino, la nostra prossima tappa, seguendo la SP42 e la SP49. Da sem-pre i fossili hanno attirato l’interesse di molti: salire fino a Montefalcone a raccogliere “conchiglie” è stato, e lo è tuttora, un hobby praticato da molti. Nel 1996 nasce il Museo Comunale dei Fossili e dei Minerali (Tel. 0734.79136) presso Palazzo Felici, che conser-va fossili locali e minerali da tutto il mondo. Espone una ricca collezione di arte e natura e, nel giardino per-tinente, si può visitare una serra con 400 piante grasse.

A pochi minuti, sulla SP50, arrivia-mo a Smerillo, un piccolo borgo dalla mille proposte: nel 1987 è sta-to istituito il Centro di Educazione Ambientale “Bosco di Smerillo” (Tel. 0734.79423) che organizza moltissi-me attività legate all’astronomia, alla natura ed anche allo sport. Si pratica infatti l’orienteering: un’attività che prevede la scelta di obiettivi da rag-giungere attraverso l’uso di carte to-pografiche con segni convenzionali.Vince chi impiega il tempo minore, non è sempre il più veloce, ma chi è in grado di orientarsi.Tornando verso la SP239 arriviamo finalmente alla nostra meta: Aman-dola ed entriamo nel Parco dei Monti Sibillini. Ci troviamo a 500 mt. s.l.m. sul versante sud orientale dei Monti Sibillini, in una splendida posizione panoramica. Adagiato sulla sommità di tre colli, borgo ricco di storia e di natura trae il suo nome dalla pianta del mandorlo. Nella Casa del Parco, all’interno del Chiostro di San Fran-cesco (Tel. 0736.848598) possiamo raccogliere tutte le informazioni necessarie all’accesso e alla visita, e non possiamo perdere l’occasione di acquistare gadgets, guide, mappe e pubblicazioni del Parco.

VersO la pOrtadei mOnti sibillini

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MontefalconeAppennino

Amandola

Smerillo

Monte Urano

ITINERARIO 4

passi di pietrafra bOrghi e castelli del fermanO

itinerario percorribile in 2 giorni

itinerariO 4itinerariO 4

Un itinerario per andare alla ricerca di antichi manieri e affascinanti borghi ancora permeati di storia e lontani dai ritmi frenetici della città, seguen-do il lento percorrere fra campanili e torri, di colle in colle.Le vicissitudini storiche hanno lascia-to una copiosa diffusione di rocche e castelli in tutta la regione. In ogni pic-colo borgo si narra di guerre, trattati, battaglie, lotte e fazioni, ma anche di una popolazione dedita al lavoro e al culto religioso. Questo percorso offre una cordiale accoglienza in territori sereni e impregnati delle preziose testimonianze del passato. Da Fermo, per la SP239 in circa 20 mi-nuti arriviamo a Torre San Patrizio: il primo insediamento risale al VI sec., il castello dalla forma affusolata viene costruito intorno al ‘400 sulla sommi-tà di un piccolo colle. Si accede alle mura fortificate dalla Porta da Sole e, una via principale attraversa tutta la lunghezza con brevi vie perpendico-lari, isolati e case a schiera; non pos-siamo non perdere la vista dall’am-pio balcone sui Monti Sibillini. Fuori le mura, possiamo trovare Villa Zara dove visse Margaret Collier: questo paesaggio fece da scenario al suo fa-moso libro “La nostra casa sull’Adria-tico”. Seguendo Contrada Bora arri-viamo a Rapagnano. Qui il castello fu conteso per anni fra Fermo e Mon-

tegiorgio, fino alla conquista di Carlo Malatesta. La cinta muraria assume una forma ovoidale, un torrione con coronamento aggettante e merli guelfi indica la collocazione della Rocca. I compatti isolati si aprono per dare spazio alla piazza centrale, pro-babilmente costruita nel ‘700. A soli cinque minuti troviamo Magliano di Tenna. La leggenda narra che intorno all’anno mille un capitano di ventura di nome Malleano fondò il castello. Posto su un’isolata altura che domi-na la bassa valle del Tenna, mantiene l’aspetto medievale, con le sue mura e le torri inglobate nell’incasato. Per arrivare a Grottazzolina attraversia-mo la SP239. Il suo castello fu edifi-cato dai monaci farfensi intorno al X sec. e fu successivamente inglobato negli ampliamenti del centro abita-to; all’interno la cinta muraria scom-parse insieme al Palazzo Comunale e rimangono delle tracce del Palazzo Azzolino.Seguendo Contrada Capparuccia e Contrada Fonte in pochi minuti arri-viamo a Ponzano di Fermo. La sua storia è segnata dalla presenza far-fense, dal profondo legame con la città di Fermo e dall’importanza dei corsi d’acqua per i quali furono com-battute molte battaglie. Al borgo medievale, chiuso da mura, si accede con una rampa che unisce il vecchio

castello all’antica Chiesa di Santa Maria, da notare il Palazzo della Co-munità il cui ingresso è ornato da un raffinato arco in cotto.Seguendo per Monte Giberto lungo Contrada Maltignano, con soli dieci minuti arriviamo a Petritoli. Anche qui dobbiamo ai farfensi la nascita di un castello che ebbe grande impor-tanza strategica sulla Valle dell’Aso. Il paese si è strutturato nei secoli at-torno alla parte più antica posta alla sommità del colle. Il centro della vita è nella zona della Rocca: qui è stata eretta la Torre Civica che, con i suoi 40 metri d’altezza, ci regala un panora-ma impareggiabile.Circa un quarto d’ora ci separa da Moresco, seguendo Contrada San Savino e la SP56. Il fascino di questo luogo sta nel fatto che il suo aspetto sembra essersi fermato nel tempo; il castello è rimasto infatti quasi come nel Medioevo. La forma è ellissoida-le e dall’alto sembra una nave che ci porta verso l’Adriatico; delle due torri rimanenti, possiamo visitare la più antica dalla forma eptagonale, alta ben 25 metri; l’altra viene chiamata la Torre dell’orologio.Qui si conclude il nostro viaggio che ci ha riportato come cavalieri erranti nelle leggende, nei miti e nelle fiabe dei castelli fermani.

fra bOrghi e castellidel fermanO

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MontefalconeAppennino

Amandola

Smerillo

Monte UranoITINERARIO 5

bOtteghe degli antichi mestieriitinerario percorribile in 3 giorni

itinerariO 5itinerariO 5

Una terra che ancora oggi mantiene la propria identità sulle attività tradizio-nali. Dalla lavorazione della ceramica a quella della paglia, ancora oggi si ricorda l’operosità del popolo ferma-no. L’artigianato artistico del territorio si basa su attività di lavoro di antiche tradizioni eseguite con materiali ca-ratteristici, che convivono con le più moderne tecnologie. In questo picco-lo territorio operano più di 200 azien-de, ed in alcune di esse è possibile acquistare ceramiche, cappelli di tutti i tipi e per tutte le età, ma anche sciar-pe, borse e altri prodotti. Procedendo dalla SP239, verso la SP48 in direzione di Montappone, raggiungiamo Massa Fermana e l’inizio del nostro itinera-rio all’interno del Museo del Cappello e degli Antichi Mestieri di Strada (Tel: 0734.760258), situato al pian terreno dell’antico castello. Sicuramente è il miglior modo per conoscere le tipi-che lavorazioni ed i macchinari usati, prima di girovagare per fare qualche acquisto. Ritornando verso Montap-pone possiamo divertirci all’interno della Mostra del Cappellaio Pazzo e del Museo del Cappello (Tel: 0734.760426). Fra pagliette, cilindri e feluche possia-mo trovare l’ultimo cappello indossa-to da Federico Fellini. Siamo immersi nel cammino dei cinque nodi: cinque paesi, ormai socialmente annodati nel Distretto del cappello, che hanno

intessuto i loro rapporti sulla tradizio-ne dei fili di paglia. Monte Vidon Cor-rado è così vicino che è un peccato non andarci. In questo piccolo borgo misteriose Amalasunte, Numeri Magici, Angeli Ribelli e Lune Gialle ricordano il geniale pittore Osvaldo Licini (Centro Studi Osvaldo Licini e Casa dell’artista Tel: 334.9276790). È uno dei luoghi in cui si concentra la famosa lavorazione della paglia fin dal ‘700. Proseguendo per Falerone, famosissima per il suo Parco Archeologico, abbiamo l’occa-sione di rivivere le tradizioni culturali: ogni seconda domenica di agosto infatti, viene organizzato il ballo del-la ‘Nzegna, dove si danza in tondo a carri votivi di grano per ringraziare l’abbondante raccolto. Per raggiun-gere Servigliano, proseguiamo per la SP239 e possiamo ammirare la sua fondazione settecentesca, di impian-to urbanistico elementare e raziona-le. Una curiosità: il paese è diviso in rioni che la terza domenica di agosto si sfidano nel Torneo Cavalleresco. A pochi km Belmonte Piceno, una tap-pa obbligatoria per chi è alla ricerca di rarità: il centro storico conserva infatti un’antica architettura Paleo-cristiana, la Chiesa di Santa Maria in Muris, una piccola struttura di origine benedettina con il tipico torrione di vedetta. Da Belmonte passiamo alla vicina Monsampietro Morico, nota

per le attività tradizionali dell’uncinet-to e del tombolo. È un piccolo borgo dell’entroterra fermano che sorge su una ridente collina sulla riva del fiume Ete Vivo. Percorrendo un breve tratto, arriviamo alla frazione di Sant’Elpidio Morico prima di raggiungere Montot-tone, chiamato “lu paese de li coccià”. Qui la ceramica fa da padrone tra le tradizioni e anche i piccoli laboratori di vasai che mostrano cocci, terracot-te e maioliche fatti a mano, diversi l’uno dall’altro e intrisi di una bellezza imperfetta. A pochi minuti di strada, raggiungiamo Monte Rinaldo, terri-torio di frontiera nel Medioevo, le cui radici affondano in epoca romana e sono ancora visibili nel Santuario Tar-do Repubblicano. Il nostro itinerario si conclude con la visita di Montelpa-ro, dove piccole viuzze in pendenza si raccordano con ripide scalinate. Arriviamo al termine con una parti-colare curiosità da visitare: il Museo degli antichi mestieri ambulanti (Tel: 0734.780141) che ci riporta ancora una volta a vivere le attività tradizio-nali ed il loro antico fascino. Se per tornare alle vostre mete passate per Porto San Giorgio, vi consigliamo di fare una breve deviazione a Marina Palmense dove si trovano botteghe che tramandano la tradizione del ve-tro e del ferro battuto.

bOtteghe e antichimestieri

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L’esistenza di Fermo fin dall’età del bronzo è documentata da reperti ar-cheologici rinvenuti nelle tre necro-poli picene scavate intorno alla città e, a giudicare dalla loro consistenza, testimoniano che si trattava di un grosso centro piceno-villanoviano. Ancora oggi si possono osservare le mura megalitiche precedenti all’arri-vo dei romani, che avvenne nel 264 a. C., quando fondarono l’importante colonia dal nome Firmum Picenum. Visitando il Museo Archeologico at-tualmente sito nel Palazzo dei Priori, in Piazza del Popolo, si possono am-mirare reperti di età picena, cippi e sculture di epoca romana per poi proseguire la visita delle grandi ci-sterne romane, vasto complesso sot-terraneo realizzato tra il 40 e il 60 d.C. per raccogliere e depurare l’acqua piovana, testimonianza tra le più pre-gevoli della grande ingegneria idrau-lica dell’architettura romana. Girando sempre all’interno del centro storico si possono osservare i resti del teatro romano e le piccole cisterne, sale nel-le quali anticamente era stato allesti-to il primo Antiquarium di Fermo.Proseguendo l’itinerario e attraver-sando il fiume Tenna ci si immette sulla S. P. 239, detta Strada Faleriense, che ci conduce direttamente alla città di Falerone, esistente già nel sec. VI

a. C. L’attuale Piane di Falerone nac-que nel 29 a. C. con il nome di “Falerio Picenus” quando Ottaviano decise di costruire una piccola città capoluo-go della centuriazione della media Valtenna dove stabilire una colonia di suoi soldati veterani. Divenne un importante centro, dotato di teatro e anfiteatro, di numerose ville patrizie, di terme, di monumenti sepolcrali e di impianti idrici all’avanguardia. Si possono visitare il Parco Archeologico (unico nella provincia di Fermo) e il Museo Civico Archeologico sito nel paese alto, in collina, esattamente in piazza della Libertà.Riattraversando il fiume Tenna sulla sponda sud si trova Belmonte Pice-no, importantissimo centro di età picena, dove è stata rinvenuta una ricchissima necropoli che ci ha resti-tuito “Il signore dei Cavalli”, uno degli oggetti più ammirati del mondo Pi-ceno.Proseguendo verso sud si giunge a Monsampietro Morico, sito lungo il fiume Ete che merita una visita per le sue antiche vestigia e, proseguendo Montelparo anch’esso interessante esempio di centro antico. Scendendo verso la valle del fiume Aso è assolutamente obbligatorio fermarsi a Monte Rinaldo con la sua

splendida Area Archeologica che si trova in località La Cuma, dove sono visibili i resti (tempio e porticato) di un monumentale santuario di età tardo-repubblicana (II-I sec. a. C.). È uno dei complessi culturali ellenistici più importanti della regione e suc-cessivamente si consiglia la visita al Museo Archeologico che raccoglie i reperti dell’area.Scendendo lungo la valle dell’Aso nella provinciale di fondovalle si ar-riva a Monterubbiano, altro interes-sante centro piceno-romano dove si può visitare il Museo Archeologico e per finire, attraversando il fiume Aso si giunge a Campofilone in cui, appena fuori dalla periferia è ancora presente una cisterna di epoca roma-na a doppia camera, ed è visitabile la raccolta di reperti piceno-romani presso i locali della parrocchia della chiesa di S. Lorenzo, posta in sommi-tà del piccolo centro storico, allestita dall’appassionatissimo studioso di archeologia nonché parroco Don Vincenzo Galiè.

A cura dell’ Arch. Liliana Anconetani Consigliere Nazionale di Archeoclub d’Italia via Pian della Noce n. 5/A63017 Porto San Giorgio (AP)tel/fax 0734.672757 - tel. 337.633188

MontefalconeAppennino

Amandola

Smerillo

Monte UranoITINERARIO 6

archeOlOgia picena e rOmana nella marca fermanaalla ricerca delle testimOnianze più antiche

itinerario percorribile in 3 giorni

itinerariO 6itinerariO 6

archeOlOgia picenae rOmana nella marca

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MontefalconeAppennino

Amandola

Smerillo

Monte Urano

Caratteristica di questa zona delle Marche è la dolcezza del paesaggio: colline degradanti al mare con alle spalle montagne alte e rotonde. Uno scenario di grande armonia è spesso ritratto nella storia sul fondo di pale e dipinti di grandi pittori come Crivelli, Pagani, Licini e Fontana.I fratelli Carlo e Vittore Crivelli, originari della Dalmazia, ma affa-scinati dalle novità padovane del ‘400, raggiungono le Marche negli anni sessanta dello stesso secolo, la-sciando opere caratteristiche che ci permettono di scoprire il territorio e il sistema urbano tra Medioevo e Ri-nascimento, in un gioco di rimandi fra città ideali e reali, quasi un viaggio a ricomporre il quadro d’insieme del-l’età dei Crivelleschi. Le loro opere si contraddistinguono per un’estrema cura di particolari che emergono da brillanti fondi oro; il gusto per il colo-re e il disegno minuzioso di origine fiamminga accentuano la drammati-cità dei soggetti. Per seguire questo percorso sulle tracce degli scorci che hanno ispira-to i due artisti potremmo visitare in particolari alcuni centri del fermano: Fermo, Sant’Elpidio a Mare, Massa Fermana e Falerone.

Sulla scia della famosa mostra “Vin-cenzo Pagani, un pittore devoto tra Crivelli e Raffaello” del 2008 a Fermo, possiamo scoprire questa zona attra-verso le sue opere: un museo diffuso fra i tanti borghi del fermano in cui ha trascorso tutta la sua vita attivamen-te. Nato a Monterubbiano, intorno al 1490, ricevette la sua prima formazio-ne nella bottega del padre, di cui se-guì le orme. Le sue opere sono preva-lentemente su soggetti religiosi e si rifanno alle suggestioni crivellesche ed alle novità della pittura umbra. Un itinerario suggestivo ci porta in tut-to il fermano: da Fermo a Porto San Giorgio, proseguendo per Altidona, Moresco, Monterubbiano, Ortezza-no, Montottone, Montelparo, Santa Vittoria in Matenano, Massa Ferma-na fino a Francavilla D’Ete.L’artista Luigi Fontana (1827-1908): pittore, scultore e architetto nato a Monte San Pietrangeli, ha operato intensamente nel Fermano. Allievo del Palmaroli e del Minardi, i suoi sog-getti sono prevalentemente animati da principi religiosi. Numerose sono le opere che possiamo ammirare fra il suo paese natale, Fermo, Montegior-gio e Grottazzolina. Monte Vidon Corrado è invece la

patria per eccellenza del famoso arti-sta Osvaldo Licini (1894-1958), la cui attività di portata internazionale si spinge soprattutto nella città di Pari-gi. È considerato uno dei maestri del-l’astrattismo europeo: dopo un breve periodo figurativo, nel 1930 comin-cia ad eseguire opere astratte fino a realizzare figure simboliche come le Amalusunte o gli Angeli Ribelli, per ritornare in seguito alle forme geo-metriche. In onore del suo famoso concittadino è stato fondato nel 1986 il Centro Studi “Osvaldo Licini” dove è possibile visitare la casa e spesso han-no luogo mostre ed eventi.Una particolarità si trova a Monte-granaro presso la Cripta di Sant’Ugo, custode di un ciclo di affreschi stre-pitoso, datato 1299 e seguenti. Uno dei più belli del comprensorio, dove presepi e crocifissioni, adorazioni di magi e visite al sepolcro, miracoli del Santo e decollazioni, sfilano sulle lun-ghe pareti, tracce del bel tempo che fu.Sono talmente tante le testimonianze lasciate nel nostro territorio dagli arti-sti che lo hanno vissuto che sarebbe impossibile elencarle. Vi segnaliamo pertanto i paesi dove potrete ritro-vare le opere e vi invitiamo ad appro-fondire nelle pagine di ogni paese.

il fermanOVistO cOn gli Occhi

degli artisti

itinerariO 7IT

INER

AR

I 8 e

9it

iner

ari

7- 8

- 9 -1

09. la calzatura:

made in marca fermanaitinerario percorribile in 2 giorni

8. la cOsta... ViVi il nOstrO mareitinerario percorribile in 5 giorni

7. criVelli, pagani, fOntana e licini:il fermanO cOn gli Occhi degli artistiitinerario percorribile in 3 giorni

10. il gustO del fermanOitinerario percorribile in 3 giorni

Page 9: Guida Turistica del Fermano

16 17

In questo caso non possiamo consi-gliarvi un solo itinerario, poiché la ga-stronomia è il filo rosso conduttore di tutto il territorio e in ogni piccolo paese potrete trovare tipicità ed eccellenze. Quando visitate questa zona fate par-ticolare attenzione alle iniziative del “circuito delle erbe”, che con esperien-za pluriennale organizza: conferenze, corsi didattici, degustazioni ed eventi. Sono attualmente 5 i comuni che pro-muovono questa iniziativa, capofila è il Comune di Monte San Pietrangeli, segue in ordine di eventi Francavilla D’Ete, Smerillo, Montefiore dell’Aso e Petritoli. Vi consigliamo di assaggiare piatti appartenenti alla tradizione loca-le come le erbe spontanee in mesticanza, la zuppa di erbe e cereali o le particolari tagliatelle di ortica. Da non trascurare sono i piatti nati dal genio creativo ed innovativo di chi opera in questo cir-cuito: le donzellette Monsampietrine (Monte San Pietrangeli), il salame all’er-ba Luigia (Montefiore), i dolci petritolini (Petritoli) i fiori d’acacia fritti (Smerillo), per finire con le freschissime insalate composte da erbe e fiori spontanei. Dalla cucina tradizionale emerge il circuito della “cucina degli orti” promosso dai comuni di Massignano, Montottone, Sant’Elpidio a Mare, Spinetoli e Mo-resco, dove ritornano preziosi piatti a base di ortaggi: gli asparagi, le taccole, il carciofo. Troverete piatti come aspa-ragi in salsa di olive, salamino di verdure,

zucca in vellutata di sedano, la frittura dell’orto. Dove la terra incontra il mare: crostini di tonno e ravanelli, gamberi in salsa di sedano e pomodorini, involtini di melanzane ed alici, tutti accompagnati dagli ottimi vini che in questa terra si producono. Un altro circuito più re-cente, ma altrettanto famoso è quello “dei cinque nodi”: i paesi di Massa Fermana, Montappone, Monte Vidon Corrado, Falerone e Servigliano, già tradizionalmente legati dalla lavorazio-ne della paglia, hanno rivisitato e ripro-posto piatti tipici del territorio come la cucina romana e quella francescana. Il piatto che simboleggia il loro legame è sicuramente “La zuppa dei cinque nodi” preparata con cinque diversi cereali. Il re fra gli animali è sicuramente il maiale, da queste parti si dice che di lui “non si spreca niente”. La salata, cioè la salatu-ra e l’insaccatura delle carni allevate in casa, era un rito festoso che veniva or-ganizzato con molti giorni d’anticipo, in genere nel mese di dicembre. Oggi viene proposto per i turisti in alcune strutture agrituristiche e in tutte le tavo-le della zona; tra gli antipasti potrete as-saggiare il famoso ciabuscolo, la lonza, i fegatelli o fegatini, la coppa, le salsicce ed altri salumi. Fra i primi più famosi sicura-mente i maccheroncini di Campofilone e naturalmente i Vincisgrassi, una sorta di lasagne dalle origini incerte: per alcuni sono state create nel ‘700 in onore del generale austriaco Windisch Graetz, per

altri la paternità va attribuita a Antonio Nebbia ed al suo trattato “Princsgrass”. Non dimentichiamoci la costa e il fa-moso brodetto di cui non esiste una ricetta universale, ma si può quasi dire che c’è un trucco per ogni campanile. È un piatto che mette insieme le diverse tipologie di pescato per formare una zuppa di pesce, in genere al pomodo-ro. Nelle tavole dei molti ristoranti sul mare troviamo anche un’ampia varietà di antipasti e fra i secondi grigliate, frit-ture e la rana pescatrice al forno. Anche nel fermano possiamo assaggiare delle ottime olive all’ascolana, farcite e fritte. In genere vengono abbinate ai cremini: crema pasticcera fatta a cubetti, panata e fritta. Fra le varie produzioni di olio, degno di nota è il piantone di Falerone. A tavola scegliete un vino della zona, fra i più conosciuti il bianco Falerio dei Colli Ascolani e il Rosso Piceno. Ogni festa un dolce; è così che il calendario, con le sue ricorrenze religiose e con la memoria degli antichi lavori contadini, si vede anche in cucina. Uno dei dolci più so-stanziosi è sicuramente il frustingo che viene anche chiamato fristingo o pristin-golo. Si prepara nel periodo natalizio e, anche se apparentemente povero, è ricco di ingredienti nati dalla capacità nell’elaborazione. Cicerchiata, frittelle e sfrappe: la tradizione vuole che la prima frittura venga cucinata il giorno di San-t’Antonio, il 17 gennaio, e si prosegue fino al Carnevale. Pizze dolci, pizze al

formaggio e la ciambella sono dedica-te invece ai festeggiamenti pasquali. Autunnali sono invece i vari biscotti e ciambelloni che si uniscono a castagne e vino cotto. Per assaggiare i tanti pro-dotti tipici della zona vi consigliamo di guardare fra le manifestazioni di ogni singolo comune, soprattutto d’estate ogni serata ha la sua sagra.

Realizzato in collaborazione con: Noris Rocchi (Circuito delle Erbe), Maria Tere-sa Quintozzi (Circuito dei 5 nodi), Rober-to Ferretti (Agritur Aso).

il gustO del fermanO

itinerariO 10Itinerario 8LA COSTA... VIVI IL NOSTRO MARELa parola chiave è divertirsi: la costa è uno dei tesori di questo territorio che collegata alla proverbiale accoglienza e alla collocazione dei migliori alberghi e villaggi turistici multi servizi, fanno di questa zona un’unica grande desti-nazione balneare. Lungo circa 25 km di costa, facilmente raggiungibili dalle due uscite autostradali di Civitanova

Marche e Porto San Giorgio, si unisco-no i lidi di ogni paese, ognuno con caratteristiche variegate ed identifica-bili. Ce n’è per tutti i gusti: dalla trama sassosa di Porto Sant’Elpidio, alla sab-bia finissima di Lido di Fermo e Porto San Giorgio. Le acque chiare e pulite hanno ricevuto il riconoscimento della Bandiera Blu, raggiungono una tempe-ratura mite già a maggio e il clima è an-cora piacevole nel mese di Settembre. Ad animare i veri ritmi della spiaggia sono i numerosi chalet che si trovano lungo la costa e che mantengono an-cora oggi uno spazio gradevole fra un ombrellone e l’altro oltre alla classica accoglienza organizzano molte attivi-tà per rendere piacevole e divertente il soggiorno di adulti e bambini. Non mancano però zone di spiaggia libera dove è possibile recarsi con la propria attrezzatura. Ma passiamo ad una de-scrizione più dettagliata iniziando da Porto Sant’Elpidio: dopo una grande pineta i cui alberi sembrano sculture piegate al vento, inizia la parte nord del lungomare con i suoi chalet dove si può mangiare ottimo pesce. Di mattina si può assistere ad un vero spettacolo, quando verso le 7:30 inizia il mercato itti-co e il pescato viene venduto sui banchi di una decina di casotti in legno nella zona centrale del lungomare. Questo è costeggiato per tutta la sua lunghezza da una pista ciclabile, che risulta como-da ed agevole agli sportivi, ma anche a tutti coloro che vogliono passeggiare in tranquillità e godere del panorama ma-

rittimo. A breve sarà collegata con la vi-cina Lido di Fermo, già unita a Porto San Giorgio. La cittadina costiera è uno dei principali porti dell’Adriatico con i suoi 856 posti per imbarcazioni. Tutta la zona è meta della movida fermana; ci si dà appuntamento nei numerosi chalet sulla spiaggia per un aperitivo trendy o una serata divertente all’insegna del ballo sulla sabbia. Proseguendo sulla dorsale adriatica la costa sabbiosa lascia lo spa-zio a pinete e palme secolari ed è qui che si concentrano villaggi turistici dotati di impianti sportivi e una attrezzata pista ci-clabile di 3 km che termina in un grandis-simo parco giochi. Con Marina Palmense, Marina di Altidona, fino a Pedaso arrivia-mo all’ultima località della costa fermana dove piccoli lembi di spiaggia ghiaiosa ci immergono in un mare cristallino e dai ricchi fondali. Ogni anno presso tutti gli uffici informazione della costa possiamo trovare l’Agenda delle manifestazioni: una guida pratica e facile per conoscere tutti gli eventi della Marca Fermana e vivere le novità e le tradizioni del luogo.

Itinerario 9LA CALzATuRA:MAdE IN MARCA fERMANAL’economia del territorio è principal-mente basata sul distretto calzaturiero.È qui che si producono le migliori cal-zature, grazie soprattutto alle piccole e medie imprese radicate sul territorio, questo settore ha raggiunto livelli qua-litativi altissimi nati dalla conoscenza

del saper fare. La forza della nostra terra sta nell’altissima specializzazione del comparto produttivo in tutte le sue fasi, nel passato a livello artigianale ed oggi nell’industria. Questo settore si è sviluppato negli anni ’60, fino a diven-tare l’economia trainante negli anni ’80 e raggiungere il successo del brand made in Marche conosciuto in Italia e all’estero. Il cuore del distretto palpita fra i paesi di Porto Sant’Elpidio, San-t’Elpidio a Mare, Monte Urano, Monte-granaro e Monte San Pietrangeli leader mondiali di questo settore, che saranno le tappe del nostro percorso. Avremo la possibilità di vedere direttamente in fabbrica come si realizza la produzione di scarpe e apprezzare il curioso Museo della Calzatura di Sant’Elpidio a Mare (info: 0734.810008): la struttura nasce con l’obiettivo di valorizzare l’enorme patrimonio produttivo, ma nello stesso tempo di custodire l’aspetto storico di questa tradizione territoriale. Questo aspetto culturale viene tramandato anche grazie alla Scuola Calzaturiera.Ed ora non possiamo non farci tentare dai tantissimi outlet che vendono i pro-pri prodotti a prezzi di fabbrica diretta-mente negli spazi espositivi. Anche le più piccole aziende ne hanno uno e si può instaurare un filo diretto fra il produttore e il consumatore. Possiamo trovare calzature di tutti i generi per uomo, donna e bambini; dai classici mocassini ai sandali gioiello all’ultimo grido. Buono shopping!

la cOsta... ViVi il nOstrO maremade in marca fermana

itinerari 8 e 9

Page 10: Guida Turistica del Fermano

18 19

Nel periodo

che va dal 568 al

570 Amandola fu invasa

dai Goti e poi dai Longobardi.

Nel 700 fu incorporata nel Ducato

di Spoleto, suc-

cessivamente diviso

nelle grandi marche di

Camerino e di Fermo. I ri-

petuti interventi dei Franchi

e la donazione di molti terreni

alla Chiesa da parte del re Pipi-

no determinarono la divisione

del Ducato di Spoleto. Nel 1249,

dall’unione dei feudi Agello, Castel

Leone e Marrubbione, si costituì il

Comune di Amandola racchiuso

in una cinta muraria perimetrale

di 2230 metri con 5 porte: Agello, S. Giacomo (ancora

esistente), Marrubbione, S. Antonio e Putei. Le piazze

pubbliche erano tre: la platea Animalium, usata per le

fiere del bestiame, la platea Magna, luogo dove si te-

nevano le assemblee popolari e i festeggiamenti, e

la platea Vallelonga, antica piazza del mercato. Alla

fine del XVI secolo vennero stipulati importanti

accordi tra Amandola e i comuni circostan-

ti per la definizione dei confini. Nel 1798

Amandola subì l’impatto delle forze

napoleoniche e, a causa di un ten-

tativo di resistenza, affrontò un

saccheggio conclusosi con

la profanazione del

sarcofago del

Beato An-tonio. Solo

nel 1800 terminò l’occupazione

francese e venne ripristinato il governo pontificio. Nel

marzo del 1944 le truppe tedesche ingaggiarono un bre-

ve conflitto con i partigiani il quale terminò con la fucila-

zione di 10 uomini.

DA NON PERDEREAbbazia dei SS. Vincenzo e Ana-

stasio (S. XI, Loc. Abbadia); Ab-

bazia dei SS. Ruffino e Vitale (S.

XIII, Loc. San Ruffino); Chiesa di

S. Agostino, Santuario del Beato

Antonio (S. XIV, P.zza Risorgimen-

to); Chiesa di S. Bernardino e

Convento dei Cappuccini (S. XV,

Colle Marrubbione); Chiesa di S.

Francesco con annesso chiostro

ed oratorio del SS. Rosario (S.

XIII, Piazzale Leopardi); Chiesa di

S. Maria della Misericordia a piè d’Agello (S. XV, Loc.S.

Maria); Chiesa di S. Pie-

tro e Monastero di S.

Lorenzo (S. XIII, Agel-

lo); Chiesa della SS.

Trinità (S. XIII, Agello);

Torrione del Podestà

(S. XIV, P.zza Umberto

I o Piazza Alta); Ponte

Romanico Gotico sul

Tenna (S. XV); Museo

Antropogeografico

La Montagna Abitata;

Parco Nazionale dei

Monti Sibillini; Teatro

storico la Fenice.

NUMERI UTILI

UFFICIO INFORMAZIONI

PIAZZA RISORGIMENTO, 17 • TEL. 0736 84071

MANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

ULTIMA DOMENICA DI CARNEVALE

IL CARNEVALE DE LI PANICCIà - Sfilata di carri allegorici

1° FINE SETTIMANA DI MAGGIO

ELECTRIC GUITAR FESTIVAL

DA NOVEMBRE A MAGGIO

EMOZIONI CON GUSTO - Stagione invernale teatro la Fenice

3ª DOMENICA DI AGOSTO

RIEVOCAZIONE STORICA LE CANESTRELLE

DALL’1 AL 31 AGOSTO

PERPIANOSOLO - Meeting per pianoforte

1° FINE SETTIMANA DI SETTEMBRE

ARS AMANDO Festival delle arti sceniche

1° FINE SETTIMANA DI NOVEMBRE

DIAMANTI A TAVOLA - Tartufo e prodotti tipici

AMANDOLA

uNA PASSEGGIATA

dI 1 ORA A AMANdOLA

pOrta san giacOmO

chiesa di sant’agOstinO

casa del pOdestà

teatrO stOricO la fenice

chiesa di san francescO

cOn chiOstrO e museO

della ciViltà cOntadina

12345

SP239

SP237

SP237

Via

Bora

Piazza

Via Icilio Pascali

LargoBrunforte

Via Statu

to

LargoLeopardi

PiazzaleGaribaldi

Via DamianoChiesa

PiazzaleMercato

PiazzaGaribaldi

Via Pignotto

Via Pignotto

Via PignottoVia Giuseppe

Treggiari

Via Ciappardelli

Via d

egli

Ort

i

Via Indipendenza

Indipendenza

Via Nunzio

Manard

i

Via

Celisto

Via BirintoVia

Ciabboni

Via Indipendenza

Salita dei Vasai

Via Cristini

Doganelli

Via RomaVia Roma

Via

Via Vincenzo

Belli

Via Marubbone

Umberto

ViaCesare

Batt

isti

Via

Via

20

Settembre

Fabi

oFi

lzi

1 2 543

Il territorio di Altidona risulta abitato fin dal paleoli-

tico. In età romana vi sorgevano numerose ville con

vista sul mare come quella di Barbula, noto produtto-

re di vino palmense. Nell’alto Medioevo i monaci Far-

fensi e Benedettini di Monte Cassino vi fondano chiese

e castelli. Nel XII sec. gli insediamenti sparsi vengono

abbandonati e gli abitanti danno vita ad un nuovo ca-

stello intorno alla pieve di Santa Maria e San Ciriaco,

trasferita sul colle dell’attuale paese. Fin dalle origini

risulta sottoposta a Fermo come castello di seconda

classe.

DA NON PERDERE

Chiesa dei SS. Maria e Ciriaco, edificata nel

1767, si possono ammirare pregevoli opere

d’arte sacra: dietro l’altare maggiore una

tavola ad olio (sec. XVI) opera del pit-

tore monterubbianese Vincenzo

Pagani che rappresenta la

Madonna in trono con

il Bambino. Ai

p i e d i

della tavola si ammira un polittico proveniente

dalla Chiesa Madonna Manù di Lapedona, attri-

buito al Cortese, che raffigura la Vergine in trono

con Bambino e ai lati i Santi protettori di Altidona.

Chiesa della Madonna della Misericordia, (sec.

XVII), dove era custodita una statua della Madon-

na della Misericordia, apprezzabile esemplare di

scultura in legno policromo del XV sec. oggi nella

Chiesa di Santa Maria e San Ciriaco.

Chiesa S. Maria di Loreto situata in località Mari-

na di Altidona .

Chiesa della Misericordia nel borgo antico del paese.

Chiesa del Manù in campagna.

NUMERI UTILI

UFFICIO INFORMAZIONI TEL. 0734.936353

CROCE VERDE VALDASO TEL. 0734.933216

MANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

1° FINE SETTIMANA DI AGOSTO

SAGRA DELLA POLENTA CON LUMACHE

PERIODO NATALIZIO

PRESEPE VIVENTE

chiesa dei santi maria e ciriacO

casa del pOdestà

tOrriOne di guardia

1

3

2

ALT IDONA

Contrada Cantagallo

VicoloChiuso

Piazza CesareBattisti

LargoMunicipale

Via Francesco Petrarca

Contrada Calcara

VIa Giaco

mo Le

opardi

Via

Giaco

mo

Leop

ard

i

Via Roma

Via Dante Alig

hieri

SP 2

SP 2

Piazza dellaPieve

Via Dante Alighieri

1

2

3

uNA PASSEGGIATA dI 15 MINuTI

Ad ALTIdONA

Page 11: Guida Turistica del Fermano

20 21

B e l -monte Pi-

ceno è collocato

su una dorsale che rico-

pre il ruolo di spartiacque tra

le valli del Tenna e dell’Ete Vivo.

Preistoria e protostoria hanno le loro

testimonianze nelle trecento tombe

identificate di età picena, dotate di stra-

ordinaria quantità e qualità di reperti. Il col-

le belmontese dei Capi Piceni era crocevia dei

traffici con un elevato grado di prosperità quando

fu occupato dai Romani; nel 269 questi si imposero

con le armi. Dai primi anni del V sec. ci furono deva-

stazioni da parte dei popoli germanici. Entrò a far par-

te del dominio farfense come testimonia un registro

dell’XI sec. . Il nome deriverebbe dai coloni immigrati

da Belmonte Sabino; dal 1263 i belmontesi redassero

patti scritti con l’autorità fermana per essere esentati

dalle tasse, mentre cinque anni dopo ne ottenevano la

perpetua cittadinanza. Nel XIV sec. Belmonte si pose

come notevole centro del commercio fermano proteg-

gendo con mura esterne il centro urbano, mentre nel

territorio si diffondevano case rurali e piccole chiese

di campagna. Durante i secoli di pace il Castello re-

gistrò una notevole espansione e si rinnovarono ed

accrebbero le abitazioni rurali.

MONUMENTI, CHIESE E MUSEI

Chiesa S. Salvatore (XII sec.), ricostruita

nel XVIII sec. ha come elementi di spicco

una Pietà, scultura lignea del XV sec.,

una croce stazionale in argento

del XVII sec. ed un reliquiario

della S. Croce. Torre quadran-

golare e

resti di cinta fortificata del sec. XV. Chiesa romanica di

S. Maria in Muris (S. Simone e Giuda). Sulle rovine roma-

ne, tra il 936 ed il 962, i monaci benedettini costruirono

una chiesetta rurale, in puro stile longobardo, con torrio-

ne di vedetta (rimurato nel XVI sec.) e con un eccezionale

criptoportico preromanico all’ingresso sotto la torre. Le

testimonianze romane sono una lapide funeraria e uno

spezzone di marmo bianco su cui è scolpito un leone,

incastonati nella facciata. Chiesa della Madonna del

Rosario fu costruita dalla confraternita del Santo Rosa-

rio negli anni intorno al 1586, rinnovata in seguito nella

prima metà del XVIII sec. La pala dell’altare maggiore è

attribuibile al Fermano Filippo Ricci per lo stile e la simi-

larità con altri dipinti della Vergine del Rosario con Bam-

bino e Santi Domenico di Guzman e Caterina da Siena,

santi legati all’ordine domenicano, culto diffusosi dopo

la battaglia di Lepanto del 1571.

NUMERI UTILI

UFFICIO INFORMAZIONI P.ZZA LEOPARDI, 6 • TEL. 0734.771100

palazzO cOmunale

e chiesa di san salVatOre

tOrricella

chiesa di santa maria in muris

1

2

3

BELMONTE PICENOMANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

GIOVEDì GRASSO

POLENTA IN PIAZZA

1° MAGGIO

SAGRA DELLA NUTELLA

1-2-3 MAGGIO

FESTEGGIAMENTI DELLA SS. CROCE

ULTIME SETTIMANE DI AGOSTO

SAGRA DELLA BIRRA E DELLA PIZZA

PRIMA SETTIMANA DI SETTEMBRE

SAGRA DELLA RANA

PRIMA SETTIMANA DI OTTOBRE

CASTAGNATA IN PIAZZA

PRIMO SABATO E DOMENICA DI DICEMBRE

MERCATINO NATALIZIO “BELMONTE APRE LE PORTE AL NATALE”

Piazza G.Leopardi

Largo SilvestroBaglioni

Viale

Vial

eCo

ntra

da

Con

trad

a

Contrada

Colle Ete

Cas

tella

rso

Cas

tella

rso

Ete Et

e

Ital

ia

Bramante

Roma

Viale

Via Tommaso Rubei

Via San Severino

Via GuglielmoMarconi

Via Marino Lucido

SP 5

SP 5

SP 45

uNA PASSEGGIATA

dI 20 MINuTI A BELMONTE PICENO

1

2

3

Il centro sto-

rico di Campofilone

sorge sulla cima di una

collinetta, prospiciente il mare

Adriatico, ad appena 200 mt. s.l.m.

e presenta una pianta ellittica caratte-

ristica dei paesini sviluppatisi all’interno di

mura castellane intorno al sec. XI.

La via che taglia il paese al centro va dalla Chie-

sa Abbaziale fino a Porta Marina; le due strade

secondarie ellittiche (perché parallele alle mura

conservate solo in parte), vengono continuamente

tagliate da viuzze e vicoli, di conseguenza, tutte le

case del paese (che originariamente erano case-torri)

risultano con pianta più o meno trapezoidale. Il paese si

è sviluppato da un borgo, formatosi nell’alto medioevo,

attorno all’Abbazia benedettina di San Bartolomeo. Nel

XII Sec. il monastero è stato sottoposto al vescovato di

Fermo e vi rimase fino al 1342. La via degli Orti, con vol-

ta a botte, il viale dei Pini e il Torrione di Porta Marina,

Porta da Sole

e Porta da

Bora sono se-

gni evidenti

del passato.

La Chiesa Ab-

baziale, rico-

struita nella

seconda metà

dei XIX sec., è

a croce greca.

È stata affre-scata dal

Fontana e

decorata con

figure di san-

ti, tendaggi

e marmi pre-

ziosi dal suo

allievo Nicola

Achilli. Dei

Fontana sono

anche gli af-

freschi della

Chiesa di San

Patrizio.Campofilone

è oggi famoso

per i suoi “maccheroncini”, tipica pasta all’uovo eseguita

totalmente a mano con rara maestria dalle donne del

paese. La sfoglia sottilissima viene tagliata in finissimi

fili dorati disposti ordinatamente su fogli di carta. Ai

maccheroncini viene dedicata ogni anno una rinomata

sagra nazionale nella prima decade di Agosto.

NUMERI UTILI

UFFICIO INFORMAZIONI:

PIAZZA UMBERTO I, 2 • Tel. 0734.932775 – 932951

CAMPOfILONEMANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

PRIMA SETTIMANA DI AGOSTO

SAGRA NAZIONALE DEI “MACCHERONCINI DI CAMPOFILONE”

FERRAGOSTO

FESTA DEL MARE

ULTIMA SETTIMANA DI AGOSTO

ORTO PARTy - Festa della birra

31 NOVEMBRE

FESTA DI HALLOwEEN

chiesa di san patriziO

abbazia benedettina

di san bartOlOmeO

tOrriOne di pOrta marina21

3

Via 20 Settembre Via 20 Settembre

Via GiuseppeRossini

Via Alfieri

Corso Marconi

Via Adua

Via da Sole

Via delle Casette

Contrada Montecamauro

Via degli Orti

Via Giuseppe Rossini

ContradaMontecamauro

PiazzaRoma ViaAbbaziale

SP 10 Via Borgo San Patrizio Via Borgo San Patrizio

Via Borgo San Patrizio

uNA PASSEGGIATA dI 15 MINuTI

A CAMPOfILONE

2

13

Page 12: Guida Turistica del Fermano

22 23

Sulla cima del monte Sàbulo, sorge l’antica città di

Fermo, colonia romana. Fermo è da sempre il centro

più importante del comprensorio per la sua lunga sto-

ria, per la presenza di testimonianze storico-artistiche,

per le attività industriali e per le iniziative turistiche e

culturali. Il territorio risulta una felice sintesi di mare

e colline: si va dalle ampie spiagge di Lido di Fermo,

Casabianca e Marina Palmense, al centro suggestivo di

Torre di Palme, arroccato su uno sperone a picco sul

mare; in posizione panoramica sull’Adriatico sorge

anche Capodarco. Nell’anno 264 a. C. divenne co-

lonia romana

col nome

F i r m u m P i c e -

num

ed ebbe diritto di battere moneta.

Nel 408 fu presa da Alarico, poi

passò ai Longobardi e fu unita al Du-

cato di Spoleto, quindi con i Franchi andò alla Chiesa.

Verso la fine del X sec. divenne il centro di quella Marca

Fermana che si estinse solo nel XIII sec., quando passò a

far parte della Marca di Ancona. Nel 1199 divenne libe-

ro comune e poi feudo degli Estensi nel 1214. Nel 1433

subì la signoria di Francesco Sforza alla quale si ribel-

lò, rimanendo però, per tutto il Cinquecento, sotto la

tirannia di vari signorotti. Dagli inizi del XVII sec. Fermo

è indissolubilmente legata alla Chiesa; nel 1808 fece

parte del primo Regno d’Italia come capoluogo del

Dipartimento del Tronto e nel 1861 si dichiarò annessa

all’Italia. La Provincia di Fermo, cancellata subito dopo

l’Unità d’Italia, è stata nuovamente istituita con legge

approvata dal Senato il 19 maggio 2004.

DA NON PERDERE

Piazza del Popolo, iniziata nel 1442 nel cuore della cit-

tà, rappresenta senz’altro uno dei luoghi più suggestivi

di Fermo, offrendo uno spettacolo di rara bellezza e ri-

gore architettonico in cui s’inseriscono alla perfezione

alcune strutture fra le più significative della città.

Loggiato di San Rocco, eretto nel 1528 è antistante la

Chiesa di San Rocco risalente al 1505.

Biblioteca Comunale, presso il Palazzo degli Studi

(1511) collegato con una loggetta al Palazzo dei

Priori, è la più ricca delle Marche e fra le prime

dieci d’Italia: conserva 128 codici, oltre 400.000

volumi e 18.000 cinquecentine.

fERMO MANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

FEBBRAIO

NEL REGNO DI RE CARNEVALE

MARZOTIPICITà: FESTIVAL DEI PRODOTTI TIPICI DELLE MARCHE

MAGGIOCONCORSO VIOLINISTICO INTER. “ANDREA POSTACCHINI”

GIUGNO/SETTEMBRE

GUSTAFERMO: ESTATE SOTTO LE STELLE

I GIOVEDI DI LUGLIO E AGOSTO

MOSTRA MERCATO ANTIqUARIATO E ARTIGIANATO

15 AGOSTO

CAVALCATA E PALIO DELL’ASSUNTA

16 AGOSTO

GRAN PREMIO CICLISTICO INTERNAZ. PER DILETTANTI, CAPODARCO

OTTOBRE-APRILE

STAGIONE DI PROSA, LIRICA, CONCERTISTICA E PER RAGAZZI

VIA GIACOMO LEOPARDI

VIA AURELIA

CORSO GARIBALDI PIAZZA DELLA

CONCORDIA

LARGO

TRE MORI

LARGO

MARCONI

PIAZZA

DELLA

LIBERTÀ

VIA

DEL

LE M

URA

Il cen-tro romano

di Falerio sorgeva

nella valle del Tenna,

alla sinistra del fiume in un

comprensorio territoriale inten-

samente frequentato già in età pre-

romana. Citata da Plinio (N.h. III, 111)

tra i centri della Regio V augustea, i suoi

abitanti erano iscritti nella tribù Velina. Le

iscrizioni ne attestano lo status di colonia ret-

ta da un collegio di duoviri. La città, monumen-

talizzata a partire dall’età augustea, fu un centro

fiorente fino al IV sec. d.C. Con la crisi dell’impero

iniziò la decadenza anche per Falerio e la città

antica fu gradualmente abbandonata in favore

dei colli circostanti che garantivano maggiore

sicurezza. Il territorio fu conquistato infine

dai Longobardi (un’importante iscrizione

dell’epoca è conservata presso il Museo

Civico Archeologico). Successiva-

mente la cittadina venne sposta-

ta in collina e fu amministrata

per secoli da vari signori a

cominciare dal con-

te Mainardo

(X sec.). È solo nel XIV sec. che si parla del Comune di

Falerone; nel Cinquecento è tra i sostenitori degli Euf-

freducci nel tentativo di imporre una signoria su Fermo,

ma senza successo.

DA NON PERDERE

Loggette dei Mercanti, pittoresco portico quattrocen-

tesco a due ordini che accoglieva i pellegrini.

Chiesa di San Fortunato, di origine romanica (XIII-XIV

sec.) con portale rinascimentale. Al suo interno è con-

servata una tavola di Vittore Crivelli raffigurante la “Ma-

donna Adorante il Bambino, e due Angeli” (1479).

Ex Chiesa di S. Sebastiano, piccola pinacoteca che ac-

coglie l’opera di Frà Marino Angeli raffigurante “Stim

mate di San Francesco e San Michele Arcangelo” (XV sec.).

Chiesa di Santa Margherita (XIII sec.) e Chiesa di San

Paolino, di origine longobarda, è realizzata con pietre

di fiume e con materiale proveniente da edifici romani

in rovina. Ha caratteri romano-gotici con torre qua-

drangolare ad uno spiovente.

NUMERI UTILI

UFFICIO INFORMAZIONI

PIAZZA DELLA LIBERTà • NUM. VERDE 800.255525

MANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

LUGLIO E AGOSTO

STAGIONE TEATRALE AL TEATRO ROMANO

2ª DOMENICA DI AGOSTO

LA CONTESA DE LA ‘NZEGNA

Rievocazione storico-folkloristica dell’epoca contadina

FINE AGOSTO

FESTIVAL MUSICALE PICENO

26 DICEMBRE

PRESEPE VIVENTE - PARCO ARCHEOLOGICO FALERIO

fALERONE

uNA PASSEGGIATA

dI 1 ORA A fALERONE

chiesa di san fOrtunatO

lOggette dei mercanti

museO archeOlOgicO

piazza della cOncOrdia

chiesa di s. giOVanni battista

11223

3

4

4

5

5

Page 13: Guida Turistica del Fermano

24 25

Sala del Mappamondo, dallo splendi-do soffitto ligneo ricco di motivi orna-mentali barocchi, è così denominata per la presenza di un grande globo, opera del cartografo veneziano Silve-stro Amanzio Moroncelli datato 1713.

Palazzo dei Priori, edificato nel 1296 e successivamente rimaneggiato, ospita sulla facciata una Statua bronzea di Sisto V realizzata nel 1590, sede della Pinacoteca Civica e la Sezione Arche-ologica Picena. Pinacoteca, custodisce opere che vanno dall’epoca medievale sino al

XIX sec., tra cui alcune di importanza straordinaria quali il Polittico di An-drea da Bologna (1369), le preziose tavole con le storie di Santa Lucia di Jacobello del Fiore (1410), “L’Adorazio-ne dei pastori” del fiammingo Pietro

Paolo Rubens (1608), “La Pentecoste” di Giovanni Lanfranco (XVII sec.), oltre ad altre importantissime come la “Ma-donna col Bambino” di Francescuccio di Cecco Ghissi (seconda metà XIV sec.) e due opere di Vincenzo Pagani (XVI sec.).Sezione Archeologica Picena, espone

i reperti della Fermo pre-romana, fra cui cinturoni, urne e monili di epoca picena.Teatro dell’Aquila, uno dei maggiori teatri d’Italia, realizzato su progetto di Cosimo Morelli, fu inaugurato nel

1790. È strutturato su 5 ordini di palchi e una platea per una capienza com-plessiva di circa 1.000 posti. Da vedere il dipinto del soffitto di Luigi Cochetti raffigurante i Numi dell’Olimpo con le Grazie e le Ore e al centro, il lampada-rio a 56 bracci in ferro dorato.Piazzale del Girfalco, è il belvedere

della città, dove si erge la Cattedrale insieme ad un ampio piazzale adibito a giardino.

Cattedrale, dalla splendida facciata ro m a n i co - g o t i c a

romanico-go-tica, conserva a l l ’ i n t e r n o gli scavi con

PIAZZALE GIRFALCO

VIA E. BELLESI

VIALE VITTORIO VENETO

PIAZZADEL POPOLO

VIA XXV APRLE

PIAZZALE TUPINI

VIA MEDAGLIE D’ORO

PIAZZALECARDUCCI

PIAZZADANTE

VIA

ROM

A

VIA G. GALILEI

VIALE DELLA CARRIERA

VILLA VERDE

LARGOS. GIULIANO

VIA XXV APRILE

VIA SALVO D’ACQUISTO

19

2

3

5

4

6

78

uNA PASSEGGIATAdI uN’ORA A fERMO

piazza del pOpOlOpalazzO dei priOri

cisterne rOmanechiesa di san dOmenicO

teatrO dell’aquila

piazzale del girfalcOduOmO

museO diOcesanO

tOrre matteucci

cOrsO cefalOniabibliOteca/sala del mappamOndO

1

234

5

67

8

i suggestivi mo-saici del tempio pagano pre-esistente, un sarcofago pa-leocristiano del IV sec. ed una “Icona di

Maria Vergine”, lavoro greco-bizantino del XI sec.: tra i vari monu

menti fu-

nebri quello di Giovanni Visconti da Oleggio. Palazzo Azzolino e Palazzo Vitali Rosati, entrambi progettati nella prima metà del XVI sec. da Sangallo il Giovane. Chiesa di Sant’Agostino, di origine romanico-gotica risalente alla metà del ‘200, incorpora l’Oratorio di S. Monica, con affreschi trecenteschi, il gotico “reliquiario della S. Spina” del 1374 e un affresco di Vincenzo Pagani. Chiesa di San Francesco, di stile goti-co quattrocentesco, custodisce nella cappella il “Monumento funebre di Euf-freducci”, di Andrea Sansovino del 1527 ed interessanti affreschi del sec. XV. Villa Vitali, sede dei Musei scientifici: preziose collezioni naturalistiche di uccelli imbalsamati sono visibili pres-so il Museo “T. Salvadori”; il Museo Pola-re “S. Zavatti”, unico nel suo genere, conserva la d o c u m e n -tazione di n u m e r o s e spedizioni ed oggetti della civiltà polare; il Museo della meteorite “Fermo”, terza nel mondo in ordine di peso,

caduta nelle campagne fermane nel 1996. Cisterne Epuratorie Romane, stupendo complesso architettonico composto da trenta vani collegati

tra loro e disposti su tre file parallele, è un monumento unico nel suo gene-re in Italia, perfettamente conservato

risalente al I sec. d. C. Chiesa di San Zenone, edificata nel XII sec. conserva un portale costruito assemblando diversi elementi architettonici di recupero di epoca romana.Museo Diocesano, custodi-sce paramenti sacri e argen-terie; notevole il pastorale di Sisto V e un messale miniato del XV sec.. Chiesa di Sant’Agostino, (Torre di Palme), conserva una “Madonna col Bambino e

S a n t i ”, polittico di V. Crivelli della fine

del XV sec. e un’ opera di V. Pagani. Chie-sa di S. Maria a Mare, (Torre di Palme), risale al XII sec. e conserva tracce di af-freschi trecenteschi ed una “Madonna e Santi” un tempo attribuita al Pagani.

NUMERI UTILI

UFFICIO INFORMAZIONI COMUNE

PIAZZA DANTE - TEL. 0734.223376

I.A.T. P.ZZA DEL POPOLO, 6 - TEL. 0734.228738

MUSEI DI FERMO

P.ZZA DEL POPOLO, 1 - TEL. 0734.217140

Page 14: Guida Turistica del Fermano

26 27

Il castello di Franca-

villa d’Ete sarebbe

sorto secondo la

tradizione per ini-

ziativa di due servi

sfuggiti ai loro pa-

droni, ma il nome

è tipico dei borghi

che godevano di

particolari esen-

zioni o franchigie

in ragione della

loro posizione

strategica. Il castello risulta menzionato come possedi-

mento vescovile nel 1157 e nel 1385 viene riscattato

da Fermo dopo la conquista da parte del capitano

di ventura Averardo della Campana. Il centro si

sviluppò intorno alla chiesa di S. Ruffino, oggi

scomparsa, con un impianto poligonale

dotato di sei torrioni merlati e di una

sola porta a sud; il borgo ester-

no si è sviluppato intorno

al XVI sec.

DA NON PERDERE

Chiesa parrocchiale di San Pietro

edificata su progetto del Sacconi.

Chiesa parrocchiale di San Rocco

con 2 affreschi del Pagani.

Chiesa della Madonna delle Grazie

pregevolmente affrescata.

Parco delle Rimembranze - Villa Sagrini,

con parco secolare e Fonte storica Culturale del ‘900.

NUMERI UTILI

UFFICIO INFORMAZIONI

PIAZZA VITTORIO EMANUELE II, 34 • TEL. 0734.966131

MANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

FINE MAGGIO - PRIMI DI GIUGNO

CUOCHI IN ERBA - Alla riscoperta delle erbe di campo

PRIMI DI LUGLIO

FESTA DE LO VATTE

DAL 14 AL 16 AGOSTO

FESTA DEL PATRONO SAN ROCCO E SAGRA DEL MAIALINO

PRIMA SETTIMANA DI SETTEMBRE

LU VURGU FA CANTINA - FESTA DEL VINO

uNA PASSEGGIATA dI 15 MINuTI

A fRANCAVILLA d’ETE

chiesa di san rOccO

piazza VittOriO emanuele ii

chiesa di san pietrO

1

3

2

PARCO DELLA

RIMEMBRANZA

VIA PAPA GIOVANNI XXIII

VIALE ROMA

PIAZZA

VITTORIO EMANUELE II

PIAZZA

G. MARCONI

1

2

3

I primi in-

sediamenti umani

nel territorio risalgono

all’ottavo secolo A. C., come

testimoniano gli scavi archeo-

logici effettuati tra il

1948 ed il 1953. Ver-

so la metà del X se-

colo fu poi edificato

dai monaci Farfensi

il castello: il primo

nucleo abitato del

paese da essi denomi-

nato Montebello; poco dopo lo stesso passò sotto

la dominazio-

ne dei Canonici

della Cattedrale di

Fermo, che ne mu-

tarono il nome in

Grotta dei Canonici.

Nel 1208 Ottone IV

concesse ad Azzo

d’Este la marca d’An-

cona. Alla morte di costui il p o s s e s -so della M a r c a fu ricon-f e r m a t o da Papa Onorio III al figlio o

Azzolino

che ribattezzò

il castello col

nome di GROT-

TA AZZOLINA

che conserva

tuttora. Dal XIV

secolo Grottaz-

zolina si trova

sotto il dominio

della città di Fer-

mo. Il castello di

Grottazzolina fu

r ipetutamente

occupato e sac-

cheggiato nel

corso degli anni e solo dopo il 1465 fu riportato l’ordine

da parte del Senato Fermano. Grottazzolina fu fortifica-

ta dal Signore di Fermo Oliverotto Uffreducci, il quale vi

istituì una fonderia di cannoni; fu eretta a libero Comu-

ne nel 1537. Trascorsi dieci anni di operosa tranquillità il

paese tornò, ancora per ordine del Papa, sotto la giuri-

sdizione di Fermo. Dal 1600 Grottazzolina fu governata

come altri 47 Castelli dalla città di Fermo, attraverso Po-

destà e Vicari. Dopo la battaglia di Castelfidardo entrò

a far parte del Regno d’Italia e dal dicembre del 1860,

quando Vittorio Emanuele II tolse a Fermo la Provincia

unificandola con quella di Ascoli Piceno, Grottazzolina

divenne Comune autonomo.

DA NON PERDERE

Il Palazzo Comunale in stile Romanico con intonazio-

ne medioevale presenta una interessante torre mer-

lata frutto dell’opera di una cooperativa locale per la

ricostruzione del primo dopoguerra. La Chiesa del SS.

Sacramento e Rosario (1768) con una facciata in stile

classico, contiene al suo interno affreschi, tele e scul-

ture. È la Chiesa parrocchiale dal secondo dopoguerra.

Ha una mole considerevole, maggior monumento di

Grottazzolina. Notevole la decorazione interna dovuta

al Fontana. La Chiesa di S Giovanni Battista (1684),

ricostruita su una preesistente chiesa romanica, si af-

faccia sulla piazza più ampia del paese. Il Castello Az-

zolino, simbolo dell’orgoglio cittadino e testimone di

una vitalità storica di antiche origini, si erge al centro

dell’insediamento urbano. La piazzetta è dedicata alla

memoria di Osvaldo Licini.

NUMERI UTILI

UFFICIO INFORMAZIONI

C.SO VITTORIO EMANUELE II, 56 • TEL. 0734.631443

palazzO azzOlinO e chiesa di s. giOVanni

palazzO cOmunale e tOrre campanaria

chiesa del ss. sacramentO

1

3

2

gROTTAzzOLINA MANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

PRIMA DOMENICA DI MAGGIO

FESTA DEL BEATO PAPA GIOVANNI XXIII

LUNEDì SUCCESSIVO ALLA 1ª DOMENICA DI GIUGNO

FESTA DEL PATRONO

PRIMI DI AGOSTO

RIEVOCAZIONE STORICA “I GIORNI DI AZZOLINO”

AGOSTOSAGRA DEGLI ANTICHI SAPORI

DA METà DICEMBRE AI PRIMI DI GENNAIO

NATALE INSIEME

PIA

ZZA

UM

BERT

O I°

PIA

ZZA

MA

RCO

NI

VIA MONALDI

VIA MAZZINI

VIA MONALDI

C.SO VITTORIO EMANUELE

uNA PASSEGGIATA dI 15 MINuTI

A GROTTAzzOLINA

12

3

Page 15: Guida Turistica del Fermano

28 29

NUMERI UTILI

COMUNE:

PIAZZA LEOPARDI, 2 • TEL. 0734.936321

PRO LOCO: TEL. 0734.936559

Il territorio, che

si estende tra Fermo e

il fiume Aso a poca distan-

za dal mare, porta tracce della

colonizzazione e quindi della civil-

tà romana. Forse la testimonianza più

ragguardevole di ciò è espressa dal cippo

funerario di un magistrato locale conservato

sotto il loggiato comunale. Nell’alto medioevo

i Longobardi e i Monaci Avellaniti vi fondarono

alcuni castelli le cui chiese, in stile romanico, sono

tuttora ben conservate. Nel XIII sec. gli insediamenti

sparsi vengono abbandonati e nasce l’attuale paese,

sulla collina più elevata (mt. 264 s.l.m.) e in prossimi-

tà di una grande torre di avvistamento (anch’essa ben

conservata e trasformata nel tempo nel maestoso cam-

panile della Collegiata di San Lorenzo).

DA NON PERDERE

Chiesa Parrocchiale, ospita oltre alla venerata sta-

tuetta lignea del patrono S. Quirico, protettore dei

bambini, una tavola attribuita a Pietro Alemanno, due

tavolette raffiguranti S. Sebastiano e S. Rocco e una

“Madonna in trono” di arte locale del XIV sec. Chiesa di

S. Nicolò, nella piazza centrale, in perfetto e sobrio stile

barocco, ha al suo interno cinque altari in legno dorato

e marmorizzato, un soffitto ligneo damascato ed una

pala d’altare di Simone De Magistris (attualmente con-

servata presso il palazzo comunale), oltre ad un organo

di scuola callidiana. Chiesa di S. Lorenzo, con pregevo-

li altari barocchi in legno dorato, un Crocifisso ligneo

del XVI sec. e un organo del ‘700 di Gaetano Callido.

Chiesa di S. Maria degli Angeli (o ad Nivem), nel borgo

castellano, conserva affreschi del XV sec.. Chiesa della

Madonna Manù del XI sec., piccola ma molto elegante,

si trova a metà strada tra il paese e il mare. Chiesa di

S. Pietro del XII sec., con colonne ed originali capitelli

è ora inglobata nel civico cimitero.

Chiesa di S. Giacomo e S. Quirico,

al suo interno si conservano capitel-

li variamente decorati, un’elegante

cripta sorretta da volte a crociera ci-

lindriche su colonnine con capitelli

di diversa foggia e importanti opere

attribuite a Pietro Alemanno. Porta

Marina, si presenta imponente con

un arco a sesto acuto sormontato da

una merlatura ghibellina.

Porta da Sole, in parte rimaneggiata,

immette sotto il loggiato del Palazzo Comunale.

Palazzo Comunale del XVI sec. con portico ogivale sot-

to il quale si trova un cippo funerario con bassorilievi e

iscrizioni di epoca romano-imperiale.

MANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

15 LUGLIO

FESTA DEL PATRONO S. qUIRICO

TERZO FINE SETTIMANA DI LUGLIO

SAGRA DEGLI GNOCCHI

SECONDA SETTIMANA DI AGOSTO

CONCERTI DI MUSICA CLASSICA “MUSICA IN COLLINA”

ULTIMO FINE SETTIMANA DI SETTEMBRE

FESTA DEL VINO COTTO

LAPEDONA

pOrta marina

chiesa di san lOrenzO

palazzO cOmunale

chiesa di san nicOlò

chiesa di santa maria

degli angeli O ad niVem

PiazzaleEuropa

Piazza GiacomoLeopardi

Largo sanGiacomo

Largo 4Novembre

Via VIttorio

Veneto

Via Piave

PiazzSanLorenzo

Via Damiano

Chiesa

Via CesareBattisti

dell’Acc

oglienza

Via

Piazza dellaConcordia

Via Fratelli Kennedy

Via Roma

Via

Borgo Castellano

Aldo

Moro

SP 35

1

2

345

uNA PASSEGGIATAdI 15 MINuTIA LAPEdONA12345

S i

dice che intorno

all’anno mille, un capitano

di ventura di nome Malleano

o Majano, sia stato il fondatore del

Castello. Della Comunità di Magliano

abbiamo una citazione di Brandimarte

che chiarisce come il toponimo deriverebbe

dalla famiglia romana dei “Manli”. Nel periodo

Romano al tempo di Giulio Cesare, Magliano

gravitava nell’orbita di “Firmun”uno dei primi in-

sediamenti Piceni. Fu un insediamento farfense poi

usurpato dal Vescovo di Fermo. Durante il Medioevo

venne lungamente conteso da Montegiorgio e Fermo.

A partire dal 1293 diventa definitivamente castello di

Fermo. Magliano resterà sotto il governo fermano fino

al 1860, dopo il plebiscito dello stesso anno, con il quale

viene soppressa la provincia di Fermo ed unita a quella

di Ascoli Piceno. Un grave danno per la conoscenza sto-

rica di questo Comune è stato arrecato dalla distruzio-

ne dell’archivio in un incendio. L’antico castello aveva

sei torri, ma ora ne restano

soltanto due, di cui una

esagonale.

DA NON PERDERE

Chiesa parroc-

chiale di San

G r e g o r i o

M a g n o , c o -

struita nel XVIII

sec., conserva di questa costruzione

una cappella con un affresco un tem-

po attribuito a Vincenzo Pagani. Chie-

sa della Madonna delle Grazie, costruita nel

XVIII sec. su una preesistente edicola del ‘400, conserva

nell’abside affreschi cinquecenteschi tra i quali una

“Crocifissione”.

Chiesa “San Filippo” vi si conserva un monumento fu-

nebre di Giovan Battista Carducci, architetto fermano,

ad opera dello scultore Salomoni di Fermo (1919).

NUMERI UTILI

UFFICIO INFORMAZIONI

PIAZZA GRAMSCI, 25 • TEL. 0734.632172

MANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

1ª DOMENICA DI GIUGNO

FESTA PER LA MADONNA DELLE GRAZIE

ULTIMO SABATO E DOMENICA DI GIUGNO

SAGRA DELLE SAGRE

ULTIMA DOMENICA DI OTTOBRE

CASTAGNATA

pOrta da bOra

palazzO cOmunale

chiesa di san gregOriO magnO

1

3

2

Largo G. Leopardi

Piazza della

Repubblica

Via Guglielmo

Marconi

Monti

Sibillini

Roma

RomaVia

Roma

P.za AntonioGramsci

Via

Via

Via

Viale

degli

del

la

Via

Resistenza

Fratelli Vecchietti

PiazzaleBotteghe

Piazza SanGiacomo

Orti

Via degli Orti

Via

degl

i

Orti

SP 40

SP 4

0

Indipendenza

Via1

2 3

uNA PASSEGGIATA dI 15 MINuTI

A MAGLIANO dI TENNA

Page 16: Guida Turistica del Fermano

30 31

NUMERI UTILI

UFFICIO INFORMAZIONI:

VIA GARIBALDI, 60 • TEL. 0734.760258Il primo documento dove viene

citata Massa Fermana risale al 1050,

quando era sotto la giurisdizione del

Vescovo di Fermo. Resti di epigrafi funerarie

romane sono le tracce di un antico passato.

Nel XIII sec. apparteneva alla famiglia dei

Brunforte; membri come Guglielmo da Massa ed il

figlio Valerio di parte ghibellina, vengono ricordati

per gli efferati episodi di guerra che sconvolsero il

paese fino a quando tornò a sottomettersi a Fermo.

Nel 1808 perse la sua autonomia annettendosi a

Montappone per riacquistarla definitivamente nel

1816.

DA NON PERDERE

Porta Sant’Antonio, del XIII sec. ad

arco ogivale coronata da merli

e troniere, con

tracce del

funzionamento

dell’inferriata e del ponte

levatoio e presenza di

loggette rinascimentali.

Pinacoteca Civica, custodisce opere

di Vincenzo Pagani, De Magistris ed altri, bassorilievi

di scuola fiorentina provenienti dal Convento di S.

Francesco.

Chiesa dei Santi Lorenzo, Silvestro e Ruffino, conserva

la prima opera marchigiana di Carlo Crivelli,

firmata e datata 1468 e realizzata su

commissione dei conti Azzolino di

Fermo: il polittico “Madonna con il

Bambino tra i Santi Giovanni Battista,

Lorenzo, Silvestro e Francesco”. Nel

presbiterio la “Madonna della cintola

con Angeli musicanti” del fratello

Vittore. Da segnalare nella sagrestia

anche una tela di Sebastiano

Ghezzi di Comunanza (XVII

sec.).

MANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

2 AGOSTO

FIERA DE LU PIRDU

Sfilata di moda e mercatino dell’arte e dell’artigianato

10 AGOSTO

FESTA DI SAN LORENZO PATRONO

27 DICEMBRE

CONCERTO DI NATALE

uNA PASSEGGIATA dI 15 MINuTI

A MASSA fERMANA

SP 48

SP 48

Via

Rom

a

Sandro

Pertini

PertiniSandroVia

Via

Via

Libertà

della

VialeGiovanni

Giovanni

Iomm

i

ViaGiovanni

Iomm

i

Via

Via

Iommi

Largo Carlo Alberto

Dalla Chiesa

Viadelle

MuraCastellane

Via Garibaldi

Via Garibaldi

Via delle Case

Largo G.Leopardi

ViaGuerrieriVi

aBr

unfo

rte

Grappo

Contrada

Ald

o M

oro

Via

Osvaldo

Licini

PiazzaGaribaldi

LargoScampatesta

pOrta s. antOniO

palazzO cOmunale e pinacOteca

chiesa parrOcchiale dei ss. lOrenzO,

silVestrO e ruffinO

1

12

3

32

Mon-

sampietro Morico, attuale capo-

luogo di un territorio diventato “bi-

focale” nel 1868 per l’annessione dell’ex

comune autonomo di Sant’Elpidio Morico

alias Sant’ Elpidiuccio, fu rifondato nell’an-

no 1071, insieme a Monte Rinaldo Morico e

Sant’Elpidio Morico (centro con vocazione milita-

ristica che perse consistenza abitativa e parrocchia

nell’anno 1407, “trasferendo” la sua denominazione

al piccolo castello viciniore, Sant’Elpidiuccio), da un

condottiero incaricato dal vescovo di Fermo. Tale per-

sonaggio, che per errore di interpretazione epigrafica

fu detto Malugero o Maugero Melo, altri non era che il

pugliese Ermanno M(ik)elo, figlio del normanno Drago-

ne di Altavilla, conte della Puglia e Calabria. Costretto

a riparare a Napoli e poi nel fermano in tenera età (a

seguito della morte violenta del padre), Ermanno fu

sicuramente denominato fin da allora col diminutivo-

vezzeggiativo Manuzzello. Questi partì per la Prima

Crociata – nel 1099 – e quasi morì nel corso di essa.

Quanto all’aggettivo Morico che accompagna e

completa il paleonimo Monsampietro, oggi si

può ritenere che esso non sia derivato da una

presunta Morica moglie di Malugero Melo,

bensì dal fatto che la pianta urbica di

questo centro storico (proprio come

quella di Monte Rinaldo e Mo-

rico, come quella dell’oppi-

dum Sant’Elpidio Mori-

co, e come quelle di tanti altri

centri storici con paleonimi in Mor-) fu

caratterizzata da una particolare forma

a cuneo, di quasi sicura origine picena.

DA NON PERDERE

Chiesa romanica di San Paolo (1071)

Chiesa di San Pietro e Sant’Antonio Abate (sec. XVI)

Chiesa di San Francesco (1513)

Chiesa della Madonna del Carmine (1200-1300)

Trittico Crivellesco (1400 – Carlo Crivelli) presso il Mu-

nicipioChiesa di San Michele Arcangelo (1699)- Sant’elpidio

MoricoTrittico di Vittore Crivelli (1496) presso la Chiesa di

San Michele Arcangelo

NUMERI UTILI

UFFICIO INFORMAZIONI

VIA UMBERTO I, 33 • TEL. 0734.773140 - 0734.773632

uNA PASSEGGIATA dI 15 MINuTI

A MONSAMPIETRO MORICO

castellO

chiesa parrOcchiale di san pietrO

e sant’antOniO

palazzO cOmunale

1

3

2

SP 45

SP 45

Piazza Cesare

Battisti

Via VIllanova

Via Ubrico

C.so Umberto

Via

Ete

Vic. del Notaro

Piazza

Malugero Melo PiazzaRoma

Via Ete

Leopardi

Via Giacom

o

Via Giacomo

Matteotti

MANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

1° MAGGIO

ANTICA FIERA DEL 1° MAGGIO

26 GIUGNO

FESTA DI SAN PIETRO PATRONO

16 LUGLIO

FESTA DELLA MADONNA DEL CARMINE

8 E 9 AGOSTO

LO MAGNà DE ‘NA OTA - SAGRA

ULTIMO FINE SETTIMANA DI AGOSTO

SAGRA DELLO SPIEDINO

1

2 3

Page 17: Guida Turistica del Fermano

32

NUMERI UTILI

COMUNE:

VIA LEOPARDI, 12 • TEL. 0734.760426

Fin dall’antichità

fu dominato dalla

potentissima famiglia dei nobili

Brunforte e si trovò comunque

sempre nella sfera d’influenza della città

di Fermo. Agli inizi del XIV sec. il castello di

Montappone fu distrutto da Gentile da Mogliano e

ricostruito dai Montapponesi nel 1371. Nel 1808,

con l’avvento del Regno d’Italia, si unirono

al Municipio di Montappone quelli di

Massa Fermana e Monte Vidon Corrado.

Quando venne ripristinato il dominio

pontificio, Montappone fu sede

del governatore del distretto,

trasferito prima a

Falerone, poi a

Montegiorgio.

Nel 1827 ebbe un Podestà con

giurisdizione anche su Massa Fermana.

DA NON PERDERE

Chiesa Parrocchiale di S. Maria e S. Giorgio, custodisce

una tela della scuola del Pomarancio, “Madonna con

Bambino e Santi” e una Croce Reliquiario del XV sec..

Oratorio del Santissimo Sacramento, con portale

trecentesco in cotto sovrastato dallo stemma

della confraternita; all’interno alcuni affreschi

cinquecenteschi tra i quali “Madonna con il Bambino tra

i SS. Giovanni Battista e Giorgio” erroneamente attribuiti

a Vincenzo Pagani.

MANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

GIUGNORASSEGNA INTERNAZIONALE DEL MUSICAL

FINE LUGLIO

RIEVOCAZIONE STORICA “IL CAPPELLO DI PAGLIA”

NOVEMBRE-MARZO

DOMENICA A TEATRO - Teatro per ragazzi

DICEMBRE

IL CAPPELLO NATALIZIO - Mercatini

MONTAPPONE

uNA PASSEGGIATA dI 15 MINuTI

A MONTAPPONE

museO del cappellO

OratOriO del ss. sacramentO

chiesa di santa maria in castellO

chiesa di santa maria

e san giOrgiO

mOstra permanente

del “cappellaiO pazzO”

1

34

5

2

SP 48

Via GiacomoBrodolini

PiazzaRoma

PiazzaleGramsci

Via

Tarucchio

Via Palmiro Togliatti

Palmiro

Palazzo

Via

Sole

Sole

Via

Via San

Giorgio

Via

San

Gio

rgio

Osvaldo Licini

Spazzi

PiazzaleMatteotti

Via Alcidede Gasperi

Via

Via PietroNenni

Via Selva

Via Saletto

Via

Via

Via

Via

8 Marzo

Borg

o X

X S

ette

mb

re

Togliatti

Via Don

Luigi Sturzo

Salvatore

San

5

1

23

4

Montefalcone, antico paese arroc-

cato sul ciglio di un’alta rupe di arenaria

fossillifera, si colloca ad un’altitudine di 758

mt. s.l.m. nella parte meridionale dell’omoni-

mo monte. Il paese fu compreso fin dal X sec. d.

C. nei territori del presidiato Farfense e dal 1214,

anno in cui ottenne la Libertà Comunale, per più di

100 anni fu scenario di guerre ed occupazioni da par-

te dello stesso Fermano e della Città di Ascoli Piceno.

Montefalcone offre al visitatore uno straordinario pa-

norama: dai monti Sibillini alla Maiella, dal Gran Sasso al

Monte Conero ed il mare Adriatico. Circondato dal verde,

è il luogo ideale per chi cerca una vacanza in tutto relax a

contatto con la natura, la storia e la cultura. Il bosco che

ricopre gran parte del Monte Falcone, per la varietà di

specie vegetali è Area Floristica Protetta e Sito di impor-

tanza Comunitaria. Degne di interesse sono le aree fos-

silifere ricche di reperti risalenti al Pliocene inferiore.

Nel centro storico, presso Palazzo Felici, residenza

nobiliare risalente al XVII sec., è possibile visitare il

Polo Museale, con sezioni dedicate ai fossili loca-

li, ai fossili da tutto il mondo e di tutte le ere, ai

minerali. Pertinente al Museo è il “Giardino

Tronelli” che scende con sentieri serpenti

nati lungo la rupe del monte. Presso

Palazzo Fenici è inoltre esposto

il Polittico “Madonna con

bambino” (1475/1480)

del Pittore Pietro Alamanno.

La struttura mu-

seale è anche

sede di un Cen-

tro di Educazione

Ambientale, attrezzato

per fornire servizi didattici a scolaresche e gruppi orga-

nizzati. Nella parte più alta del paese si ergono l’antico

castello farfense e la sua unica torre recentemente re-

staurati e particolarmente suggestivi. Poco lontano dal

centro abitato sorge il convento francescano, acquistato

da San France-

sco d’Assisi nel

1223, a pochi

passi dalla mi-

racolosa fonte

fatta scaturire

dal Santo, dalla

quale sgorga

un’acqua limpi-

da e fresca.

DA NON PER-

DEREPalazzo Feli-

ci, Centro di

E d u c a z i o n e

A m b i e n t a l e ,

Museo dei Fos-

sili e di Storia

Naturale, Mu-

seo dell’Alamanno, Chiesa della Madonna delle Scalel-

le, Convento Francescano e Chiesa di San G. Battista,

Chiesa di San Pietro in Penne, Chiesa di San Michele,

Loggetta cinquecentesca, Bastione e mura di cinta,

Traforo del Valico delle Scalelle.

NUMERI UTILI

UFFICIO INFORMAZIONI: Via S. Pietro, 22 • Tel. 0734.79111/0

POLO MUSEALE: Tel. 0734.79136

uNA PASSEGGIATA dI 20 MINuTI

A MONTEfALCONE APPENNINO

1

32

MANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

MAGGIOLA MARCIA PER LA SOLIDARIETà

LUGLIO-AGOSTO

SPETTACOLI DI ARTE VARIA E SAGRE

SECONDO FINE SETTIMANA DI OTTBORE

SAPORI D’AUTUNNO • Itinerario enogastronomico per

le vie del borgo e mercatino dei prodotti tipici locali

LargoOberdan

Via Cesare

Battisti

Via San

Pietro

LargoConcordato

Largo E.Tartufoli

Largo Vittorio

Emanuele II

Sant’Antonio

Sant

’Ant

onio

LocalitàTiro

A Segno

Roma

Via

Via

Via

Largo G.Corradini

ViaSisto V

Largo G.Leopardi

Via Sisto V

Via Roma

SP 50

SP 49

chiesa di san michele arcangelO

chiesa di san pietrO in penne

castellO

chiesa di s. maria in capite scalOrum

4

2

4

3

1

Page 18: Guida Turistica del Fermano

35

M o n -t e f o r t i n o

sorge sulla dor-

sale di un colle, a cir-

ca 700 mt. s.l.m., di fronte

allo splendido scenario dei

Monti Sibillini. La sua storia risale

all’epoca romana, come attesta una

antica lapide proveniente dalla fortez-

za del Girone, distrutta nel 1442. Nel 1084

si erige a libero comune e si da un proprio

statuto, modificato nel 1126. In epoca moder-

na fa parte della Stato Pontificio, nella giurisdi-

zione della diocesi di Fermo. Nel 1860 votò l’an-

nessione al regno d’Italia di Vittorio Emanuele II.

Montefortino è uno dei più significativi insediamen-

ti della Comunità Montana e del Parco Nazionale dei

Sibil-

lini. L’anfiteatro delle montagne

è spettacolare, con cime che raggiungono i 2000 mt.

come la Priora o il Pizzo Berro, Ma la presenza più fa-

scinosa è quella del Monte Sibilla, la profetessa che

predisse la nascita di Cristo. La figura della Sibilla è una

trasformazione cristiana e medievale della dea Cybe-

le, rappresentata con il capo turrito ed infatti “corona”

è chiamata una cintura rocciosa che corre intorno al

monte omonimo. La grotta della Sibilla ha ispirato tra-

dizione colta e popolare fin dal Medioevo, il racconto

del francese Antoine de la Sale, il Paradiso della Regina

Sibilla, Guerrino detto il meschino di Andrea da Barbe-

rino, il poema il Meschino detto il Guerrino di una raf-

finata poetessa rinascimentale come Tullia d’Aragona.

Montefortino possiede un significativo patrimonio di

beni culturali diffusi nel territorio, ma anche un luogo

deputato alla conservazione e alla manutenzione delle

opere d’arte: la Pinacoteca Civica intitolata a Fortuna-

to Duranti (1797-1863), romantica personalità di pitto-

re bohémien e raffinato collezionista di opere d’arte

che provvide a donare al Comune.

Palazzo Leopardi sede della Pinacoteca è un pregevo-

lissimo esempio di architettura nobiliare cinquecente-

sca, appartenne a Sir Desiderio Leopardi creato Corte

Palatina nel 1533 e curatore dello Sta-

tuto di Montefortino.

Alla stessa famiglia appartenne Leopardo Leopardi,

autore di “Memorie Istoriche di Montefortino nella

Marca” (1783), che si definisce “Patrizio Recanatese” e

cittadino di essa (Montefortino) terra. Unisce all’in-

teresse storico e artistico del proprio patrimonio,

quello naturalistico, che gli deriva dalla sugge-

stiva posizione geografica e dalle bellezze pa-

esaggistiche. Nei dintorni, sono da visitare

Sant’Angelo in Montespino (sec.VI-XI), la

serie di case-torri di derivazione feudale

e rinascimentale, l’orrido dell’Infer-

naccio sovrastato dall’eremo a

loggetta di S. Leonardo ed il

Santuario della Madon-

na dell’Ambro.

NUMERI UTILI

UFFICIO INFORMAZIONI

VIA ROMA, 21 TEL. 0736-859101

MANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

FEBBRAIO

FESTIVAL DEL TARTUFO VERO DEI MONTI SIBILLINI

2ª DOMENICA DI AGOSTO

PROGRAMMA CENTRO STUDI FORTUNATO DURANTI

PRIMA SETTIMANA DI SETTEMBRE

SAGRA DELLA CUCCIOLA

TUTTO L’ANNO

ESCURSIONI CON IL CAI

MONTEfORTINO

uNA PASSEGGIATA

dI uN’ORA A MONTEfORTINO

pinacOteca ciVica

santuariO della madOnna dell’ambrO

sant’angelO in mOntespinO123

SP 83

SP 83

SP 8

3

SP 83

SP 83

LargoDalmazia

Largo del Teatro

Largo dellaPieve

Via S. Pruni

Via R. Pap

iri

Piazza G.Leopardi

Via PapaGiovanni XXIII

Via F. Duranti

Via

V. M

ercu

ri

Via Rom

a

Via Roma

ViaUffreducci

dell’Osp

edale

StradaV

icinaleM

ontazzolino

Via Giuse

ppe

Garibaldi

Via Santa Lucia

Mat

tato

io

Via Circonvallazione

Strada C

omunale d

ell’Am

bro

Via Mattatoio

Via

Via F. Duranti

Via D. Sbarra

Via D. Sbarra

Via Rio

Strada

Comunale Pretattoni

LargoDuranti

Largo P.di Gisio

PiazzaUmberto I

1

2

MANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

FINE AGOSTO

FESTA DEL GRANO

PRIMA SETTIMANA DI SETTEMBRE

FESTA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE

SECONDA SETTIMANA DI OTTOBRE

FESTA D’AUTUNNOIl Comu-

ne di Mon-

te Giberto, già

abitato dai Piceni e

dai Romani, si ritiene

affondi le sue origini nel XI

sec. Fu possedimento degli

abati farfensi; nel XIII sec. passò

sotto il

dominio di

Fermo, di-

ventandone

un “Castello”,

e fu munito

di una cinta

muraria con

quattro tor-

rioni, due dei

quali esistenti

e restaurati.

Seguì in tutto le

vicende di Fer-

mo di cui fu un forte avam-

posto verso ovest. La sua

struttura edilizia nel

XVIII sec. si rinno-

va profonda-m e n t e ,

secondo una

caratteristica pianta compatta, semplice

ma elegante che fa convergere l’abitato

in una piazza da cui si diramano vie e

viuzze.

DA NON PERDERE

Palazzo Comunale, dall’armonica sette-

centesca fac-

ciata in cotto,

al suo interno

è presente

una Sala delle

volte poliva-

lente Chiesa di

Sant’Antonio,

antica chiesa

gentilizia del

1721 Chiesa Par-

rocchiale di

San Nicolò,

conserva una

pregevole tela raffigurante l’“Ultima

Cena” del 1602 di scuola fiorentina, un

gruppo ligneo policromo e un organo

del Callido del 1797.

Santuario di Santa Maria delle Grazie,

espressione del culto mariano, custodi-

sce una scultura marmorea raffigurante

una “Madonna con Bambino”, attribuita

all’arte pisana del XIV sec. e

diversi dipinti di

scuola marchigiana del XVII sec.

Chiesa di San Giovanni Battista, ricostrui-

ta nel 1771, si caratterizza per l’interno a

croce greca con abside settecentesca;

particolare l’organo Paci del 1876.

MONTEgIBERTO

PIAZZA

G. LEOPARDI

VIA DON NICOLA ARPILI

PIAZZA

DELLA

VITTORIA

VIA 4 NOVEMBRE

VIA 4 NOVEMBRE

VIALE DIAZ

VIA

ROM

A

VIALE D

IAZ

uNA PASSEGGIATA

dI 15 MINuTI AMONTEGIBERTO

chiesa di san nicOlò

palazzO cOmunale

chiesa di s. giOVanni battista

chiesa di sant’antOniO

santuariO della

madOnna delle grazie

1

12

34

5

2345

NUMERI UTILI

UFFICIO INFORMAZIONI COMUNE

PIAZZA DELLA VITTORIA, 1

TEL. 0734.630047

Page 19: Guida Turistica del Fermano

36 37

L’ i m -p i a n t o

urbanistico del

centro storico conser-

va l’originale struttura me-

dievale che segue l’andamento

altimetrico dei tre versanti del colle

su cui sorge. La forma attuale del paese

ebbe origine ad opera dei Farfensi, la cui

presenza è documentata negli anni 1026 –

1054. Questi monaci benedettini accolsero i

primi abitanti di Montegiorgio intorno alla Chie-

sa di S. Maria Grande (l’attuale S. Francesco) ed al

convento, determinando, col passare del tempo,

floridezza economica e incremento demografico. Il

secolo XIV vede Montegiorgio coinvolta, al fianco di

Fermo, nelle lotte tra Impero e Stato Pontificio; la città

subì la breve tirannia di Mercennario, e poi di Rinaldo

da Monteverde. Successivamente la città seguì le vi-

cende generali dello Stato Pontificio. Con l’unificazione

del 1860 entra a far parte del Regno d’Italia. Nel 1900

acquisisce il territorio di Alteta, fino ad allora comune

autonomo.

DA NON PERDERE

Chiesa di San Francesco: un tempo Santa Maria

Grande in Georgio, si erge sulla sommità di un

colle affacciato su uno dei più suggestivi giri

d’orizzonte che la nostra terra offre, chiamato

anticamente colle di Cafagnano; di stile go-

tico-romanico, databile intorno al XIII se-

colo, con l’annesso monastero, appar-

teneva ai monaci farfensi, venne

ceduta nel 1263 dall’abate Pe-

regrino ai frati minori con-

ventuali di San Fran-

cesco. Conserva

un magnifico portale di travertino del 1325, opera

del maestro Gallo. Cappella Farfense: annessa alla chie-

sa di San Francesco. Non tutti gli studiosi concordano

nel definirla tale, con pitture della prima metà del ‘400.

Vi sono illustrate nei compartimenti della volta a crocie-

ra la leggenda della vera croce, affreschi in parte attri-

buiti alla scuola di Antonio Alberti da Ferrara. Nella cap-

pella sono ancora presenti i sepolcri di nobili famiglie

Montegiorgesi. Teatro Domenico Alaleona: costruito

sull’area del palazzo civico, del quale resta l’antica torre

addossata ad una parete del Teatro. Edificato negli anni

tra il 1870 e il 1884 e progettato dall’architetto Giusep-

pe Sabbatini, è intitolato al musicista montegiorgese

Domenico Alaleona (1881-1928). Il teatro è un piccolo

gioiello dell’arte neoclassica. Le decorazioni in stucco

bianco e oro sono di Salomone Salomoni, i dipinti della

volta sono dell’artista ascolano Giovanni Picca. Palazzo

Passari: del XVIII sec., la sua imponente facciata domi-

na Piazza Matteotti. Le superstiti tempere settecente-

sche, parte della ricca quadreria alienata intorno alla

prima metà del ‘900 dalla famiglia patrizia, sono

visibili nella sala consiliare del Comune.

NUMERI UTILI

UFFICIO INFORMAZIONI

VIA ROMA, 1 • Tel. 0734.952066 – 0734.952067

pinciO e chiesa di san francescO

teatrO alaleOna

cOnVentO di santa chiara

palazzO passari

1

34

2

MON TEgIORgIO MANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

23 APRILE

FESTA DI SAN GIORGIO PATRONO

3ª DOMENICA DI AGOSTO

FESTA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE

E SAGRA DEGLI STROZZAPRETI

3ª DOMENICA DI SETTEMBRE

FESTA DELLA MADONNA ADDOLORATA

21 NOVEMBRE

TRADIZIONALE FIERA DEL SOCCORSO

NOVEMBRE-APRILE

STAGIONE TEATRALE DI PROSA

NOVEMBRE APRILE

STAGIONE CONCERTISTICA

PIAZZA

MATTEOTTI

PIAZZA

D’ALALEONA

VIA DELLE MURA

VIA D

ELLE

MURA

PORTA

S.ANDREA

PORTA

SANTA MARIA

PORTA

S.NICOLO’

PIAZZALE

KENNEDY

VIA PALESTRO

1

23

4

uNA PASSEGGIATA dI

30 MINuTI A MONTEGIORGIO

MANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

DOMENICA DI CARNEVALE

CARNEVALE MONTEGRANARESE

ULTIMA SETTIMANA DI GIUGNO

VEREGRA STREET FESTIVAL

OTTOBREFESTA DI SAN SERAFINO PATRONO

NOVEMBRE-APRILE

STAGIONE TEATRALE DI PROSA

NOVEMBRE-APRILE

STAGIONE CONCERTISTICA

DICEMBREMERCATINO DI NATALE

MONTEgRANARO

Montegranaro

nasce con la

vocazione calzaturiera,

fin dalla fine del secolo XVIII.

Centro propulsore del distretto

calzaturiero marchigiano, è

uno dei sistemi produttivi più

importanti a livello mondiale.

Tradizione artigianale e maestranze

tra le più qualificate del settore, cura

dei dettagli e dei materiali impiegati,

attenzione alla “forma”, tutti fattori

che hanno sempre contraddistinto il

prodotto montegranarese.

La spiccata vocazione alla qualità e

all’eleganza, non disgiunta da una

fortissima creatività, fanno di

Montegranaro

la passerella internazionale

dell’accessorio, nel panorama più vasto

del sistema-moda italiano. Il paese delle

grandi firme!

La dolcezza delle colline e l’operosa

attività agricola sono i punti di forza per il

visitatore. Le aziende agricole di piccole

dimensioni favoriscono lo sviluppo

dell’agricoltura, senza intaccare la forma

del paesaggio: cereali e foraggio, girasoli

e ortaggi, uliveti e vigneti, frutteti,

tortuose strade vicinali fiancheggiate da

querce secolari, connotano il panorama

dalla vallata del fiume Chienti a nord

a quella dell’Ete a sud, spalancate sul

mare, o a quella che, verso ovest, spazia

fino ai Sibillini.

La tradizione vanta l’origine romana

di Montegranaro con il toponimo

di Veregra, ma è un

documento farfense

dell’829 che lo fa

nascere alla storia.

Nel secolo XIII è libero

Comune, nel 1387

diviene feudo della

famiglia veneziana degli

Zeno, nel 1443 subisce

la dominazione degli

Sforza e quindi dello

Stato Pontificio, fino alla

unificazione d’Italia.

I montegranaresi illustri: Giulioso

Conventati (sec. XV), giurista, docente

presso l’Ateneo maceratese; San

Serafino da Montegranaro (1540-

1604); Domenico Svampa, cardinale e

arcivescovo di Bologna (1851-1907);

Giovanni Conti (1882-1957), uomo

politico, vice presidente dell’Assemblea

Costituente; Alessandro Cruciani (1841-

1912), musicista e poeta.

DA NON PERDERE

La Cripta di Sant’Ugo con lo strepitoso

ciclo di affreschi, il Portale del SS.

Salvatore, San Francesco e San Serafino

e la barocca San Pietro; i palazzi gentilizi

Conventati, Ranier Luciani, Cruciani

emergono da un tessuto urbano di case

addossate l’una all’altra, secondo un

nastro sinuoso e suggestivo.

Il Teatro La Perla, luogo deputato per

gli spettacoli cinematografici, vanta

attualmente una importante stagione

teatrale (periodo invernale), una

apprezzata rassegna di teatro per ragazzi

e una stagione concertistica di altissimo

livello programmata dagli “Amici della

Musica di Montegranaro” il cui direttore

artistico, Francesco Di Rosa, ricopre il

ruolo di Primo Oboe dell’Orchestra S.

Cecilia di Roma e dell’Orchestra

Filarmonica della Scala.

Veregra Street Festival. Il qualificato e

rinomato festival degli artisti di strada,

di rilievo nazionale e internazionale,

si tiene nell’ultima settimana di

giugno per le piazze, i vicoli e le

strade del centro storico che si

trasformano in una magica

ribalta. (www.veregrastreet.it)

Un Villaggio dello Sport

(campo di calcio e di

baseball, pista

c i c l a b i l e ,

pista di

NUMERI UTILI

UFFICIO INFORMAZIONI COMUNE

PIAZZA MAZZINI - TEL. 0734.897932

UFFICIO TURISMO TEL. 0734.897932

TEATRO LA PERLA TEL. 0734.893350

Page 20: Guida Turistica del Fermano

38 39

MANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

FINE AGOSTO

FESTA DEL GRANO

PRIMA SETTIMANA DI SETTEMBRE

FESTA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE

SECONDA SETTIMANA DI OTTOBRE

FESTA D’AUTUNNO

Arroccato sul contraf-

forte fra l’Ete Vivo e il

torrente Lubrico, Monteleo-

ne di Fermo entra nella storia

con la presenza dei Farfensi e

diviene comune

nel Medioevo.

Vanta ancora

resti di mura

castellane e il

nucleo abita-

to presenta

i m m u t a t i

aspetti di s a -

pore medioevale. Il Pa-

lazzo Comunale è stato interamente

restaurato; di particolare interesse è la

Torre campanaria costituita da un torrio-

ne esagono irregolare (XIII-XIV sec.), già

elemento centrale dell’antico Castello

di Torre dé Casoli insieme alla corte del

X-XI sec. di S. Maroto oggi nella Chiesa

parrocchiale dedicata a S. Marone. In un

documento databile intorno al 1264-67

il feudo risulta in possesso dei signori

di Clarmonte, i quali cedettero i loro

diritti sul Castello di Casole al Comu-

ne di Montelparo. Già dal 1251 Mon-

teleone risulta però come castello di

Fermo.

DA NON PERDERE

Chiesa di San Giovanni Battista,

all’interno è conservata una croce

astile in argento sbalzato firmata

da Bartolomeo da Montelparo nel

1524 mentre due tavole, “Madon-

na” e “S.Giovanni”, di scuola crivel-

lesca la cui datazione è fissata al

quattrocento, sono conservate nel

Palazzo Comunale.

Chiesa del Crocefisso o della Madon-

na della Misericordia, costruita nel

1526, ha parti romaniche e custodisce

al suo interno la più interessante opera

di Orfeo Presutti, del 1546, un affresco

raffigurante il “Giudizio Universale”.

NUMERI UTILI

UFFICIO INFORMAZIONI COMUNE

VIA GARIBALDI, 9 - TEL. 0734.773521

uNA PASSEGGIATA

dI 15 MINuTI AMONTELEONE dI

fERMOpiazza umbertO i

chiesa di s. marOne

palazzO cOmunale

chiesa di s. giOVanni battista

21

3

4

PIAZZA UMBERTO I

PIAZZA

CASTELLO

VIA ROM

A

PIAZZA

BENI

VIA

G. G

ARIB

ALD

I

1

34

atletica, bocciodromo, arena per spettacoli all’aperto, il tutto su un’area attrezzata a verde con ampi parcheggi), un palazzetto dello sport con tre palestre, la palestra di S. Liborio, un campo di calcio, campi da tennis,

campi di basket all’aperto, tutto ciò per significare quanto le pratiche sportive siano frequentate dalla popolazione. Ad una presenza tanto numerosa di impianti, segue una prestigiosa attività sportiva che in diverse discipline

raggiunge livelli di eccellenza assoluta. La Premiata Sutor Montegranaro è in A1 e sta dando al mondo della pallacanestro risultati esaltanti.

uNA PASSEGGIATAdI 30 MINuTI A

MONTEGRANARO SP231

SP 27

Viale Antonio GramsciVia De Gasperi

VIale

F. C

aval

lotti

VIale F. Zaccagnini

Via De Gasperi

Elpidiense

Nord

Via

C.so Giacomo Matteotti

Via

Cast

elfid

ardo

Via C

aste

lfidar

do

Via

Pale

stro

Via Conventati Viale BassiPiazza Mazzini

Viale Solferino Viale Solferino

Viale SolferinoVia Volontari 1866

Via Sant’Ugo

Via G

. Gar

ibal

di

Piazza SanSerafino

PiazzaLeopardi

LargoConti

chiesa dei ss. filippO e giacOmO

teatrO la perla

palazzO luciani

palazzO del cOmune

palazzO cruciani

palazzO cOnVentati

chiesa di san serafinO

1 423

6

7

1

5

234567

Page 21: Guida Turistica del Fermano

40 41

Il centro

abitato, situato

su una collina tra i fiumi

Aso e Ete Vivo, vanta origini

molto antiche. Nel suo territorio,

infatti, sono state rinvenute necro-

poli picene con reperti di notevole valo-

re. Una delle ipotesi alla quale ricondurre le deno-

minazione del Comune fa riferimento a documenti dei

monaci farfensi del sec. XII dove viene citato il nome di

“Elprando” antico proprietario, forse di origine longo-

barda. Fin dal 1259 è testimoniata l’esistenza della chie-

sa di Santa Maria in Camurano, con annesso il convento

dei Francescani, situata a poca distanza dal paese. Le

abitazioni sono state costruite in fasce concentriche se-

guendo l’andamento del

colle. In base alla struttura

del centro, sono riconosci-

bili i tre nuclei principali,

quello del convento ago-

stiniano ad ovest, quello di

San Gregorio a sud e quel-

lo di Santa Maria Novella

ad est, dove trovò collo-

cazione anche il ghetto

ebraico.

DA NON PERDERE

Porta del sole, con arco a sesto acuto

del XIV sec.. Chiesa di San Gregorio Ma-

gno e Chiesina di San Pietro, la stupen-

da Chiesa di San Michele Arcangelo, in

stile gotico che protende il campanile

verso il cielo e presenta ai visitatori tre

portali d’eccezione, di cui uno gotico e

gli altri due rinascimentali. Il suo interno

è ricco di affreschi del ‘500 raffiguranti

alcuni santi, la “Crocefissione”, la “Pietà”

e il “Padre Eterno”, del 1527. Il Palazzo

Comunale custodisce una preziosa rac-

colta di pergamene.

NUMERI UTILI

UFFICIO INFORMAZIONI: Tel. 0734.780141

MONTELPARO MANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

METà GENNAIO

SAGRA DEL BACCALà - FESTA DI S. ANTONIO ABATE

FINE LUGLIO

PRANZO DEL RITORNO - Ex montelparesi a pranzo insieme

METà AGOSTOSAGRA DELLA POLENTA

METà NOVEMBRE

PRANZO DELL’ANZIANO

24 DICEMBRE

DISCESA DELLA STELLA

uNA PASSEGGIATA

dI 30 MINuTI AMONTELPARO

chiesa di san gregOriO magnO

chiesina di s. pietrO

chiesa s. michele arcangelO

pOrta da sOle

palazzO cOmunale

e tOrre cilindrica

21

345SP 61

SP 103

Largo

Marconi

Piazzale

BramanteViale E.

Marziali

Via Castello

Via

Pet

rocc

hin

i

Catanovetta

Roma

Via Via

PiazzaCavour

Largo G.Leopardi

ViaCatigliano

Via

Cat

iglia

no

Contrada

Rongone

Cont

rada

Le

Grazie

Via

Tirato

re

Garibaldi

Giuse

ppe

VIa

le

Via

Caste

llo

Valle

Via

Via Santa MariaNovella

Viale E. Marzi

ali VIa Valle

Via S

anta

Mar

ia

Novel

la

Via Vittorio

Emanuele

V.le Risorgimento

V.le Riso

rgim

ento

Contrada Le Grazie

14 2

3

5

F r a

le perle

dell’entroterra fer-

mano sorge il Comune di

Monterubbiano. Già dai primi

del Novecento si distingueva come

meta turistica per vacanze mare e mon-

ti grazie alla sua felice posizione: a 463m

slm e a 6 Km in linea d’aria dall’Adriatico. La

sua storia affonda le radici nel Neolitico ma il

borgo ha avuto un ruolo da protagonista anche

nelle epoche romana e medioevale, come testimo-

niano i reperti presenti nel museo archeologico.

In realtà, per poter parlare di un unico centro fortifi-

cato bisogna attendere l’ultimo trentennio del XII sec.,

quando si verifica la fusione degli abitati di tre castelli:

Orbanium, Coccaro e Montotto. Contesa da Fermo per

la sua peculiare posizione strategica, Monterubbiano

cade nel 1433 sotto il dominio di Francesco Sforza che

provvede ad una ristrutturazione del sistema difensivo,

caratterizzato da circa 2 Km di mura fortificate. Con il

1860 l’annessione al Regno d’Italia fu segnata da

un consistente rinnovamento edilizio con la costruzione

del Cimitero Monumentale neoclassico, il Teatro Pagani

e il Parco San Rocco. Oltre alla bellezza storico artistica, il

centro è da sempre legato a tradizioni religiose, folklori-

stiche ed enogastronomiche, che fa rivivere con la solen

ne processione del Cristo Morto, la rievocazione storica

della “Sciò la Pica” nel giorno della Pentecoste e le varie sa-

gre che valorizzano la cucina locale. Una tra

le più importanti è quella delle TAGLIATELLE

FRITTE, il piatto tipico che ha fatto la storia

del paese: nato per caso, è diventato un’im-

portante attrattiva per i visitatori. Dal 2001

inoltre questa località è insignita del mar-

chio “Bandiera Arancione”riconoscimento

di qualità turistico e ambientale per i centri

dell’entroterra del Touring Club Italiano. Le

numerose strutture ricettive, offrendo ser-

vizi e cucina locale, garantiscono al turista

un’atmosfera familiare ed accogliente.

DA NON PERDERE

Polo Culturale San Francesco con Museo Archeologi-

co, Biblioteca, Auditorium e Orto Botanico

Teatro Pagani (1875)

Palazzo Comunale (XVI sec.)

Palazzo Onesti (1562)

Chiesa di Santa Maria ei Letterati, con l’Assun-

zione della Vergine (1539) di V. Pagani

Chiesa di Sant’Agostino (1266)

Chiesa dei SS. Giovanni (1238)

Cimitero Monumentale (1875)

Giardino pubblico neoclassico

“Giacomo Leopardi” (1872)

NUMERI UTILI

UFFICIO INFORMAZIONI: VIA TRENTO E TRIESTE, 1 • TEL. 0734.257396

MONTERuBBIANO

uNA PASSEGGIATA

dI 40 MINuTI AMONTERuBBIANO

chiesa di s. maria dell’OlmO

chiesa di san francescO

teatrO pagani

palazzO cOmunale

chiesa di s. maria dei letterati

chiesa di sant’agOstinO

21

3456

LargoCesare Battisti

Via Annibal Caro

Via Oberdan

Via

Obe

rdan

Via Sant’Andrea

Via Garibaldi

Via Secreti

Corso Italia

Corso Italia

Via d

ell’O

sped

ale

Via Stefano Mircoli

Via

Ste

fano

Mirc

oli

Via Luigi ScocciaVia d

elLan

ificio

Via

Pag

ani

Via

Luig

iSc

occi

a

Via Sant’Andre

a

Via R

oma

Via

dell’

Acan

to

Via

Rom

a

Largo V.Giovannetti

LargoGarulli

Via FrancescoSforza

LargoMontegrappa

Piazza T. Calz. Onesti

Via Piave

Piazza delMercato

Viale OresteMurani

PiazzaCentanni

Via delCassero

PiazzaIacinti

Via Padre

Reginaldo

SP 2

SP 2

SP 2

MANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

VENERDì SANTO

PROCESSIONE NOTTURNA

GIORNO DI PENTECOSTE

SCIò LA PICA - Rievocazione storica

TERZA DOMENICA DI LUGLIO

SAGRA DEGLI ARROSTICINI A RUBBIANELLO

ULTIMA DOMENICA DI LUGLIO

SAGRA DELLA POLENTA CON LO STOCCAFISSO

ULTIMA DOMENICA DI LUGLIO

SAGRA DEI MALTAGLIATI A RUBBIANELLO

PRIMO MARTEDì DI AGOSTO

CENA RUSTICA

10,12 E 13 AGOSTO

SAGRA DELLE TAGLIATELLE FRITTE

1

2 3

4 5 6

Page 22: Guida Turistica del Fermano

43

NUMERI UTILI

UFFICIO INFORMAZIONI:

PIAZZA UMBERTO I, 1 • TEL. 0734.969125

I primi dati storici

sul paese risalgono al X sec., quando i

monaci di Ferentillo (Terni) stabilirono il

primo nucleo abitativo dedicandolo a San

Pietro, da cui prese il nome. Nel 1164 il castello

fu donato da Federico Barbarossa al Capitolo dei

Canonici della Cattedrale di Fermo. Durante le lot-

te tra Guelfi e Ghibellini si rifugiò nel paese, che era

di parte Guelfa, la nobile famiglia fiorentina De Alleis,

dando all’agglomerato il “primitivo” nome di Sancti

Petri Alleis. Nel dicembre del 1443 fu l’unico Comune

delle Marche a resistere per oltre un mese all’assedio di

Francesco Sforza, allontanato poi grazie all’intervento

del Capitano di ventura Piccinino.

DA NON PERDERE

La cinta muraria con torrioni del 1300; il Palazzo del

Podestà con torre civica e cappella gotica duecente-

sca affrescata da Pietro Alemanno; Il Teatro Comunale

e la Chiesa di San Francesco, che conserva un polittico

di scuola umbro-marchigiana del XVI sec. attribuito al

pittore Giuliano Presutti detto

da Fano, allievo del Perugino,

ed alcuni affreschi della stessa

epoca ed un organo di Gaeta-

no Callido di notevole pregio.

Nella Collegiata di San Loren-

zo, progettata da Giuseppe Va-

ladier in stile neoclassico, sono

visibili i dipinti di Luigi Fonta-

na, nativo del luogo, con i due

leoni in terracotta all’imbocca-

tura della rampa di via Vittorio

Veneto. Fuori dalle mura si può

ammirare la Chiesa della Madonna dell’Ospedale con

dipinti del pittore monsanpietrino Oscar Marziali; da

visitare anche il Santuario della Madonna del Buon-

cuore.

MANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

LUNEDì DI PASqUA

FESTA E FIERA DI MAMMAUSSU

VENERDì DI PASqUA

RIEVOCAZIONE STORICA DEL VENERDì SANTO

ULTIMA DOMENICA DI GIUGNO

PALIO DI SAN PIETRO - RIEVOCAZIONE STORICA DEL 1400

3ª DOMENICA DI LUGLIO

FESTA DELLA TREBBIATURA

2ª DOMENICA DI SETTEMBRE

FESTA DELLA MADONNA DEL BUONCUORE

MON TE sAN

PIE T RANgELI

uNA PASSEGGIATA

dI 15 MINuTIA MONTE S. PIETRANGELI

cOllegiata san lOrenzO

palazzO del pOdestà/tOrre ciVica

chiesa di san francescO

giardinO “dei sensi”

sulle erbe spOntanee

chiesa della madOnna desOlata

Via DanteAlighieri

Contrada Coste

Via

San

Biag

io

Bo

rgo

Regi

naM

argh

erita

Viale Guglielmo MarconiVia Coste

Via GiovanniPascoli

Piazzale Andrea

Valandier

Via San

GiovanniVia

Campanella

PiazzaUmberto I

Piazzale Giacomo

Leopardi

ContradaColle

ContradaCarella

ContradaCarella

Olimpia

VialeGiacomo Matteotti

Viale Sant’AntonioVia Lombard

ia

Via S. Caterina

Caterina

Santa

Via

Colle

Via

Colle

ViaCaretta

Via

Via

Giu

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Via

G. B

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V. Pescara Valle

V. P

esca

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alle

Pesc

ara

Via

Valle

RomaVia

RomaVia

Via

11

23

4

5

234

5

Monte Urano è

una piacevole cittadi-

na adagiata tra le verdi e

riposanti colline marchigiane, a

dieci minuti dal mare Adriatico ed

a pochi Km dai magici Monti Sibillini.

Dopo la centenaria storia, che lo ha visto

protagonista assieme ed unito alla città di

Fermo, oggi è un produttivo paese di 8.500

abitanti, che si estende su un territorio di ap-

pena 16,5 Kmq. A chi lo visita, Monte Urano offre

una realtà produttiva in continua espansione (nu-

merosi infatti sono i suoi spacci aziendali di calza-

ture), una tipica ed ottima gastronomia locale (che

ripercorre il tragitto della migliore cucina marchigia-

na) unitamente ad un clima sereno e piacevole. Tra le

manifestazioni culturali e turistiche spicca il “Merca-

tino della Calzatura dei produttori monturanesi”,

tutti i venerdì di luglio ed il primo venerdì di agosto nel

centro storico del paese, la festa al parco fluviale Alex

Langer il 25 aprile,

una ricca serie di eventi rigorosamente all’aperto du-

rante l’Estate Monturanese, infine l’interessante car-

tellone culturale (cinema d’essai, teatro, musica) della

stagio-

ne di spettacolo al Cine Teatro Comunale Arlecchi-

no da ottobre a maggio di ogni anno.

DA NON PERDERENumerosi sono gli scorci medievali del paese, tipici de-

gli agglomerati urbani dell’entroterra marchigiano, su

tutti il nucleo dell’antico castello medioevale (XII-XIII

sec.), con la Torre Civica, Il Baluardo, la Porta nova,

piazza Marconi, piazza Cortile, piazza Leopardi.

Di particolare interesse la Chiesa di San Rocco (XVI

sec) e la Chiesa di San Michele Arcangelo, su proget-

to degli Architetti Giovan Battista Carducci e Giuseppe

Sacconi. Al suo interno si trovano il Crocefisso ligneo e

la Madonna del Rosario di L.fontana. Nella sala Con-

siliare del Palazzo Comunale sono invece permanen-

temente esposti i dipinti ad olio del pittore Ludovico

Spagnolini (1858/1943).

L’orologio Pubblico (situato nella sommità della Porta

Nova) è ancora funzionante e completamente manuale.

Monte Urano la “città parco”:

Dal “parco fluviale Lungo Tenna” intitolato ad Alex Lan-

ger e frequentato ogni giorno da numerose persone di

tutto il fermano, al “parco del sole” il primo e più gran-

de impianto fotovoltaico comunale della Provincia di

Fermo al “parco wi-fi” connessione internet gratuita

nel centro storico e nelle zone produttive del paese.

Via Loreto

Via

Cas

tello

Via Roma

Via V

icolo

Aper

to

Strada Belvedere Comunale Crocefisso

Via Roma

Contrada San Marco

Via

Gar

ibal

di

Via

Gar

ibal

di

Via Primo M

aggio

Contrada San Marco

LargoDiaz

SP 69

Piazzale SanRocco

Via DonMinzoni

Via Cristoforo Colombo

Sibilli

ni

Via Adriatico

Via

18

Sett

emb

re

Anto

nio

Via Borgo N

uovo

Via

UgoFo

sco

lo

Via

Gramsci

Via Balca

ni

Via Alp

i

Monti

Via

LargoCarducci

Piazza Carlo AlbertoDalla Chiesa

Piazza dellaLibertà

V. MonteGrappa

Via F.lli Cervi

Via PapaGiovanni XXIII

Via GiacomoMatteotti

Via S. Maria Apparente

SP 6

2

Via C

oncetto

Mar

ches

i

Via

Inca

ncel

lata

1

MONTE uRANO

23

4

5

6

NUMERI UTILI

UFFICIO INFORMAZIONI:

PIAZZA DELLA LIBERTà 2 - TEL. 0734-848720

MANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

FEBBRAIO

CARNEVALE MONTURANESE

25 APRILE

FESTA AL PARCO FLUVIALE “ALEX LANGER”

GIUGNO/SETTEMBRE

ESTATE MONTURANESE

VENERDì LUGLIO/PRIMO VENERDì DI AGOSTO

MERCATINO DELLA CALZATURA DEI PRODUTTORI MONTURANESI

OTTOBRE/MAGGIO

STAGIONE DI CINEMA D’ESSAI E STAGIONE TEATRALE E MUSICALE

AL CINE-TEATRO COMUNALE “ARLECCHINO”

NOVEMBRE/GENNAIO

MANIFESTAZIONI NATALIZIE

uNA PASSEGGIATA dI 2 ORE

A MONTE uRANO

1

32

4

65

chiesa di san michele arcangelO (XiX sec.)

chiesa di san rOccO (XVi sec.)

OrOlOgiO pubblicO

piazza della libertà

chiesa di santa maria apparente (XiV sec.)

parcO fluViale “aleX langer”

Page 23: Guida Turistica del Fermano

44 45

Monte Vidon Corrado è sorto in

epoca medievale in posizione stra-

tegica, sull’asse di comunicazione tra la

valle del Tenna e il Chienti, in uno sperone

panoramico che domina il territorio dai

Sibillini al mare. Di quel pas-

sato resta il toponimo,

riferibile al “castello

di Guidone” ed in

seguito di “Corra-

do”, uno dei figli di

Falerone, e la prima

menzione è in un

documento del 1229,

quando Fermo cercò

la coalizione con i ca-

stelli vicini per argina-

re la volontà di espan-

sione di Rinaldo, duca

di Spoleto; la matrice

medievale è fortemen-

te leggibile nella strut-

tura urbana, impronta-

ta sull’antico incasato

del castello feudale le

cui mura poligonali, at-

tualmente inglobate in

costruzioni più tarde,

risalgono al XIV-XV

secolo.

DA NON PERDERE

Chiesa parrocchiale di San Vito, con all’interno tele set-

tecentesche del Monti, un intenso crocefisso di scuola

del Guercino e la cappellina secentesca del santo dedi-

catario , interamente stuccata.

Chiesa della Madonna del Carmine, Chiesa di San Giu-

seppe - rurale, Chiesa di San Liberato - rurale, Chiesa

di San Filippo.

NUMERI UTILI

UFFICIO INFORMAZIONI:

PIAZZA LICINI, 7 • TEL. 0734.759348

MONTE vIDON

CORRADOMANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

ESTATE-AUTUNNO

MOSTRE E CONVEGNI NEL MONDO

DELL’ARTE CONTEMPORANEA

ESTATECENE IN PIAZZA

PERIODO NATALIZIO

NATALE SOTTO LE STELLE

uNA PASSEGGIATA

dI 15 MINuTIA M. VIdON CORRAdO

castellO/tOrriOne

centrO studi O. licini

chiesa di san VitO

123

SP 48

Piazza dellaVittoria

Via Isonzo

Piazza OsvaldoLicini

Via

Viadei

FioriFantastici

Co

ntrad

aVallem

arina

Angeli

Ribelli

Europa

Via

Via G

uglielmo

Oberdan

Via Guglielmo Oberdan

Piazza CesareBattisti

Oberdan

GuglielmoVia

Viale Trento E TriesteViale

Trento

ETrieste

Via d

el Conero

1

2

3

MON T E v IDON

COMBAT T EIl liber Jurium (testo

dell’episcopato della città

di Fermo) attesta già nel 1184

la presenza di Combatte, signo-

re di monte Guidone. La

tradizione racconta

che costui, du-

rante una batta-

g l i a ,

si vide costretto ad invia-

re un messaggio di aiuto a suo fratello

Corrado con la seguente frase: “Corri

Corrado che Guidon Combatte” conse-

gnandola cosi alla storia. In seguito il

nome Guidone, si sarebbe tramutato

con l’evoluzione della lingua in “Vidon”.

DA NON PERDERE

Chiesa parrocchiale di San Biagio, dal

settecentesco campanile, progettata

dall’Arch. Maggi conserva “La Vergine

col Bambino“, olio su tela di Jacopo

Agnelli del XV sec. Con una caratte-

ristica Porta a doppio fornice.

Chiesetta di San Procolo, con

affreschi del XV sec. Custodiva

un polittico opera di Frà Marino

Angeli del 1457, ora al museo dio-

cesano di Fermo.

uNA PASSEGGIATA dI 15 MINuTI

A MONTE VIdON COMBATTE

castellO medieVale

parcO della rimembranza12

STRADA PRO

VINCIALE

VIA ROMA

VIA G. LEOPARDI

MONTERUBIANESE

MANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

1ª DOMENICA DI AGOSTO

SAGRA DELLE qUAGLIE

NUMERI UTILI

UFFICIO INFORMAZIONI COMUNE

PIAZZA LEOPARDI, 1 - TEL. 0734.656103

1

2

Page 24: Guida Turistica del Fermano

46 47

Il paese sorge

su un contrafforte a

485 mt s.l.m. e la sua storia

affonda le proprie radici nel pe-

riodo romano, la cui testimonianza

può essere identifica-

ta nel grandioso tempio

venuto alla luce nel suo

territorio in loc.tà “La Cuma”

unitamente alle tante tracce di

ville romane, ancora oggi in gran

parte inesplorate. Successivamente,

in età longobarda, la sua posizione

rese possibile uno sviluppo in attività

agricolo-commerciali certamente non

comuni per l’epoca. Dai ruderi dell’inse-

diamento romano, posto nelle vicinanza

dell’Indaco, nacquero i centri fortificati

del territorio che risalgono al sec. VI, nel

periodo delle invasioni gotiche e longo-

barde.Dopo l’insediamento Piceno e le con-

quiste romane del territorio, la storia

dell’abitato s’intreccia comunque con quella del vi-

cino Monsampietro Morico, quando il conte nor-

manno pugliese Malugero Melo, figlio di Dro-

gone d’Altavilla, raggiunse queste terre dove

sposò una certa Mòrica. Dal matrimonio

nacquero tre figli ed a quello di nome

Rinaldo il Conte affidò un castello po-

sto nell’attuale territorio comu-

nale di Monte Rinaldo.

Monte Rinaldo, consi-

derato “di fron-

tiera”, nel medioevo fu conteso dal ducato di Fermo, dalla

città di Ascoli e dall’Abbazia Farfense della vicina Santa

Vittoria.Sono di questo periodo i castelli di Bucchiano e di Mon-

torso che verso il 1000 erano già in questi vasti territori.

Monte Rinaldo, come altri Paesi, nella seconda metà del

secolo XIII, dipendeva da Fermo ed a Fer-

mo passò nel 1333 l’importante per l’epo-

ca castello di Bucchiano, distrutto succes-

sivamente nel 1378 da Fucaporo, tiranno

di Fermo.Poiché le dispute e i conseguenti scontri

armati venivano originati quasi sempre

per questioni inerenti i confini, questi fu-

rono definitivamente stabiliti nel 1539 da

Mario Favonio di Spoleto, uditore del Car-

dinale Carpi.

DA NON PERDERE

Santuario tardo repubblicano (II–I sec a.

C.) in loc.tà Cuma: il complesso culturale

è costituito da un porticato, da un tem-

pio e da un edificio rettangolare di incer-

ta destinazione. L’estremità occidentale

del porticato sembra aver subito modifiche allo scopo

di ricavare un ambiente chiuso su tre lati e aperto ad

Est verso l’interno. Vicino al porticato si collocano i resti

delle fondazioni del tempio. Probabilmente località ter-

male e di riposo, fu distrutta per il terreno franoso so-

prattutto in caso di terremoto. Chiesa Ss. Sacramento

e Rosario, costruita nella metà del ‘700 in stile barocco,

conserva un notevole crocefisso che secondo la tradi-

zione venne ritrovato dopo la distruzione della rocca di

Bucchiano. Chiesa Ss. Leonardo e Flaviano, Chiesa del

Crocifisso, Chiesa di S. Maria in Montorso: conserva

affreschi del ‘400. Chiesa della Madonna della Neve,

in località Cuma. Museo Civico Archeologico del

Santuario Ellenistico la Cuma, inaugurato nel 2008

presso la ex Chiesa del Crocifisso. Il museo ospita i

materiali, rinvenuti durante i diversi anni di sca-

vo presso la locale area archeologica. I reperti

sono di epoche e generi

differenti e compren-

dono materiale

architettonico,

decorativo e votivo.

NUMERI UTILI

UFFICIO INFORMAZIONI:

VIA BORGO NUOVO, 4 • TEL. 0734.777121

MONTE RINALDOMANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

TERZA DOMENICA DI LUGLIO

IL CAPITELLO D’ORO - Festival canoro per bambini

LUGLIO-AGOSTO

RASSEGNA TEATRALE PRESSO L’AREA ARCHEOLOGICA “LA CUMA”

organizzata in collaborazione con l’AMAT ed inserita all’interno

del circuito TAU ( Teatri Antichi Uniti)

SECONDA DOMENICA DI AGOSTO

SAGRA DELLO SPIEDINO E BISTECCA DI CASTRATO

ULTIMA DOMENICA DI SETTEMBRE

ARCHEOLOGIA E TIPICITà

30 NOVEMBRE

FIERA DI SANT’ANDREA

pOrta marina

area archeOlOgica

museO archeOlOgicO

SP 55

SP 55

Via Borea

Via Roma

Via

Aldo

Mor

o

Contrada Aso

Strada per OrtezzanoStra

da per Orte

zzano

Strada per Montelparo

Aso

Contrada

Via Crocifisso

Contrada Indaco

Contrada Aso

Via Borea

Porta VittorioEmanuele II Piazza

Umberto I

PortaRomana

Via Marconi

11

2

3

23

uNA PASSEGGIATA

dI 30 MINuTIA MONTE RINALdO

Tra il mare

A d r i a t i c o

e la catena

degli Appennini

si estendono le

fertili colline

dell’antico Piceno,

intersecate da fiumi

e torrenti. Fra due di

questi, su di una rupe, a

m. 277 di altitudine, sorge

Montottone. Fino al secolo

XV ebbe la denominazione

di Mons Actonis (Monte di

Attone), sostituita poi con

quella odierna di Montottone.

Nel 1191 Papa Celestino III

investì i monaci Benedettini

del dominio temporale e

spirituale su Montottone;

nel 1221 il patriarca di

Aquileia cedette a Pietro

IV, vescovo fermano, il

castello di Montottone in feudo.

Nel 1397 i Montottonesi

si ribellarono contro il

comune di Fermo; nel

1405 passarono

sotto il dominio

d i

L u d o v i c o

Migliorati da Sulmona e nel

1415 vennero assediati dal Malatesta di

Cesena. Dopo la morte del Migliorati si

assoggettarono al Rettore della Chiesa

della Marca e nel 1433 il dominio passò

a Francesco Sforza. Nel 1537 Pier Luigi

Farnese, tolto il governo a Fermo, costituì

a Montottone lo Stato Ecclesiastico

in Agro Piceno sotto il governo del

Cardinale Radoccio Farnese. In esso si

riunirono tutti i Castelli soggetti a Fermo

e il Paese, per ben dieci anni, fu residenza

dei vari governatori che si susseguirono.

La supremazia su tutti i castelli vicini

diede a Montottone lustro e benessere.

Testimoni dell’importante passato sono i

r e s t i d e l l e

poderose mura castellane entro le quali

il paese è rimasto pressoché immutato.

DA NON PERDERE:

Chiesa Madonna delle Grazie, fin

dall’origine fu costruita a forma di

croce greca, conserva sull’altare

maggiore un affresco a muro del XV sec.

rappresentante la “Vergine

in trono con il bambino e gli

angeli musicanti”.

Chiesa Santa Maria

Ausiliatrice, di origine

medievale, anticamente si

chiamava Chiesa di Santa

Maria del buon Gesù.

L’ingresso è decorato con un

ricchissimo portale in cotto

risalente al 1515.

Chiesa San Pietro Apostolo,

questa chiesa nei secoli passati

era di proprietà del comune

ed aveva il titolo di Pievania.

Nel 1762 fu riedificata con

la costruzione della Grande

Collegiata.Chiesa San Francesco, risale al 1300,

annesso alla chiesa è il convento

omonimo.Torrione Porta Marina, il principale

accesso al paese che lo connetteva alla

città di Fermo attraverso la via Grande

è chiamato Porta Marina conservatasi

integra nella sua configurazione

medievale fino a tutto il secolo XVIII.

Cisterna, costruita nel secolo XV,

in tutti i castelli vicini non v’è nulla

di simile: essa fu murata con una

grandiosità degna di una grande città.

MANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

GIUGNOFESTEGGIAMENTI IN ONORE

DELLA MADONNA DELLE GRAZIE

AGOSTOLA BROCCA D’ORO - FESTIVAL CANORO

NUMERI UTILI

UFFICIO INFORMAZIONI COMUNE

C.SO V. EMANUELE, 34 - TEL. 0734.775135

tOrriOne medieVale

chiesa di san pietrO

chiesa disanta maria ausiliatrice

chiesa di san salVatOre

chiesa di san francescO

chiesa della madOnna

delle grazie

pOrta marina

1

3

456

7

2

SP 61

SP 61

Via SanFrancesco

PiazzaRoma

PiazzaMario Cifola

ViaCastello

PiazzaMarconi

Piazza GuarinoRoscioli

Via Fonte Magna

Via San Pietro Martire

Largo dellaFontana

Via deiVasari

Via Trento Via Circonvallazione

Via CirconvallazioneVia Galileo Galilei

Via Galileo Galilei

Viale TriesteViale Porta Marina Viale Porta Marina

Via

Sant

a C

hiar

a

Viale Trieste

Viale Trieste

Via San

Salvatore

Via Interlenghi

Via delFalco

Piazza G.Leopardi

Via Madonna

delle Grazie

Via

Mad

onna

delle

Gra

zie

Via

Pu

ccin

i

Via

Ro

ssin

i

Via

Ver

di

Via

Sp

on

tin

i

VIa San FrancescoVia dei Cipressi

V. Emanuele

C.so

17

234 6

5

uNA PASSEGGIATA

dI 30 MINuTIA MONTOTTONE

Page 25: Guida Turistica del Fermano

48 49

Fiero e ricco di suggestioni storiche Ortezzano si erge a

301 mt. s.l.m.; il piccolo ma vivace comune vede le sue

origini perdersi indietro nel tempo fino all’epoca dei

Piceni. Il toponimo ci dà chiare indicazioni su questo

territorio in età romana: diviso in centurie e distribuito

ai veterani, fu luogo ideale e prediletto per costruire

ricche ville rustiche, una di queste dovette apparte-

nere ad un non meglio identificato Ortentius o, più

probabilmente, Horatius. A partire dall’VIII seco-

lo il territorio di Ortezzano fece parte della

vasta area che entrò nel novero dei domini

farfensi. In questa zona Farfa possedette

almeno fino all’inizio del XII secolo: la

curtis Sanctae Marinae vel Ma-

riae e la curtis Sancti Grego-

rii de Ortezzano. Dal IX

all’XI sec. i duchi di Spoleto

eressero castelli sulle alture di rilevanza strategica ed

anche Castrum Ortezanii, nel 927 d. C. venne munito

di mura castellane per proteggere l’abitato dalle fre-

quenti scorrerie di Ungari, Saraceni, Normanni e altri

nemici occasionali. Le vicende storiche di Ortezzano,

poi, seguirono quelle del fermano e quelle dello Stato

Pontificio, di cui entrò definitivamente a far parte fino

alla riunificazione d’Italia.

DA NON PERDERE

Resti del Castello sorto attorno ad una torre di vedetta

(IX sec.), sono: la Torre Ghibellina, le mura quattro-

centesche, i portali e le volte in stile gotico. Chiesa del

Carmine, realizzata nel Settecento, conserva xilografie

del Ceschini e una tela marattesca. Chiesa di San Giro-

lamo, è la chiesa parrocchiale ricostruita nel 1773, con-

serva sopra una porta laterale il più antico stemma del

paese. Chiesa di Santa Maria del Soccorso, in piazza.

Di origine farfense, fu ricostruita verso il 1450 a croce

greca e nel 1759 fu eretto il campanile. Custodisce il

primo dipinto su tavola di Vincenzo Pagani (1509), una

Via Crucis di scuola romana e un frammento di affresco

del ‘400. Cisterna, primo insediamento piceno, è una

contrada dove rimangono una fonte, delle mura e una

chiesetta. Casa Carboni, casa natale dell’insigne latinista

Giuseppe Carboni, nato ad Ortezzano nel 1856. Porta Da

Sole, pregevole esempio di porta in stile gotico con arco

a sesto acuto e volta a crociera ogivale. Torre Ghibellina,

a pianta pentagonale è il simbolo del paese. Monumento

ai Caduti di tutte le guerre, monumento ideato e crea-

to dall’artista Marcello Savini, scultore e pittore di chiara

fama, nato ad Ortezzano nel 1928. Questo monumento è

l’unica scultura realizzata dall’artista che non appartiene

al genere figurativo; il suo nome, “Il Fiore”, sta ad indicare

la provenienza dell’ispirazione: due petali di un fiore, sim-

boli della pace e della giustizia, che avvolgono e circon-

dano il globo terrestre.

Fonte Tre Cannelle, fon-

te che deve il suo nome

proprio al fatto che ha

tre rubinetti per l’acqua,

è situata in campagna

nella località Casali.

Fonte Da Bora, è sta-

ta presumibilmente

costruita nel sec. XVII,

come da stemma del-

la famiglia Papetti,

posto sopra la va-

sca.

NUMERI UTILI

UFFICIO INFORMAZIONI: P.ZZA UMBERTO I, 4 • TEL. 0734.779181

ORTEzzANOMANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

10 GIUGNO - SECONDO FINE SETTIMANA DI GIUGNO

FESTA DEL VOTO IN ONORE DI S. MARIA DEL SOCCORSO

ULTIMO FINE SETTIMNA DI LUGLIO

SAGRA DELL’AGNELLO “C0’ VATTUTO”

PRIMO FINE SETTIMANA DI AGOSTO

FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FOLkLORE

TERZO FINE SETTIMANA DI SETTEMBRE

FESTA DEL VINO E DELL’ENOGASTRONOMIA DI qUALITà

31 DICEMBRE

CONCERTO DI CAPODANNO

tOrre ghibellina

chiesa del carmine

chiesa di s. maria

del sOccOrsO

centrO studi sul

fOlklOre picenO

1

3

4

2

Contrada Casali

Via Roma

PiazzaGiampaoli

Piazza F.Cavallotti

Via

Gia

com

oLe

opar

di

PiazzaUmberto I

Largo San

Giuseppe Piazzadella Pace

Largo delCarmine

Largo SanGirolamo

Via

G.

Carboni

Via

San

Giro

lam

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Via delForno

Via Strada Nuova

Via

Sobb

orgo

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l Sol

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Co

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a

Trocchi

Via Roma

Via

Rom

a

Via Roma

Via R

oma

Via Roma

Via

Ro

ma

RomaVia

SP 55

SP 56

uNA PASSEGGIATAdI 30 MINuTI AORTEzzANO

1

2

34

NUMERI UTILI

COMUNE:

PIAZZA ROMA, 6 • TEL. 0734.931319

Pedaso, du-

rante il Medio-

evo, sorgeva

con l’antico

Castello sul

colle prospi-

ciente il mare

nei pressi

del dirupo

chiamato “la

Cupa”. Come

gli altri castelli

fermani sulla

costa, aveva il

ruolo di sorveglianza sul mare con una torre di avvista-

mento trasformata in faro nel 1877. Sul finire del XVIII

sec., a seguito dei continui crolli del vecchio incasato,

comincia a svilupparsi in basso, lungo il mare, dove

nasce il borgo marinaro che conserva ancora oggi

l’iniziale assetto urbanistico.

DA NON PERDERE

Chiesa di Santa Maria e San Pietro Apostolo, di stile

neogotico, iniziata nel 1898, venne terminata nel 1920;

custodisce una “Sacra famiglia”, tela di scuola maratte-

sca. Faro, costruito nel 1877 e distrutto dai Tedeschi

durante l’ultima

guerra per poi

essere ricostruito

successivamente.

Ex sede comu-

nale con torre

ed orologio, nel

centro storico.

O s s e r v a t o r i o

Astronomico, sul

Monte Serrone, si

caratterizza per

l’impianto di ener-

gia fotovoltaica

che lo alimenta

oltre ad un poten-

te strumento di

osservazione.

MANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

ULTIMO SABATO DI GENNAIO

GIORNATA DELLA MEMORIA

8 MARZOFESTA DELLA DONNA - Musica, poesia, prosa

1° MAGGIO

SCAMPAGNATA SUL MONTE - Musica, gastronomia, giochi

FINE GIUGNO

FESTA DI SAN PIETRO PATRONO

SECONDO SABATO DI LUGLIO

GRAN CONCERTO BANDISTICO AL CENTRO STORICO

TERZO VENERDì DI LUGLIO

CONCERTI E CONVEGNI SUL LUNGOMARE DEI CANTAUTORI

DAL 12 AL 15 AGOSTO

SAGRA DELLE COZZE

DAL 20 NOVEMBRE ALL’8 DICEMBRE

3 SETTIMANE D’ARGENTO - Spettacoli e giochi per anziani

DA DICEMBRE A MARZO

RASSEGNA TEATRALE

LargoSturzo

LargoSacconi

Largo deiMarinai

PiazzaRoma

Largo deCarolis

Via Giuseppe Garibaldi

Via G.

Rossini

Via Gasp

are Spontini

Via G. R

ossini

Via G. Rossini

Via

Martiri

della

Libertà

ViaM

artirid

ellaLib

ertà

Via Trieste

Via Trieste

Via Nazario Sauro

VIa Bramante

d’UrbinoVia F. Stabili

Via Giuseppe M

azzini

Via Alcide De Gasperi

Via Valdaso

Via Giovanni XXIII

Via Pirandello

Via dei Piceni

Via F. Stabili

Via Ugo

La Malfa

Cesare

Repubblica

Via della Repubblica

Via della

Repubblica

Via degli

Oleandri

VIa Petrarca

Ugo La M

alfa

Via

Via Cristoforo Colombo

Via del Forno

Via San Marino

della

ViaAntonio

Gram

sci

Via A.Gandhi

Via

Via

Battisti

Via A. Caro

Via Lanciotti

Via L. Mercantin

i

Via G. M

atteotti

Via dell’Uva

Piazza BorsoAntico

Via del

Muraglione

Via Giacomo Leopard

i

Via Trieste

stazione

uNA PASSEGGIATA

dI 15 MINuTIA PEdASO

eX palazzO cOmunale

chiesa di s. maria assunta

farO

1

1

2

2

33

Page 26: Guida Turistica del Fermano

50

NUMERI UTILI

I.A.T.: VIA OBERDAN, TEL 0734678461

MANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

23 APRILE

FESTA DI SAN GIORGIO

PRIMO FINE SETTIMANA DI LUGLIO

PRO LOCO IN FESTA

LUGLIOFESTA DEL MARE (PADELLA GIGANTE)

LUGLIO/AGOSTO

COVERLAND - LA TERRA DELLE TRIBUTE BAND

I MERCOLEDì DI LUGLIO E AGOSTO

VIALE CAVALLOTTI JAZZ

P o r t o

San Giorgio

sorse come

scalo marittimo

della vicina Fermo.

Plinio il Vecchio lo designa

come castello dei Fermani

“Castellum Firmanorum”. Nei

documenti medievali compare col

nome di Portus Firmi ed è indicato

nei portolani e nelle carte nautiche

antiche come scalo marittimo di

primaria importanza. Centro dei traffici

marittimi dell’entroterra e di Fermo da

e per Venezia, fece si che, tra queste

due città, si stabilisse un’amichevole

alleanza. Dopo le invasioni barbariche

e le

c o n s e g u e n t i

distruzioni, si stabilirono nella zona

alcuni pescatori che diedero vita ad

un centro abitato, che nel 1164 passò

al capitolo dei Canonici del Duomo

di Fermo. Dal 1260 questi cedettero

detto castello al Comune di Fermo che

lo trasformò in una fortezza contro le

incursioni dal mare e sentinella vigile

della potenza e giurisdizione fermana

sulla costa. Viste le incursioni turche,

specie nell’ Adriatico, Fermo

decise di cingere Porto San

G i o r g i o di mura castellane.

Nel 1741 la Congregazione

Fermana stabilì che Porto

S a n Giorgio fosse

considerata un

castello distinto da Fermo e nel 1782 il

Governo Pontificio concesse il possesso

dei territori che vanno dal Tenna all’Ete.

DA NON PERDERE

Torre dell’Orologio, costruita nel

1840, fa bella mostra di sè nella piazza

principale.

Rocca Tiepolo, venne eretta nel XIII sec.

e rappresenta un caratteristico fortilizio

posto a difesa dei porti del litorale

marchigiano. Divenne poi possesso di

castellani e di uomini d’armi che vi

fecero edificare nuove

costruzioni.

Palazzo Comunale,

con torre,

PORTO sAN gIORgIO

51

Situato in un territorio già diffusamente abitato durante

l’Impero Romano, l’odierno centro storico di Petritoli si

venne formando lungo l’Alto Medioevo, quando, per

opera di vari ordini monastici, in particolare i Farfensi,

si verificò l’unione di tre precedenti villaggi, Petrosa,

Petrania e Petrollavia che diede vita ad un castello

dalla grande importanza strategica, avente ini-

zialmente ampia autonomia amministrativa

sul territorio e passando successivamen-

te sotto il controllo dell’episcopato di

Fermo. Contemporaneamente subì

numerose scorrerie di diversi

eserciti stranieri intenti alla

conquista del territo-

rio fermano.

La situazione cambiò profondamente quando nel 1537

papa Paolo III, riconoscente per l’aiuto che i petritolesi

gli avevano offerto pochi anni prima, conferì a Petritoli il

titolo di Terra. La comunità petritolese mantenne così la

nuova autonomia fino alla fine del secolo. Lungo il XVII e

il XVIII secolo Petritoli rimase comunque uno dei “castelli

maggiori” del fermano, grazie in particolare alle numero-

se istituzioni religiose qui attive. Con l’arrivo delle truppe

napoleoniche Petritoli divenne sede di Cantone, uno de-

gli otto centri amministrativi del Dipartimento del Tronto.

Lo spirito della rivoluzione diffuso dai francesi non venne

meno con la restaurazione dello Stato Pontificio e con il ri-

torno del controllo del vescovo di Fermo: Petritoli fu infat-

ti uno dei principali centri del Risorgimento marchigiano

ed anche nazionale. Grazie a molti cittadini come Filippo

Mannocchi Tornabuoni, eletto deputato all’Assemblea

Costituente della Repubblica Romana del 1849 e

Costantino Tamanti, che partecipò agli scontri arma-

ti anche tra le file dei garibaldini, Petritoli entrò a fare

parte del nuovo stato unitario. Dal 1861 la città co-

nobbe una vivacità politica, culturale ed artistica viva

ancora oggi in diversi edifici del centro storico e negli

scritti lasciatici da un grande cultore del folklore piceno,

Luigi Mannocchi. Gli eventi storici della prima metà del

XX secolo lasciarono profondi segni indelebili negli animi

dei petritolesi, i quali però non fecero mancare l’aiuto ai

profughi provenienti dal comune trevigiano di Vidor, con

cui è attualmente gemellato. Negli ultimi cinquant’anni

Petritoli ha continuato a mantenere una grande impor-

tanza sia sociale che economica nella valle dell’Aso e nel

fermano.

DA NON PERDERE

Chiesa di Santa Anatolia, Chiesa di Santa Maria in Piaz-

za, Chiesa di Santa Maria

Assunta, Chiesa di Santa

Maria ad Martires.

NUMERI UTILI

UFFICIO INFORMAZIONI: P.ZZA MAZZINI, 22 • TEL. 0734.658141

PET RI TOLIMANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

24 GIUGNO

FESTA DI SAN GIOVANNI BATTISTA PATRONO

SECONDA DOMENICA DI LUGLIO

FESTA DELLE COVE - Rievocazione storica della mietitura

TERZA DOMENICA DI AGOSTO

FESTA DELLA MADONNA

PRIMA SETTIMANA DI OTTOBRE

CONCORSO INTERNAZIONALE A CADENZA TRIENNALE DI OBOE (2010)

NOVEMBRE/DICEMBRE

ERBA OLIO - Circuito delle cucine tipiche locali del Piceno

Viale Ramazzotti

Via

le R

amaz

zott

i

Via Teatro

Via

Teat

ro

Via Marconi

Via

Sant’Anatolia

Via N

apoli

Viale R

amazzotti

Via Roma

Co

ntr

ada

San

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Via Roma

Via

Rom

a

Via

Petrottavia

SP 56

SP 56

SP 56

Via deiMuraglioni

LargoLucentini

LargoVerdi

PiazzaRocca

LargoGiacomoLeopardi

PiazzaMazziniVia Tornabuoni

Via Mongibove

Muraglioni

dei

Borgo Vecchio

Via

Piazza Costantino

Tamanti

uNA PASSEGGIATA dI 30 MINuTI

A PETRITOLIchiesa di sant’andrea

palazzO cOmunale

chiesa di santa maria in piazza

antica stamperia fabiani

palazzO Vitali rOsati

teatrO dell’iride

pieVania di santa anatOlia

tOrre ciVica

1

12345

7

68

345678

2

Page 27: Guida Turistica del Fermano

52 53

Alcuni ritrovamenti di

epoca picena indicano la

presenza di popolazioni sin dal

IX sec. a. C. L’insediamento medie-

vale è dovuto alla presenza dei bene-

dettini dell’abbazia di Santa Croce, fondata

nell’886. Il tratto costiero era stato donato al

vescovo di Fermo già nel 1035, ma intorno al

1250 Sant’Elpidio ottenne dai rappresentanti pa-

pali la facoltà di avere un proprio porto. Gli scon-

tri con Fermo, per il controllo del commercio,

divennero sempre più aspri e gli elpidiensi

ebbero per questo il permesso di forti-

ficare il Porto. Nel Cinquecento, gra-

zie alla crescita demografica, al

crescente commercio e alla

costruzione della Stra-

da Aprutina che

col legava

l’Abruzzo a Loreto, gli interessi econo-

mici si spostarono progressivamente sulla costa. Porto

Sant’Elpidio divenne comune autonomo solo nel 1952.

La ripresa economica che ne ha fatto la vivace cittadina

attuale non è legata alla pesca, ma è dovuta alla diffu-

sione dell’attività calzaturiera e all’affermarsi dell’attivi-

tà turistica balneare.

DA NON PERDERE

Chiesa dell’Annunziata, edificata nel 1823 per volere

del Cardinale Cesare Brancadoro, conserva una

“Annunciazione della Vergine”, dipinto su tela da

Nicola Monti (sec. XVII).

Torre dell’Orologio, costruita nel 1560, fu vedet-

ta avanzata verso il mare.

Villa Baruchello, edificata nella seconda metà

del ‘700 su un sito abitato da tempi antichissimi

(durante gli scavi del 1917 e 1919 furono rinve-

nute capanne risalenti all’Età del ferro), attual-

mente di proprietà comunale, è circondata da

un giardino lussureggiante, tutelato come orto

botanico, in cui sorge una torretta per la caccia e varie

fontane. È diventata un prestigioso punto di riferimen-

to per l’attività convegnistica di tutta la regione anche

in virtù della splendida sala conferenze.

Santuario Madonna Addolorata, in frazione Corva,

conserva un’immagine sacra della Vergine, venerata dal

XVIII sec. in seguito ad una Sua apparizione.

Villa Murri, edificata nei primi decenni dell’Ottocento

su progetto dell’architetto Ireneo Aleandri dalla fami-

glia Sinibaldi, è ora proprietà del Comune. Ospita infatti

i settori Cultura, Servizi Sociali, Politiche scolastiche e

Sport, la biblioteca

“Carlo Cuini”, l’Infor-

magiovani, la Fon-

dazione Culturale

onlus “Progetto Città

e Cultura”. Il cortile è

la suggestiva cornice

di spettacoli teatrali

quali, ad esempio,

quelli dell’an-

nuale Festival

Internazionale

Teatro per Ra-

gazzi.

Teatro delle

Api, inau-

g u r a t o

ne l l ’O t-t o b r e 2 0 0 6 , con una capien-

za di 420 posti,

è certamente il

luogo di spet-

tacoli più mo-

derno dell’in-

tera Regione,

anche per le

avanzatissi-

me tecno-

logie che

contiene.

PORTO sANT’ ELPIDIOsettecentesco. Conserva un “San Giacomo fra due Santi”, dipinto ad olio su tela di Gaetano Gandolfi (1775).Chiesa del Suffragio, è una costruzione del XVII sec.. All’interno vi è una Crocefissione di Vincenzo Pagani ed opere di Trevisani e Milani.

Teatro Comunale, costruito nel 1815 su disegno di Giuseppe Locatelli da Tolentino, ha sul fronte esterno una lastra di pietra che reca la frase “castigat ridendo mores”.

Villa Bonaparte oggi Pelagallo,

edificio neoclassico progettato da Aleandri nel 1826, circondato da un vasto parco e decorato da bassorilievi.

Porto, realizzato per la pesca e per fini turistici, con circa 1000 posti barca, si pone tra i maggiori dell’Adriatico.

uNA PASSEGGIATAdI uN’ORA A

PORTO SAN GIORGIO

SP 239

Lungomare G

ramsci

Viale della Vittoria

Viale 20 Settembre

Viale 20 Settembre

Viale Cavallotti

Viale Cavallotti

Via Crispi

Viale Cavallotti

Via 7 Novem

bre

Via Trevisani

Via M

azzini

Via Salvadori

Via M

arconi

Via M

urriV

ia Murri Via Libertà

Via CavourVia Cavour

Viale Minzoni

Via Gentili

Vicolo Giardini

Via Buozzi

Via Buozzi

Via Gentili

Viale Minzoni

Viale Minzoni

Via Cavour

Via Mantegna

Via LibertàVia Battisti

Via Vela

Via VecchiVia Leopardi

Via Leopardi

Via M

urriVia M

urri

Via Prop

erzi

Via Properzi

Via Properzi

Via Prop

erzi

Via Panfili

Via Bruno

Corso G

aribald

i

Corso G

aribald

i

Corso Garib

aldi

Via Collina

Via Collina

Via Collina

Corso Garib

aldi

Via Bruno

Via Bruno

Corso Castel San G

iorgio

Via C

erre

tani Via Bruno

Via Panfili

Via Marconi Via Sim

onetti

Via Macchi

Via Simonetti

Via Simonetti

Via G

alliano

Via Galliano

Via G

alliano

Via Cairoli

Via Marconi

Via Salvadori

Via Salvadori

Via Salvadori

Via Mazzini

Via Mazzini

Via Mazzini

Via M

azzini

Via Trevisani

Via TrevisaniV

ia Verdi

Via VerdiVia Trevisani

Via 7 Novem

bre

Viale 20 Settembre

Viale della Vittoria

Viale della Vittoria

Viale della Vittoria

Via Sauro

Via Sauro

Lungomare G

ramsci

PiazzaMarina

Piazza SanGiorgio

Largo delTeatro

Via Leonardoda VinciVia Leonardoda Vinci

Via Giotto

Via Giotto

Via Vecellio

Via Costa San Paolo

Via della Misericordia

Miseric

ordia

Via

della

Via Collina

PiazzaMentanaStazione

rOcca tiepOlO

chiesa di san giOrgiO

tOrre dell’OrOlOgiO

teatrO cOmunale

Villa pelagallO

chiesa di santa maria del suffragiO

piazza mentana

lungOmare

1

32

4

5

7

8

1

62

3

456

78

Page 28: Guida Turistica del Fermano

55

Vi si svolge un’intensa stagione di pro-sa, musica, teatro comico, dialettale, per ragazzi. Ospita inoltre convegni e congressi di respiro nazionale.

Lungomare, una passeggiata, affianca-ta da una pista ciclabile protetta, corre dall’estremo sud al nord per l’intera lunghezza della cittadina, circa 7 km.,

la cui costruzione, in varie fasi, è inizia-ta nel 1999. È uno dei cuori pulsanti della “movida” elpidiense con la mol-titudine dei locali (la maggior parte fanno anche ristorazione) aperti per-lopiù tutto l’anno. È attrezzata con

un percorso “benessere” per il jogging all’interno della pineta, di campi di ba-sket, di piattaforme a mare per attività di vario genere, non ultime quelle rela-tive ai concerti estivi, parchi giochi per i bambini.

uNA PASSEGGIATAdI 30 MINuTI A

PORTO SANT’ELPIdIO

chiesa di maria ss. annunziata

Villa murri

tOrre dell’OrOlOgiO

bOrgO marinarO

1

2

3

4

MANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

24 FEBBRAIO

GENITORI E FIGLI INSIEME AL CARNEVALE

MARZO/NOVEMBRE

AMAREILMARE – LE STAGIONI DEL PESCE

1° MAGGIO

VOLA L’ESTATE A PORTO SANT’ELPIDIO

DAL 29 AL 31 MAGGIO

IV GRAN PREMIO DELL’ADRIATICO - kermesse cavalli di razza araba

DAL 5 AL 7 GIUGNO

TORNEO DI JUDO “TRE TORRI”

14 GIUGNO

XII 100 CHILOMETRI MARCHIGIANA

DAL 15 AL 26 GIUGNO

VI TORNEO DI BASkET DELL’ADRIATICO - VI MEMORIAL UGO RENZI

SECONDA DOMENICA DI LUGLIO

FALERIO UNA D.O.C. D’AMARE

ULTIMO SABATO DI LUGLIO

FESTA DELLO SPORT

LUGLIO E AGOSTO

PASSEGGIATE MARCHIGIANE

DAL 9 AL 18 LUGLIO

XX FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL TEATRO PER RAGAZZI

DAL 6 AL 9 AGOSTO

IL NARRAPORTO - Rievocazione storica

DAL 24 AGOSTO AL 6 SETTEMBRE

XXI TROFEO DI CALCIO MAROZZI-MARTELLINI

DAL 16 AL 25 OTTOBRE

XX FESTA DI SAN CRISPINO

Via Trieste

Via Trieste

Via Mam

eli

Via Mam

eli

Via Mam

eli

Via TriesteVia MA

ameli

Via Roma

Via Roma

Via Roma

Via 4 Novem

bre

Via Principe Um

berto

Via Annibal Caro

Via Nazario Sauro

Via Trento

Via Bolzano

Via Bolzano

Via Trento

Via TrentoVia N

azario Sauro

Via Annibal Caro

Via d

ei Mille

Via Arm

ando Diaz

Via Fontanella

Via Adige

Via Vo

lturn

oVia A

dige

Via Um

berto I

Via U

mberto I

Via Um

berto I

Via Um

berto I

Via Um

berto I

Camillo Benso Conte di Cavour

Via Arm

ando Diaz

Via Cesare Battisti

Via Cesare Battisti

Via Don M

inzoni

Via Don M

inzoni

Via Fabio Filzi

Via Fabio Filzi

Via Indipendenza

Via Fabio Filzi

Via Fabio Filzi

Via Fabio Filzi

Via Principe Um

bertoVia 4 N

ovembre

Via Gramsci

Via Gramsci

Viale

Vittoria

Viale

Vittoria

Viale Vittoria

Via Monte Grappa

Via Piave

Via Giovanni Bosco

Via Rubicone

PiazzaGaribaldi

PiazzaleVirgilio

Piazza dellaRepubblica

PiazzaleMarconi

Via 24 Maggio

Via Monte Rosa

Via Monte Bianco

Via

Miramare

SP 16

SP 16

Via Belvedere

Via Marche

Via Friuli

Via Toscana

Via Romagna

Via Emilia

3

4

1

2

NUMERI UTILI

UFFICIO INFORMAZIONI: P.LE VIRGILIO, 1 TEL. 0734.903240 54

Ponzano è un pic-

colo centro arroccato su un colle che

conserva intatta la sua fisionomia me-

dioevale. Il Comune comprende tre nuclei

urbani: il Capoluogo e le Frazioni di Torchiaro

e Capparuccia. Reperti archeologici di età ro-

mana indicano la presenza di un nucleo urbano

sin dal 300 d. C.. Il più antico documento che porta

il nome di Ponzano risale al 1059 ed è contenuto

nell’atto con cui Longino dona al Vescovo di Fermo

un terreno vicino alla Chiesa di S. Marco. Nel VIII sec. si

insediano i monaci di Farfa organizzando una curtis e

costruendo una chiesa dedicata a S. Maria Mater Domi-

ni: nella seconda metà del XVI sec. comincia a chiamar-

si anche Chiesa di S. Marco. Nel 1570 Ponzano assa-

pora l’ebbrezza della vera Libertà Comunale quando

il Papa Pio V, con Motu Proprio, divide, separa il

Castello di Ponzano dalla Giurisdizione della Città

di Fermo. L’attuale denominazione di Ponzano di

Fermo è stata assunta il 24 agosto 1862.

DA NON PERDERE

Chiesa di San Marco (sec. XII). Il corpo

centrale della facciata è dominato

dall’imponente torre qua-

drangolare del 1400. La

Chiesa è divisa in

tre navate

separate da

colonne e

pilastri; nel

presbiterio è posi-

zionato un sarcofago

di epoca romana che

funge da altare. In fondo alla navata sinistra sono

visibili una campana monumentale del 1290 ed un’ac-

quasantiera del 1566 su cui è scolpita una testa di bue.

Sull’altra navata è presente il Fonte di Marmo per l’ac-

qua benedetta risalente al 1584. Un reperto marmoreo

con scritta “Pipini Adriani Papae” ci porta con la memo-

ria alla seconda metà dell’VIII sec., nel ricordo del Patto

di alleanza sancito tra Carlo Magno, suo figlio Pipino ed

il Papa. Torrione, con fornici a sesto acuto e con merli

di parte ghibellina, è eretto sull’entrata principale del

Castello. Chiesa parrocchiale di Santa Maria, costru-

ita nel 1792, è in stile neoclassico e vi si conservano

dipinti del ‘600 e ‘700. È situata ai piedi della rampa che

immette nel vecchio incasato del Castello. Chiesa dei

SS.mi Simone e Giuda (Torchiaro), costruita nel 1827.

Porta d’Ingresso (Torchiaro): risale al XV sec. e con-

sente l’accesso all’incasato dell’antico Castello. Fonte

Moscogna, già citata nel catasto nel XVI sec. ha subito

successivamente diverse ristrutturazioni.

NUMERI UTILI

COMUNE: VIA GARIBALDI, 59 • TEL. 0734.630108

MANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

25 APRILE

FESTA DI SAN MARCO PATRONO

SECONDA DOMENICA DI GIUGNO

FESTA DEL SACRO CUORE DI GESù - Capparuccia

LUGLIO/AGOSTO

5ª Ed. FESTIVAL “ARMONIE DELLA SERA” - Musica classica

ULTIMA SETTIMANA DI LUGLIO

“DA CASTELLO A LIBERO COMUNE, 1570” - Rievocazione storica

PRIMA DOMENICA DI AGOSTO

FESTA DELLA DIVINA PASTORA

PONzANO

DI fERMO

uNA PASSEGGIATA dI 15 MINuTI

A PONzANO dI fERMO

palazzO cOmunale

chiesa di santa maria

tOrriOne

1

32

Via Loreto

Via Castello

Via Roma

Via Vicolo Aperto

Strada Belvedere Comunale C

rocefisso

Via Rom

a

Contrada San Marco

Via Garibaldi

Via Garibaldi

Via Primo Maggio

Contrada San Marco

LargoDiazSP 69

1 2 3

Page 29: Guida Turistica del Fermano

56 57

R a p a -

gnano fu abitato

in età preromana. In-

torno al 1880 in località S. Ti-

burzio vennero ritrovati materiali

piceni del VI sec. a. C. di notevole im-

portanza. Fu possedimento del Vescovo

di Fermo. Rapagnano fu circondato da mura

ed il castello, conteso tra Fermo e Montegior-

gio, nel 1229, per ordine imperiale, divenne pos-

sedimento di quest’ultimo, ma pochi anni dopo

venne riconquistato da Fermo. Di quest’ultima, in

seguito, Rapagnano ha sempre seguito le sorti, tranne

che per una breve parentesi, quando nel Quattrocento

venne assediato ed espugnato da Carlo Malatesta.

DA NON PERDERE

Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista; Torrione

di epoca medievale; Monumento ai Caduti; Chiesa Ar-

chetti in località Piane di Rapagnano.

NUMERI UTILI

UFFICIO INFORMAZIONI: P.ZZA SICCONE, 3 • TEL. 0734.510404

MANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

SECONDA DOMENICA DI MAGGIO

FESTA DI SAN GIOVANNI BATTISTA PATRONO

LUGLIOFESTA DEL GRANO E SAGRA DELL’OCA

8 DICEMBRE

MERCATINO DI NATALE

RAPAgNANO

1

39 45

6

7

82

uNA PASSEGGIATA dI 15 MINuTI

A RAPAGNANOpalazzO cOmunale

chiesa di santa rOsalia

museO parrOcchiale

chiesa di s. giOVanni battista

chiesa di s. antOniO cOn presepe

permanentebelVedereparcO cOmunale

teatrO cOmunale

mOnumentO ai caduti

1

345

678

2

9

Nel cuore delle

Marche, a pochi chilo-

metri dalla costa adriatica,

sorge Sant’Elpidio a Mare. La sua

origine ha inizio con la distruzione

barbarica della città romana di Clua-

na, alla foce del Chienti dove si svilupperà

dall’alto medioevo fino al XIII secolo d. C. la

potente Abbazia benedettina di Santa Croce.

Nel corso dei secoli gli insediamenti abitativi si

estenderanno anche verso le colline vicine: uno di

questi nuovi centri sarà proprio il Castello di Sant’El-

pidio, cuore dell’attuale città che si presenta tuttora

ben conservato con la cinta muraria, il palazzo comu-

nale, la torre e le tre porte cittadine. Intorno alla metà del

XIII sec. Sant’Elpidio a Mare è diventato autonomo stac-

candosi dal controllo di Fermo, ottenendo il privilegio di

poter costruire un porto, tuttavia il rapporto conflittuale

con Fermo stessa ha trovato il suo cruento epilogo nel

1377, quando i fermani riuscirono di sorpresa ad entrare

in città e a metterla a ferro e fuoco. Un altro episodio

significativo per la storia cittadina si verificò nel 1789

quando Sant’Elpidio a Mare, sempre fedele allo stato

pontificio, dovette armarsi per resistere alle truppe

napoleoniche, subendo gravi danni. Attualmen-

te, oltre al Capoluogo, sono incluse nel terri-

torio comunale le frazioni di Casette d’Ete,

Mostrapiedi, Cascinare, Castellano, Luce

e Cretarola. Sant’Elpidio a Mare è un

centro tra i più attivi e conosciu-

ti del Distretto Calzaturiero

Fermano – Maceratese.

DA NON PERDERE

Museo Della Calzatura “Cav. Vincenzo Andolfi”, allesti-

to in modo da poter illustrare le trasformazioni che han-

no subìto le calzature nel corso dei secoli, il museo ospita

anche una sezione dove sono custodite le calzature ap-

partenute ad importanti personalità della sfera religiosa,

come Papa Giovanni XXIII, Papa Leone XIII, Papa Giovanni

Paolo II; le scarpe di molti campioni sportivi, ma anche di

Premi Nobel come Sir Derek Walcott e Dario Fo e di tanti

cantanti e personaggi dello spettacolo. Pinacoteca Civi-

ca “Vittore Crivelli”, è ospitata nello stesso edificio del

Museo della Calzatura, ossia un antico convento dell’ordi-

ne dei Filippini restaurato nella seconda metà del ‘700 dal

celebre Giuseppe Valadier. Nella raccolta di arte antica

sono da segnalare il polittico composto da 18 pannelli

dedicato alla “Incoronazione della Vergine e Santi” e il

trittico con la “Visitazione”, entrambe opere di Crivelli. La

“Sezione Contemporanea” raccoglie una ricca collezione

di opere a firma di prestigiosi autori di fama internazio-

nale. Chiesa di San Filippo Neri del 1735. Gli spazi interni

presentano numerose decorazioni a stucco e soffitti con

dipinti a tempera attribuiti a Giovan Battista Ripani (sec.

XIX). Tra le tele si segnalano lo Sposalizio della Vergine di

Alessandro Ricci, l’Estasi di San Filippo di Nicola Monti

e le quattro

tele del pittore

Carlo Gavar-

dini. Nel con-

troprospetto

della chiesa è

inserito un pre-

zioso organo

realizzato nel

1794 dal ma-

estro Gaetano

Callido.Teatro

Luigi Cicconi,

con la facciata

del 1870 opera

del celebre ar-

chitetto Ireneo

Aleandri. Chie-

sa di San Fran-

cesco, è uno

dei più antichi

manufatti ec-

clesiastici della

città. Le tracce

ancora visibili

di antiche le-

sene fanno in-

tuire che origi-

nariamente la

chiesa doveva

essere più bas-

sa con l’impo-

sta della falda di copertura

a capanna poco sopra

i resti degli archi-

telli.

NUMERI UTILI

UFFICIO TURISTICO:

C.SO BACCIO, 91 • TEL. 0734.810008

MANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

METà GIUGNO – METà LUGLIO

SANT’ELPIDIO JAZZ FESTIVAL

SECONDO SABATO DI LUGLIO

MODIDEA - Concorso nazionale per giovani stilisti

ULTIMA SETTIMANA DI LUGLIO

CITTà MEDIOEVO

SECONDA SETTIMANA DI AGOSTO

CONTESA DEL SECCHIO - Rievocazione storica

TUTTI I VENERDì DI AGOSTO

NOTTI DEL BAROCCO

Rassegna concertistica di musica barocca

ULTIMA SETT. DI AGOSTOE 1ª SETT. DI SETTEMBRE

FESTE PATRONALI

PRIMA SETTIMANA DI SETTEMBRE

UN GIORNO DI SPORT

PRIMA DOMENICA DI OTTOBRE

TREkkING URBANO

NOVEMBRE-APRILE

STAGIONE DI PROSA E DANZA

Page 30: Guida Turistica del Fermano

58 59

Chiesa di Sant’Agostino Nuovo, a se-guito del saccheggio operato dai fer-mani nel 1377 l’antico convento ago-stiniano (S. Agostino vecchio), eretto ove oggi restano i ruderi della chiesa della “Madonna dei Lumi”, fu ricostruito dentro la città, inglobando l’originaria chiesa di Sant’Antonio Abate (XIV sec.)

riconsacrata a Sant’Agostino (nuovo). La chiesa presenta sulla facciata un portale rinascimentale del 1505 con splendide candelabre; all’interno con-serva solenni altari decorati con stuc-chi e dorature ed un coro ligneo del XVIII. Basilica Lateranense di Maria Santissima della Misericordia, tele di Andrea Boscoli, Andrea Lilli, due splen-dide cantorie lignee intagliate e dora-te, con a destra il prezioso organo del grande maestro veneto Pietro Nacchini

del 1757 e, a sinistra, quello dell’allievo e continuatore della scuola organa-ria veneta Gaetano Callido del 1782; Perinsigne Collegiata, la maggiore chiesa della città racchiude importanti e rare opere d’arte come il sarcofago romano (IV sec. d.c.) in marmo pario; le tele di importanti artisti come Palma

il Giovane (XVI sec.), Pomarancio (XVII sec.) e Nicola Monti (fine XVIII sec.); il monumentale altare ligneo dell’Annun-ciazione di Angelo Scoccianti (1702) e il prezioso organo costruito dal Callido nel 1765. All’interno è stato allestito il Museo della Collegiata. Torre Geroso-limitana o dei Cavalieri di Malta. Sep-pur costruita in posizione chiaramente strategica intorno al ‘200, le sue carat-teristiche non la rendono una torre con scopi difensivi, tant’è che le ipotesi sul

suo utilizzo sono ancora tante. La torre, che nel Medioevo ha rappresentato la testimonianza più alta della presenza dei Gerosolimitani, assumendo una forte connotazione mistico-religiosa, con l’età moderna è divenuta il simbolo della civitas, l’elemento in cui riflettere i valori condivisi della municipalità.

uNA PASSEGGIATA dI uN’ORA A SANT’ELPIdIO A MARE

palazzO municipaleperinsigne cOllegiata

tOrre gerOsOlimitanabasilica lateranense della misericOrdia

chiesa di sant’agOstinO nuOVOchiesa di san francescO

pinacOteca/museO della calzaturachiesa di san filippO

teatrO ciccOni

123456789

VIALE ROMA

CORSO BACCIO

VIA DELLE MURA

VIA

POR

TA C

AN

ALE

PIAZZA MATTEOTTI

LARGOBERDINI

PIA

ZZA

LE M

AG

NA

LBÒ

PIAZZALE GRAMSCI

1 23

4

5 6 798

Nell’an-

no 898, mentre i Saraceni

depredavano e distruggevano l’Abbazia

di Farfa, l’Abate Pietro dalla Sabina si trasferì

insieme ai suoi confratelli nel Piceno. La fortifi-

cazione, edificata sul Colle Matenano ai primi del

secolo X, si avvalse di una positura di forte valore

difensivo, e accolse nel 934 le preziose reliquie di

Santa Vittoria, martire Sabina. Santa Vittoria in Mate-

nano raggiunse l’apice della sua floridezza e del suo

p o -

tere territoriale quando

nel 1357 divenne sede del Presidato Farfense, un orga-

nismo amministrativo con ampie prerogative giuridi-

che su tutto il territorio Piceno. Divenuto libero Comu-

ne nel secolo XIII, il Castello di Santa Vittoria era dotato

di un corpo di proprie norme statutarie già nel 1446.

Sempre presso il Monastero di Santa Vittoria, alla metà

del secolo XV, grazie all’opera di Frà Marino Angeli si

formò una scuola pittorica di solido carattere e di note-

vole incidenza sull’arte Picena dell’epoca.

DA NON PERDERE

In seguito alle demolizioni del 1771, sulla cima del

colle, solitaria nello scenario del Parco delle Rimem-

branze si profila la Chiesa della Resurrezione, che

presenta un altare centrale con colonne tortili e l’ele-

gante statua del Cristo, e da qui si entra

nella Cappella degli Innocenti, detta an-

che oratorio Farfense. La Collegiata, posta

più in basso, è una imponente costruzione

neoclassica con impianto a tre navate e

croce latina; tra le tele esposte va ricor-

data la predicazione di S. Giovanni Batti-

sta di Sebastiano Ghezzi. L’ampio corso

Matteotti costituisce l’arteria principale

del Castello. Luogo di ritrovo e strada di

rappresentanza, si qualifica alla stregua di

una lunga piazza a capo della quale cam-

peggia l’alta Torre Trecentesca dell’Abate

Odorisio, pregevole esempio di Porta -

torre merlata, ma anche Torre civica. Lungo il corso

si notano i prospetti rinascimentali del Palazzo dei

Della Torre, Palazzo Melis, la Chiesa di S. Agostino

con l’annesso convento che ospita attualmente il Mu-

nicipio ed offre un pregevole chiostro cinquecentesco.

La tessitura delle vie minori, data da una successione

eterogenea di spazi verdi, scorci, il tutto reso armonico

dalle tonalità cromatiche del mattone, dà una sensa-

zione di raccoglimento, di misura e di silenzio.

NUMERI UTILI

COMUNE:

VIA GARIBALDI, 59 • TEL. 0734.630108

MANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

19 e 20 GIUGNO

FESTA DELLA PATRONA

ULTIMA SETTIMANA DI GIUGNO

PIZZA E BIRRA AL MATENANO

AGOSTOSANTAVITTORIARTE - Mercatino di Arti e Mestieri

AGOSTOCENA DEL MONACO - Cena medievale

sANTA vI T TORIA

IN MATENANO

tOrre abate OdOrisiO

palazzO mOnti

teatrO cOmunale del leOne

chiesa sant’agOstinO

chiesa della resurreziOne

cOllegiata

1

3456

2

SP 61

SP 4

2

Monte

Corso Matteotti

Via Lamponi

Via Mazzini

Largo SantaVittoria

Via delleSuore

ViaCisterna

LargoMarconi

LargoOspedale

Via Farfense

Via

Ors

ini

Via Sab

ina

Via

Ro

ma

Via

Rom

a

Via PalestroCorso

Matteotti

Via Taccari

VIa 20

Settembre

Piazza dellaRepubblica

Largo Graibaldi

Monte

Radaldo

Radaldo

Contrada Bore

Contrada

San

Gio

vann

i

Contrada

Co

ntrad

a

uNA PASSEGGIATA dI 30 MINuTI

A S. VITTORIA IN MATENANO

1

56

234

Page 31: Guida Turistica del Fermano

60 61

Il nome Ser-

vigliano si fa risalire

a Publio Servilio Rullo,

tribuno, il quale possedeva

terreni proprio qui: Servilianus,

proprietà di Servilius. Databili intor-

no al 29 a. C. i resti visibili ancora lungo

il tratto di strada provinciale Matenana.

Durante il Medioevo la gente di Servigliano

si sposta in posizione elevata rispetto agli an-

tichi stanziamenti romani e all’attuale incasato

tardo settecentesco. Questa zona resta un latifondo

fino ad età longobarda e viene inglobata dai mona-

ci dell’Abbazia di Farfa dopo la

sconfitta di Carlo Magno. Sul le-

game tra questo castrum e Fermo

rimangono documenti che ne testi-

moniano lo stretto rapporto e la fe-

deltà che la popolazione rinnovava

periodicamente al Vescovo della cit-

tà. Oggi, le sole tracce ancora visibili

dell’antica struttura architettonica

di Servigliano sono alcuni brevi

tratti della cinta muraria medie-

vale. L’attuale zona abitata era

frazionata tra diversi nobili e la

parte conosciuta come San

Gualtiero veniva ceduta

nel 1450 al castello di

Servigliano dall’Abate

di Farfa (dal 1969

giochi medie-vali e un av-

vincen-t e

torneo cavalleresco rievocano la vicenda del generoso

dono fatto alla comunità dall’Abbazia farfense). Nel XVIII

secolo la collina del medievale castello di Servigliano

comincia a franare in maniera inarrestabile a causa del-

le infiltrazioni di acqua nel terreno, ciò comporta l’esodo

degli abitanti sin dal 1758. Solo nel 1771 un chirografo

papale dà l’autorizzazione alla popolazione di spostar-

si. Ci si spostava dunque in pianura, in un luogo dove

l’arch. Bracci definisce e disegna quello che è ancora oggi

l’impianto urbanistico di Servigliano. La sua fondazione

settecentesca si basa su una geometria elementare e

razionale, un rettangolo elaborato sui modelli delle città

ideali del ‘500, con l’incrocio tra il cardo e il decumano,

che vanno dalle attuali Porta Marina a Porta Navarra e

da Porta Santo Spirito fino

alla Collegiata di San Mar-

co. Molti dei materiali uti-

lizzati per la costruzione

del nuovo centro proven-

gono dagli antichi edifici

che vennero abbandonati

e smantellati.

DA NON PERDERE

Chiesa di Santa Maria

del Piano si trova esterna-

mente al perimetro urba-

no. L’edifio è costruito su

precedenti stutture abi-

tative di età romana. Nel

1746 iniziarono i lavori di

ampliamento e l’edificio

fu costruito nella forma

attuale, composto da una

navata con sette altari.

Convento dei Frati Mino-

ri Osservanti è un edificio

a due piani con chiostro,

situato vicino al fiume Tenna, lungo la strada che da

Fermo conduce ad Amandola. La sua costruzione ven-

ne completata nella prima metà del XVII sec. Collegiata

di San Marco, è a navata unica con cappelle laterali. Al

posto delle navate laterali ci sono la Sagrestia, il Cimite-

ro, l’abitazione del Parroco ed alcune case di abitazione

privata. Nell’ottobre del 1779 vi furono trasferite le reli-

quie dei corpi di

San Servigliano

Martire e di San

Gualtiero Aba-

te dal vecchio

Servigliano.

NUMERI UTILI

UFFICIO INFORMAZIONI: P.ZZA MAZZINI, 22 • TEL. 0734.658141

sERvIgLIANO MANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

MAGGIO - DOMENICA DEL CORPUS DOMINI

INFIORATA DEL CORPUS DOMINI

GIUGNOMOSTRA DEL LIBRO SUI BENI CULTURALI, ARCHEOLOGICI E AMBIENTALI

AGOSTOTORNEO CAVALLERESCO DI CASTEL CLEMENTINO E GIOSTRA DELL’ANELLO

TUTTI I LUNEDì DI LUGLIO E AGOSTO

MERCATINO SERALE DELL’ANTIqUARIATO E DELL’ARTIGIANATO

SETTEMBRE

SERVIGLIANO SI MOSTRA - Mostra mercato

uNA PASSEGGIATA dI

15 MINuTI A SERVIGLIANO

chiesa cOllegiata san marcO

casa del pOdestà

cOmplessO

di santa maria del pianO

1

32

VIA

CLEM

ENTIN

A

PIAZZA ROMA

CO

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AVARRA

STRADA COMUNALE DI CIRCONVALLAZIONE

STRA

DA

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LLAZ

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VIA

XX

IV M

AG

GIO

1

2

3

Smeril lo

non si sa mai

se esiste, o se è un

miraggio, diverso com’è

da tutto, coi suoi anni pigri

che dilatano immoto un presente

vivo e surreale. Tra muretti di pietre

calcinati e licheni, immutata è la forma

dell’aria su una tela che ha più di mille anni,

e quando la luce allaga le case, ombre lunghe

sui tetti avidi chiamano istanti in dissolvenza,

sospesi come sfida a raccontare ciò che sarà lungo

una strada lastricata di visioni. Ogni sole ha un

suo diadema, e canti di melodie fossili ritmano l’eco

di una quiete audace, attesa di una pista che l’oasi

tramanda di eterno in eterno.

Le attrattive ambientali, gli interessanti percorsi

naturalistici, gli sconfinati panorami, gli scorci di alta

suggestione, la straordinaria quiete e la salubrità

dell’aria, fanno di Smerillo una meta di notevole

appetibilità turistica e un centro ideale per il relax.

Individuato dalla Comunità Europea quale “Sito di

importanza comunitaria come zona di protezione

speciale”.

DA NON PERDERE

La Fessa, una spaccatura nella roccia

arenaria ricca di fossili pliocenici.

Centro di Educazione Ambientale,

Museo dei fossili, Pinacoteca

d’arte contemporanea e

dei bambini, Bosco di

Smerillo con 10

km di sentieri

naturalistici, è stata

classificata area faunistica protetta.

Chiesa di San Pietro e Paolo nel centro storico; chiesa

di Santa Caterina; Chiesa di San Nicola, in località

Ceresola; Chiesa di San Pietro Martire, in località

Castorano; Chiesa Parrocchiale, in località San Martino

al Faggio.

NUMERI UTILI

UFFICIO INFORMAZIONI:

VIA AMEDEO CORRADO NOBILI, 11 • Tel. 0734.79423

CROCE AZZURRA: Tel. 0734.780231

MANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

PRIMA DOMENICA DI MAGGIO

IN MARCIA PER LA SOLIDARIETà

PRIMA DOMENICA DI AGOSTO

FESTA DE LO VATTE

DAL 13 AL 16 AGOSTO

SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE

Rassegna cinematografica

TERZA DOMENICA DI OTTOBRE

CASTAGNATA IN PIAZZA

sMERILLO

chiesa di san pietrO e paOlO

museO dei fOssili

chiesa di santa caterina

la fessa

1

34

2

Larg

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Nov

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Piaz

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Via del MonteVia della

RoccaVia dellaRoccaVia della Rupe

Viale dei Caduti

Strada Lu Pià

via Dante Alighieri

Via RomaVia

Leop

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Via A

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zale

San

Pie

tro

SP 50

uNA PASSEGGIATA dI

15 MINuTI A SMERILLO

13 2

4

Page 32: Guida Turistica del Fermano

62 63

N o n si sa con

precisione a quale

anno, prima della nascita

di Cristo, risalgano le origini

della Turris Patritia, ma reperti

archeologici pertinenti il corredo di

qualche tomba picena dei VII-VI secc. a.

C., rinvenuti nel marzo del 1934 in località “San Pa-trizio”, ci c o n f e r -mano la tesi della sua vetu-stà. Per m o l t o t e m p o non si h a n n o più noti-zie; ciò fa p e n s a -re che anch’es-so sia

risorto durante il periodo carolingio ad opera

di qualche signorotto o degli stessi monaci o

vescovi fermani, i quali impressero più tardi,

al nome storico, quello di un Santo. Nel

1258 Manfredi, re di Sicilia, con proprio

editto lo assoggettò, insieme ad

altri comuni, al dominio di Fer-

mo denominandolo Turris

Sancti Patritii. Nel 1443

il castello, malgra-do l’eroica

difesa dei suoi abitanti, fu saccheggiato e bruciato dagli

Sforza. Nel 1550 ritroviamo Torre San Patrizio nell’elen-

co delle “città, terre e castelli” appartenenti allo Stato di

Fermo, in qualità di comune non autonomo; tutto ciò si

protrasse fino al XVIII sec..

Villa Zara è una vecchia cappellanìa diroccata dedicata a

San Venanzo. Fu ristrutturata e trasformata in residenza

da una signora inglese. Particolarmente suggestive sono

le due torrette quadrate ed il loggiato su cui si affacciano

persiane ad arco. La villa è immersa in un parco di circa tre

ettari, con chiosco, parco giochi e percorsi vita.

DA NON PERDERE

Chiesa della Madonna delle Rose, conserva una “Madon-

na e Santi”, affresco di Pietro Alima del 1466.

Chiesa San Francesco, Chiesa S a n

Salvatore, Chiesa San Patrizio.

NUMERI UTILI

UFFICI COMUNALI TEL. 0734.510151

TORRE sAN PATRIzIOMANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

17 MARZO

FESTA DI SAN PATRIZIO PATRONO

TERZA DOMENICA DI SETTEMBRE

FIERA ORNITOLOGICA E MATERIALI PER L’AGRICOLTURA

19 SETTEMBRE

TORRO D’ORO - Festival canoro per bambini

ULTIMA DOMENICA DI OTTOBRE

ANTICHI AROMI D’AUTUNNO - Enogastronomia

e rievocazione storica degli antichi mestieri

uNA PASSEGGIATA dI 20 MINuTI

A TORRE SAN PATRIzIO

pOrta da sOle

palazzO cOmunale

chiesa del ss. salVatOre

chiesa della madOnna delle rOse

chiesa di san francescO

parcO cOmunale Villa zara

21

34

56

1

4

2

3

Il ca-

stello di More-

sco, proteso sulla valle

dell’Aso, con vista sul mare,

è dominato da un’imponente

torre eptagonale del XII sec. a merla-

tura ghibellina. Ha struttura ellissoidale

e si sviluppa intorno ad una corte interna,

che ha assunto funzione di piazza. Sul suo ter-

ritorio, in età romana, sorgevano importanti in-

sediamenti

ed in età

longobarda

curtes e ca-

stra mona-

stici e feu-

dali. Uno di

essi si affer-

mò su tutti,

diventando

unico luogo

di residenza

della po-

p o l a z i o n e

sparsa. Nel XIII sec., il castello diventa proprietà del-

la città di Fermo. Affrancato dai vincoli feudali,

Moresco è retto da un consiglio di Massari e da

un vicario nominato da Fermo. Nel Cinque-

cento, periodo del suo massimo splen-

dore, si arricchisce di molte chiese

(soprattutto extraurbane) e di

opere d’arte. Nel 1869 perde

l’autonomia comunale

e diventa frazio-

ne di Monterubbiano fino a che,

nel 1910, torna ad essere comune autonomo.

DA NON PERDERE

Chiesa di Santa Maria in Castello, situata nella piazzet-

ta antistante il Palazzo Comunale, mantiene intatto un

portico con affresco di Vincenzo Pagani. Chiesa della

Madonna della Salute, collocata all’esterno delle mura

cittadine, conserva un’immagine della Vergine sottratta

alle distruzioni iconoclaste ordinate dagli Imperatori di

Costantinopoli. Chiesa di Santa Maria dell’Olmo, XVI

sec., conserva un affresco del Pagani con la Madonna e

la Maddalena ai piedi della croce. Torre dell’orologio, XIV

sec., sovrasta la porta d’accesso al paese ed è affiancata

da un elegante portico cinquecentesco. Torre Eptago-

nale, XII sec., costruita come torre di avvistamento e di

difesa, è alta 25 metri. Teatro di Santa Sofia situato nei

pressi del centro storico, con all’interno affresco trecen-

tesco di autore ignoto e la Sala Cosiliare all’interno pic-

cola Pinacoteca “Patrizio Gennari” con tavola del Pagani

“Madonna in trono con Bambino e Santi Lorenzo, Rocco,

Sofia e Nicola da Bari Vescovo”.

NUMERI UTILI

UFFICI COMUNALI: PIAZZA CASTELLO, 15 • TEL. 0734.259983

MOREsCOI COMuNI DELLA vALDAsO

MANIFESTAZIONI TRADIZIONALI

ULTIMO wEEk-END DI APRILE

SCAMPAGNATA ALLA MADONNA DELL’OLMO

17 LUGLIO

CENA MEDIEVALE

9 e 11 AGOSTO

SAGRA DELLA POLENTA CON LE VONGOLE

TERZO GIOVEDì E TERZA DOMENICA DI OTTOBRE

FESTA DELLA MADONNA DELLA SALUTE

ULTIMO wEEk-END DI OTTOBRE

SAGRA DEL BRACIERE

tOrre dell’OrOlOgiO

tOrre eptagOnale

chiesa di santa maria dell’OlmO

chiesa della madOnna della salute

teatrO di santa sOfia

21

345

Via Monti

Via PadreternoVia Padreterno

Via Monti

Via Monti Stra

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Via Monti

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Via Monti

Largo SanLorenzo

PiazzaCastello

Via Lorenzo AngeliniVia Alceo Speranza

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Strada La Ripa

PiazzaMarina

Via Leopardi

Via Roma

Via Mistichelli

SP 2

SP 2

SP 2

SP 2

uNA PASSEGGIATA dI 20 MINuTI

A MORESCO

15

2

3

Page 33: Guida Turistica del Fermano

64

Presentazione

gli itinerariDalle terrazze sul mare a quelle dell’entroterrateatri storici del fermanoVerso la porta dei Monti SibilliniFra borghi e castelli del fermanoBotteghe degli antichi mestieriarcheologia picena e romana nel fermanoil fermano visto con gli occhi degli artistiVivi il nostro mare - Made in Marca Fermana il gusto nel fermano

i coMuni Della Marca FerManaaltiDonaaManDolaBelMonte PicenocaMPoFiloneFaleroneFerMoFrancaVilla D’etegrottaZZolinalaPeDonaMagliano Di tennaMaSSa FerManaMonSaMPietro MoricoMontaPPoneMonteFalcone aPPenninoMonteFortino

Monte giBertoMontegiorgioMontegranaroMonteleone Di FerMoMontelParoMonteruBBianoMonte San PietrangeliMonte uranoMonte ViDon corraDoMonte ViDon coMBatteMonte rinalDoMontottoneorteZZanoPeDaSoPetritoliPorto San giorgioPorto Sant’elPiDioPonZano Di FerMoraPagnanoSant’elPiDio a MareSanta Vittoria in MatenanoSerViglianoSMerillotorre San PatriZio

i coMuni Della ValDaSoMoreSco

inDicepag. 1

pag. 2pag. 4pag. 6pag. 8pag. 10pag. 12pag. 15pag. 16pag. 17

pag. 18pag. 19pag. 20pag. 21pag. 22pag. 25pag. 26pag. 27pag. 28pag. 29pag. 30pag. 31pag. 32pag. 33pag. 34

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Per i testi si ringraziano tutte le Amministrazioni Comunali, i membri del consiglio direttivo, Liliana Anconetani (Archeo Club), Noris Rocchi (circuito delle erbe), Maria Teresa Quintozzi (circuito dei 5 nodi), Roberto Ferretti (Agritur Aso).

Itinerari e coordinazione testi: Cristina Fabi, Elisa Quagliarini

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