guida turistica varzo

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Comune di Varzo Principale centro della val Divedro, lungo la via del Sempione, Varzo sorge sul versante sinistro della valle. Con le sue 53 caratteristiche frazione ed i circa 2200 abitanti che lo popolano, il comune di Varzo è fra i più estesi dell'Ossola. Situata lungo la via del Sempione, Varzo è ed è stata un'importante tappa e punto di ristoro per i numerosi viandanti e mercanti che transitavano per il valico del Sempione. Nei pressi di Varzo confluisce poi la verde Val Cairasca, nota per il meraviglioso parco naturale Alpe Veglia e la stazione sciistica invernale San Domenico - Alpe Ciamporino. Il santo patrono è San Giorgio, che campeggia al naturale nella parte destra dello stemma comunale; esiste pure la versione locale della leggenda di San Giorgio, tale per cui sono ancora oggi visibili punti in cui il suo cavallo, mentre lo conduceva a difendere l’Alpe Veglia dalle invasioni da oltre confine, posava gli zoccoli per spiccare poderosi salti. Il centro storico è in stile medioevale. Caratteristiche sono la Torre di segnalazione in pietra (XIV sec.) e la Chiesa Parrocchiale con facciata e campanile in stile romanico (risalente al 1100 DC) all'interno della quale si trovano affreschi, vetrate, pregiate opere in legno e diverse cripte usate in passato come sepoltura funebre.

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Guida turistica, cose da sapere su Varzo

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Comune di

Varzo

Principale centro della val Divedro, lungo la via del Sempione, Varzo sorge sul versante sinistro della valle. Con le sue 53 caratteristiche frazione ed i circa 2200 abitanti che lo popolano, il comune di Varzo è fra i più estesi dell'Ossola. Situata lungo la via del Sempione, Varzo è ed è stata un'importante tappa e punto di ristoro per i numerosi viandanti e mercanti che transitavano per il valico del Sempione. Nei pressi di Varzo confluisce poi la verde Val Cairasca, nota per il meraviglioso parco naturale Alpe Veglia e la stazione sciistica invernale San Domenico - Alpe Ciamporino. Il santo patrono è San Giorgio, che campeggia al naturale nella parte destra dello stemma comunale; esiste pure la versione locale della leggenda di San Giorgio, tale per cui sono ancora oggi visibili punti in cui il suo cavallo, mentre lo conduceva a difendere l’Alpe Veglia dalle invasioni da oltre confine, posava gli zoccoli per spiccare poderosi salti. Il centro storico è in stile medioevale. Caratteristiche sono la Torre di segnalazione in pietra (XIV sec.) e la Chiesa Parrocchiale con facciata e campanile in stile romanico (risalente al 1100 DC) all'interno della quale si trovano affreschi, vetrate, pregiate opere in legno e diverse cripte usate in passato come sepoltura funebre.

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CENNI STORICI

Appena oltrepassata la galleria di San Giovanni, sulla Statale del Sempione, inizia il territorio di Varzo, in una valle molto stretta che poi improvvisamente si allarga. A questo fattore morfologico si vuol far risalire l'etimologia celtica del nome VARGO = VARZO, ossia varco, allargamento nella valle, mutandosi poi nel latino VARTIO - VARTIUM. Da ritrovamenti e scavi avvenuti a Briga e a Glis in Svizzera, si può affermare che a nord del Sempione vivevano uomini già nell'età della pietra lavorata, cioè attorno ai 2000-1500 anni a.c., e si può quindi presumere, benché non ci siano testimonianze concrete, che alla stessa epoca, anche a sud del Sempione, cioè a Varzo, ci fossero degli insediamenti umani. I primi abitatori furono i Liguri, seguiti dai Celti (molte parole del locale dialetto sono di origine celtica), dai Leponzi che diedero il nome di Lepontine alla omonima catena alpina. Sotto l'Imperatore romano Augusto, Varzo faceva parte delle Alpi Attrezziane. Dal II° secolo d.C. passò successivamente sotto il dominio dei Cimbri, dei Teutoni, fino ai Burgundi, ai Lombardi, ai Franchi. Nell'Alto Medioevo, subì le incursioni dei Saraceni arrivati sin qui attraverso la via Romana. Questa via, riattata nei secoli, diventò la via Francisca, attraverso la quale passarono fiorenti commerci fra il Ducato di Milano e il Vescovato di Sion nel Vallese. Nel 1321 vennero redatti i primi statuti della valle per regolare soprattutto i trasporti delle merci. In questo periodo si ebbero numerosi scontri armati coi Vallesani per questioni di confini, che continuarono con alternante intensità fino al 1.800, quando Napoleone fece costruire la strada sull'attuale tracciato, dal Gen. Bethancourt e dall'Ing. Céard. I commerci vennero intensificati e la pace sul confine si mantenne stabile. Nel 1898 inizia il traforo ferroviario del Sempione, che terminerà nel 1905 con la prima galleria e nel 1921 con la seconda. Varzo divenne Comune degli anni 90 del XVIII° secolo. Notizie ed informazioni su http://www.comune.varzo.vb.it/

EDIFICI DI INTERESSE STORICO/RELIGIOSO

Oltre al caratteristico centro storico, a Varzo possiamo ammirare: Torre Medioevale Piazza della Chiesa Varzo E' una costruzione massiccia, in pietra di granito, situata a fianco del Municipio, nel cuore del Centro Storico. Esisteva già nel 1300 quando furono redatti gli Statuti della Valle. La torre, era luogo di vedetta e di segnalazione con altre torri sparse sul territorio ossolano, oltre che punto di ristoro per i cavallanti addetti al trasporto delle merci oltre il Sempione nel XIV sec. Chiesa Parrocchiale L’imponente chiesa di San Giorgio fu costruita intorno all’anno 1100, su un preesistente edificio romanico, e successivamente ampliata e rimaneggiata nel 1300 e 1540. Intorno al 1650, in un periodo in cui Varzo assunse particolare importanza per i transiti delle merci attraverso il Sempione, per volontà e regalia del barone svizzero Kaspar Jodok von Stokalper, fu costruito il vestibolo che sta davanti alla porta maggiore della chiesa. Il portico, sostenuto da colonne abbinate, risulta bello ed elegante, ma toglie senz’altro solennità alla facciata ed assomiglia in architettura a quello della chiesa di Glis in vallese. La facciata della chiesa doveva essere in origine bellissima e centralmente spiccava un rosone, come era consuetudine dell’epoca, al posto dell’attuale triplice finestra. All’esterno vi sono anche alcuni affreschi tra i più antichi, di cui possiamo intravedere a stento a destra del protiro e precisamente sullo spigolo sud, una figura di S. Francesco che alcuni storici individuano come una delle prime immagini del Santo in Piemonte e datano intorno al 1300 , anni in cui pellegrini e frati minori incaricati dal Poverello d’Assisi passavano per queste valli percorrendo tutte le vie d’Europa. Dell’ affresco rimane una fotografia di G. Bono ed un disegno della signora Isolina Trabattoni ormai uniche testimonianze dell’ opera più antica del novarese raffigurante il Santo. La porta di mezzo reca la data del 1582 e la finestra superiore quella del 1440. Intorno al 1845 fu edificata l’imponente scalinata antistante la collegiata, opera della ditta Peduzzi.

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TURISMO ESTIVO ESCURSIONISMO Una fitta e perfettamente segnalata rete sentieristica che può soddisfare le esigenze di tutti gli amanti di questa disciplina in quanto vengono proposti tracciati alla portata di tutti sino all’impegnativo trekking della Valle Divedro che richiede 5 giorni di cammino in quota. ALPINISMO Dai 3554 metri della cima più alta il Monte Leone sino a scendere ai quasi tremila del mitico monte Cistella passando per una trentina di montagne tutte meritevoli di essere salite da chiunque abbia dimestichezza con la pratica e le tecniche dell’alpinismo. TREKKING SOMEGGIATI Un ventaglio di proposte per trekking in Valle Divedro di durata e caratteristiche tali da soddisfare appieno le esigenze degli amanti di tutto ciò che l’ambiente di montagna può offrire. Costante dei trekking, sarà la presenza dei più sicuri ed esperti “portatori” al mondo: gli asini. Questi mansueti ed intelligenti animali collaboreranno trasportando, di tappa in tappa, il bagaglio e l’attrezzatura dei partecipanti. PESCA SPORTIVA I fiumi Diveria e Cairasca ricchi di acqua per tutto l’anno, sono l’ambiente ideale per gli appassionati della disciplina sportiva della pesca che si può esercitare nel rispetto dei regolamenti della provincia del VCO. Di notevole interesse è il tratto del fiume Diveria riservato alla pesca turistica dove sono possibili interessanti, seppure in numero limitato, catture di pesci sia dal punto di vista delle dimensioni che della qualità Notizie ed informazioni su: http://www.valdivedro.it/associazioni/pescatori

TURISMO INVERNALE SCIALPINISMO Innumerevoli alternative per chi ama la pratica di questa affascinante disciplina; dalle facili e panoramiche salite (monte Teggiolo) ,alle impegnative traversate (Sempione – Alpe Veglia) in ambiente unico ed incontaminato. SCI NORDICO Anelli di fondo “turistici” in Varzo e Trasquera per la pratica del più antico tra gli sport invernali ESCURSIONI CON LE CIASPOLE Lungo facili percorsi che toccano gli innumerevoli alpeggi presenti sulle nostre montagne nell’ovattato ambiente invernale Notizie ed informazioni su: http://www.valdivedro.it/associazioni/cai-varzo

SAN DOMENICO DI VARZO Frazione alpina del Comune di Varzo, San Domenico è situato a 1.420 m di altitudine su un altipiano adagiato tra le pendici montuose che delimitano la Val Cairasca. San Domenico è una delle ultime località dell’intero arco alpino dove è ancora possibile “vivere” la montagna nella sua essenza senza eccessi e senza artificialità. Dominatrice incontrastata dei luoghi è infatti la natura che con la sua spontaneità si offre generosa e pressoché incontaminata in ogni periodo dell’anno. Numerose sono le attività che consentono sia nel periodo invernale che durante i mesi caldi dell’estate di entrare in contatto con la natura e di viverne appieno la magia: dallo scivolare sui pendii innevati dell’Alpe Ciamporino alle lunghe passeggiate nei boschi imbiancanti; dalle escursioni sui sentieri di uno dei Parchi Naturali più suggestivi di tutte le Alpi al semplice riposarsi nella tranquillità del villaggio in estate. Un’esperienza tutta da vivere!

ALPE SOLCIO È situata a 1751 metri all'ingresso dell'omonimo vallone , sopra il comune di Varzo (VB). Raggiungibile da più località della Val Divedro con comodi sentieri. È punto di partenza di numerose escursioni, tra cui il Monte Cistella ed il Pizzo Diei, nonché punto di tappa della Traversata Devero-Solcio e dell’alta via della Valledivedro. E’ raggiungibile con scialpinismo o ciaspole anche nella stagione invernale ed è presente un rifugio Cai gestito tutto l’anno.

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PRO LOCO VALLE DIVEDRO

ACCOGLIENZA E TEMPO LIBERO : Visite storico/culturali guidate del paese, Cinema sotto le stelle, Passeggiate a tema ed enogastronomiche, Sagre e feste frazionali. GRUPPO COSTUMI VARZO: “Vestire il “Costume di Varzo” per noi è piacere e motivo di orgoglio coscienti del fatto che rappresenta un pezzo della nostra storia e tradizione”. All’interno del cammino storico/culturale dell’Ass.ne Turistica Pro Loco Valledivedro trova origine il “Gruppo Costumi Varzo”, fondato per promuovere il recupero dell’antico modo di vestire della valle con tutto il suo bagaglio culturale e storico. La ricostruzione dei costumi di Varzo si è basata, sullo studio di antichi testi, su una minuziosa ed attenta osservazione ed interpretazione di vecchie fotografie e sui ricordi tramandati oralmente da generazione in generazione. Notizie ed informazioni su: http://www.valdivedro.it/proloco/pro-loco-varzo-val-divedro

GASTRONOMIA E PRODOTTI LOCALI La tradizione culinaria è strettamente legata a quello che la natura della valle propone. Rispettando vecchie ricette tramandate nel tempo, si preparano e si possono gustare piatti a base patate di selvaggina, funghi, verdure ed ortaggi, formaggi di produzione locale e piccoli frutti del bosco. Le peculiarità della locale cucina sono tutte raccolte nel piatto tradizionale per eccellenza “La Cuchela” in pratica patate nostrane insaporite ed arricchite con quello che stagionalmente si può reperire sul territorio. Si va quindi dalla ricetta base che prevede le patate “semplicemente” cotte per ore nel “burro cotto” sino a quelle più sostanziose per l’aggiunta di costine di maiale, pancetta e salamini, passando per numerose “variazioni” che prevedono l’utilizzo di selvaggina od addirittura di un particolare tipo di pere.

ASINI & ASINI Con motivazioni che si perdono nella notte dei tempi, agli abitanti di Varzo è stato affibbiato il soprannome di “Asini”, e per centinaia di anni, questo appellativo è stato utilizzato solo nel senso negativo e quasi offensivo del suo significato. Grazie al giornale umoristico di Carnevale “L’Asino”, all’annuale appuntamento della particolare manifestazione del “Palio degli Asini” ed alle iniziative del Gruppo Allevatori Asini “Esign da Varsc” – Valledivedro, questo nobile animale è assurto a simbolo di un ritrovato entusiasmo del paese.

IL PALIO DEGLI ASINI

Manifestazione unica nel suo genere, in quanto non disputato da animali a quattro zampe ma bensì da quelli a due e cioè dai Varzesi, prevede che quattro concorrenti per ogni frazione, sorreggendo una pesante portantina sulla quale prende posto un quinto concorrente, si contendano il palio correndo lungo un impegnativo circuito cittadino. 10 sono le frazioni che vi partecipano tutte identificate con propri colori e con un “Vessillo” che riassume il simbolo, l’eventuale soprannome ed il loro motto; ogni frazione è rappresentata ufficialmente da un “capitano”, dal “porta vessillo” e da sette “concorrenti”, rigorosamente vestiti con abiti del colore frazionale. Notizie ed informazioni su http://www.valdivedro.it/palio-degli-asini

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PARCO NATURALE VEGLIA - DEVERO

Istituito con legge approvata dal Consiglio Regionale del Piemonte il 4 marzo del 1995, il Parco, con la zona di salvaguardia che lo precede (Preparco) è costituito da due ampie conche di origine glaciale, al lembo occidentale delle Alpi Lepontine: Il Parco tutela i grandi alpeggi di Veglia e Devero nelle Alpi Lepontine occidentali. Un ambiente alpino dolce e austero: dolce nelle praterie ondulate d'alta quota e austero nella severità delle grandi montagne e nelle immense giogaie battute dal vento. Un ambiente modellato dall'uomo, risultato del lavoro di infinite generazioni di montanari. Veglia, l'alpe della luce per la dimensione solare dei suoi pascoli, e Devero, l'alpe del sorriso per lo splendore delle fioriture estive, sono oggi un ambiente naturale tra i più preziosi delle Alpi. Natura e cultura. Queste montagne raccontano di come l'uomo ha colonizzato le montagne: un'avventura epica da leggere ad ogni curva di sentiero. Ma dimostrano anche come l’amore e il rispetto per la natura siano un bene antico da tramandare alle generazioni future. In anni difficili e cruciali per le valli alpine, il Parco opera per vincere la difficile scommessa di coniugare la conservazione della natura con lo sviluppo sostenibile per le popolazioni di montagna. All’alpe Veglia sono presenti strutture ricettive e commerciali e, nella stagione stive, operano diverse aziende agricole Notizie ed informazioni su http://www.parcovegliadevero.it/

PROPOSTE 1) Visite guidate su prenotazione al centro storico e le frazioni (dietro specifica richiesta) - Chiesa parrocchiale dedicata a San Giorgio, - Torre Medievale, - Antico torchio, - Chiese frazionali di San Rocco e Coggia 2) Escursioni in valle Alpe Veglia : l'Itinerario San Domenico - Alpe Veglia Sentiero dei fiori: da Ciamporino San Domenico – Ciamporino (con seggiovia) Alpe Solcio Anello da Varzo I sentieri bassi di Varzo I sentieri del catasto Passeggiate natura per scoprire angoli di natura incontaminata Circuito della Valle Divedro ( 7 giorni 6 notti) 3) Alpinismo Il Monte Leono Il Teggiolo Il Pizzo Diei ed il Monte Cistella

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MANGIARE

E PERNOTTARE IN VARZO

Albergo Ristorante Pizzeria Pasquè Via Chiesa del Pasquè 16 - 28868 Varzo (VB) Tel. 0324 73 173 Cell. 347 088 1942 http://www.valdivedro.it/hotel-ristorante-varzo/al-pasque e-mail [email protected]

Ristorante “Cà del Vino” Via Domodossola, 2 - 28868 Varzo (VB) tel. 0324 7007 http://www.valdivedro.it/hotel-ristorante-varzo/cadelvino/ca-del-vino e mail : [email protected]

Trattoria Derna P. Agnesetta, 4 - 28868 Varzo (VB) Tel.: (+39) 03247064 E -mail: [email protected]

Bed and Breakfast Alpe Veglia 28868 Varzo (VB) Cell. 333.4066271 - Cell. 338.3370174 - Cell. 329 5334405 http://www.valdivedro.it/hotel-ristorante-varzo/bed-breakfast-alpe-veglia e-mail: [email protected]

Bed and breakfast Casa Castelli di Strangolini Lisanna Via salita alla Chiesa 2 - 28868 Varzo (VB) tel. 348.7021361 - http://www.valdivedro.it/hotel-ristorante-varzo/bb-casa-castelli e mail : [email protected]

Bed and Breakfast "La Rugiada" Indirizzo: Via Stazione n.17 - 28868 Varzo (VB) Telefono: 0324.7070 - Cell. 347.0935651 e-mail: [email protected]

Bed and Breakfast "I Lamponi" Indirizzo: Via Cattagna n.11 - 28868 Varzo (VB) Telefono: 347.5650886 / 335.237760 EMail: [email protected] Web: vai al sito web B&B "I Lamponi"

Hotel Sempione Via Castelli 47 28868 Varzo (VB) Tel 0039 0324 7005 SOLCIO E CIAMPORINO

Rifugio Pietro Crosta - Alpe Solcio (1751 m) gestori: Marina ed Enrico - tel. 0324 634183 - 340 8259234 - 329 3550935 – http://www.rifugiocrosta.it/ [email protected]

Rifugio Sel Service 2000 Indirizzo: Alpe Ciamporino (1975 mt.) - 28868 Varzo (VB) Telefono: 0324.724666 - Cell. 347.8153689 EMail: [email protected] Web: vai al sito web Rifugio Sel Service 2000

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MANGIARE

E PERNOTTARE ALL’ALPE VEGLIA Albergo la Fonte Alpe Veglia Tel./Fax. 0324.72576 Cell. 0039 338 337 0174 Cell 0039 333 671 2035 http://www.valdivedro.it/hotel-ristorante-varzo/albergo-fonte e mail:[email protected] Lepontino Albergo Alpino · Ristorante · Bar 1753 slm - Parco Naturale Alpe Veglia 28868 Varzo (VB) Cell: 0 331.260 500 603 Tel: 00324.72577 (albergo, solo in estate) - Tel: 00324.72284 (resto dell'anno) http://www.alpeveglia.it/lepontino/ e-mail: [email protected] Rifugio C.A.I. di Arona Gestione: Del Pedro Ornella Per prenotare, chiamare: +39 333 1037853 (telefono cellulare) - +39 0324 72936 (abitazione dei gestori) +39 0324 780837 (solo durante l'apertura estiva) – +39 340 8385898 (in caso malfunzionamento delle altre linee) http://www.rifugiocaiveglia.it/it/index.php Bed and Breakfast "Al Crupp" Indirizzo: Località Balma - Alpe Veglia Telefono: 334.8080731 Gestore: Borghi Luciana

A SAN DOMENICO DI VARZO

Albergo Ristorante "Cuccini" *** Indirizzo: Frazione San Domenico n.5 - 28868 Varzo (VB) Telefono: 0324.72476 - Fax: 0324.72476 EMail: [email protected] Web: vai al sito web Albergo Ristorante "Cuccini" ***

Residence Orso Bianco Indirizzo: Frazione San Domenico (1418 mt.) - 28868 Varzo (VB) Telefono: 0324.73024 - Fax: 0324.73024 EMail: [email protected] Web: vai al sito web Residence Orso Bianco

Locanda Ristornate Diei Frazione San Domenico - 28868 Varzo (VB) tel. 0324 634173 - cell.338 1765790 http://www.valdivedro.it/hotel-ristorante-varzo/ristorante-diei/locanda-ristorante-pizzeria-diei e-mail . [email protected]

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ESCURSIONI IN VALLE Alpe Veglia : l'Itinerario San Domenico - Alpe Veglia

Il Parco Naturale Alpe Veglia (m 1750 slm) può essere raggiunto con diversi percorsi, che differiscono per l'altitudine a cui risalgono la Val Cairasca (fondovalle, mezzo, alto). L'itinerario più seguito è quello panoramico per l'Alpe Ciamporino, che utilizzando la seggiovia consente di risparmiare sul dislivello da percorrere a piedi. In ogni caso i tempi di percorrenza sono più o meno uguali per i tre itinerari qui proposti. Ente di Gestione Parco Naturale Alpe VEGLIA Alpe DEVERO Villa Gentinetta, Viale Pieri 27 - 28868 VARZO (VB) Tel: 0324 / 72572 - Fax: 0324 / 72790 www.parcovegliadevero.it Sentiero di fondovalle: per Ponte Campo lungo la strada trattorabile TEMPO 1h30 - 2h DISLIVELLO 100 m discesa, 430 m in salita da Ponte Campo LUNGHEZZA 6 km DIFFICOLTÀ Turistico

È il percorso tradizionale che segue l'antica strada mulattiera. Oltrepassato l'abitato di San Domenico (m 1420 slm) la strada asfaltata trattorabile scende lentamente, sfiorando prima le case di Quartina e poi inoltrandosi nei pascoli e boschi di Nembro. Giunti a Ponte Campo (m 1320 slm) termina la strada asfaltata e si attraversa il torrente Cairasca, portandosi così sul versante destro (idrografico) della valle. (A questo punto guardando verso monte si ha l'impressione che la Val Cairasca termini qui, nella conca di Nembro. Invece continua, e risalendo la profonda gola del torrente Cairasca arriva fino alla conca dell'Alpe Veglia). Si prosegue dritto per la strada sterrata. In lenta salita si attraversa un rado bosco di larici, e poco dopo essere usciti allo scoperto si raggiunge la sbarra, che limita l'accesso ai soli mezzi fuoristrada autorizzati. La strada inizia ora a salire rapidamente con una serie di secchi tornanti, fino ad affacciarsi sulla sottostante profonda vallata del torrente Cairasca. Segue ancora un'altra salita e qualche tornante, e finalmente si arriva alla Cappella del Groppallo (m 1723 slm). Un po' prima di raggiungere la Cappella si incontra sulla sinistra il bivio per il sentiero che porta all'Alpe Vallé. Dal Groppallo si prosegue in falsopiano, costeggiando la stupenda e grandiosa forra scavata dal torrente che scorre un centinaio di metri più in basso. L'ambiente è severo e selvaggio: davanti s'intravedono già le cime di Veglia, mentre alle spalle si ha una bella vista sul gruppo del Cistella e sulla conca di Nembro (Durante la stagione invernale questo tratto è molto pericoloso e difficilmente percorribile a causa delle valanghe). Si raggiunge poi un muretto in pietra con una croce ed un cancello in legno delimitante il territorio dell'Alpe Veglia (Qui è presente un'area di sosta con alcuni tavoli e panche in legno). Proseguendo si incontra sulla sinistra la casa ;La Porteia quot;, e subito dopo aver oltrepassato il ponte in pietra si raggiunge un bivio, o meglio la strada che percorre ad anello tutta la piana dell'Alpe Veglia circuito dell'Alpe Quindi una strada vale l'altra; comunque per brevità girare a destra per raggiungere gli abitati La Balma" Cornù mentre svoltare a sinistra per andare a Cianciavero Aione Ponte ed Isola Scegliendo la strada di sinistra, dopo aver superato un piccolo dosso si può finalmente ammirare l'Alpe Veglia in tutta la sua bellezza ! Improvvisamente la stretta ed angusta valle si apre nella verde piana racchiusa dalle cime che le fanno corona. A sinistra su una piccola altura c'è il caratteristico abitato di Cianciavero, mentre a destra si trova la chiesa dell'Alpe intitolata a San Giacomo.

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Sentiero dei fiori: da Ciamporino TEMPO 1h15 - 1h45 DISLIVELLO 555 m salita in seggiovia + 71 m salita a piedi + 296 m discesa DIFFICOLTÀ Turistico Questa è la variante più panoramica per raggiungere l'Alpe Veglia, ed anche la meno faticosa se si sceglie di percorrere il primo tratto in seggiovia. Si hanno 2 possibilità per salire all'Alpe Ciamporino: In seggiovia: dal piazzale di San Domenico (dove c'è la fontana) scendere per circa 50 metri lungo la strada asfaltata, fino ad incontrare subito sulla destra la casetta in legno della scuola di sci. Girare ora a destra e dopo una breve salita si raggiunge la partenza del primo tratto di seggiovia. A piedi: portarsi all'altezza dell'albergo Bosco delle Fate. Da qui iniziare a salire per la strada, inizialmente asfaltata ed in seguito sterrata, fino a raggiungere l'Alpe Ciamporino. Arrivati all'Alpe Ciamporino si possono effettuare escursioni e passeggiate, fare tappa al Rifugio 2000 oppure proseguire per l'Alpe Veglia con il comodo ed ampio sentiero panoramico. Dal punto di arrivo del secondo tronco di seggiovia girare subito a sinistra (indicazioni) ed iniziare a scendere per prati, passando alla sinistra della partenza di uno skilift. Seguendo il sentiero si oltrepassa un piccolo avvallamento e si prosegue poi in piano fra prati e radi larici. Superato un passaggio accidentato protetto da alcune catene, si continua in discesa fino ad attraversare il Rio Croso a quota m 1850 slm. Alle spalle si vede ancora l'Alpe Ciamporino.La salita riprende: con erti gradoni si arriva ad una sella, e con un altro tratto di salita si raggiunge prima la piccola cappella di San Silvestro, e poco più avanti un ampio spiazzo erboso contraddistinto da una croce ed un altare in pietra. Da qui si gode un'ottima vista sulla parete NE del Monte Leone. Il piccolo tabernacolo fu eretto nel 1990 dal Gruppo Alpini di Varzo e Trasquera, e si trova a circa metà strada fra l'Alpe Ciamporino e l'Alpe Veglia, proprio sotto le Torri di Veglia. Nei pressi della cappellina, fra erba e pietre, sgorga una fresca sorgente da un canalino in legno. Si continua in lenta discesa e, facendo attenzione a non seguire le tracce di sentiero che si diramano a destra, si raggiunge un promontorio erboso con il cartello che segna l'inizio del parco naturale Alpe Veglia Devero. Finalmente si vede la piana dell'Alpe Veglia, ed in particolare l'abitato di Cianciàvero. In basso è possibile invece osservare il tratto della strada mulattiera che dalla Cappella del Groppallo arriva all'Alpe Veglia costeggiando la montagna. Il sentiero perde rapidamente quota per irti prati, e dopo aver passato un piccolo muro a secco entra nell'area dell'Alpe Veglia. Segue un tratto in discesa attraverso un rado bosco di larici che porta alle sottostanti baite dell'alpeggio La Balma. Si attraversa l'abitato in direzione NO portandosi nei pressi di un grosso masso erratico, alla cui sommità spicca un croce (Il masso viene utilizzato come palestra di roccia). Lasciato il masso sulla sinistra si raggiungere in lieve salita una sella erbosa. Qui un sentiero scende attraverso il bosco fino alla bella cascata del Rio Frua, per poi ricongiungersi con la strada che percorre ad anello la piana del Veglia ("Circuito dell'Alpe Veglia"). Attraversando il ponte, sulla destra ci ritrova ai piedi della località Cornù, con l'Albergo Lepontino, il Rifugio CAI Arona e più avanti l'Albergo della Fonte. Continuando per la strada si incontrano poi via via gli altri gruppi di baite della piana del Veglia (Isola, Ponte, Aione, Cianciavero, La Balma) fino a richiudere l'anello.

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Alpe Veglia - Lago D'Avino (2246 m) è situato in una conca ai piedi del versante orientale del Monte Leone fortemente modellata dai ghiacciai come testimoniano le rocce, i detriti morenici, i laghetti alpini e i grandi massi erratici. Originariamente laghetto alpino naturale, venne sbarrato come bacino artificiale per la produzione di energia idroelettrica profondo circa 30 metri e con una superficie di 4 km; il toponimo deriva probabilmente da lago "d'arvina" col significato di "rovina" cioè del vasto pendio sfasciato e detritico circostante poi variato un "divino" o "da vino". E’ una escursione di circa 2 ore e 30 minuti facile e alla portata di tutti ha inizio dalle baite di Cianciavero (1753 m) ricoperte da stupendi e regolari tetti "in piode", seguendo la stradina che entra nella valletta del torrente omonimo ci si alza a sinistra nel bosco rado da cui, poco sopra, si vedono le "marmitte dei giganti" formate da millenni di erosione fluviale. Dopo la radura erbosa di Pian Cucco un ripido canalone porta al piano sottostante la diga dal cui muro si può finalmente ammirare lo spettacolo dei contrafforti del monte Leone riflessi nel lago.

Alpe Veglia - Lago del Bianco (2157 m) è un piccolo lago di origine glaciale situato sopra il bellissimo pianoro di Pian dul Scricc; la sua particolarità sta nelle rocce giallastre che lo circondano affiancate da una flora molto particolare e nel limo e nella sabbia biancastra sul fondo del lago: caratteristiche singolari che difficilmente si possono riscontrare in altri luoghi. Un vero spettacolo è vistare il Lago del Bianco all'inizio della stagione estiva quando è particolarmente ricco d'acqua, alimentato dai numerosi soprastanti nevai, e vi si specchiano le montagne in tutta la loro bellezza. Itinerario: dalla conca di Veglia seguendo la carrabile che porta a Cornù si giunge al rifugio CAI e da qui un sentiero che si alza diagonalmente porta al pianoro contraddistinto dai colori sui massi della grande Traversata delle Alpi. Si devia a sinistra e proseguendo nel rado bosco di larici e rododendri, con un sentiero sempre più ripido, si giunge in prossimità di una giavina e superati altri tornanti, una valletta e un ultimo tratto pianeggiante ci si trova di fronte allo specchio d'acqua dai colori quasi innaturali (1 ora e 30 minuti). Alpe Solcio Anello da Varzo quota partenza (m): 550 quota vetta (m): 1751 dislivello complessivo (m): 1200 difficoltà: E :: [scala difficolta] esposizione prevalente: Sud località partenza: Varzo (chiesa) (Varzo, VB) punti appoggio: Rifugio Crosta copertura della rete cellulare - vodafone : 80% di copertura , 0/5 di segnale cartografia: C.N.S.Valle Antigorio 1:50.000 n°275

note: Escursione ad anello, su ottimi sentieri/mulattiere toccando nuclei abitativi ottimamente conservati.Adatta al periodo primaverile o autunnale, esposizione sud. Sviluppo planimetrico 12 Km. descrizione: Lasciata l'auto nel piazzale della chiesa di Varzo, proseguire per alcuni minuti sulla strada asfaltata in direzione nord, facendo attenzione si possono scorgere i segnavia bianco/rossi. Ad una paletta indicatrice Solcio vicina ad un lavatoio, inizia la mulattiera che percorre la via Crucis fino ad una chiesetta, dietro la stessa prosegue la ripida mulattiera che toccando i vari nuclei abitati conduce fino a Solcio, tutto l’itinerario e’ segnalato da indicatori in legno recanti la scritta Solcio, l’alpeggio e’ costituito da vari gruppi di baite sparse. Oltrepassato il torrente si trova uno spiazzo che serve da parcheggio, in alto a sx tutto solo domina il rifugio Crosta gestito dai gentilissimi Marina ed Enrico (www.rifugiocrosta.it). Discesa: Dal parcheggio seguire la strada sterrata che scende in direzione sud/ovest fino alla diramazione, svoltare a dx e scendere seguendo l’arteria fino a Calantigine, tagliare nei prati seguendo le indicazioni Coggia/Varzo. Giunti all’alpe Nava inizia il bel sentiero dei caprioli che scende in direzione sud/est fino a Coggia. Alla chiesa attraversare la strada asfaltata e imboccare la mulattiera che ci riporta a Varzo.

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I sentieri bassi di Varzo 4 facili percorsi che si sviluppano attorno al paese di Varzo sfruttando vecchi sentieri e mulattiere, attrezzati con pannelli illustrativi delle specie animali (Cervi, Caprioli, Tassi e Volpi) cui sono intitolatI e realizzati in collaborazione con il comparto Caccia VCO 3. Non di rado lungo il percorso gli stessi animali si possono incontrare ed ammirare. I sentieri non risultano direttamente collegati tra di loro ma il collegamento si realizza comunque grazie al fatto che tutti, in partenza od arrivo, incrociano i sentieri ufficiali Cai.

Sentiero dei caprioli Dal piazzale alto della frazione di Coggia si sale, lungo la vecchia mulattiera, sino alla frazione di Nava di fuori. Durante la salita si attraversano i rii Blanca e Pontone e si tocca la frazione di Cornu di fuori. Da Nava di fuori si passa a Nava di dentro e da qui si inizia a scendere toccando via via le frazioni della Fontana, di Tuirigetta, di Turiggia e della Villetta, attraversando il rio Rosciollo e ammirando le cappelle della Fontana, dei Rovi e della Villetta per poi arrivare infine in località Lincio.

Sentiero delle volpi Dalla piazza della frazione di casa Stefanino si sale con un percorso a saliscendi lungo il tracciato di vecchie mulattiere sino a raggiungere la localià di Raguzzo, da qui, sempre su mulattiera si sale ripidi sino alla chiesa di San Carlo. Dopo un breve tratto in salita lungo la carrozzabile che porta a San Domenico si imbocca la strada detta della “Ciapèla dla Mora” (Cappella della Mora), con la quale si arriva sino alla Frazione di Bertonio dove ha termine il sentiero

Sentiero dei tassi Si imbocca la mulattiera che parte sulla sinistra della chiesa della frazione di Cattagna e, sempre seguendo la vecchia mulattiera si continua a salire sino alla chiesa della frazione di Durogna. Il percorso deve attraversare due volte la strada carrozzabiletocca una sola località detta “I Crist”. Dalla chiesa del Calvario si imbocca la mulattiera di destra che porta sino alla frazione di Cimavalle. Da qui si piega verso sinistra sino a raggiungere la costa di estrema sinistra della frazione “Cia Granda” da dove, in prossimità di una fontana infossata nel terreno, si imbocca il sentiero che, attraversando prima il rio Ri ed ammirando poi il vecchio mulino, porta sino alla chiesa della frazione di Coggia dove termina il sentiero .

Sentiero dei Cervi Dalla località Salera, che si incrocia salendo lungo il tracciato F8 del catasto sentieri, si sfrutta il sentiero ripristinato da un paio d’anni da un gruppo di volontari che, passando dalle località Pontone e “pian da Rei” ed attraversando un i rii Pontone e Blanca, arriva in località Baratta, da dove lungo la vecchia mulattiera, si scende alla “Muraa” , alla “Balmella” ed infine a Coggia.

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I sentieri del catasto Il Catasto dei Sentieri del Verbano Cusio Ossola è uno strumento per conoscere, amministrare, proteggere e promuovere la viabilità pedestre del nostro territorio. Nato per iniziativa della Sezione del Club Alpino Italiano EST Monterosa, ha visto impegnate in attività di rilevamento, segnalazione, sistemazione e di posizionamento segnaletica orizzontale e verticale dei percorsi le 17 Sezioni locali del C.A.I.

CODICI DEI SENTIERI Il territorio è stato suddiviso in Zone catastali, identificate ciascuna con una lettera maiuscola. Ogni Zona è stata identificata su base morfologica e storica, così che ognuna di esse risulta attraversata da una importante Via Storica che ne costituisce la spina dorsale viaria.

In ogni Zona i sentieri sono stati numerati, a partire dallo 0 che identifica la Via Storica, usando un metodo già usato per le strade urbane, numeri pari per un versante e dispari per quello opposto. Il codice della Via storica della Valle Vigezzo ad es. sarà M0. Sono identificati come "sentiero" tutte le vie pedestri mentre i punti di partenza e di arrivo vengono scelti tra i centri abitati, gli alpeggi e i passi.

CODICI DEI RIFUGI: I Rifugi e i Bivacchi sono stati numerati, a partire dal fondovalle in senso orario. Il codice è costruito unendo il prefisso R , la lettera della zona cui il rifugio appartiene, e il numero del rifugio.

IL CATASTO SENTIERI NEL COMUNE DI VARZO Codice Percorso Difficoltà Tempo percorrenza Distanza F0 La Via del Sempione E (Escursionista) 0,00 0 m F10 Varzo – San Domenico T (Turistica) 3h 5m 11000 m F4 Varzo – Passo della Colmine E (Escursionista) 3h 30m 7600 m F6 Varzo – Alpe Solcio T (turistica) 2h 0m 7000 m F7 Varzo – Alpe Coatè E (Escursionista) 2h 50m 8500 m FSI Sentiero Italia (Valle

Divedro) E (Escursionista) 11h 10m 30090 m

F2 Varzo – Alpe Genuina E (Escursionista) 3h 0m 6000 m F1 Varzo – Passo dell’acqua

fredda EE (esc. esperti) 3h 50m 7000 m

F3 Varzo – Alpe Cortiggia E (Escursionista) 2h 0m 4300 m F18 San Domenico – Alpe Veglia E (Escursionista) 2h 25m 6000 m F14 San Domenico – Alpe Coatè E (Escursionista) 1h 25m 4250 m F16 San Domenico – Monte

CIstella E (Escursionista) 4h 30m 7300 m

F12 Maulone – Ciamporino E (Escursionista) 2h 30m 7500 m Scheda tecnica ed ulteriori informazioni su : http://www.caivilladossola.it/catasto/zone/default.htm

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Passeggiate natura per scoprire angoli di natura incontaminata

I bassi alpeggi della Colmine Partendo dalla località Dreuza, che può essere raggiunta a piedi partendo dalla frazione Coggia oppure con mezzi di trasporto privati, si utilizza una pista agro-silvo-pasorale, che svolge anche l’importante funzione di “tagliafuoco”, e che attraversa la parte bassa del monte Colmine per arrivare agli alpeggi di Snicc e Gorta dai quali si gode di un panoramico colpo d’occhio sul paese di Varzo. Percorrendo un breve tratto del sentiero CAI F2 si scende verso il paese per raggiungere la fattoria degli asini dove termina escursione. L’antica mulattiera di “Brocc” Lungo la vecchia mulattiera, ancora oggi in ottimo stato di conservazione, che si imbocca il località Ponte Boldrini (posta sulla strada Provinciale del Sempione) si sale sino all’abitato di Trasquera da dove è possibile il rientro a Varzo con bus pubblico, scuolabus o mezzi privati. Il sentiero incrocia la ripida condotta forzata a servizio della sottostante centrale idroelettrica che può essere ammirata per quasi tutto il suo sviluppo. Un misto tra storia e credenze popolari è la leggenda “Dei Signori di Lei” che trova il suo tragico epilogo proprio sulla strada di “Brocc”. Gli alpeggi del Sud Cistella In località Mauolone Sotto, posta sulla strada carrozzabile per San Domenico, ci sarà l’incontro con gli asini pronti per caricarsi sul dorso gli zaini ed il bagaglio dei partecipanti. Sfruttando la rete sentieristica Cai si sale attraverso gli alpeggi di Chioso, Torba, Merlo, Calaioni, Dorcia ed il Croso sino ai 1795 metri dell’alpe Coatè. Ancora una breve salita sino costeggiare l’alpeggio di Marzasca e poi inizia la discesa verso Rono e Solcio dove è presente il rifugio Cai di Gallarate. Dopo una sosta ristoratrice si scende lungo una pista agro-silvo-pastorale che tocca numerose località caratterizzate dalla presenza di baite ristrutturate ed utilizzate come residenze estive, per rientrate infine al punto di partenza. Lungo il tracciato è possibile osservare quasi tutte le specie di flora presenti in valle in quanto si parte da una quota dove crescono Castagni, Faggi ed Ontani e si arriva sino alle alte praterie montane dove vivono centenari Larici temprati dal tempo e dalle condizioni atmosferiche. Non di rado è possibile incrociare ed ammirare esemplari delle numerose specie di animali selvatici presenti in zona. Interessante è anche il contatto con chi, con grandi sforzi e sacrifici, pratica ancora l’inalpamento e l’allevamento estivo del bestiame. Durata complessiva dell’escursione: 8 ore circa Attrezzatura: Scarponcini, bastoncini e normale abbigliamento da montagna Il selvaggio “Ovigo” Escursione riservata agli amanti della natura selvaggia ed incontaminata che si sviluppa lungo gli alpeggi presenti sulla montagna posta di fronte al paese di Varzo e che culmina con le cime dei Monti Rovale, Mezzogiorno e Albiona. Con partenza dal piazzale della Stazione FS si raggiunge la località “Centrale” da dove inizia la ripida salita che porta, seguendo in parte il tracciato del GTA sino all’alpe di Lorino, passando prima da Savaneria e Wolf. Dopo il pranzo al sacco si prosegue lungo “L’alta Via” per arrivare, attraversando la “Frana del Pizzo Mezzogiorno” all’alpe di Albiona da dove con un ripida discesa si arriva all’ampio alpeggio di Nugno e da qui seguendo il tracciato di una pista agro-silvo-pastorale si rientra a Varzo. Durata complessiva dell’escursione: 10 ore circa Attrezzatura: Scarponi pesanti, bastoncini e normale abbigliamento da montagna San Domenico – Ciamporino (con seggiovia) La conca dell'Alpe Ciamporino si trova sul versante sinistro della val Cairasca, e può essere raggiunta in pochi minuti con la seggiovia che sale da San Domenico (1420 m). Rinomata stazione per gli sport invernali, anche nel periodo estivo offre un incantevole panorama di lussureggianti praterie alpine, ancora utilizzate per l’inalpamento del bestiame e picchi rocciosi oltre ad un suggestivo panorama della valle sottostante.

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Circuito della Valle Divedro ( 7 giorni 6 notti) Proposta per uno spettacolare trekking che si snoda ad anello attraverso gli alpeggi che sovrastano la valle. Con partenza ed arrivo dal paese di Varzo si toccheranno, cammin facendo, l’alpe Solcio, l’alpe Ciamporino, la conca del Parco Naturale dell’Alpe Veglia, la zona di San Domenico e l’arroccato piccolo comune di Trasquera. Il programma prevede anche delle varianti facoltative, più marcatamente alpinistiche, per salire sulle cime dei Monti Cistella, Diei, Valtendra e Teggiolo. L’ultima giornata viene riservata al lato prettamente turistico con la visita guidata a siti di particolare interesse storico e naturalistico.

PROGRAMMA

I Giorno VARZO In mattinata arrivo a Varzo e sistemazione in struttura ricettiva. Resto della giornata a disposizione per la vista del paese Ore 18,30 circa incontro con le guide per notizie ed informazioni sul trekking. Possibilità di cena e pranzo presso ristoranti del paese. II Giorno VARZO (mt. 568) – ALPE SOLCIO (mt.1750) Partenza dal piazzale della Chiesa.Seguendo il tracciato del sentiero Cai F02 si sale, toccando le località di Snicc, Saborsone e Coipo, sino ai 1695 metri dell’Alpe Genuina posta a terrazzo sulla dorsale del monte Colmime che separa le Valli Divedro ed Antigorio. Tra le credenze popolari l’alpe Genuina riveste un importante ruolo grazie alla leggenda sul terribile drago che vi dimorava. Dopo aver consumato in pranzo al sacco si prosegue lungo un sentiero caratterizzato da diversi sali-scendi, lungo il quale si toccano di seguito il Passo della Colmine, La Bocca del Lupo (dove si possono osservare ancora i resti di una vecchia trappola utilizzata per la caccia al lupo), l’Alpe Proso e l’Alpe Quartina, per giungere infine all’Alpe Solcio posta ai piedi dell’omonimo canalone che porta versa il monte Cistella. Cena con possibilità di pernottamento cena e prima colazione presso rifugio Cai di Gallarate. III Giorno ALPE SOCIO (mt.1750) – ALPE CIAMPORINO (mt. 2000) Giornata che propone una alternativa alpinistica rispetto al tracciato base del trekking. Il percorso normale, prevede una tappa di 3/4 ore di cammino e si snoda su un panoramico tracciato che permette di ammirare la bellezza degli alpeggi di alta quota Rono, Coatè, Balzo e Moiero e raggiungere senza fatica l’alpe di Ciamporino. Lungo il percorso è possibile osservare una ricca flora alpina e, non di rado, ammirare qualche esemplare delle specie animali presenti in zona. La proposta alpinistica è caratterizzata dalla salita ai Monti Cistella (mt.2880) e Diei (mt.2906) con la discesa dal versante opposto a quello di salita per giungere dopo circa 6/7 ore l’alpe di Ciamporino. Pranzo al sacco. Possibilità di cena con pernottamento e prima colazione presso Rifugio 2000. IV Giorno ALPE CIAMPORINO (mt: 2000) - ALPE VEGLIA (mt.1750) Si sale sino al colle di Ciamporino per ridiscendere nella valle del Bondolero che porta sino ai 2436 metri del passo di Valtendra una delle porte di ingresso al parco naturale dell’Alpe Veglia. Dopo l’opzionale salita alla punta Salarioli (mt.2660) si scende lungo un ripido sentiero sino a “Pian Sass Mor” ed in seguito a “Pian dul Scricc” (che deve il suo nome ad un importante avvenimento storico) ed infine si giunge nell’ampia e stupenda conca del Veglia dopo circa 6/7 ore cammino. Più breve e poco impegnativo, ma non per questo meno panoramico, è il “sentiero dei fiori” che permette di raggiungere in meno di tre ore il parco del Veglia attraverso la “Purteia at Maror”. Pranzo al sacco. Possibilità di cena con pernottamento e prima colazione presso una delle strutture alberghiere presenti nell’alpe. V giorno ALPE VEGLIA (mt.1750) Intera giornata dedicata alla visita guidata delle bellezze naturali del parco naturale. Possibilità di cena con pernottamento e prima colazione presso una delle strutture alberghiere presenti nell’alpe. VI giorno ALPE VEGLIA (mt.1750) - TRASQUERA (mt.1300) Altra giornata che prevede un alternativa alpinistica. E’ infatti prevista la salita sino al monte Teggiolo (mt.2385) per la normale via che passa dall’alpe Vallè e la successiva discesa lungo la suggestiva cresta est che porta all’alpe Agro e da qui alle località Fraccia o Sotta in comune di Trasquera. Seguendo il tracciato normale si scende sino alla località di Ponte Campo da dove con un facile sentiero, che per un lungo tratto costeggia il torrente Cairasca, si arriva in Località Cioina per salire infine alle località Fraccia o Sotta. Pranzo al sacco. Possibilità di cena con pernottamento e prima colazione presso strutture presenti nel comune di Trasquera VII giorno TRASQUERA (mt.1300) - VARZO (mt. 568) Si ripercorre un tratto della carrozzabile che porta alla località di Bugliaga per ammirare l’orrido del “Ponte del Diavolo”, successiva discesa verso la frazione di Iselle lungo il sentiero dello “Scagnol”. Dopo l’interessante sosta per visitare l’imbocco del versante Italiano della famosa galleria del Sempione, ci si trasferisce a Varzo Nel pomeriggiopossibilità, a richiesta, visita guidata al “vecchio torchio”, all’oratorio di San Rocco ed alla chiesa Parrocchiale.

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ALPINISMO MONTE LEONE (3553 MT) Per la cresta ovest-sud.ovest (dal sempione) (dalla quota 3403 mt) – difficoltà PD (E’ la cresta soprastante il Chaltwassergletscher dove sale la famosa via della “paretina” ) Arrampicata non difficile, con buoni appigli su lastroni fessurati, pero' esposta, con tratti su rocce instabili e coperte di detrito, specialmente se ci si sposta sul versante nord (tenersi il piu' possibile lungo il filo di cresta), e solitamente si trovano tratti con neve; dopo i primi risalti, avvicinandosi alla cima il percorso diventa un po' piu' agevole. Bel panorama sul versante nord del Leone e sul sottostante Chaltwassergletscher. Dall'Ospizio del Sempione (mt. 2000) si segue il percorso della via normale al Monte Leone che sale traversando sotto l'Hübschhorn e sale le morene verso le rocce lisciate dal ghiacciaio, dove si gira a sinistra per risalire l'Homattugletscher; fino al ghiacciaio sentiero, ometti e, per un tratto, anche segni di vernice verde. Il ghiacciaio che scende dal Breithornpass si sale solitamente tenendosi sulla sinistra; poco prima di arrivare al Passo, sulla sinistra, bella veduta sul sottostante ghiacciaio di Chaltwasser. Dal Breithornpass 3360 mt. la via normale si abbassa sul ghiacciaio di Alpje, il quale, al'inizio arriva fin sulla cresta ovest-sud-ovest; vale la pena di salire brevemente sulla sinistra fino al culmine del ghiacciaio, bel panorama sull'inizio della cresta e sui ghiacciai circostanti , ci si abbassa poi sul pianoro dell'Alpjegletscher, tenendosi alti sotto la cresta puntando alla depressione 3403 mt. che si risale senza particolari difficoltà Si puo' anche partire dall'inizio della cresta, dopo il Breithornpass, con qualche saliscendi prima della quota 3403 mt. ma e' forse preferibile e piu' veloce (specie se il meteo non appare stabile), salire appunto alla depressione 3403 mt. Discesa per la via normale lungo la cresta sud e l'Alpjegletscher. Tempo per la salita circa 6 ore MONTE TEGGIOLO (versante S e cresta SW da S.Domenico) quota partenza (m): 1300 quota vetta (m): 2385 dislivello complessivo (m): 1000 difficoltà: E : esposizione prevalente: Sud località partenza: San Domenico (Trasquera) punti appoggio: bivacco in muratura (da 1 posto!) sulla vetta copertura della rete cellulare - tim : 40% di copertura , 1/5 di segnale cartografia: Kompass n.89 1:50.000 note: l Teggiolo è un bellissimo piano inclinato verso la Val Cairasca, mentre è a picco sulla valle Divedro, con notevoli pascoli di alta quota e con un panorama unico circolare, molto interessante anche dal punto di vista geologico descrizione: In auto da Varzo, in Val Divedro fino a S.Domenico. Si prosegue in auto nella valle, inizialmente in discesa, per circa 1 km fino al termine della strada asfaltata (Ponte Campo). Lasciata l'auto a piedi si passa il ponte sul Cairasca e si seguono le indicazioni per l'Alpe Veglia. Dopo una serie di larghi tornanti sulla stretta strada in parte lastricata, si arriva ad una sbarra con cartello di avviso per l'accesso al Veglia, in corrispondenza di un bivio. Si lascia allora la sterrata principale per prendere quella di sinistra che si inoltra nel bosco con una serie di tornanti. Si sbuca così all'Alpe Vallè in campo aperto. La strada, ora piuttosto dissestata, prosegue fino all'Alpe Balmelle. Si attraversano i casolari dell'Alpe, tralasciando la sterrata che va sulla destra e che si interrompe ad una presa d'acqua, proseguendo nel vallone, ora su semplice sentiero, verso il passo delle Possette. A pochi metri dal passo, in corrispondenza di un grosso ometto, si taglia a sinistra su tracce di pecore, mettendo piede sull'ampissimo piano inclinato del Teggiolo; per i bellissimo pascoli si tocca il Passo del Dosso (a picco sul famoso ponte del Diavolo, miile metri più in basso in Val Divedro, che collega Trasquera a Bugliaga), e da qui in vetta. Rientro per lo stesso percorso.

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PIZZO DIEI E MONTE CISTELLA (Da Ciamporino) quota partenza (m): 1936 quota vetta (m): 2906 dislivello complessivo (m): 1100 difficoltà: EE esposizione prevalente: Nord-Est località partenza: Alpe Ciamporino (S. Domenico) (Varzo) punti appoggio: Rifugio 2000 (alpe Ciamporino) descrizione: Stupenda gita in ambiente di alta montagna. Molto frequentato il Monte Cistella, meno il Pizzo Diei. Itinerario percorso: Dal rifugio 2000 si seguono gli impianti sciistici fino all'evidente sella (direzione NE) del Colle di Ciamporino (m.2330) Al Colle è visibile il Pizzo Diei. Su un sasso è presente una freccia che indica a dx Pizzo Diei e Monte Cistella. Si inizia a salire sulla destra per ripidi pascoli, seguendo in parte la mulattiera degli impianti per portarsi sotto il ripido versante NO del Pizzo Diei. Prima della pietraia la traccia diventa sentiero (segnavia rosso-bianco- rosso) che però, a tratti si perde nella pietraia, tra enormi massi instabili (attenzione, qualcuno è veramente in posizione precaria). Il percorso è però sempre evidente e ben segnato. Si raggoinge una sella a quota 2700m, ove è presente un cartello che indica a sx la cima del Pizzo Diei (30'), a destra il Monte Cistella (55'). E’ consigliabile di salire subito il Diei. Il caminetto iniziale è ripido ma semplice, solo in un punto è richiesto l'appoggio delle mani. In circa 20' ci si ritrova sulla calotta sommitale seguendo il sentiero (a tratti un pò esposto ma mai difficile) e molti ometti (utili in nebbia),dove è visibile la croce di vetta. La sensazione è strana, la cima è praticamente piatta, "lunare". Panorama immenso a 360 verso le Lepontine e le Alpi, in particolare si ammira la mole del Monte Leone con l'impressionante parete rocciosa e il ghiacciaio a picco sopra l'alpe Veglia. Si scende velocemente (10') al bivio, e si prosegue per il Monte Cistella. Il sentiero/traccia, sempre segnato, gira intorno a tutto il versante SO del Pizzo, poi raggiunge il Pian Cistella attraverso un piccolo passo. Impressionante lo scivolo di neve di circa 200m che scende dal Diei. Si scende per circa 70m seguendo il segnavia. Il pian Cistella (antico ghiacciaio ormai estinto) è molto ampio, lungo circa 1,5km, ma con buona visibilità l'attraversamente è semplice e rapido, in quanto sia il rifugio/bivacco G. Leoni che il Monte Cistella sono evidenti. Con nebbia prestare molta attenzione!! Sono pochi i punti di riferimento e, con neve, i segnavia possono essere coperti. Molti ometti, alcuni anche grandi, sono comunque di aiuto. Si Raggiunge prima il bivacco (m.2808) e subito dopo la cima del Cistella (m.2880). La salita al Cistella è semplice e molto frequentata. Solo in un punto è richiesto l'appoggio delle mani. Il panorama è migliore di quello del Pizzo Diei (più alto di pochi metri) per la diversa prospettiva. Inoltre il Pizzo Diei è di fronte e lo si può ammirare in tutta la sua grandezza. Ritorno al Rifugio 2000 ripercorrendo l'itinerario di salita. Sintesi Itinerario: Rifugio 2000-Vetta Pizzo Diei: 2h-30' Vetta Pizzo Diei-Vetta Monte Cistella: 1h-15' Monte Cistella-Rifugio 2000: 1h-45 Rifugio 2000-S.Domenico (facoltativo per chi vuole evitare la discesa in seggiovia): 30'

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RICETTARIO LOCALE

LA CUCHELA – RICETTA TRADIZIONALE (piatto unico)

Ingredienti per 4 persone 2 kg.di patate nostrane 500 grammi di burro d’alpe 1 bicchiere d’acqua Poco sale grosso

Coprire il fondo della tradizionale pentola di sasso (lavensc) o del classico paiolo di bronzo (brunzin) con fettine di burro, porvi le patate tagliate a fette grosse e coprire con spesse fette di burro ed aggiungere il sale grosso e l’acqua; rigorosamente sulla stufa a legna lasciare cuocere il tutto a fuoco dolce per circa 2 ore - 2 ore 3 trenta con pentola sempre coperta e senza mai rimestare. Le patate a contatto con la pentola dovranno risultare perfettamente rosolate (e quindi di colore dorato) ma non secche. Può essere mangiata da sola oppure accompagnata con salamini cotti a parte LA CUCHELA ALLA MODA DI COGGIA – VARIAZIONE VEGETARIANA (piatto unico)

Ingredienti per 4 persone 1 kg. e mezzo di patate nostrane 200 grammi di piattoni 300 grammi di carote tagliate a fette 2 o 3 “piroi” (paricolare tipo di pere a maturazione tardiva) 500 grammi di burro d’alpe Poco sale grosso

In pratica si tratta della stessa preparazione descritta per la ricetta tradizionale con la sola particolarità che al di sopra della patate dovranno essere posti i piattoni, le carote e le pere. Metodi e tempi di cottura restano dunque invariati. LA CUCHELA “DI SCIORI”– VARIAZIONE RICCA (piatto unico)

Ingredienti per 4 persone 1 kg. e mezzo di patate nostrane 4 salamini 400 grammi di pancetta a fette 400 grammi di costine 300 grammi di burro d’alpe Poco sale grosso

La differenza rispetto alla ricetta tradizionale sta nel fatto che le patate risultano condite e notevolmente insaporite dall’aggiunta della carne e dei salumi. Metodi e tempi di cottura restano comunque invariati. MUDUN (patto unico) Il “Mudun” è una specie di polenta preparata oltre che con la farina gialla, anche con patate e zucca.

Ingredienti per 4 persone 2 o 3 patate nostrane non molto grosse 1 fetta di zucca (circa 150 grammi) 250 grammi di farina di polenta Sale quanto basta Un bel pezzo di burro d’alpe

Per la salsa (porzione per una persona) Mezza scodella di mirtilli già schiacciati 2 cucchiai di vino rosso Un cucchiaio colmo di zucchero

Mettere in una pentola media (oppure come tradizione vuole in un paiolo) le patate e la zucca in un litro più un bicchiere di acqua salata, e far bollire per circa venti minuti , poi schiacciare il tutto per bene ed aggiungere la farina gialli a pioggia e mescolare esattamente come per la polenta. Lasciare cuocere per circa un ora. Prime di servire aggiungere un bel pezzo di burro e mescolare con vigore. Può essere mangiato da solo oppure intinto in una salsa fatta con mirtilli schiacciati, vino e zucchero.

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PASTA E TRIFUL RUSTIA (primo piatto)

Ingredienti per 4 persone 500 grammi di pasta corta (i più indicati sono i ditalini) Cinque o sei patate nostrane non molto grosse 1 grossa cipolla o 3/4 spicchi d’aglio (od entrambi a seconda del gusto) Un bel pezzo di burro d’alpe o burro cotto Formaggio grana

Pelare e lavare le patate e metterle a bollire, a pezzi non troppo piccoli, in una pentola con tanta acqua salata, dopo dieci minuti di cottura aggiungere la pasta e fare bollire il tutto. Nel frattempo, in una padella, friggere nel burro la cipolla tritata o l’aglio a pezzetti (o tutti e due se così piace) e, appena hanno preso colore, scolare ed aggiungere le patate e la pasta un poco al dente. Friggere sino a quando non incomincia a formarsi sulla pasta e sulle patate una leggera “crosticina” Prima di servirla cospargerla con un’abbondante grattugiata di formaggio grana. I più golosi la accompagnano con una ricca insalata di cicoria, pomodori e peperoni PASTA E TRIFUL IN MINESTRA (minestra)

Ingredienti per 4 persone 200 grammi di spaghetti spezzettati abbastanza corti Quattro o cinque patate nostrane non molto grosse 1/2 spicchi d’aglio Un pezzetto di burro d’alpe 1 dado Un pizzico di sale

Pelare e lavare le patate e metterle a bollire, a pezzetti, in una pentola con circa 1 litro e mezzo di acqua con il dato e il sale, dopo quindici minuti di cottura schiacciare ben bene le patate, aggiungere l’aglio a fettine sottile e la pasta e fare bollire il tutto. A cottura ultimata deve risultare una densa minestra che a piacere, può essere arricchita con dadini di formaggio nostrano. “GIALDIT” ALLA MODA DELLA VALLE DIVEDRO (piatto unico)

Ingredienti per 4 persone 600/700 grammi di gallinaci (gialdit) spezzettati 1 cipolla piccola affetata finemente 1 fetta di peperone tagliata a piccoli pezzetti 1 tazzina di passata di pomodoro 2 spicchi d’aglio e un bel ciuffo di prezzemolo tritati finemente Sale quanto basta Un bel pezzo di burro d’alpe

Imbiondire la cipolla con il burro, aggiungervi prima i peperoni e la passata di pomodoro e dopo un paio di minuti i gallinaci e fare asciugare il tutto; a questo punto aggiungere poca acqua, il sale e iniziare la cottura.; (nel caso continuare ad aggiungere piccole quantità d’acqua per raggiungere la giusta cottura dei funghi) Cinque minuti prima di servire aggiungere un trito di prezzemolo ed aglio. Accompagnare possibilmente con la polenta.

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SUPA DA CAN o SUPA DA BRÖT (minestra)

Ingredienti per 4 persone 500 grammi di cipolle nostrane 200/300 grammi di formaggio nostrano; Mezza pagnotta di pane raffermo tagliata a fette Un litro scarso di acqua Sale quanto basta Un bel pezzo di burro d’alpe

Tagliare a fettine sottili le cipolle e farle rosolare pian piano nel burro. Quando sono ben cotte (ma non bruciate) aggiungere l’acqua e il sale e fare bollire per circa 10 minuti per fare un buon brodo. A parte, in una zuppiera bella larga, mettere le fette del pane e coprirle con il formaggio tagliato a fettine. Con un mestolo bagnare il pane e il formaggio sino a coprirli interamente. Coprire la zuppiera e lasciare a macerare il tutto per mezzora.

RISO E PREZZEMOLO (minestra)

Ingredienti per 4 persone 200 grammi di riso 2 cucchiai di prezzemolo tritato a piacere 1 spicchio d’aglio Sale quanto basta 1 dado Un pezzetto di burro d’alpe

Sulle pareti della pentola strofinare prima l’aglio e poi aggiungervi l’acqua e il dado e portare ad ebollizione, versarvi il riso e cinque minuti prima della cottura integrare il tutto con il prezzemolo e il burro. Terminare la cottura e servire, per meglio gustarlo, in scodelle. RISO E LATTE (minestra)

Ingredienti per 4 persone 400 grammi di riso 1 litro e mezzo di latte intero Sale quanto basta Un pezzetto di burro d’alpe

In una pentola media mettere il latte sul fuoco con un poco di sale e il burro ed attendere che giunga ad ebollizione; a questo punto buttare il riso e mescolare continuamente sino a cottura. Per raggiungere la densità gradita aggiungere un cucchiaio di fecola o maizzena sciolta nel latte. FRITTATINE DI “STRIGOLI” (VERZOLE) (antipasto)

Ingredienti per 4 persone 4 uova 400 grammi di “strigoli” (verzole) crudi 1 etto e mezzo di formaggio grana grattugiato Sale quanto basta Olio

Lavare e lessare gli “strigoli”in acqua salata e poi tritarli finemente. In una terrina primo rompervi le uova e emulsionarle a dovere con il formaggio grattugiato e poi aggiungere ed ancora emulsionare gli “strigoli” tritati ed aggiustare di sale. Mettere a friggere il olio bollente a a cucchiaiate per ottenere così delle piccole frittelle da servire ancora calde.

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COME ARRIVARE VARZO

In auto: con la A26 raggiungere Gravellona Toce, poi proseguire per la strada statale del Sempione fino a Varzo. L'Aeroporto di Malpensa dista 98 Km . In treno: la stazione ferroviaria di Varzo è posta sulla linea del Sempione e dista 13 Km da Domodossola.

Comune di VARZO (VB) Piazza Agnesetta n.1

28868 VARZO (VB) - Italy Tel. (+39)0324.7001

Fax (+39)0324.73047 EMail: [email protected] Web: http://www.comune.varzo.vb.it

Associazione Turistica Pro Loco Valle Divedro

Piazza Agnesetta n.2 28868 VARZO (VB) - Italy

Tel. (+39)3335481843 E mail: [email protected]

Web: http://www.valdivedro.it/proloco