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  • Dossier

    Bambino nato a Bovegno, poi abbandonato

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    I documenti raccontano Progetto di Regione Lombardia, U.O. Portale del patrimonio culturale e valorizzazione degli archivi storici Direttore progetto: Roberto Grassi

    Soggetto partner

    Partecipazione

    Con il contributo

    Soggetto realizzatore

    Cooperativa A.R.C.A.

    Redazione a cura di Daniela Bregoli e Patrizia Sotgiu

    In copertina immagine tratta da AA.VV., Bovegno di Valle Trompia. Fonti per una storia, Cassa Rurale ed Artigiana di Bovegno, Brescia, 1985.

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    TITOLO Un bambino nato a Bovegno, poi abbandonato

    CRONOLOGIA novembre 1846 gennaio 1847

    LUOGHI Tavernole sul Mella (Brescia), Bovegno (Brescia)

    VICENDA La mattina del 18 novembre 1846, a Tavernole di Cimmo, un piccolo paese della provincia di Brescia, venne ritrovato, nella contrada di mezzo, ove passa la strada pubblica di Valle Trompia, appresso la casa e bottega di Zubani Giuseppe, un infante, da poche ore nato, involto nel fieno e riposto in una bigarola. Il parroco locale, informato del ritrovamento, dispose di affidare il neonato alle cure della levatrice, Giulia Zanotti, la quale prestati i primi e necessari soccorsi port, poi, il bambino allospizio degli esposti in Brescia. Quella stessa mattina, la Deputazione Comunale di Cimmo denunci immediatamente laccaduto al Commissariato Distrettuale di Bovegno, perch fossero avvertite le opportune autorit e venissero compiuti tempestivi accertamenti. I primi sospetti ricaddero su certa Carlenzoli Giulia, vedova di Niboli Silvestro, la quale, in stato di gravidanza, il giorno 9 novembre era partita da Comero in direzione di Pezzaze. A seguito, poi, di pi attive indagini, volte a scoprire lautore dellesposizione e la madre del neonato, si scopr che nella notte tra il 17 ed il 18 novembre, Maria Marta Facchini, figlia del fu Vincenzo Facchini, nubile al servizio del sacerdote Belleri Giovanni, in contrada Piano del comune di Bovegno, diede alla luce un bambino, in una casa disabitata di ragione dello stesso Belleri, assistita unicamente dalla propria madre Teresa Monzini.La madre stessa, dopo aver ben avvolto e riparato il bambino perch non soffrisse il freddo, lo port con s, dirigendosi verso Brescia, per consegnarlo allospizio degli esposti. Fu notata in prossimit del ponte di Predondo da tre uomini che si stavano dirigendo a Bovegno. La Monzini giunta nel paese di Tavernole allalbeggiare del giorno, ritenendosi incapace di proseguire il viaggio sino a Brescia, medit bene di collocare linvolto, contenente il neonato, in un luogo di salvamento sicuro (la casa e bottega del signor Giuseppe Zubani)liberandosi, cos, dun incarico assai gravoso. Dalla finestra del signor Zubani si scorgeva la luce soffusa di un lume e da lontano si sentivano dei passi sconosciuti sopraggiungere. La donna, deposto linfante, si nascose in prossimit del luogo di abbandono, per accertarsi che il piccolo fosse visto, raccolto e di seguito portato in un luogo di salvamento. Interrogata dal consigliere Pretore di Gardone V.T., l11 dicembre 1986, la Monzini, non addusse prova della sua estraneit, si

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    limit a rimarcare che le sue intenzioni non erano, certo, quelle di abbandonare il bambino al caso, ma quello metterlo in salvo; e per meglio assicurarsi la sopravvivenza del neonato, di sana e robusta costituzione, avrebbe addirittura posto alla bocca del medesimo, per alimentarlo, della materia composta di buttirro e zuccaro. Chiarite tutte le responsabilit, con lettera del 13 dicembre 1846, il commissario distrettuale di Bovegno comunic alla Regia Delegazione Distrettuale di Brescia quanto la Pretura di Gardone, anche per confessione delle parti, aveva stabilito in merito alla vicenda: lesposto figlio illegittimo di Maria Marta Facchini servente del prete Belleri di questo comune e che lespositrice fu la di lei madre Teresa Monzini fu Giuseppe vedova Facchini. LImperial Regio Delegato Provinciale, rispose pochi giorni dopo, con lettera riservata ed urgente, rimproverando il commissario di aver trattato con superficialit un fatto che avrebbe potuto causare grave danno alla morale pubblica ed alla religione dominante. Sollecitato a fornire repentinamente le proprie giustificazioni, deduzioni ed informazioni sul fatto stesso, sugli autori del medesimo e sul contegno del parroco prima e dopo la gravidanza della sua servente, diede risposta con lettera inviata il 27 dicembre 1846. Nel rescritto il commissario segnalava che laccaduto non avesse provocato alcun pubblico scandalo e che, pertanto, non ritenne doveroso, da parte sua, far rapporto a codesta magistratura provinciale. Del contegno del prete Belleri durante la gravidanza della di lui servente, sottolineava che non diede motivo di rimarco, poich nessuno conosceva la cosa, egli per, dopo il parto, riprese con s la servente e la fece visitare dal medico; addirittura laccompagn a Gardone, pagandole il trasporto, quando venne convocata dalla Pretura per rendere la sua deposizione. Quanto poi alle accuse di aver agito con superficialit, in merito allesposizione, metteva in evidenza il fatto di aver individuato puntualmente agli autori della stessa e le rispettive responsabilit. Concludeva con le proprie deduzioni: si ritiene positivamente che lautore della gravidanza possa essere il sacerdote incriminato senza alcun altro complice, mentre se fosse diversamente la Facchini avrebbe mosso le sue istanze pel compenso delle spese e per togliere la colpabilit del pi volte nominato sacerdote. La vicenda si concluse lanno seguente con lallontanamento della servente da parte del sacerdote stesso togliendo con ci ogni motivo di scandalo e non avendo questultima promosso alcun processo contro lautore dellillegittima di lei gravidanza con la sola indagine pel titolo di esposizione dellinfante.

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    ELENCO DEI DOCUMENTI 1 Lettera inviata dalla Deputazione Comunale di Cimmo allImperial Regio Commissario Distrettuale di Bovegno, 18 novembre 1846 (Imperial Regio Commissariato Distrettuale [IRCD] di Bovegno - B.6,f.3). 2 Minuta della lettera inviata dallImperial Regio Commissario Distrettuale di Bovegno al Comandante della Regia Gendarmeria Bovegno, 22 novembre 1846(IRCD Bovegno - B.6,f.3). 3 Copia della minuta inviata dallImperial Regio Commissario Distrettuale di Bovegno al Comandante della Regia Gendarmeria Bovegno, 22 novembre 1846(IRCD Bovegno - B.6,f.3). 4 Minuta della lettera inviata dallImperial Regio Commissario distrettuale di Bovegno allImperial Regia Pretura di Gardone, 23 novembre 1846(IRCD Bovegno - B.6,f.3). 5 Nota del Consigliere Pretore dellImperial Regia Pretura di Gardone Val Trompia allImperial Regio Commissario Distrettuale in Bovegno, 11 dicembre 1846(IRCD Bovegno - B.6,f.3). 5 - Retro Minuta in risposta alla nota, 17 dicembre 1846(IRCD Bovegno - B.6,f.3). 6 Minuta della lettera inviata dallImperial Regio Commissario distrettuale di Bovegno allImperial Regia Delegazione Distrettuale Brescia, 13 dicembre 1846(IRCD Bovegno - B.6,f.3). 7 Lettera inviata dallImperial Regio Delegato Distrettuale di Brescia allImperial Regio Commissario distrettuale di Bovegno, 17 dicembre 1846 (IRCD Bovegno - B.6,f.3). 8 Minuta della risposta, 27 dicembre 1846(IRCD Bovegno - B.6,f.3). 9 Lettera inviata dallImperial Regio Commissario distrettuale di Bovegno allImperial Regio Delegato Distrettuale di Brescia, 2 febbraio 1847(IRCD Bovegno - B.6,f.3).

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    I DOCUMENTI

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    DOCUMENTO 1 Lettera inviata dalla Deputazione Comunale di Cimmo allImperial Regio Commissario distrettuale di Bovegno, 18 Novembre 1846(IRCD Bovegno - B.6,f.3).

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    n. 456 Deputazione di Cimmo

    Imperial Regio Signor Commissario distrettuale Bovegno

    In questa mattina nel farsi giorno,da Ceresoli Francesco di Tavernole nel mentre si dirigeva alla chiesa per suonare lAve Maria, venne ritrovato fuori dalla bottega di Zubani Giuseppe uninfante da poche ore nato, involto nel fieno e poscia in una cos detta bigarola con le mani scoperte, lo stesso Ceresoli di ci ne diede notizia al Reverendo parroco locale, il quale diede ordine allo stesso di tosto levarlo,e consegnarlo alla levatrice Giulia Zanotti onde prestare allinfante stesso quella servit richiesta dal bisogno, ci si fatto, e poscia a mezzo della levatrice stessa dordine della scrivente venne trasportato nellospizio degli esposti in Brescia; fin qui non si ha potuto avere nessuna notizia della provenienza dellinfante stesso ne della persona che col lo ha riposto. La si rende edotto, per tutte quelle pratiche che ella trover del caso, e quanto creda necessario ne ragguaglier anche lImperial Regia Pretura di Gardone accolga frattanto i sensi di perfetta stima.

    Dallufficiale comunale di Cimmo li 18 Novembre 1846

    Pei signori deputati assenti

    Pellizzari Giovan Battista Agente

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    DOCUMENTO 2 Minuta della lettera inviata dallImperial Regio Commissario Distrettuale di Bovegno al Comandante della Regia Gendarmeria Bovegno, 22 novembre 1846(IRCD Bovegno - B.6,f.3).

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    Distretto Polizia 4 n. 2032 Prodotta li 22 novembre 1846

    Dettto

    Al Signor Comandante della Regia Gendarmeria Bovegno

    Mi viene riferito dallAgente Comunale di Cimmo che nella mattina del 18 andante, sul far della del giorno in Tavernole venne ritrovato esposto sulla strada uninfante che poi raccolto venne inviato allospitale. Nello stesso tempo lImperial Regio Commissario di Vestone mi partecip che nel giorno 9 andante part da Comero in stato di gravidanza Certa Carlenzoli Giulia vedova di Niboli Silvestro dirigendosi a Pezzaze. Nascendomi quindi fondato sospetto che linfante esposto possa essere il parto della Carlenzoli, la interesso a portarsi domani a Pezzaze, ed indagare se la Carlenzoli

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