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Bollettino A.I.C. nr. 126-127-128/2006

Lesperienza di viaggio stata perlungo tempo il fondamento della costru-zione del sapere geografico. Come affer-ma Luzzana Caraci (1997) fintanto chela geografia stata come vuole la suaetimologia semplice descrizione dellaTerra, la dipendenza del sapere geografi-co dallesperienza di viaggio stata tota-le, a fondamento dellintero sistema delladisciplina. Il completamento dellesplo-

razione del mondo ha poi affievolitoquesto rapporto, ridimensionando ilvalore del viaggio come fonte di cono-scenza. Tramite lesperienza di viaggiooggi non pi possibile scoprire terrenuove; la descrizione del viaggio nonrisponde pi, come avveniva allepocadelle esplorazioni, ad unesigenza di enu-merazione, catalogazione e classificazio-ne dello spazio, ma piuttosto il reso-conto di una comparazione tra la realtvisitata e la sua immagine precostituita.

IPERMAPPE, SISTEMI MULTIMEDIALIPER LINFORMAZIONE TURISTICA

Monica Meini (*), Gianfranco Spinelli (**)(*) Dipartimento SEGES, Universit del Molise.

(**) Dipartimento SIT, Universit del Piemonte Orientale A. Avogadro.

Riassunto

Il contributo rappresenta il tentativo di verificare laffidabilit di nuovi mezzi di espressione multi-mediale partendo da strumenti propriamente geografici come i GIS e basando la flessibilit tipicadellipertesto sulla tangibilit propria della cartografia. Gli autori, oltre a chiarire le motivazioni e ilquadro epistemologico che stanno dietro alla loro proposta, illustrano le caratteristiche principali diun prodotto da loro stessi realizzato con riferimento ad un viaggio negli Stati Uniti: lipermappaAmerigo. Si tratta di un sistema multimediale basato sulla cartografia automatica, che permet-te di accedere ad un sistema organizzato di informazioni secondo percorsi che lutente pu sce-gliere liberamente. Laspetto innovativo fondamentale linserimento della dimensione soggettiva,legata allesperienza diretta del viaggio, allinterno di un sistema di riferimento oggettivo, qualequello offerto dalla cartografia.

1. Il viaggio come narrazione geografica

Pur essendo il lavoro frutto di collaborazione e riflessione comune dei due Autori, sono da attribuirsi aMonica Meini il primo e il secondo paragrafo, a Gianfranco Spinelli il terzo e il quarto paragrafo. La realiz-zazione dellapparato iconografico a cura di entrambi gli autori.

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Tuttavia il rapporto tra viaggio econoscenza geografica si a poco a pocoarricchito di una nuova dimensionecognitiva, che va al di l dellimportanzada sempre attribuita allesperienza diret-ta, per abbracciare lintero sistema dirappresentazioni che accompagna ilviaggiatore. Tanto vero che nello studiodei resoconti di viaggio come fonte diconoscenze geografiche acquisisconosempre pi rilevanza i meccanismi diosservazione e interpretazione dei viag-giatori; come suggerisce Scaramellini(1980), lo spazio del viaggiatore deveessere considerato, evidenziando il mec-canismo di formazione e trasmissionedella rappresentazione che di quello spa-zio viene data, non solo come oggetto dipercezione diretta (quindi vissuto), maanche come oggetto di codificazioneculturale prima e dopo il momento dellapercezione.

Il tema del viaggio costituisce dun-que, almeno in teoria, un terreno privile-giato di incontro fra la prospettiva razio-nalista e la prospettiva cognitiva o uma-nistica della geografia. Su questo incon-tro si recentemente sviluppato un inte-ressante dibattito, che coinvolge linterosistema epistemologico della disciplina ene rimette in discussione gli stessi con-cetti di base. Particolarmente pertinenteal tema del viaggio quanto emerge daldibattito sul concetto di luogo. Secondola prospettiva razionalista, il luogo con-siderato come realt oggettivamentedeterminabile a prescindere dal sogget-to; la prospettiva opposta considera illuogo come realt presente soltanto nellamente del soggetto. Il punto di incontro,una terza via, considera il luogo come

realt che esiste di per s, esternamenteal soggetto, ma che viene considerata peril modo con cui trasfusa nellesistenzadel soggetto (Vallega, 2004). Questulti-ma visione sta inevitabilmente alla basedi qualsiasi resoconto di viaggio elabora-to ai nostri giorni, in unepoca in cui laconoscenza di luoghi lontani prescindedallesperienza diretta del viaggio e aquestultima affidata piuttosto una fun-zione di ri-conoscimento. Il viaggiatore dioggi portato ad affrontare questa espe-rienza come un percorso personale nel-lintento di confrontare la realt purconsiderata come oggettiva con unproprio apparato simbolico, di appagareil proprio ego in spazi gi raccontati daaltri, di vedere in scala 1:1 quello che giben conosce a 24 pollici o a 35 millime-tri, di raccontare lui stesso quella realt,magari limitandosi a riproporne limma-gine digitalizzata.

Il particolare resoconto di viaggio cheabbiamo personalmente elaborato e chequi presentiamo trae spunto da questeconsiderazioni di base, tentando di inse-rirsi in quella prospettiva multipla cheintende conciliare analisi razionalista eanalisi cognitiva. Le competenze e glistrumenti di cui dispone il viaggiatoregeografo sono tali da permettere, infatti,un approccio multidimensionale nelladescrizione e rappresentazione dei luo-ghi, visti sia come realt tangibile sianella prospettiva fenomenologica.

La capacit di leggere e di analizzareil territorio, attraverso luso degli stru-menti pi vari, e le potenzialit di sintesiofferte dalla carta geografica sono ele-menti basilari su cui impostare lapproc-cio multidimensionale sopra descritto.

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MONICA MEINI - GIANFRANCO SPINELLI

Tuttavia tali competenze e tali strumentinon sono di per s sufficienti se mancaun sistema di riferimento comune in cuifare convergere i diversi linguaggi epunti di vista. Questo terreno comunepu essere individuato nei sistemi infor-mativi geografici, i quali consentono lagestione di informazioni eterogenee, per-mettono una notevole flessibilit nellascelta delle rappresentazioni e hanno diper s una natura ipertestuale che con-sente di rappresentare la realt secondosvariati piani di lettura (Minca, 1996).

Quello che qui presentiamo dunqueun ipertesto costruito su base GIS eimperniato sulla carta geografica. In que-sto modo ci che si ottiene una nuovaforma di descrizione del territorio: unacarta che diventa ipertesto, e che in defi-nitiva possiamo chiamare ipercarta (deSpuches, 1996) o ipermappa. Il tentativo quello di proporre nuove forme di nar-razione geografica, che attraverso la tan-gibilit della carta si aprano alla multidi-mensionalit dellanalisi territoriale edellesperienza odeporica, intrecciandoopportunamente il piano soggettivo conquello oggettivo.

Se la carta geografica sia una rappre-sentazione che limita limmaginazione opiuttosto la sollecita questione enigma-tica che appassiona da tempo geografi enon geografi e che qui solo il caso dirichiamare alla memoria; baster ricor-dare da una parte la funzione delle carteconcepite per la geografia del potere,dallaltra gli spazi vuoti presenti nellecarte dellepoca delle esplorazioni allacui conoscenza suppliva ampiamente li-conografia da hic sunt leones che inne-scava curiosit e quindi immaginazione.

Nel caso dellipermappa da noi realiz-zata, la bilancia pende senza dubbiodalla parte di una sollecitazione dellim-maginazione. Si tratta tuttavia di un per-corso inverso a quello innescato dallico-nografia sopra ricordata, poich liper-mappa parte dalla formalizzazione dellasuperficie terrestre esaustivamente cono-sciuta per aprirsi allesplorazione sogget-tiva di quello spazio; limmaginazione,quindi, non viene usata tanto come sti-molo alla conoscenza quanto comemomento di significazione e appropria-zione mentale del territorio. Si tratta insostanza, per usare le parole di Farinelli(2003), di una sollecitazione che partedallo spazio, ovvero dallastrazionegeometrica, per approdare al mondo eai suoi molteplici livelli.

I vantaggi offerti dallipermappa siprestano molto bene ad essere coltiquando essa viene utilizzata come narra-zione geografica di un viaggio, perch evidente che il viaggio lemblema del-lincontro non solo tra realt diverse maanche tra rappresentazioni diverse. Ilviaggio unesperienza spazio-temporaleintensissima in cui si sovrappongonopiani di lettura infiniti, e la trasmissionead altri di tale esperienza, come ci inse-gna Corna Pellegrini, mira a riprodurre ilpi alto numero possibile di questi pianidi lettura. Ci tanto pi vero per unviaggio mito come il coast-to-coast degliStati Uniti, che attraversa luoghi entrati apieno titolo nellimmaginario collettivo.Il risultato unaccattivante forma dinarrazione che si snoda su itinerari e per-corsi culturali; una narrazione che ripro-pone un viaggio nellimmaginario stessodellAmerica.

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Pertanto i referenti usati nella costru-zione dellipermappa vanno dal diario dibordo dellesploratore alla letteratura o-deporica: da una parte, vi infatti un co-stante riferimento, cos come avveniva neidiari di bordo, alla definizione dei luoghiattraverso precise coordinate geografiche;dal punto di vista della descrizione e delracconto, la geografia dei luoghi attraver-sati rimanda invece piuttosto ai resocontidel Grand Tour, allorch la narrazione delviaggio avveniva attraverso una sorta didiario che collocava il viaggiatore, giornodopo giorno, in un contesto spaziale defi-nito attraverso descrizioni paesaggistiche,illustrazioni e bozzetti iconografici.

Attraverso luso dellipermappa si hadunque sostanzialmente un recupero del-la coordinata spaziale rispetto ad altri tipidi coordinate. La carta viene a costituire ilriferimento base su cui seguire le possibi-li traiettorie di viaggio e la costruzione deireali itinerari personali, la base su cuiseguire i percorsi di altri ed immaginarnedi propri,

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