l allevamento delle lumache

Download l Allevamento Delle Lumache

Post on 19-Oct-2015

628 views

Category:

Documents

6 download

Embed Size (px)

DESCRIPTION

l Allevamento Delle Lumache

TRANSCRIPT

  • Lallevamento delle lumache Paolo Carleo, Alessandra Carleo, M. Bonaria Lai1

    Premessa

    Lagricoltura italiana, con la ripresa economica che segu alla fine della seconda guerra mondia-le, stata sottoposta ad una serie di revisioni interne, sostanziali e/o normative, che hanno inciso su alcuni aspetti produttivi ed organizzativi modificando il profilo dellazienda agraria. Laspetto pi appariscente di questa modifica dato dal passaggio della produzione aziendale da un orientamento essenzialmente autoconsumistico2 ad uno che ha il mercato come centro di riferimento della produ-zione.

    I fattori principali che hanno determinato questo cambiamento sono essenzialmente tre: lesodo agricolo, lespansione della domanda di beni alimentari, accompagnati da un pressante, significativo ed incisivo progresso tecnico. Il primo cenno di questi mutamenti, che si traducono in una espansio-ne dei campi di interesse dellattivit agricola, fu probabilmente il diffondersi dellallevamento dei polli in gabbie riscaldate. Questi nuovi piccoli e piccolissimi allevamenti si inserirono, almeno nella fase iniziale, essenzialmente nei piccoli centri rurali e nelle famiglie che avevano ridotto lattivit nel settore primario con lesodo di alcuni dei loro membri verso altre attivit, senza modificare, pe-r, la permanenza territoriale3. Unaltra forma di questo mutamento si ebbe con lallevamento e lingrasso di uno o due maiali per conto di famiglie non agricole, ricavandone in cambio o una som-ma in danaro (sistema piuttosto raro) o una percentuale prefissata della carcassa dellanimale al momento della sua macellazione. Lallevamento di conigli, di polli e la vendita diretta ai consuma-tori di quei prodotti della terra che a ci si prestano (come verdure, insalate, frutta, uova, miele, ecc.) sono stati passi successivi di questallargamento dellattivit agricola verso nuove attivit pro-duttive che, in definitiva, hanno comportato lespansione delle tradizionali attivit prima orientate in misura notevole al soddisfacimento dei bisogni alimentari della famiglia contadina (autoconsumo). In tempi relativamente pi recenti hanno fatto la loro comparsa nellazienda alcune attivit, gene-ralmente zootecniche che, dopo un ridimensionamento che ha fatto seguito alla primitiva vampata di entusiasmo innovativo, continuano a rivestire una significativa, seppur marginale, partecipazione al-la formazione del reddito aziendale. Il riferimento alla coltivazione dei funghi, allallevamento dei lombrichi, dei fagiani, dei visoni, ecc.. In questo filone ricomparsa lelicicoltura, o allevamento delle lumache o chiocciole, la cui esistenza giunge ai nostri giorni dallantico mondo romano ed 1 -Paolo Carleo professore associato di Economia Agroalimentare ha coordinato la ricerca e redatto la premessa. Ales-sandra Carleo biologa, docente di scienze negli Istituti di Istruzione Secondaria, ha curato la descrizione morfologica delle lumache (paragrafo 1) e lappendice sui molluschi. Maria Bonaria Lai, dottore di ricerca in Economia e Politica Agraria e tutor di Economia Agroalimentare, ha analizzato gli aspetti economici (paragrafi 3 e 4). Il secondo paragrafo il risultato del lavoro congiunto degli autori ed in particolare A. Carleo ha scritto il paragrafo 2.1 e M.B. Lai ha redatto i paragrafi 2.2. 2 LIstituto Centrale di Statistica nellAnnuario Statistico DellAgricoltura Italiana 1943-1946, edito nel 1950, riferisce che per i cereali sottoposti allammasso obbligatorio nel 1946 sono stati trattenuti dallazienda agraria (autoconsumo) per lalimentazione della famiglia contadina e per la corresponsione di salari in natura le seguenti quantit espresse in quintali: CEREALE PRODUZ. TOTALE SALARI IN NATURA PERCENTUALE

    Frumento: 29.280.921 20.598.122 70,3 Segale 345.148 228.517 66,2 Orzo 803.120 107.705 13,4 Granturco 9.679.233 4.402.950 45.5

    3 Si ricorda che lesodo caratterizzato da due componenti: lo spostamento dal settore primario verso altri settori pro-duttivi (esodo agricolo) e la migrazione dal territorio ove si operava nellagricoltura (esodo rurale). I due esodi possono coesistere, e si ha allora lo spostamento dellattivit e della residenza (ad esempio il trasferimento in citt con lassunzione di un incarico di lavoro non agricolo), oppure essere singoli (abbandono del solo settore di produzione mantenendo la residenza passando ad esempio dallagricoltura al settore terziario o alla pubblica amministrazione-, o il cambio di residenza continuando lattivit agricola ad esempio, trasferendosi in citt continuando con lattivit agrico-la, come giardiniere o stalliere-).

    1

  • documentata nel Medio Evo4 e nellEuropa rinascimentale (Francia). Invero questo allevamento ha preso forza e vigore ed ritornato nelleconomia delle aziende agrarie italiane da poco pi di un de-cennio, dopo una lunga parentesi documentata paradossalmente dallassenza di qualsiasi riferimento allallevamento degli elicidi nella summa degli argomenti di interesse agrario e forestale: il Manuale dellAgronomo5.

    E allinizio degli anni 70 che nasceva lattuale allevamento della lumaca a ciclo biologico completo Volendo datare la ripresa dellallevamento elicicolo in Italia, il miglior riferimento sicu-ramente la data di fondazione dellANE (Associazione Nazionale Elicicoltori) che sorta nel 1978 ed in cui confluirono la maggior parte degli allevatori di questo mollusco.

    Attualmente le associazioni di elicicoltori in Italia sono due e rappresentano i due metodi di al-levamento: la prima, e la pi vecchia, lANE che patrocina lallevamento a cielo aperto, mentre la seconda (UNE, staccatasi dalla prima nel 1997) sostiene lallevamento al coperto, normalmente nel chiuso delle serre.

    In ogni caso, lallevamento delle lumache sta rapidamente diffondendosi sia in termini di nume-ro di aziende, sia come estensione media aziendale. Si calcola6 che fra il 1999 ed il 2001 il numero delle aziende7 in cui si pratica lelicicoltura sia passato da 7.000 a 8.500 con una superficie (SAU) di circa 9.200 ettari8, ci potrebbe indicare una media per azienda di 1.08 ettari. Invero, la dimen-sione normale delle aziende notevolmente inferiore, solo circa 3.000 metri quadri9, che negli ulti-missimi anni tende ad avvicinarsi per i nuovi impianti ai 5.000 metri quadri. Solo negli ultimi anni la superficie destinata a questo allevamento per singola azienda aumentata, anche se va detto che le aziende specializzate nellallevamento delle lumache sono ancora un numero limitatissimo.

    1 Alcune notizie bio-morfologiche sulle lumache 1.1 Aspetti e caratteri generali

    Le lumache o chiocciole appartengono alla classe dei molluschi, ordine dei Gasteropodi10, e la loro peculiarit quella di muoversi su un piede fortemente muscoloso posto nella parte ventrale.

    Si tratta di una classe che comprende pi di 80.000 specie munite o meno di guscio, che condu-cono vita sia acquatica che terrestre.

    Ad una prima osservazione, anche superficiale, nelle chiocciole da allevamento si nota un gu-scio11 collocato nella parte dorsale dellanimale entro cui esso si ritrae al minimo cenno di pericolo.

    4 In questo periodo storico si riteneva che la lumaca non appartenesse al mondo zootecnico, per cui lallevamento di tale mollusco era localizzato presso i monasteri per fornire ai religiosi questo alimento durante i periodi di quaresima o nei giorni di magro. 5 G. Tassinari-Manuale dellagronomo a cura di A. Calzecchi-Onesti, Ramo editoriale degli agricoltori (Reda) IV edi-zione. Roma 1968. 6 I dati sono stati desunti dalla rivista di ELICICOLTURA Giornale di Elicicoltura, organo ufficiale dellANE (Associa-zione Nazionale Elicicoltura)- Cherasco (Cn) In particolare dallarticolo n61 del luglio 2003. 7 Lunico parametro significativo nelle aziende agrarie in cui si pratica lelicicoltura sicuramente il loro numero. Infatti non avrebbe senso parlare di capi allevati o di numero di riproduttori ed anche la manodopera non significativa es-sendo offerta generalmente dalla famiglia contadina e sempre, o quasi sempre, in modo residuale dalle altre attivit a-ziendali. 8 F. Cantarelli: Lumache da corsa Sta in Elicicoltura, n 56 del 3 dicembre 2001. 9 In Sardegna stato varato un progetto di promozione dellelicicoltura promosso dalle Amministrazioni Provinciali di Cagliari, Nuoro ed Oristano. In esso la superficie massima incentivata era di appena 2.500 mq. 10 Dal greco (gaster)= ventre e (pod) = piede, vale a dire cammina sul ventre. 11 Il guscio formato da tre strati concentrici: il periostaco, pi esterno chimicamente costituito da una sostanza organica (conchiolina), il mesostraco, intermedio chimicamente formato da carbonato di calcio (aragonite), l endostraco, pi interno, formato dallalternarsi di conchiolina ed aragonite. Il guscio dei Gasteropodi, in rapida sintesi, formato per circa il 96% da carbonato di calcio. Come conseguenza della composizione chimica appena descritta, nei processi di fos-silizzazione, mentre il periostraco e l endostraco vanno persi, il mesostraco permane.

    2

  • Questo guscio, che comunemente viene detto casa, ha la funzione di proteggere il corpo e gli organi interni dello stesso animale.

    Lapertura attraverso cui il corpo dellanimale si ritira nel guscio circondata da un cercine del-la stessa natura chimico-fisica della conchiglia (bordura) che riveste una notevole importanza nella valutazione del prodotto commercializzato.

    In particolari condizioni di umidit insufficiente o in particolari momenti del ciclo biologico, nelle specie munite di guscio (tutte quelle allevate), la massa cefalo-podale si ritira completamente all interno della conchiglia e lapertura verso lesterno (stoma) viene chiusa da una struttura cornea o calcarea (detta opercolo), nelle spe