lezione scienze motorie- tossicodipendenze 26.1

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SCIENZE MOTORIE TRASMISSIONE PEPTIDERGICA E PEPTIDI OPPIOIDI

TRASMISSIONE PEPTIDERGICA

La trasmissione peptidergica ha molti aspetti in comune con le trasmissioni dei classici trasmettitori non peptidici:

Laccumulo intravescicolare La liberazione calcio-dipendente Il legame a recettori specifici Linterazione con canali ionici La produzione di secondi messaggeri Azione pre e post sinaptica inibendo o eccitando su brevi e lunghe distanze

TRASMISSIONE PEPTIDERGICA Presenta

alcune peculiarit distintive dalle altre neurotrasmissioni che la avvicinano alle comunicazioni intercellulari di tipo endocrino da ormoni proteici:

La

biosintesi peptidica Linterazione recettoriale Lestinzione del segnale peptidergico

TRASMISSIONE PEPTIDERGICA La

sintesi avviene esclusivamente nel corpo cellulare o nei dentriti dove ci sono i ribosomi. da sostanze assunte con la dieta, bens dalla degradazione di molecole di pi grosse dimensioni

Non

TRASMISSIONE PEPTIDERGICA

I peptidi oppioidi derivano da: PRO

OPIO MELANO CORTINA (POMC) ENCEFDALINA-A ENCEFALINA-B

PRO

PRO

TRASMISSIONE PEPTIDERGICAI

neuro peptidi sono presenti in concentrazioni molto basse a livello delle terminazioni nervose, perch per lattivazione recettoriale ne occorre una piccola quantit.

TRASMISSIONE PEPTIDERGICAI

peptidi esistono anche come cotrasmettitori in neuroni che producono neurotrasmettitori classici come la dopomina o la noradrenalina.

PEPTIDE

Composto organico azotato, tappa intermedia sia della demolizione delle proteine ad aminoacidi, sia delle sintesi delle proteine a partire dagli aminoacidi.

TRASMISSIONE PEPTIDERGICA La

sintesi avviene secondo codice genetico di DNA contenuto in appositi geni. Il DNA del gene contiene regioni codificanti (esoni) e noncodificanti(introni). DNA intero viene trascritto in RNA. Tale RNA, rimossi gli introni e alcuni esoni, viene ricongiunto (splicing) per formare la sequenza definitiva di RNAm che sar tradotta dai ribosomi

TRASMISSIONE PEPTIDERGICA Spicing:

importante meccanismo di regolazione cellulare della biosintesi peptidica (es. sostanza P e neurokinina Aentrambi tachichinine i cui RNAm sono codificati nello stesso gene in cui avvengono differenti processi di splicing).

TRASMISSIONE PEPTIDERGICA

La traduzione del RNAm che codifica per i neuropeptidi avviene a livello del RER del corpo cellulare dei neuroni. Pre-propeptide viene attaccato dalle endopeptidasi specifiche (RER e app.Golgi) che staccano la sequenza segnale e lo idrolizzano in tratti specifici con la formazione di neuropeptidi con propria attivit biologica. Amidazione dellaa carbossiterminale.

TRASMISSIONE PEPTIDERGICA SECREZIONE REGOLATA Concentrazione dei neuropeptidi in granuli (grossi) e raggiungimento dei siti della membrana plasmatica per il processo di secrezione. Depolarizzazione della membrana attraverso segnale bioelettrico(frequenze molto elevate). Fusione dei granuli pi vicini con la membrana Versamento allesterno dei peptidi.

TRASMISSIONE PEPTIDERGICA SECREZIONE COSTITUTIVA Secrezione

a livello del corpo cellulare.

Secrezione

della molecola del precursore che non funzione da neurotrasmattitore ma ha funzione di fattore di crescita con funzione di organizzazione e sviluppo della rete neuronale.

TRASMISSIONE PEPTIDERGICA ESTINZIONE DEL SEGNALE Scomparsa lenta dei peptidi affidata: 1) alla proteolisi enzimatica (a volte scarsa) ad opera di peptidasi. Le peptidasi si classificano in funzione del punto di attacco Carbossi peptidasi Aminopeptidasi Endopeptidasi e in funzione della specificit per laa (es. serina-proteasi etc.)

TRASMISSIONE PEPTIDERGICA ESTINZIONE DEL SEGNALE Le peptidasi possono essere localizzate: allinterno dei granuli, legate alle membrane cellulari (ectoenzimi es. NEP), liberi nel plasma (con funzione di protezione nei confronti di neuropeptidi potenti tissutali, es. anafilotossina da complemento). Le peptidasi sono poche con ampia specificit (es. i peptidi oppioidi sono metabolizzati dalle encefalinasi che contribuiscono alla metabolismo del peptide natriuretico atriale).

TRASMISSIONE PEPTIDERGICA ESTINZIONE DEL SEGNALE La selettivit sufficiente delle peptidasi data dalla loro localizzazione sulla membrana cellulare rispetto al potenziale substrato (es. la NEP e i recettori e oppioidi nel S.N.C.).

TRASMISSIONE PEPTIDERGICA ESTINZIONE DEL SEGNALE La inibizione dellenzima di conversione dellangiotensina I (ACE) produceva effetti antiipertensivi. La inibizione della degradazione delle encefalinasi induceva risposte analgesiche, aumentando il livello extracellulare di peptidi oppioidi endogeni liberati dai neuroni encefalinergici.

TRASMISSIONE PEPTIDERGICA ESTINZIONE DEL SEGNALE In definitiva le peptidasi controllano lattivit della trasmissione peptidergica: 1. Contribuendo alla liberazione della forma attiva del peptide. 2. Alterando la specificit recettoriale del peptide. 3. Estinguendo lattivit biologica del peptide

TRASMISSIONE PEPTIDERGICA ESTINZIONE DEL SEGNALE Caduta della concentrazione dei peptidi per diluizione che determina labbassamento del livello di affinit tra il peptide e il recettore.

PEPTIDI OPPIOIDI

-ENDORFINA DINORFINA LEU-ENCEFALINA MET-ENCEFALINA

Ciascuna sostanza ha una propria via dazione Stimolazione dei recettori oppioidi (eroina, morfina, etc.) Stimolazione

dei recettori colinergici nicotinici (sigarette) della concentrazione di dopamina (cocaina e amfetamina) del sistema GABAergico (alcool, barbiturici e benzodiazepine)

Aumento

Facilitazione

Le sostanze stupefacenti possono determinare effetti biologici perch interagiscono con i recettori. Cosa sono i recettori?

Strutture molecolari (proteine) specializzate situate sulle superfici delle cellule

ESISTE UNA VIA FINALE COMUNE La

liberazione nella shell del nucleo accumbens (un puntochiave per la generazione di emozioni!) di

dopamina

Cos la dopamina

Sostanza (mediatore chimico) che si libera con la stimolazione di alcuni nervi

P.F.C.

N.C. V.T.A.

N.A.

In

seguito allazione della dopamina nel nucleo accumbens il desiderio della droga diventa simile ad un desiderio la cui soddisfazione fondamentale (la fame o la sete). mancanza della droga genera un comportamento compulsivo di ricerca: il CRAVING

La

CRAVING

ci che, qualcuno potrebbe chiamare DIPENDENZA PSICOLOGICA per distinguerlo dalla DIPENDENZA FISICA il problema comprendere se queste distinzioni abbiano realmente un sensoequale!

CRAVINGDesiderio irresistibile, intrusivo, che comporta la perdita del controllo e una serie di azioni tese alla sua soddisfazione. Pu essere cos intenso da impedire la concentrazione e da interferire pesantemente con le performance di ogni giorno causando un estremo disagio per il paziente.

CRAVING La via nervosa responsabile del meccanismo del craving, quella coinvolta nel trasporto della dopamina che proietta al sistema nervoso centrale (nucleo accumbens)

La tossicodipendenza Un

insieme di sintomi che indicano come lindividuo continui a fare uso di una sostanza nonostante i problemi correlati alluso della stessa situazione in cui un individuo non riesca a evitare luso di una sostanza nonostante, razionalmente, non desideri pi fare uso

La

Il fatto che la tossicodipendenza sia una patologia cronica e recidivante

NON SIGNIFICA CHE SIA INCURABILE !!!

Diagnosi di abuso secondo DSM IVUna modalit patologica di uso della sostanza in grado di determinare modificazioni cliniche significative, come indicato da una o pi delle seguenti condizioni che si manifesti nei 12 mesi precedenti 1 . Uso ricorrente della sostanza che determina l'incapacit ad adempiere i compiti principali sul lavoro, a scuola, o a casa. 2. Abuso ricorrente della sostanza in situazioni che sono fisicamente rischiose. 3. Abuso ricorrente della sostanza correlata a problemi legali. 4. Uso continuo malgrado la consapevolezza di avere un problema (persistente o ricorrente) di natura sociale o interpersonale che causato o accentuato dagli effetti della sostanza. Non soddisfa i criteri per la dipendenza da sostanza

Diagnosi di dipendenza secondo DSM IVLa diagnosi di dipendenza pu essere posta se il soggetto ha sperimentato o esibito tre o pi delle seguenti situazioni nel corso dell'ultimo anno: 1. Tolleranza definita come segue: bisogno di aumentare notevolmente le dosi della sostanza per raggiungere l'effetto desiderato o l'intossicazione, oppure, una marcata riduzione dell'effetto con l'uso continuato delle medesime dosi della sostanza. 2. Astinenza, ossia: comparsa di una caratteristica crisi di astinenza per la sostanza, oppure la stessa sostanza (o una correlata) assunta per ridurre o alleviare i sintomi di astinenza.

3. La sostanza assunta spesso in quantit superiori e per periodi di tempo pi prolungati rispetto a quanto previsto dal soggetto. 4. Desiderio persistente, oppure uno o pi tentativi infruttuosi di sospendere o controllare l'uso della sostanza. 5. Una gran quantit di tempo viene spesa in attivit necessarie a procurarsi la sostanza, ad assumerla o a riprendersi dagli effetti. 6. Interruzione o riduzione di importanti attivit sociali, lavorative o ricreative a causa dell'uso della sostanza. 7. Uso continuativo della sostanza nonostante la consapevolezza di poterne ricavare danni fisici o problemi psicologici, persistenti o ricorrenti, causati o esacerbati dall'uso della sostanza.

OPPIO

lattice estratto dal Papaver Somniferum Album

Effetti: analgesia depressione respiratoria spasmo della muscolatura lis

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