l’ordinamento dell’ unione europea

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L’ordinamento dell’ Unione europea. Le tappe dell’integrazione europea • La struttura dell’Unione europea • Le istituzioni europee • Le fonti del diritto comunitario • I rapporti fra ordinamento italiano e ordinamento dell’Unione europea - PowerPoint PPT Presentation

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  • Lordinamento dell Unione europea

  • Le tappe dellintegrazione europea La struttura dellUnione europea Le istituzioni europee Le fonti del diritto comunitario I rapporti fra ordinamento italiano e ordinamento dellUnione europea Natura e caratteri dellordinamento dellUnione europea Dalla Costituzione al Trattato di riforma (Vertice di Lisbona, ottobre 2007)

  • I TRATTATI EUROPEI

    Trattato di Parigi (1951)Comunit europea del carbone e dellacciaio (CECA) Trattato di Roma (1957)Comunit economica europea (CEE)Comunit europea dellenergia atomica (CEEA) Atto unico europeo (1986)Cooperazione politica europea, modifiche ai trattati istitutivi delle Comunit europee Trattato di Maastricht (1992)Unione europea (UE), Comunit europea (CE), Unione economica e monetaria Trattato di Amsterdam (1997)Modifiche al trattato UE e ai trattati istitutivi delle Comunit europee Trattato di Nizza (2001)Modifiche al trattato UE e ai trattati istitutivi delle Comunit europee

  • DALLE COMUNIT ALLUNIONE: GLI STATI MEMBRI

    dal 1951: Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi (6) dal 1973: Danimarca, Gran Bretagna, Irlanda (9) dal 1981: Grecia (10) dal 1986: Portogallo, Spagna (12) dal 1995: Austria, Finlandia, Svezia (15) dal 2003: Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Ungheria (25) dal 2007: Bulgaria, Romania (27)

    Stati candidati (3): Croazia, Macedonia, Turchia

  • Da http://it.wikipedia.org/wiki/Unione_europea

  • I PILASTRI DELLUNIONE EUROPEACOMUNIT EUROPEE (TCE, TCECA, TCEEA)COOPERAZIONE DI POLIZIA E GIUDIZIARIA IN MATERIA PENALE (Titolo VI TUE)COOPERAZIONE RAFFORZATA (Titolo VII TUE)DISPOSIZIONI FINALI (Titolo VIII TUE)DISPOSIZIONI COMUNI (Titolo I TUE)POLITICA ESTERA E DI SICUREZZA COMUNE (Titolo V TUE)PreamboloMetodo comunitarioMetodo intergovernativoMetodo intergovernativo

  • IL PRIMO PILASTRO: LE POLITICHE DELLA COMUNIT EUROPEAParte terza TCE (artt. 23-181) Libera circolazione delle merci Agricoltura Libera circolazione delle persone, dei servizi e dei capitali Visti, asilo, immigrazione e altre politiche connesse con la libera circolazione delle persone Trasporti Norme comuni sulla concorrenza, sulla fiscalit e sul ravvicinamento delle legislazioni Politica economica e monetaria Occupazione Politica commerciale comune Cooperazione doganale Politica sociale, istruzione, formazione professionale e giovent Cultura Sanit pubblica Protezione dei consumatori Reti transeuropee Industria Coesione economica e sociale Ricerca e sviluppo tecnologico Ambiente Cooperazione allo sviluppo

  • Le istituzioni europeeCONSIGLIO EUROPEOPRESIDENTE(Capi di Stato o di Governo)CONSIGLIO DELLUNIONE EUROPEAPRESIDENZA PER ROTAZIONE(Ministri nazionali)COMMISSIONE EUROPEAPRESIDENTEPARLAMENTO EUROPEOPRESIDENTEBANCA CENTRALE EUROPEACORTE DEI CONTICOMITATO DELLE REGIONICOMITATO ECONOMICO E SOCIALEEUROCONTROLLO DEI CONTICONSULTAZIONECONSULTAZIONECORTE DI GIUSTIZIATRIBUNALE DI PRIMO GRADODiritto di iniziativa legislativa, funzione esecutiva, custode dei TrattatiImpulso, orientamento, prioritControllo giudiziarioAdozione congiunta della legislazione e del bilancio europeiPotere normativo, adotta atti CEFunzione consultiva e di partecipazione al processo per ladozione degli atti comunitari, funzione di controllo sulla CommissioneBANCA CENTRALE INVESTIMENTI(BEI)FINANZIAMENTI

  • LE ISTITUZIONI DELLUNIONE EUROPEAIstituzioni politicheConsiglio europeo capi di Stato o di governoConsiglio rappresentanti dei governi a livello ministerialeParlamento europeo rappresentanti dei popoli eletti a suffragio universale direttoCommissione membri nominati dai governiIstituzioni giudiziarie

    Corte di giustizia e Tribunale di primo grado giudici e avvocati generali nominati dai governiCorte dei conti membri nominati dal ConsiglioIstituzioni monetarie

    Banca centrale europea membri nominati dai governi e governatori centrali

  • CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA Funzioni e responsabilit Il Consiglio - definito anche Consiglio dei ministri - la principale istituzione decisionale dell'Unione europea e l'autorit legislativa finale. Il Consiglio dell'Unione europea, un' istituzione europea che non va confusa con il Consiglio europeo - che riunisce i capi di Stato o di governo degli Stati membri dell'Unione europea, nonch il presidente della Commissione europea - o con il Consiglio d'Europa che un'organizzazione internazionale.

  • In virt del trattato che istituisce la Comunit europea, le principali competenze del Consiglio sono le seguenti: l'organo legislativo della Comunit; per un gran numero di competenze comunitarie, esso esercita tale potere legislativo in codecisione con il Parlamento europeo; provvede al coordinamento delle politiche economiche generali degli Stati membri; conclude, a nome della Comunit europea, gli accordi internazionali (che vengono negoziati tra quest'ultima e richiedono il consenso del Parlamento) tra quest'ultima e uno o pi Stati ovvero un'organizzazione internazionale; assieme al Parlamento europeo costituiscono l'autorit di bilancio che adotta il bilancio della Comunit. In virt del Trattato sull'Unione europea: prende le decisioni necessarie per la definizione e l'attuazione della politica estera e di sicurezza comune in base agli orientamenti generali adottati dal Consiglio europeo; provvede al coordinamento dell'azione degli Stati membri e adotta le misure nel settore della cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale. Il Consiglio un organo che riunisce nello stesso tempo le caratteristiche di un'organizzazione sovrannazionale e intergovernativa.

  • Parlamento europeo Riunisce i rappresentanti dei 492 milioni di cittadini dell'Unione europea. Essi sono eletti a suffragio universale diretto dal 1979 ogni cinque anni dagli elettori dei 27 Stati membri. Il Parlamento europeo conta 785 deputati, suddivisi in funzione della dimensione della popolazione degli Stati membri.Le funzioni principali del Parlamento europeo sono le seguenti: potere legislativo: il Parlamento condivide perlopi il potere legislativo con il Consiglio dei ministri, in particolare mediante la procedura di codecisione; potere finanziario: il Parlamento condivide il potere finanziario con il Consiglio, votando il bilancio annuale, rendendolo esecutivo mediante la firma del presidente del Parlamento, e controllando la sua esecuzione; controllo politico delle istituzioni europee, in particolare della Commissione: il Parlamento pu approvare od opporsi alla designazione dei membri della Commissione ed abilitato a rovesciare la Commissione nel suo insieme, con una mozione di censura. Con le interrogazioni scritte o orali, dirette alla Commissione e al Consiglio, esso esercita inoltre un potere di controllo sulle attivit dell'Unione. Il Parlamento ha anche la possibilit di costituire commissioni temporanee e di inchiesta, i cui poteri non si limitano all'attivit delle istituzioni comunitarie, ma possono anche riguardare l'azione degli Stati membri nell'attuazione delle politiche comunitarie.

  • Con il trattato di Amsterdam (entrato in vigore nel 1999), i poteri del Parlamento europeo si sono rafforzati, in particolare grazie al fatto che la procedura di codecisione stata notevolmente estesa. Questa evoluzione verso un potenziamento del ruolo di colegislatore del Parlamento si rafforzata con il trattato di Nizza (entrato in vigore nel 2003), che gli ha attribuito un diritto di ricorso davanti alla Corte di giustizia delle Comunit europee.La Costituzione europea, in via di ratifica, prevede inoltre di rafforzare i poteri di colegislatore del Parlamento europeo. Si prevede in effetti di estendere il campo di applicazione della procedura di codecisione a nuovi settori e di riconoscere al Parlamento, in materia di bilancio, un diritto di decisione pari a quello del Consiglio. Con decorrenza dal 2009, inoltre, il numero di deputati europei non potr superare i 750.

  • Commissione europea Istituzione collegiale politicamente indipendente, la Commissione europea incarna e difende l'interesse generale dell'Unione europea. Grazie al diritto di iniziativa quasi esclusivo sugli atti legislativi, la Commissione considerata il motore dell'integrazione europea.Funzioni: in virt del suo diritto di iniziativa formula proposte per provvedimenti legislativi; custode dei trattati; gestisce le politiche dell'UE e negozia accordi internazionali in materia di scambi e cooperazione. La Commissione nominata a maggioranza qualificata per 5 anni dal Consiglio in accordo con gli Stati membri, ed soggetta al voto di investitura del Parlamento europeo, dinanzi al quale responsabile. Il collegio dei commissari assistito da un'amministrazione composta da direzioni generali e da servizi specializzati.

  • GOVERNIDesignazione del presidente della CommissionePARLAMENTO EUROPEOApprovazione del presidente designatoIL RAPPORTO PARLAMENTO EUROPEO-COMMISSIONEGOVERNI (di comune accordo con il presidente designato)Designazione degli altri membri della commissionePARLAMENTO EUROPEOVoto di approvazione della commissioneGOVERNINomina del presidente e degli altri membri della commissioneNomina dei membri della CommissioneMozione di censuraRevoca dei membri della CommissionePARLAMENTO EUROPEOCOMMISSIONE

  • COMITATO ECONOMICO E SOCIALE Funzioni e responsabilit Il Comitato economico e sociale (CES) ha una funzione consultiva. In qualit di organo non-politico il CES d l'opportunit agli interlocutori economici e sociali europei (imprenditori, lavoratori, sindacati, consumatori ecc.) di formulare un parere formale sulle politiche dell'UE e partecipare quindi ai processi decisionali dell'UE. La composizione del CES riflette l'obiettivo generale di garantire che i vari interessi economici e sociali vengano tenuti in considerazione in tutti gli Stati membri. Il ruolo del Comitato economico e sociale nel processo legislativo Il CES consiglia la Commissione, il Consiglio ed il Parlamento europeo illustrando il suo parere su problemi particolari. Questi pareri vengono redatti dai rappresentanti del CES dei vari settori di attivit economica e sociale dell'Unione europea.

  • COMITATO DELLE REGIONI

    Funzioni e responsabilit Creato con il trattato di Maastricht come organo consultivo indipendente, l'obiettivo principale del Comitato delle regioni (CdR) quello di difendere gli interessi comuni degli enti locali e regionali e dei cittadini dell'UE nel processo politico comunitario. Uno degli obiettivi del CdR quello di rafforzare la coesione economica e sociale degli Stati membri e di agire da custode del principio di sussidiariet. Il Comitato delle regioni ha la funzione di : far conoscere alle altre istituzioni dell'UE la prospettiva locale e regionale contenuta nelle proposte e nelle politiche dell'Unione; informare i cittadini delle politiche comunitarie decise ed attuate dall'Unione europea. La composizione del CdR caratterizzata da una rappresentanza proporzionata delle autorit locali e regionali. Il ruolo del Comitato delle regioni nel processo legislativo Pu approvare vari tipi di pareri, inviati in seguito al Consiglio, alla Commissione e al Parlamento europeo e pubblicati nella Gazzetta ufficiale delle Comunit europee: pareri emessi su richiesta di altre istituzioni (consultazione obbligatoria o facoltativa); pareri elaborati su iniziativa del CdR.

  • CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA E TRIBUNALE DI PRIMO GRADO

    Il diritto comunitario direttamente applicabile nei tribunali di tutti gli Stati membri dell'UE. In questo contesto, il ruolo della Corte di giustizia unitamente al Tribunale di primo grado, quello di fornire protezione giuridica al sistema giuridico comunitario. Obiettivo principale quello di garantire che il diritto dell'UE venga rispettato conformemente all'interpretazione ed all'applicazione di entrambi i trattati e di tutte le attivit comunitarie. Il Tribunale di primo grado stato istituito nel 1989 per alleviare il crescente carico di lavoro della Corte di giustizia. L'obiettivo non era solo di rafforzare la protezione degli interessi individuali introducendo un doppio livello di organi giudiziari, ma anche di assumere parte del carico di lavoro della Corte per permetterle cos di concentrarsi sul suo compito principale.

  • Funzioni e responsabilit della Corte di giustizia La Corte di giustizia in quanto istituzione giuridica ed organo di controllo dell'UE esercita un enorme influsso sullo sviluppo della legislazione comunitaria e le sono stati affidati compiti ed autorit che vanno oltre la sua funzione giuridica abituale. La composizione della Corte di giustizia riflette il suo obiettivo principale: rafforzare la protezione giuridica degli individui e garantire un'interpretazione uniforme del diritto comunitario. Responsabilit e competenze: intervenire nei conflitti tra Stati membri; intervenire nei conflitti tra l'UE e gli Stati membri; intervenire nei conflitti tra le istituzioni; intervenire nei conflitti tra i cittadini e l'UE; emettere pareri su accordi internazionali. I suoi interventi possono avere le seguenti forme:

    ricorsi per inadempienza; ricorsi d'annullamento; ricorsi in carenza;

    azioni di risarcimento; appelli; procedura pregiudiziale.

  • DIRITTO PRIMARIO Il diritto comunitario un sistema giuridico indipendente che prevale sulle disposizioni giuridiche nazionali. Il diritto dell'UE si compone di tre tipi diversi, ma interdipendenti: Il diritto primario include i trattati e altri accordi con uno status simile. Il diritto primario viene generato dai negoziati diretti tra i governi degli Stati membri. Questi accordi sono previsti sotto forma di trattati che sono poi soggetti alla ratifica dei parlamenti nazionali. La stessa procedura viene applicata per ogni successiva modifica dei trattati. I trattati che istituiscono le Comunit europee sono stati modificati varie volte con i testi seguenti: l'Atto unico europeo (1987), il trattato dell'Unione europea chiamato il trattato di Maastricht (1992), il trattato di Amsterdam (1997) che entrato in vigore il 1 maggio 1999. Nei Trattati si definiscono le funzioni e le responsabilit delle istituzioni e degli organismi dell'UE che partecipano ai processi decisionali, nonch le procedure legislative, esecutive e giuridiche che caratterizzano il diritto comunitario e la sua applicazione.

  • REGOLAMENTO atto avente portata generale, obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli stati membriDIRETTIVA atto che vincola lo stato membro cui rivolta per quanto riguarda il risultato da raggiungere, salva restando la competenza degli organi nazionali in merito alla forma e ai mezziDECISIONE atto obbligatorio in tutti i suoi elementi per i destinatari da esso designatiRACCOMANDAZIONI E PARERI atti non vincolanti

    LE FONTI COMUNITARIE DERIVATEArt. 249 TCE

  • I PROCEDIMENTI DI FORMAZIONE DELLA LEGISLAZIONE COMUNITARIACOMMISSIONECONSIGLIOPARLAMENTO EUROPEOIniziativa legislativa Procedura di codecisione (art. 251 TCE) Procedura di cooperazione (art. 252 TCE) Procedura di consultazione (es. art. 83.1 TCE)

  • Procedura di codecisione (art. 251 TCE)La procedura semplificata di codecisione ripartisce equamente tra il PE ed il Consiglio i poteri decisionali. Un atto giuridico viene approvato se in prima lettura c' il consenso del Consiglio e del Parlamento. Se, invece, queste due istituzioni sono in disaccordo, un "comitato di conciliazione" - costituito da un numero pari di membri del Parlamento e del Consiglio, con la Commissione presente - si riunisce per arrivare ad un compromesso relativamente ad un testo che successivamente il Consiglio ed il Parlamento possono approvare. Qualora con tale tentativo non si raggiunga un accordo, il Parlamento pu rifiutare completamente la proposta con la maggioranza assoluta. La procedura di codecisione rafforza il ruolo del PE in quanto colegislatore e si applica ad un'ampia gamma di argomenti (39 basi giuridiche nel trattato CE), per esempio, libera circolazione dei lavoratori, protezione del consumatore, istruzione, cultura, salute e reti transeuropee.

  • da Bin-Caretti, Profili costituzionali dellUnione europea, il Mulino 2005

  • Procedura di cooperazione (art. 252 TCE)Permette al PE di migliorare la legislazione proposta introducendo emendamenti. Ci richiede un parere e due letture del PE, dando cos ai suoi deputati un'ampio margine per rivedere e modificare la proposta della Commissione e la posizione preliminare del Consiglio. La Commissione indica quali emendamenti accetta prima di inoltrare la sua proposta al Consiglio. Il risultato una posizione comune del Consiglio. In seconda lettura, il Consiglio deve tener conto degli emendamenti del PE approvati con maggioranza assoluta nella misura in cui siano stati accettati dalla Commissione. Il trattato di Amsterdam ha semplificato le varie procedure legislative ampliando in modo significativo la procedura di codecisione che, in pratica, sostituisce la procedura di cooperazione.

  • da Bin-Caretti, Profili costituzionali dellUnione europea, il Mulino 2005

  • Procedura di consultazione (es. art. 83.1 TCE)Richiede un parere dal PE prima che il Consiglio possa approvare una proposta legislativa della Commissione. N la Commissione, n il Consiglio sono obbligati ad accettare le modifiche proposte nel parere del PE. Una volta che il PE ha fornito il suo parere, il Consiglio pu approvare la proposta con o senza emendamenti. Tuttavia, il PE pu rifiutare di emettere un parere. La procedura di consultazione necessaria per il settore agricolo (revisione dei prezzi), il regime delle imposte, la concorrenza, l'armonizzazione della legislazione che non riguardi il mercato unico, la politica industriale, gli aspetti sociali della politica socioambientale (obbligatoria l'unanimit), la maggior parte degli aspetti relativi alla creazione di uno spazio di libert, sicurezza e giustizia e l'adozione delle norme e dei principi generali di comitatologia. La suddetta procedura si applica anche alla nuova decisione quadro, strumento creato dal trattato di Amsterdam con il terzo pilastro, allo scopo di ravvicinare leggi e normative.

  • da Bin-Caretti, Profili costituzionali dellUnione europea, il Mulino 2005

  • Procedura del parere conforme

    Si applica a quei settori giuridici in cui il Consiglio agisce con decisione unanime, limitandosi, con il trattato di Amsterdam, all'organizzazione ed agli obiettivi dei fondi strutturali di coesione. La procedura del parere conforme del PE richiesta anche per importanti accordi internazionali conclusi tra l'Unione e uno Stato terzo o un gruppo di paesi, come per esempio nel caso dell'adesione di nuovi Stati membri e nel caso di accordi di associazione con paesi terzi ( richiesta la maggioranza assoluta della intiera assemblea del PE).

  • ORDINAMENTO ITALIANO E ORDINAMENTO DELLUNIONE EUROPEAArt. 11 Cost. il fondamento costituzionale della partecipazione dellItalia allUnione europeaLegge 86/1989 Legge 11/2005 la partecipazione degli organi costituzionali italiani alla formazione (c.d. fase ascendente) e allattuazione (c.d. fase discendente) del diritto comunitario Sent. cost. 170/1984 i rapporti fra norme comunitarie e norme interne e il primato del diritto comunitario

  • Art.117 Cost.Lespressione Unione europea compare nel testo costituzionale soltanto con la riforma del titolo V approvata con la L. cost. 28 ottobre 2001, n. 3. Diverse disposizioni disciplinano la partecipazione italiana al processo di integrazione europeo, sia con riferimento allo Stato sia alle Regioni.Il primo riferimento all'ordinamento comunitario si trova nel comma 1 dell'articolo 117 della Costituzione con la clausola generale di compatibilit della legislazione (nazionale e regionale) con i vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario. Si tratta di norma che non autorizza ulteriori limitazioni di sovranit, che restano comunque legittimate sulla base della previsione dell'art. 11, bens riconosce la superiorit dell'ordinamento comunitario su quello interno, cos come affermato dalla giurisprudenza comunitaria e interna.La disciplina dei rapporti fra lo Stato e l'Unione europea affidata alla legislazione esclusiva statale (art. 117 comma 2), mentre compete alla legislazione concorrente regionale quella dei rapporti fra l'Unione e le stesse Regioni (art. 117 comma 3).Lart. 117 comma 5, inoltre, fissa i principi generali dell'attivit diretta alla formazione e all'attuazione degli atti comunitari, affidando alla legislazione esclusiva statale la disciplina degli aspetti procedurali e dell'eventuale esercizio del potere sostitutivo statale in caso di inadempienza. In attuazione di tali ultime previsioni sono stati emanati l'art. 5 della legge n. 131 dei 2003 e la legge n. 11 del 2005, che definiscono le procedure per la partecipazione in sede comunitaria delle Regioni sia in via indiretta, cio attraverso la formazione della volont statale, che diretta.segue

  • L'art. 117 comma 5 costituzionalizza i principi che disciplinano l'intervento delle Regioni nella formazione e nell'attuazione della normativa comunitaria:

    -la previsione di una loro partecipazione nella fase ascendente del diritto comunitario, vale a dire all'iter procedurale che porta all'adozione da parte delle istituzioni comunitari di determinati atti;

    -la previsione di una loro partecipazione nella fase discendente del diritto comunitario, vale a dire nel momento in cui diventa necessario dare attuazione nel nostro Stato agli atti normativi comunitari ed in particolare in quelle materie in cui prevista una potest legislativa (esclusiva o concorrente) delle Regioni.

    Ultimo richiamo comunitario contenuto nell'articolo 120 Cost. (a cui stato dato attuazione dall'art. 8 della L. 131/2003), laddove si attribuisce al Governo il potere di sostituirsi agli enti territoriali nel caso d mancato rispetto della normativa internazionale e comunitaria.

  • LA LEGGE COMUNITARIACon essa vengono raggruppate tutte le direttive delle Comunit Europee che devono ricevere attuazione nel nostro Paese. Deve essere presentata dal Governo alle Camere entro il 31 gennaio di ciascun anno.

    (ultima Legge comunitaria) Legge 6 febbraio 2007, n. 13Disposizioni per ladempimento degli obblighi derivanti dallappartenenza dellItalia alle Comunit europee - Legge comunitaria... (anno)

    Delega al governo per lattuazione di direttive comunitarie con decreti legislativi Autorizzazione allattuazione di direttive comunitarie con regolamenti del governo

  • UNA COSTITUZIONE PER LEUROPA: dallinvenzione alla decostruzione

    dicembre 2001: Dichiarazione di Laekenfebbraio 2002-luglio 2003: Convenzione sul futuro dellUnione europeaottobre 2003-giugno 2004: Conferenza intergovernativaottobre 2004: firma del Trattato che istituisce una Costituzione per lEuropanovembre-dicembre 2004: prime ratifiche stataliaprile 2005: lItalia il quinto stato a ratificare il Trattatomaggio-giugno 2005: il Trattato respinto nei referendum in Francia e Paesi Bassisegue

  • la decostruzione: il TRATTATO DI RIFORMA- Dichiarazione di Berlino (25 marzo 2007)- Conclusioni del vertice UE (21-22 giugno 2007) Sintesi- Mandato della CIG del 2007 (26 giugno 2007)- Risoluzione del Parlamento europeo, dell'11 luglio 2007, sulla convocazione della conferenza intergovernativa (CIG): parere del Parlamento europeo (13 luglio 2007)- "La revisione dell'Europa per il XXI secolo", parere della Commissione europea in merito alla conferenza dei rappresentanti dei governi degli Stati membri convocata per la revisione dei trattati (13 luglio 2007)- Progetto di trattato di riforma (Vertice di Lisbona 18-19.10.07)