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Master universitario di II Livello

Teorie e Metodi nellInvestigazione Criminale

Direttore del Master:

Chiar.ma Prof.ssa Gemma Marotta

TESTIMONI DI GIUSTIZIA: UNA VITA A MET

A cura di Flavia Fiumara

Anno Accademico 2009-2010

Master universitario di II Livello

Teorie e Metodi nellInvestigazione Criminale

TESTIMONI DI GIUSTIZIA: UNA VITA A MET

Relatore: Avv.ssa Vincenza Rando

Masterizzanda Dott.ssa Flavia Fiumara

Anno Accademico 2009-2010

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RITA ATRIA

normale che esista la paura, in ogni uomo, limportante che sia accompagnata,

dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un

ostacolo che impedisce di andare avanti.

PAOLO BORSELLINO

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INDICE

PREFAZIONE ...................................................................................................... 4

CAPITOLO 1 NASCITA DELLA LEGGE SUI TESTIMONI DI

GIUSTIZIA......................................................................................................... 6 1.1 Analisi della legge n45 del 13 febbraio 2001............................................ 61.2 Le misure ed il programma speciale di protezione ................................... 11

CAPITOLO 2 VITA DA TESTIMONI ............................................................ 15

2.1 La vita del testimone ................................................................................. 152.2 La storia di Rita Atria: tra coraggio e disperazione .................................. 182.3 Intervista a Piera Aiello: una testimone in trincea .................................... 192.4 Intervista al Dott. Vincenzo Conticello: un imprenditore coraggioso ...... 232.5 Intervista ad un testimone di giustizia: una vita segreta da vivere............ 26

CAPITOLO 3 LAUTORIT GIUDIZIARIA ED IL TESTIMONE DI

GIUSTIZIA: IL PRIMO CONTATTO ..................................................... 303.1 Intervista al Procuratore di Caltagirone, Dott. Francesco Paolo Giordano303.2 Intervista al Vice Questore e Capo della Squadra Mobile di Caltanissetta,

Dott. Giovanni Giudice ............................................................................. 33 CAPITOLO 4 PROPOSTE PARLAMENTARI SULLE NECESSARIE

MODIFICHE ALLA LEGGE N45 DEL 13 FEBBRAIO 2001.................. 364.1 Relazione finale sui testimoni di giustizia approvata dalla

Commissione Parlamentare nella seduta del 19 febbraio 2008 (stralcio) ................................................................................................... 36

Riferimenti bibliografici ..................................................................................... 51 Ringraziamenti .................................................................................................... 52

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PREFAZIONE

Circa un anno fa cominciai a scrivere la mia tesi di laurea sui collaboratori

di giustizia, pensando di aver colmato la mia sete di conoscenza sul mondo

mafioso; ma oggi devo smentire le mie convinzioni.

Infatti, quando nei mesi scorsi sono arrivata presso lAssociazione Libera,

per frequentare il mio tirocinio presso il loro ufficio legale, ero convinta che le

mie conoscenze ed il mio bagaglio culturale-mafioso mi sarebbero state

sufficienti.

Dopo alcuni giorni ho visto un volto della mafia a me sconosciuto: il

mondo dei testimoni di giustizia.

Leggendo le loro storie e le loro disavventure, si faceva sempre pi forte

nella mia mente una domanda: perch una persona diventa testimone di

giustizia? quali sono le motivazioni?.

Quando mi ero occupata dei collaboratori di giustizia, mi ero resa conto che

dietro la loro decisione di collaborare con lo Stato ci fosse un interesse legato ad

uno sconto di pena ed alla sicurezza di sapere i propri cari al sicuro nel

programma di protezione; ma invece, per quanto riguarda i testimoni di giustizia,

mi mancava o meglio non riuscivo a comprendere il perch di questa decisione,

una decisione che radicalmente cambia tutta unesistenza. Pi il tempo passava

pi non riuscivo a comprendere questo triste fenomeno. Poi la svolta.

Alla fine del mese di ottobre del 2009, si svolto a Roma un convegno su

Stati Generali dellAntimafia, organizzato da Libera, incentrato su tutte le

problematiche delle organizzazioni criminali, al quale hanno preso parte un folto

numero di partecipanti nonch personalit del mondo istituzionale, tra cui anche

dei testimoni di giustizia.

Ovviamente per motivi legati al mio tirocinio ho partecipato al gruppo di

lavoro sui testimoni di giustizia e cos ascoltando le loro testimonianze, le loro

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sofferenze, le loro frustrazioni, ma soprattutto vedendo nei loro occhi la

determinazione e la fame di giustizia, ho capito il perch della loro scelta: avere

coraggio. Coraggio di testimoniare ed assicurare alla giustizia i killer che hanno

ucciso un magistrato come Rosario Livatino, oppure opporsi al pagamento del

pizzo come ha fatto limprenditore Vincenzo Conticello, mandando in galera i

suoi estorsori, o chi come Rita Atria, la picciridda (la ragazzina), insieme con la

cognata Piera Aiello, ha reso dichiarazioni al giudice Paolo Borsellino,

raccontando quello di cui era a conoscenza e consentendo larresto di decine di

mafiosi nella zona di Partanna in Sicilia occidentale.

Questi uomini e queste donne hanno fatto una scelta di non ritorno, una

scelta che non coinvolge solo la loro vita ma anche quella del proprio nucleo

familiare. Spesso inconsapevoli delle onerose conseguenze alle quali sarebbero

andati incontro.

Come si pu accettare di vivere lontano dai proprio affetti, abbandonare

casa, lavoro, vita sociale, senza poter dire a nessuno dove si va e quando si torna?

Vivere con la paura di essere trovati o riconosciuti e dovere scappare

nuovamente?

Le motivazioni sono le pi varie: chi cerca giustizia per aver perso la propria

impresa, chi invece, essendo stato testimone oculare magari di un omicidio

eccellente, sento il bisogno, come cittadino, di assicurare gli assassini alla

giustizia o chi invece vuole dare un segno di cambiamento alla societ.

Ma sicuramente ci che rimarr stampato per sempre nella mia memoria

stata la testimonianza di una piccola donna, avanti con gli anni, che dopo

quattordici anni ha ritrovato il corpo del figlio. Le sue parole, che ho ascoltato

durante il convegno, erano cariche di dolore ma nella stesso tempo piene di gioia.

Infatti dallindagini in corso emerso che il proprio figlio venne ucciso perch

voleva denunciare dei mafiosi. Se non fosse stato eliminato, oggi questo ragazzo

sarebbe vivo e, verosimilmente, avremmo un testimone di giustizia in pi.

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CAPITOLO 1 NASCITA DELLA LEGGE SUI TESTIMONI DI GIUSTIZIA

1.1Analisidellaleggen45del13febbraio2001

La legge 13 febbraio 2001, n45 ha introdotto nel nostro ordinamento

specifiche norme a favore dei testimoni di giustizia. Le nuove disposizioni-

inserite nellimpianto normativo originario del decreto legge 15 gennaio 1991,

n8, convertito con modificazioni nella legge 15 marzo 1991, n82- hanno

delineato la figura del testimone di giustizia, prevedendo specifiche misure di

tutela e di assistenza (art 12 che ha inserito nel previgente testo normativo gli artt.

16-bis e 16- ter).

La legge n82 del 1991, per, non conteneva nessuna distinzione tra il

collaboratore di giustizia proveniente da organizzazioni criminali ed il testimone.

Di conseguenza questultimo veniva sottoposto alle stesse misure di assistenza e

tutela previste per il collaboratore, proveniente dal mondo criminale; ci ha posto

questioni assai delicate e complesse che pi volte sono state sollevate nelle sedi

istituzionali.

Il legislatore del 2001 ha dunque voluto operare una netta distinzione tra

collaboratore e testimone sia sul piano concettuale che sul piano della gestione,

nonch con la previsione di un regime giuridico diverso per le due categorie. La

nuova legge di riforma ha, pertanto, inteso valorizzare il valore della denuncia

ed il contributo dato alla giustizia da tali soggetti: i testimoni di giustizia, cio

coloro che senza aver fatto parte di organizzazioni criminali hanno sentito il

dovere di testimoniare per senso civicoo sensibilit istituzionale esponendo se

stessi e le loro famiglie a possibili rappresaglie o vendette.

Secondo lart. 16-bis, introdotto dalla legge n 45 del 2001, i testimoni di

giustizia sono coloro che riguardo al fatto-reato, sul quale rendono dichiarazioni,

assumono esclusivamente il ruolo di persona offesa o di persona informata sui

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fatti o di testimone; nei loro confronti non deve essere stata disposta una misura di

prevenzione, n deve essere in corso un procedimento di applicazione della stessa.

Le dichiarazioni rese da tali soggetti devono avere carattere di attendibilit.

La gravit delle denunce rese dal testimone allautorit giudiziaria pu

determinare uno stato di grave pericolo per lincolumit del testimone e dei suoi

familiari, tanto da richiedere ladozione di speciali misure di protezione ed il

trasferimento in una localit protetta. Tali misure poss