mdi 7 2016 :anmiriv3ï2009 - .mediterraneo occidentale e all’austria-ungheria

MdI 7 2016 :ANMIRiv3ï2009 -   .Mediterraneo occidentale e all’Austria-Ungheria
MdI 7 2016 :ANMIRiv3ï2009 -   .Mediterraneo occidentale e all’Austria-Ungheria
MdI 7 2016 :ANMIRiv3ï2009 -   .Mediterraneo occidentale e all’Austria-Ungheria
MdI 7 2016 :ANMIRiv3ï2009 -   .Mediterraneo occidentale e all’Austria-Ungheria
MdI 7 2016 :ANMIRiv3ï2009 -   .Mediterraneo occidentale e all’Austria-Ungheria
Download MdI 7 2016 :ANMIRiv3ï2009 -   .Mediterraneo occidentale e all’Austria-Ungheria

Post on 17-Feb-2019

212 views

Category:

Documents

0 download

Embed Size (px)

TRANSCRIPT

7Marinai dItalia Luglio 2016

Paradossalmente, per lItalia in particola-re, la prima Convenzione navale della Tri-plice Alleanza fu stipulata soltanto nel di-cembre del 1900, ben otto anni dopo la fir-ma del trattato iniziale. La convenzioneprevedeva la divisione dei mari secondolinteresse preponderante di ciascunaparte contraente: la Germania avrebbecontrollato il Mare del Nord, il Mar Balti-co e gli accessi atlantici del continenteeuropeo, mentre allItalia era assegnato ilMediterraneo occidentale e allAustria-Ungheria il Mare Adriatico. Il Mediterra-neo orientale era zona di operazioni co-mune tra lAustria-Ungheria e lItalia; lI-talia otteneva la copertura austriaca delleproprie coste orientali, potendo quindi di-spiegare a ponente la Regia Marina infunzione antifrancese, ma il teatro adriati-co continuava a costituire sempre pi mo-tivo di attrito tra lItalia e lImpero.

In particolare, nel 1908, lannessione dellaBosnia e dellErzegovina da parte dellAu-stria-Ungheria port a un punto critico lerelazioni tra Roma e Vienna, e la guerraitalo-turca del 1911, con le conseguentiacquisizioni territoriali italiane in Libia enellEgeo, rese sempre pi fragili gli equi-libri adriatici tra le due potenze.Mentre venivano stipulati i rinnovi (primaquinquennali e poi triennali) della TripliceAlleanza e delle sue convenzioni in cam-po marittimo, gli ambienti navali mondiali

stavano vivendo un momento di grandetrasformazione dovuto allavvento dellacorazzata monocalibra.Sino ai primissimi anni del Novecento,larmamento principale delle corazzatedelle varie Marine era composto da arti-glierie di calibri diversi, con una conse-guente riduzione del numero dei pezzi pipotenti. Il concetto di nave da battaglia- il cui armamento principale avrebbe do-vuto essere composto da sole artiglieriedel massimo calibro imbarcabile - traeva

6 Marinai dItalia Luglio 2016

D opo il conseguimento dellunitnazionale, i quindici anni succes-sivi alla battaglia di Lissa consen-tirono alla Regia Marina di rinnovare iquadri del naviglio e la sua struttura tec-nico-organizzativa; nel contempo, il Re-gno dItalia consolidava la sua posizionein ambito internazionale, assumendo unamaggior rilevanza politica in Europa e nelMediterraneo e dando avvio ad una pro-pria politica coloniale.Nel 1881, con loccupazione francese del-la Tunisia, lItalia si trov, per la prima vol-ta, coinvolta in una crisi mediterranea dalmarcato carattere navale: le potenzialitdi Biserta come base navale erano inoltre

accresciute dai forti stanziamenti accor-dati dal bilancio dello Stato francese, apartire dal 1878, alla Marine Nationale.La politica del cancelliere tedesco Bi-smarck, tendente a isolare la Francia inEuropa, port alla costituzione della Tri-plice Alleanza, firmata a Vienna il 20 mag-gio 1882, tra Austria, Germania e Italia.Questultima, a discapito dei sentimentiirredentistici antiaustriaci, con indubbiopragmatismo dava maggior importanzaalla contrapposizione nel Mediterraneocon la Francia, visti anche gli aspetti di-fensivi degli accordi tra le tre potenze.Allo stesso tempo, lItalia cerc di mante-nere buone relazioni con lImpero britan-

nico anche quando loriginario favore diLondra nei confronti della Triplice Allean-za and via via sfumando, a causa delle-spansione coloniale tedesca (avviata at-torno al 1895), trasformandosi infine inaperta ostilit. Proprio il contrasto anglo-tedesco portall Entente Cordiale dellInghilterracon la Francia (1904) e alla nascita dellaTriplice Intesa (1907) comprendente an-che la Russia.LInghilterra poteva in tal modo controlla-re al tempo stesso la politica franco-rus-sa e contrapporre un formidabile bloccooceanico e continentale alle potenze del-la Triplice Alleanza.

Grande Guerra

Da Lissa alla vittoria in AdriaticoLa Regia Marina tra il 1915 e il 1918: uomini mezzi e attivit

Maurizio Brescia - Segretario Gruppo di Savona

A sinistra, unimmagine sicuramenteirripetibile ai giorni nostri:il Golfo della Spezia nel 1910, letteralmenteinvaso dalle unit della Squadra Navale:in primo piano cacciatorpedinieree torpediniere e sullo sfondo numeroseunit maggiori tra cui si distinguonoalcuni incrociatori corazzati tipo Garibaldie corazzate appartenenti alle classiRe Umberto, Emanuele Filiberto,Regina Margherita e Regina Elena

(Foto Pucci, La Spezia - coll. M. Brescia)

La corazzata Sicilia nel Golfo della Spezia attorno al 1910,in una fotografia dello Studio Pucci della Spezia.

Le tre unit di questa classe (Re Umberto, Sicilia e Sardegna)entrarono in servizio tra il 1893 e il 1895; ormai obsolete allinizio

della Grande Guerra, furono impiegate in ruoli di seconda lineadurante il primo conflitto mondiale e vennero radiate tra il 1919 e il 1920.

(Foto Pucci, La Spezia - coll. M. Brescia)

Lincrociatore corazzata Carlo Alberto (qui in unimmagine risalente ai primi anni del Novecento)venne trasformato in trasporto truppe nel 1917 e radiato nel 1920 (Coll. G. Parodi)

8 Marinai dItalia Luglio 2016

origine da uno studio sviluppato dallita-liano Vittorio Emanuele Cuniberti e pub-blicato sulle pagine delledizione del1903 del gi allora autore vole Janes Fi-ghting Ships.In un primo tempo, la Regia Marina nondimostr particolare interesse per ladreadnought e le unit che la seguiro-no, e solo nel 1909 impost la Dante Ali-ghieri, prima corazzata monocalibra ita-liana, che a differenza delle unit bri-tanniche presentava innovative solu-zioni in particolare per quanto riguarda-va larmamento. I dodici cannoni da305/46 dellarmamento principale (realiz-zati nello stabilimento napoletano dellaArmstrong) erano difatti raggruppati inquattro torri trinate disposte sulla mez-zeria, in modo tale da consentire il tiro subersagli posti al traverso con tutti i pezzidellarmamento principale.

Ad essa seguirono, tra il 1910 e il 1916, letre Cavour (Conte di Cavour, Giulio Ce-sare e Leonardo da Vinci) e le due Dui-lio (Caio Duilio e Andrea Doria) che, adeccezione del Leonardo da Vinci perdutodurante la Grande Guerra, dopo estesi la-vori svolti nel corso degli anni Trenta pre-starono servizio anche durante il conflitto1940-45.Larmamento dei Cavour e dei Duilioera composto da tredici cannoni da305/46 su tre torri trinate (di cui una cen-trale) e due binate, con queste ultime inposizione sopraelevata. Larmamento se-condario, allentrata in servizio, compren-deva sedici cannoni da 120/50 sui Ca-vour (152/45 sui Duilio) e numerosipezzi di calibri inferiori.Nel 1908, anche la Marina austro-ungari-ca avvi la realizzazione di una classe diquattro dreadnought armate con dodici

pezzi da 305/45 e dodici da 150/50, cui fu-rono assegnati i nomi di Tegetthoff (unitcapoclasse), Prinz Eugen, Viribus Unitis eSzent Istvan. Si trattava di unit dalle caratteristichesimili a quelle delle coeve navi da batta-glia italiane, con un apparato motore me-no potente ed una velocit di poco infe-riore, bilanciata peraltro dalla pi razio-nale disposizione su quattro torri trinate,due a prora e due a poppa, dellarmamen-to principale.Allappuntamento del 24 maggio 1915 leMarine italiana ed austro-ungarica alli-neavano cinque e tre dreadnought ri-spettivamente, in quanto Andrea Doria eSzent Istvan sarebbero entrate in serviziosoltanto nel 1916.

La contrapposizione tra lItalia e lAustria-Ungheria nel teatro balcanico e adriaticocontinuava nel frattempo ad assumeresempre maggiore rilevanza, accresciutaquando una volta scoppiato nellagosto1914 il conflitto europeo lItalia manten-ne, peraltro secondo quanto previsto daltrattato della Triplice Alleanza, uno statodi ferma neutralit.Non necessario, nellambito di questoarticolo, soffermarci sulle modalit delpassaggio italiano dallalleanza con laGermania e lAustria-Ungheria allaccor-do con le potenze dellIntesa. Basterevidenziare che il patto di Londra del 26aprile 1915 con gli anglo-francesi con-sentiva finalmente al Regno dItalia di da-re attuazione, nella pratica, a tensioni na-zionaliste, irredentiste e antiaustriacheda tempo fatte proprie dalla grande mag-gioranza della popolazione, a cominciaredalla media borghesia presso la quale gliideali del Risorgimento erano pi radicati.Le convenzioni navali del patto, stipulateil 10 maggio 1915, sancivano la preminen-za italiana nel comando delle operazioniin Adriatico, risultato che si affiancava ai

9Marinai dItalia Luglio 2016

compensi territoriali che sarebbero statigarantiti allItalia nel caso di vittoria con-tro gli Imperi Centrali.Allinizio delle ostilit, alle cinque coraz-zate monocalibre italiane si affiancavanoaltre otto pre-dreadnought, mentre no-ve similari unit facevano parte dellasquadra da battaglia austro-ungarica, in-sieme alle tre dreadnought ricordatepi sopra. Tuttavia, nel teatro adriatico le unit mag-giori non ebbero occasione di operare inun contesto strategico (e soprattutto tat-tico) di ricerca, contrasto e distruzione disimilari navi avversarie; anzi, prima del-lentrata in guerra dellItalia, in quel tea-tro la Marina francese aveva subito con-sistenti perdite, con laffondamento didue unit maggiori e il danneggiamentodi una terza, ad opera di torpediniere esommergibili.In Adriatico - come scriver il Maffi nel1919 - si combatt spesso una guerri-glia navale, costituita da ... unoscuraserie di aspre fatiche, di sforzi silenziosi,di lunghissime vigilie, di ardui colpi di ma-no (...) inframmezzati da azioni leggenda-rie. Per analogia, il fronte adriatico puvenire considerato come una trinceamarittima, con connotazioni del tuttoanaloghe a quelle delle contemporaneetrincee terrestri presenti su tutti i frontidella guerra.Loperativit della Regia Marina nellaGrande Guerra pu venire riassunta neifondamentali compiti che le furono as-segnati: protezione del fianco destro delleser-

cito che si batteva sulla linea dellIson-zo (e difesa del fronte a mare dopo Ca-poretto);

blocco strategico dellAdriatico con