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    DOTTORATO DI RICERCA IN DISCIPLINE SEMIOTICHE

    M-FIL-05 XXI Ciclo

    IN NOME DELLA COMUNIT

    ANALISI DEI TESTI DELLA SICUREZZA E DEL TERRORISMO

    Presentata da: DANIELE SALERNO

    Coordinatore Dottorato Relatore

    PROF.SSA PATRIZIA VIOLI PROF.SSA CRISTINA DEMARIA

    Esame finale anno 2009

  • 3

    INDICE

    0. Introduzione 7 0.1. Lipotesi: la cultura come dispositivo protettivo 7 0.2. Campo disciplinare: la semiotica della cultura 8 0.3. I casi di studio: discorso della sicurezza e discorso del terrorismo 13 0.4. Struttura della tesi 13

    1. Identit e differenza: il paradigma di immunizzazione 17 1.0. Introduzione 17 1.1. Di cosa parliamo quando parliamo di identit 18 1.2. Comunit e immunit 20

    1.2.1. Protezione della vita: il paradigma immunitario 24 1.3. Immunizzazione come differenza in s: la teoria del valore 28

    1.3.1. Segno come identit e soggetto come segno 30 1.3.2. Valore differenziale e significazione 31 1.3.3. Negativit e differenza 34 1.3.4. Immunizzazione come dispositivo differenziale 37

    1.4. Semiotica della cultura e paradigma immunitario 39 1.5. Immunizzazione come prassi sociale 43

    1.5.1. La costituzione degli attori sociali nel discorso giuridico 45 1.5.2.Identit e meccanismi di immunizzazione: un modello semiotico 49

    2. Paura, terrore e orrore: una analisi di semiotica della cultura 53 2.0. Introduzione 53 2.1. Cultura come protezione 54 2.2. Il male da cui difendersi e le sue manifestazioni 56 2.3. Dal pericolo al rischio: lantropologia di Mary Douglas 59 2.4. Passioni del confine 62 2.5. Lanalisi semiotica delle passioni: soggetto, oggetto, valore 63

    2.5.1. Il problema del valore in Greimas 65 2.5.2. Assiologia: dallo spazio timico allo spazio modale 66

    2.6. La teoria delle emozioni di Martha Nussbaum 68 2.7. Paura e vergogna: lanalisi di Lotman 71 2.8. Terrore e Sovranit 74

    2.8.1. Il Sovrano 78 2.8.2. Il terrorista 80 2.8.3. Lorrore 84

    2.9. Orrore e biopolitica 86 2.9.1. Le colonie come spazio di natura 89

    2.10. Immanenza e trascendenza nel mondo narrativo 93 2.11. Regolazione sociale delle passioni e ruolo del Destinante 96

  • 4

    2.11.1. Sovranit e paura: una analisi narrativa 97 2.12. Testo, azione, comportamento 99

    3. Difendere la comunit: catastrofi e protezione 103 3.0. Introduzione 103 3.1. La comunit di fronte alla catastrofe 104 3.2. Teodicea 108 3.3. Un caso esemplare: Lisbona 1755 110

    3.3.1. Il modello di Rousseau: male naturale e male morale 112 3.4. Semantica della catastrofe 117

    3.4.1. Pericolo, Rischio, Emergenza 119 3.5. Memoria come protezione: Mito, Storia e Sicurezza 124

    3.5.1. Dalla imprevedibilit alla prevedibilit 125 3.5.2. Pratiche e testi della sicurezza 128

    3.6. Regimi temporali nei testi e nelle pratiche di protezione: memorie del futuro 129 3.7. Prevenzione e anticipazione: la costruzione del pericolo dopo l11 settembre 130

    3.7.1. Leccezione: quando manca la memoria 134 3.7.2. Le tecnologie dellemergenza come costruzione di memoria 137

    4. Prevent, Pursue, Protect and Prepare: difendere Londra dal pericolo 143 4.0. Londra e gli attentati del 7 luglio 143 4.1. Il discorso della sicurezza: una definizione 144 4.2. Corpus, metodologia e obiettivi danalisi 146 4.3. Le pratiche di sorveglianza: difendere la comunit 149 4.4. La campagna Trust Your Senses 150 4.5. Percorsi di interpretazione e percorsi di identificazione 151 4.6. La popolazione: pratiche governamentali 152 4.7. La comunit: Londra e i londinesi 153 4.8. Immaginare la comunit 159 4.9. Riparare il trauma: la perdita dellimmunit naturale 161 4.10. Pratiche di totalizzazione e di individualizzazione 163 4.11. Il soggetto e il testo: essere londinesi 163 4.12. If you suspect it, report it: le campagne della Metropolitan Police 165 4.13. Il modus e il confine noi vs. loro 171 4.14. Figure del nemico: una breve genealogia da Hitler allIRA 173 4.15. Paranoia: Is we behaving suspiciously? 175 4.16. Una analisi passionale: la paura dellattentato 182 4.17. Pratiche di protezione e preparazione 184 4.18. Immaginare la prossima minaccia: il concetto di preparedness 186

    4.18.1. Be prepared: la tradizione anglo-americana alla preparazione 188 4.19. Resilienza: difendersi dal trauma 190 4.20. London prepared: la citt come attante collettivo 192

    4.20.1. La sezione istituzionale: i Londons plan 194 4.20.2. Lo Strategic Emergency Plan 195 4.20.3. Le aziende:business continuity 196

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    4.20.4. Singoli e famiglie: proteggere se stessi 197 4.20.5. Turisti 198

    4.21. La distributed preparedness: rappresentare la citt 199 4.22. Paradigmi di sicurezza tra spazio politico e spazio urbano 201

    5. Comunit di fede: la Guida Spirituale degli attentatori dell11 settembre 205 5.0. Di fronte allaltro: note sulla soggettivit dellanalista 205 5.1. Uno scontro di definizioni 207

    5.1.1. Procedure di nominazione e strutture narrative 209 5.2. Il martire in una prospettiva immunitaria 211 5.3. Breve genealogia del martire suicida 213 5.4. Diffusione del terrorismo suicida e logiche culturali 217 5.5. La guida spirituale: ritrovamento, reazioni e letteratura 218

    5.5.1. Metodologia danalisi: il problema della traduzione 220 5.6. Struttura del manoscritto 222 5.7. Lultima notte: preparare lanima 222 5.8. Verso limbarco: dominare la paura ricordando Dio 226 5.9. La morte: una battaglia sulla via di Dio 228 5.10. Strategie enunciative: tra dimensione individuale e dimensione collettiva 229 5.11. Agire sullanima (an-nafs) 231

    5.11.1 Esperienze non-ordinarie e tecnologie del s 232 5.11.2. Il modello ergativo 233 5.11.3. Il soggetto medio 235 5.11.4 Manipolazione e modalit fattitive in uno schema ergativo 236 5.11.5. Soggetto medio e Destinante nella Guida 238

    5.12. Paura verso Dio, paura verso Satana 240 5.13. Visione del campo di battaglia e modello di mondo 241 5.14. Funzione narrativa e memoria culturale 244

    5.14.1. Modello di mondo e struttura polemica 246

    6. Conclusioni e apertura di un campo di indagine 249 6.0. Un riepilogo: comuni valori, comuni paure, comune difesa 249 6.1. In preda alla paura: istanza securitaria, paranoia e panico morale 251 6.2. Identit e violenza: dalla difesa allautodistruzione 255 6.3. Traumi culturali e identit collettiva 257

    Appendici 261 Appendice 1 263 Appendice 2 285

    Bibliografia 305

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    0. INTRODUZIONE

    0.1. Lipotesi: la cultura come dispositivo protettivo Se esiste una ossessione collettiva che caratterizza oggi il dibattito pubblico italiano, e non

    solo, sicuramente quello della sicurezza. E se esiste un luogo funzionale allistanza securitaria verso cui le comunit nazionali stanno riconcentrando la loro attenzione dopo

    che la globalizzazione e la caduta delle frontiere erano considerati dei dati acquisiti dalla storia questo il confine.

    Il mio lavoro si pone come una riflessione su questo tema, a partire dalla rivalutazione di una definizione di cultura come opera difensiva di una comunit gi presente in ambito semiotico nelle opere seminali di Claude Lvi-Strauss e Jurij Lotman.

    Lopera difensiva si realizza prima di tutto come un meccanismo differenziale che agisce

    distinguendo linterno dallesterno, il proprio dallestraneo. La costituzione di una comunit passa sempre attraverso la demarcazione simbolica e fisica di un confine che ha sia una

    funzione di difesa da tutto ci che la comunit deve e vuole mantenere fuori, sia una funzione appropriativa o, in termini lotmaniani, traduttiva (dove le due funzioni non sono mutuamente esclusive).

    Ogni societ pone in essere dei dispositivi e dei meccanismi che presidiano il luogo del

    contatto tra lestraneo e il proprio e che tracciano limmagine di ci che noi siamo, del luogo del mondo che occupiamo, di come ci possiamo muovere in esso e di come allinterno

    di questo corpo collettivo ci collochiamo. Questi dispositivi sono soprattutto le istituzioni che attraverso una serie di divieti e prescrizioni fissano di fatto ci che fuori dal consesso comunitario e ci che invece interno a esso.

    in gioco quindi ci che possiamo chiamare patto sociale, in cui vengono definiti i valori comuni da difendere dalla minaccia dellestraneo e del non proprio. Il patto sociale implica dunque quello che Greimas chiamava contratto assiologico, e cio un accordo nella definizione di ci che Bene e di ci che Male. Tale contratto assiologico rappresenta, in prima battuta, lo strumento attraverso cui costruire un senso di appartenenza come anche un sistema morale comunitario.

    Se vero che la categoria assiologica si declina a partire da quella timica di euforia e disforia, repulsione e attrazione, la formazione di un soggetto comunitario si realizza in prima

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    istanza attraverso le passioni e le conseguenti disposizioni corporee che coinvolgono ogni singolo individuo e che lo portano a serrarsi con gli altri che riconosce simili a s e separarsi dallestraneo, lo straniero. Il sentimento dappartenenza come quello di inimicizia e avversione si danno in prima battuta come forze di mutua attrazione o di repulsione: questo

    permette di unire, costituendola, una nazione o una comunit di fede, di disporla sul fronte o farla scendere nelle piazze, in sostanza di farla esistere.

    Cos bisogna difendere i confini dallinvasione migrante proveniente dallAfrica; occorre respingere linvasione rumena proveniente dal Nord; occorre difendere il sistema economico dallinondazione gialla dei mercati; sullondata di focolai epidemici di influenza aviaria in Asia e Africa ci difendiamo da uccelli e animali; difendiamo i nostri computer dai

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