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UNIVERSIT DI PISA

Facolt di economia e commercio

Corso di consulenza professionale allazienda

LA TRASFORMAZIONE ETEROGENEA. ASPETTI AZIENDALI,

GIURIDICI, FISCALI CONTABILI E ANALISI DI UN CASO

PRATICO

Relatore: Candidato:

Chiar.mo Prof. Stefania prosperi Filippo casalini

INDICE

Capitolo 1: PROFILO ECONOMICO AZIENDALE

1. Introduzione

2. Cause ed effetti della trasformazione

Capitolo 2: PROFILO GIURIDICO

1. La riforma della normativa della trasformazione

i. Art. 2498 Continuit dei rapporti giuridici

ii. Art. 2499 Limiti di trasformazione

iii. Art. 2500 Contenuto, pubblicit ed efficacia della trasformazione

iv. Art. 2500-bis Invalidit della trasformazione

v. Responsabilit dei soci

2. Cenni sulla trasformazione omogenea

3. Trasformazioni eterogenea

i. Trasformazione regressiva

ii. Trasformazione progressiva

4. Analisi casistiche trasformazioni eterogenee

i. La trasformazione della comunione dazienda

ii. La trasformazione della fondazione

iii. La trasformazione delle associazioni

iv. La trasformazione della societ cooperative

v. La trasformazione dei consorzi e delle societ consortili

5. Limiti applicativi delle trasformazioni

6. Le trasformazioni atipiche

Capitolo 3: PROFILO FISCALE

1. Diversa interpretazione giuridico/fiscale

2. Gli enti non commerciali

3. Presentazione della dichiarazione

4. Trasformazione omogenea

5. Trasformazione eterogenea regressiva

i. Il trattamento delle riserve di utili

ii. Il regime delle perdite

6. Trasformazione eterogene progressiva

7. Acconti

8. Imposte indirette

i. IVA

ii. Altre imposte

Capitolo 3: PROFILO CONTABILE

1. Introduzione

2. Le scritture contabili nella trasformazione regressiva

3. Le scritture contabili nella trasformazione Progressiva

i. Enti che non tengono scritture contabili

ii. Enti che tengono le scritture contabili

4. Perizia di stima

i. Analisi delle componenti patrimoniali

Capitolo 5: TRASFORMAZIONE ASD IN SSD CASO PRATICO

1. Premessa: analisi della realt associativa xxxx

2. Le cause di trasformazione

3. Caratteristiche delle societ sportive di capitali dilettantistiche

ii. Nuovo soggetto giuridico

iii. Normative fiscali

iv. Iscrizione al coni

v. Applicabilit del regime fiscale della legge 398/1991

4. Regime fiscale 398 del 1991

i. Come esercitare lopzione

i. Agevolazione IVA

ii. Agevolazioni IRES

CAPITOLO 1: PROFILI ECONOMICO-AZIENDALI

1.1 Introduzione

La trasformazione costituisce una modifica della forma giuridica di un ente,

lasciando inalterati gli aspetti sostanziali, come ad esempio lattivit,

soggetto economico e i rapporti con i terzi.

Questo orientamento da tempo riconosciuto anche dalla giurisprudenza1, la

quale afferma che: la trasformazione di una societ commerciale da uno in

altro dei tipi riconosciuti dalla legge non importa estinzione di un soggetto

giuridico e correlativa creazione di un altro soggetto, in luogo di quello

precedente, ma soltanto modificazione dellatto costitutivo, restando ferma

lidentit del soggetto titolare dei rapporti giuridici da esso costituiti

anteriormente alla trasformazione

1.2 Cause di trasformazione

Svariati sono i motivi per cui viene effettuata un operazione di

trasformazione, ma sono tutti riconducibili generalmente a cinque ordini di

fattori:

Aziendali;

Di responsabilit civilistica;

Disposizioni di legge:

Di convenienza fiscale:

Modificazione dello scopo sociale.

Per quanto riguarda gli aspetti aziendali sono riconducibili a problematiche

dimensionali e alle connesse economie di scala. Con lampliarsi delle dimensioni,

spesso si rende necessaria una modifica della veste giuridica; come nel caso di

trasformazione in una societ per azioni.

Il modello delle societ di capitali (principalmente le S.p.a e S.r.l.) permette

numerosi vantaggi che possono riguardare vari aspetti, tra cui:

1 Sentenza della cassazione 11 Novembre 1975, n.3790

a) La possibilit di una nuova penetrazione del mercato finanziario grazie

allaccesso a nuove forme di finanziamento che si concretizzano in defini-

tiva nella possibilit di sfruttare al meglio la leva finanziaria. Ricordiamo

che solamente le societ che scelgono questa specifica forma giuridica po-

tranno infatti emettere titolo obbligazionari2 (alle S.r.l. sar permesso emet-

tere solamente titolo di debito), o essere quotate nei mercati regolamentati.

Inoltre la presenza di azioni rende pi veloce la possibilit di ottenimento

di nuovi investimenti.

b) Un controllo sulla gestione della societ da soggetti esterni. Nelle societ di

capitali esiste lobbligo per le societ per azioni di nomina di un collegio

sindacale (per le societ a responsabilit limitata non esiste pi questo ob-

bligo3), il quale ispezioner la buona gestione degli amministratori. Questi

controlli da soggetti indipendenti garantiscono una maggior garanzie per gli

investitori.

c) Risolvere problematiche di conflittualit interna che possono sorgere dalla

catena organizzativa aziendale al fine di migliorare e rafforzare la redditi-

vit.

La presenza di conflitti tra i proprietari dellazienda pu creare degli squi-

libri nel sistema rendendo difficile lo svolgimento dellattivit o in alcuni

casi sfociare nella cessazione del rapporto sociale e la messa in liquidazione

dellistituto. Con la riforma societaria sono state introdotte nuove forme di

amministrazione e controllo che consentono di suddividere le competenze

degli organi societari in modo diverso dal modello vigente fino alla riforma

del 2008.

La possibilit di scegliere tra modello tradizionale, monistico o dualistico

un privilegio spettante solamente alle societ per azioni. La trasformazione

pu dunque risolvere questa problematica consentendo il passaggio a enti

2 Art 2414 del c.c. 3 Art. 20, comma 8, DL n. 91/2014

societari che presentano pi efficace netta distinzione tra i compiti destinati

allorgano amministrativo e ai soci stessi.

d) Nel caso in cui si verifichino conflittualit, od altre motivazioni, per cui si

renda necessario liquidare un socio possono presentarsi difficolt nella si-

tuazione in cui ci trovassimo di fronte a societ diverse dalle societ di ca-

pitali. Infatti in questo caso luscita anche di un solo membro potrebbe com-

portare la scioglimento del complesso aziendale in quanto, soprattutto nelle

societ di persona, il pilastro centrale della struttura sono i soci.

Nelle societ di capitali questo aspetto viene a mancare prospettandosi di-

verse opzioni di liquidazione dei soci tra cui la possibilit di acquisto di

azioni proprio4 non dovendo cos effettuare una riduzione del capitale so-

ciale.

e) Le societ di capitale consentono un vantaggio in termini di successione o

di trasferimento della propriet.

Solamente le societ di capitali infatti sono caratterizzate dalla presenza di

azioni (o partecipazioni). Nelle societ di persone la quota di partecipa-

zione al capitale sociale in linea di principio trasferibile solo con il

consenso di tutti i soci. E importante sottolineare che la cessione della

partecipazione sociale in una SNC o in una SAS non equivale anche

alla cessione dei beni sociali. In assenza di esplicite pattuizioni da inserire

in atto (cosiddette clausole di garanzia), lacquirente della partecipazione

non potr quindi invocare garanzie o tutele particolari se i beni della societ

in cui subentra sono diversi da come considerati, presentano vizi ovvero

sono gravati da vincoli pregiudizievoli.

4 a disciplina delle azioni proprie dettata dagli artt. 2357 ss. c.c., recentemente innovata prima con la l.

142/08, quindi con il d.lgs. 224/2010.

Nelle societ di capitale questo problema viene parzialmente superato nelle

societ a responsabilit limitata5, ed eliminato nelle societ per azioni in

quanto si prevede la libera trasferibilit.

f) Durante la vita della societ possono verificare situazioni per cui si rende

necessario effettuare un ridimensionare della struttura societaria. La trasfor-

mazione regressiva da una societ di capitali in un struttura pi adeguata al

tipo di realt in cui si identifica lazienda pu essere un primo passo per

riuscire a ridurre determinati costi di gestione (come ad esempio lelimina-

zione del collegio sindacale) e restituire competitivit alla societ.

Il secondo punto, quello della responsabilit civilistica, da analizzare

molto attentamente.

Nelle societ in cui il rischio patrimoniale ricade completamente sul patrimonio

dei soci,questo aspetto pu risultare inadatto per lingresso di nuovi investitori;

nata cos lesigenza di distinguere i beni dei soci e i beni del