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LA DISCIPLINA FISCALE DELLALLEVAMENTO DEI CAVALLI

DIREZIONE REGIONALE SARDEGNA

Realizzato dalla Direzione Regionale della Sardegna Stampato in occasione di Equimediterranea Settimana equestre internazionale

La disciplina fiscale dellallevamento dei cavalli

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Presentazione

LAgenzia delle Entrate ha istituzionalmente il compito di reperire le risorse necessarie ad assicurare il buon funzionamento della pubblica amministrazione. Per realizzare la propria missione uno dei fronti sui quali essa opera quello di fornire ai cittadini la necessaria e tempestiva informazione ed assistenza onde ridurre lonerosit degli adempimenti tributari. Il tutto nellottica di perseguire il massimo livello di adesione spontanea agli obblighi fiscali (la cosiddetta tax compliance). Da qui lesigenza di porre lattenzione ed, ove possibile, assicurare la presenza a quegli eventi che rappresentano unopportunit di crescita e di sviluppo per il territorio delle singole regioni sotto il profilo socio-economico e costituiscono un occasione per diffondere il ruolo e limmagine dellAgenzia tra i cittadini. La presente pubblicazione, curata dal Dr. Gianluigi Giuliano Dirigente dellUfficio Governo dellAccertamento della Direzione Regionale della Sardegna, costituisce il contributo che lAgenzia delle Entrate intende dare alla 1^ edizione della manifestazione EQUIMEDITERRANEA Settimana Equestre Internazionale che si svolger a Cagliari, presso la Fiera Internazionale della Sardegna, dal 26 settembre al 2 ottobre 2005 accanto alla presenza della propria struttura organizzativa in un apposito stand. Lopera delinea in generale le relazioni esistenti tra il mondo equestre e la normativa fiscale vigente, evidenziandone i contenuti e gli effetti con particolare riferimento agli operatori del mondo agricolo ma senza tralasciare ampi riferimenti alla cerchia sempre pi ampia di coloro che vengono a contatto con il settore in esame al di fuori di quellambito per cos dire istituzionale. Per il suo linguaggio semplice e chiaro ed il taglio volutamente non specialistico ma divulgativo, si pone dunque allattenzione di quanti, addetti ai lavori o semplici visitatori, vorranno soddisfare la propria ricerca di informazione sullargomento. Allautore la stima ed il ringraziamento mio personale e dellAgenzia delle Entrate. Guglielmo Montone Direttore Regionale della Sardegna

La disciplina fiscale dellallevamento dei cavalli

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PREMESSA

Il trattamento fiscale dellallevamento dei cavalli presenta

diversi aspetti in relazione alle finalit economiche che si

propone lallevatore, nello sfruttamento economico del bene

cavallo.

In relazione alla disciplina fiscale dellallevamento dei

cavalli quindi, necessario inquadrare il contesto nel quale viene

svolta lattivit che pu essere finalizzata alle funzioni tipiche

dellagricoltura, ovvero a quelle dellequitazione o delle corse

ippiche o, in ultima analisi allattivit amatoriale. Le diverse

opzioni riscontrabili nellallevamento dei cavalli devono essere,

quindi, analizzate in funzione del trattamento fiscale connesso ai

settori dellimposizione diretta, allIVA ed allIRAP, oltre agli

altri eventuali tributi minori connessi.

La disciplina fiscale dellallevamento dei cavalli

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ALLEVAMENTO DI CAVALLI NELLAMBITO DI AZIENDE AGRICOLE

1 - Imposte dirette

1.1 - Allevamento connesso allesercizio di attivit agricole. Disciplina ai fini delle imposte sui redditi. Imprese individuali e societ semplici.

Sono da considerare imprenditori agricoli, secondo

larticolo 2135 del Codice Civile anche i soggetti che esercitano

lattivit di allevamento di equini di qualsiasi razza, in

connessione con lazienda agricola.

In particolare, per il settore equino, il Ministero delle

Finanze ha precisato che:

I puledri, se non ancora iniziata la preparazione specifica per le corse, gli stalloni e le fattrici (che hanno terminato lattivit agonistica) sono da considerare capi dellazienda agricola (circolare 14 agosto 1981 n. 27);

Lattivit di ingrasso di animali (in genere), se il terreno idoneo a produrre mangimi, costituisce reddito agrario (Commissione Tributaria Centrale 20 giugno 1990 n. 4837).

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In particolare, per quanto riguarda lallevamento di

bestiame, sono riconducibili alla pratica agricola le attivit

dirette alla cura ed allo sviluppo di un ciclo biologico o di una

fase necessaria al ciclo stesso che utilizzano o possono utilizzare

il fondo.

Per effetto delle modifiche apportate dal D.lgs 18 maggio

2001 n. 228, rientrano nellattivit agricola e come tali sono

fiscalmente disciplinate, anche le cosiddette attivit connesse.

Si considerano connesse le attivit svolte dallo stesso

allevatore dirette alla manipolazione, conservazione,

trasformazione, commercializzazione e valorizzazione che

abbiano ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente

dallallevamento degli animali. Rientrano nella definizione di

attivit agricola connessa, la fornitura di beni e servizi mediante

lutilizzazione prevalente di attrezzature o risorse normalmente

impiegate nellazienda, comprese, fra le altre, le attivit di

agriturismo.

Le imprese agricole in forma individuale e le societ

semplici determinano il reddito agrario ai sensi dellart. 34 del

TUIR (Testo Unico Imposte sui Redditi) mediante applicazione

degli estimi catastali ai terreni, a qualunque titolo posseduti.

Di conseguenza, le societ di persone, di capitali e gli Enti

commerciali, per le attivit agricole esercitate non producono

reddito agrario (catastalmente determinato in relazione ai terreni

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posseduti) ma reddito dimpresa, determinato in base alle

risultanze del bilancio o delle scritture contabili.

Il reddito agrario (riconducibile allattivit di allevamento

di animali), esprime, quindi, la redditivit media derivante

dallesercizio di attivit agricole nei limiti delle potenzialit del

terreno. Per ottenere la definizione di reddito agrario, occorre

fare ricorso al comma 1 dellarticolo 32 del DPR 917/86.

In pratica la quantificazione del reddito agrario avviene,

mediante applicazione di una rivalutazione delle tariffe destimo

catastale rivalutato con un coefficiente pari al 70%.

Per i servizi considerati connessi, come sopra descritti,

lart. 78/bis comma 3 del TUIR, prevede la tassazione mediante

applicazione di un coefficiente di redditivit del 25% sui ricavi

conseguiti. Del predetto sistema di tassazione forfetaria

lallevatore pu, comunque, non avvalersi, esercitando la relativa

opzione in sede di dichiarazione dei redditi.

Ai fini fiscali la lettera b del comma 2 dellart. 32 del DPR

917/86, considera agricole quelle derivanti dallallevamento di

animali effettuate con mangimi ottenibili per almeno un quarto

dal terreno.

In pratica lattivit di allevamento , in generale,

tipicamente agricola a fini fiscali. Tale qualificazione non

dipende dalle specie animali allevate.

La disciplina fiscale dellallevamento dei cavalli

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Rimane solo un rapporto teorico quantitativo di

collegamento con il fondo, nel senso che il legislatore fa

riferimento ai mangimi ottenibili dallo stesso e non da quelli

ottenuti. A tal fine irrilevante non solo la quantit

complessivamente prodotta dal terreno, ma anche leventuale

acquisizione di mangimi da parte di terzi, in quanto lunico

elemento rilevante la potenziale capacit del terreno di

produrre almeno un quarto del mangime necessario ad allevare

gli animali.

Rispettando la predetta percentuale di incidenza il reddito

viene determinato ai sensi del successivo articolo 34 mediante

lapplicazione delle tariffe destimo (rivalutate del 70%) al

terreno a qualunque titolo posseduto (propriet, usufrutto etc.) o

condotto in affitto.

Lallevamento di animali eccedente la potenzialit del

terreno (1/4 di mangimi ottenibili dal fondo), da luogo a reddito

dimpresa.

Il reddito dimpresa pu essere determinato in due modi:

forfetariamente;

in modo ordinario, secondo le risultanze delle scritture contabili.

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1.2 - Il metodo forfetario Il reddito dimpresa relativo alla parte eccedente il limite

del reddito agrario derivante dallallevamento di animali allevati

con mangimi ottenibili per almeno un quarto dal terreno, pu

essere determinato come segue:

attribuendo a ciascun capo (allevato con mangimi ottenibili per almeno un quarto dal terreno) un reddito pari al valore medio del reddito del reddito agrario riferibile al medesimo capo;

moltiplicando, poi, il predetto valore per un coefficiente idoneo a tener conto delle diverse incidenze dei costi;

per poter accedere al regime forfetario di determinazione dellimponibile obbligatoria la tenuta di un registro di carico e scarico degli animali allevati previsto dallarticolo 18/bis del DPR N. 600 del 29 settembre 1973 (Cass. 13476 del 30 ottobre 2001).

Valori medi e coefficienti sono stabiliti ogni due anni con

decreto del Ministro dellEconomia e