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Parole e immagini: due modi diversi per esprimere la stessa cosa.

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  • # dueanno 0 - marzo 2010# dueanno 0 - marzo 2010

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    ini

    anno 0

    - #

    1 -

    novem

    bre

    2010

  • #1 1

    the contents

    Ciao...

    Ho tutto il tempo che vuoi

    Odor di primavera

    Uno con tutto quel mare

    Un Soffio...

    Ci credo ancora?

    Pensieri

    Fili derba

    A che gioco giochiamo?

    Silenzio

    Sogni

    Svegliarsi

    Ma quel che appare?

    Faciamo pace?

    Il tempo

    Lo scialle di seta nera

    Se magari si mette a piovere...

    La scatola

    Guardami...

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  • #1 2

    Legal & Disclaimer

    Le foto, le immagini e i testi che appaiono in questo Magazine, sono propriet esclusiva di Arthur esono coperte da copyright.

    Parole & Immagini viene aggiornato senza alcuna periodicit, pertanto non pu essere considerato n una testata giornalistica n un prodotto editoriale, aisensi della legge 62 del 7/3/2001.

    ( )

    Copyright ( ) Arthur

    www.ilmondodiarthur.wordpress.com

    Non consentita alcuna loro riproduzione, nemmeno parziale, senza il consenso esplicito dellautore.

    Il mondo di arthur pubblicato sotto una lincenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Nonoperederivate 2.5 Italia License.

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    rthur

    a Simona

  • #1 3

  • Le immagini, una metafora, l'espressione di unlinguaggio da percepire; parole e immagini, alcunedopo due anni di blog: due modi diversi peresprimere la stessa cosa.

    Arthur

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    1 novembre 2009

    #1 4www.ilmondodiarthur.wordpress.com

    arthur... il mondo di arthur

  • 19 settembre 2009

    Ciao.

    Non era la prima volta che la vedevo cos com'era in quelmomento, mi dava le spalle e con le mani raccolte dietro laschiena, guardava fuori dalla finestra. Nella penombra, riuscivoappena a scorgere il colore dei suoi vestiti e raggi di lucegiocavano con i riflessi dei suoi riccioli neri, che quasi venivavoglia d'acchiapparli.

    Ciao. mi risponde senza neanche girarsi, detto in unsoffio, come se avesse qualcos'altro a cui pensare, ma chesuonava come un richiamo dal profondo del cuore.

    Mi fermo e la guardo. Mi piace guardarla mentre lei non mi vede,riesco a vederla oltre la sua immagine; con i miei occhil'attraverso, l'accarezzo, cerco un appiglio per non lasciarlaandare, per non perdere neanche per un attimo la sensazione diessere posseduto da quella meraviglia e pensieri si accavallanouno sopra l'altro, non cercano risposte, ma solo voglia di ritrovarsiancora una volta desiderio che si perde in lucida follia.

    Mi avvicino cercando di non fare troppo rumore, con il suorespiro che, passo dopo passo, mi sembra di avere incollatoaddosso, scosto i capelli, un lembo di pelle fa capolino da unraggio di luce che solitario era l ad aspettare, sento l'odore dellasua pelle che mi entra dentro ai polmoni, ancora immobile, chinada un lato la testa e tra il sordo rumore di un intreccio di mani chesi cercano, la sfioro con le labbra per dirle ancora

    Ciao.

    #1 6

  • ...s

    e m

    i d

    ici in

    qua

    le s

    tanza

    se

    i m

    ag

    ari lo

    fa

    ccio

    anch

    'io

    ho

    tutto

    il te

    mp

    o c

    he

    vuo

    ich

    e s

    cio

    cco

    che

    so

    no

    sta

    to

  • Tempo di Natale, quanta gente per strada, quante rincorse tra negozi che vendono egente che compra.

    Tra l'altro alle volte mi rendo conto che il tempo passa pi velocemente di quello chesembri, i giorni, i mesi, gli anni me li sento scappare di mano e cos ieri eri giovane contante cose da fare e oggi ti ritrovi a non sapere pi cosa hai voglia di fare.

    Giorni fa incontro una mia cara amica e dopo i soliti affettuosi convenevoli le chiedo diLuciano, il pap e lei: Come, non lo sai?La guardo con meraviglia e le faccio un cenno come per dire no, perch?Luciano caduto giocando con il nipotino e si rotto il femore e adesso al SanPancrazio a fare riabilitazione Maddai le faccio e nel frattempo penso che Luciano deve essere gi vecchietto e unafrattura del genere

    Sabato non avevo niente da fare e cos decido di andare a trovarlo. Arrivo al SanPancrazio e alla reception chiedo di lui e la signorina gentilmente: Si trova nella cameran. 145 al quarto piano. Prendo le scale e mio Dio che tristezza, quanta gente incarrozzina, quanta gente con lo sguardo perso nel nulla!

    ho tutto

    che vuoiil tempo

    #1 9

    Pa

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    ag

    ini

  • 14 dicembre 2008

    Arrivo alla camera n. 145, busso, e sento una vocina roca che dice: aiutoaiuto

    Entro, mi guardo in giro e vedo un uomo di spalle in carrozzina incastrato sulla portafinestra della camera, mi avvicino e lui sentendomi arrivare dice ancora: aiuto,sono rimasto bloccato.Prendo la carrozzina, piano piano la sposto e chinandomi a guardarlo, gli faccio: Ciao Luciano, cosa fai mezzo fuori e mezzo dentro alla stanza?Lui mi guarda e solo allora vedo un vecchietto magro, magro, con un cappellino intesta, un cappotto sopra le spalle, gli occhi verdi sbiaditi e lo sguardo un po' perso.

    Ciao mi fa, ma sai, ero uscito a fumarmi una sigaretta e sono rimasto incastrato.Mi guarda ancora e nel frattempo lo porto dentro la stanza e mi siedo accanto a lui. Maddai dice guardandomi che bella sorpresa, quanti anni che non ti vedo lodice inarcando le sopracciglia e abbozza anche un sorriso. Ma no gli dico l'ultima volta ci siamo visti l'anno scorso, ricordi?

    E cos, parliamo del pi e del meno, mi racconta della sua avventura, di come erastato stupido per essere caduto giocando con il nipotino, che stupido che erastato; gli ho chiesto quanti anni avesse e lui: Ottantatre, per me ne sento ventidi meno, mi sento un giovanottino, mannaggia questo piede mi fa un male, poi daquando mi hanno operato non lo muovo pi bene, mi devono aver toccato un nervoe scusa, avrei bisogno di andare in bagno, tu, scusa, puoi suonare all'infermiera?La chiamo e vedendolo un po' imbarazzato, lo saluto promettendogli di venirlo atrovare ancora e lui: S, ciao, grazie della visita, ma, ma tu sei?

    E me lo dice tenendomi la mano tra le sue, con un dolce e tenero sorriso.Sono Arthur gli faccio, ricordi? Ho sistemato la casa a tua nipote LuisaGi mi fa, senza lasciarmi finire di parlare senza neanche ascoltarmi estringendomi di pi la mano: Gi che stupido, volevo dire Arthur, che sciocco egi, sei il medico che mi ha visitato quando sono arrivato qua, mi sembrava diaverti visto ieri mentre andavo a fare ginnastica.

    A quel punto non lo contraddico neanche e poi mi guarda ancora dritto negli occhi eancora con un sorriso: Ciao carissimo, Buon Natale, grazie ancora della visita,vienimi a trovare se hai voglia, se mi dici in quale stanza sei magari lo faccioanch'io, ho tutto il tempo che vuoi. Che sciocco che sono stato!Sono uscito pensando a come fosse cambiato, a quello sguardo perso, a quegliocchi profondi, a quella voglia di essere lasciato da solo con il suo mondo.

    #1 10

  • 23 aprile 2009

    #1 12

    Odorprimavera.

    di

    Odor di primavera

    odor di primavera.

    raggi di luce che s'intrecciano alternandosi a lamefluorescenti che tagliano l'aria come fendente, in un alito delicato oltre ognimisura. Colori che traboccano come da un vaso colmo di storie, che a stentoriesce a trattenere la voglia di confondersi, rosso che con il giallo smorza i suoitoni, ombre che con il chiaro e lo scuro si scolorano, diventano abbandono,morbida distesa dove adagiarsi inerme.

    Voglia di guardare e poi, un succedersi di tele, immagini ramificate cheuna dopo l'altra si mischiano in un gioco di trasparenze solo accennate cieli,terre, prati, montagne, mari, nubi, stelle natura al suo risveglio, tiepido,assonnato, promesse mantenute per occhi che scrutano l'inverosimile scenario,che non mai da solo, che non mai lo stesso.

    Con

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