piantina di crema

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Brochure con info e piantina di Crema

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  • Chiesa di San Giovanni Battista. Progettata da Evangelista Alessandri, se ne inizi la costruzione nel 1583. L'interno fu affresca-to, nel 1636, da Gian Giacomo Barbelli. La pala d'altare attribuita a Camillo Procaccini o a Giovan Angelo Ferrario. Chiesa della Santissima Trinit. Ha due fastose facciate barocche ed ricca-mente decorata anche all'interno. Costruita nelle attuali forme tra il 1737 e il 1740 da Andrea Nono, con-serva tele di Callisto Piazza, Giuseppe Peroni, Giovanni Battista Brunelli, Tommaso P i o m b o l i , F e d e r i c o Bencovich (il Fedrighet-

    to), Pompeo Batoni, affreschi di Fabrizio Galliari, Francesco Savani, Giuseppe Le Gru. Basilica di Santa Maria della Croce. Sorge a circa un chilometro di distanza dal centro storico. Fu edificata fra il 1490 e il 1500 su proget-to di Giovanni Battagio. a pianta centrale, esternamente circolare ed ottagonale all'interno. La loggetta esterna e la cupola sono opera di Antonio Montanaro. All'interno si possono ammirare: la pale dell'Assunta di Benedetto Diana (commissionata nel 1501), la Nativit di Antonio C a m p i ( 1 5 7 5 ) , l'Adorazione dei Magi e l a P i e t d i Bernardino Campi (1575), l'Andata al Calvario di Carlo Urbino (1579); gli affreschi di Giacomo Parravicino (cupola e fregio), di Gerolamo e Giovanni Battista Grandi, di Giuseppe e Giovanni Antonio Torricelli, di Eugenio Giuseppe Conti e di Angelo Bacchetta.Ex convento di S a n t ' A g o s t i n o . Fondato nel 1439 dal beato Gian Rocco Porzi, pavese, vide nascere l'Osservanza Agostiniana di Lombardia, una famiglia sorta dal vigoroso tronco della regola di Sant'Agostino. Attualmente l'edificio ospita il Museo Civico che raccoglie le testimonianze storiche, arche-ologiche, artistiche ed etnografiche della civilt locale. Da visitare, oltre alle collezioni museali, la sala intitolata a Pietro da Cemmo, in origine refettorio della comunit monastica: vi si pu ammirare il ciclo di affreschi, terminato nel 1507, dall'artista camuno.

    Piazza Garibaldi. Posta a ridosso delle mura, uno dei suoi accessi costituito dalla neoclassica Porta Serio, riedificata su progetto del cremonese Faustino Rodi nel 1806/1807. da visitare la chiesa di San Benedetto, antichissima ma rico-struita pi volte. Nell'attuale forma fu riedificata fra il 1621 e il 1623 da Francesco Arioldo su progetto di Francesco Maria Richini. Al suo interno, ricco e fastoso, si conservano tele di Gian Giacomo Barbelli, Giovan Battista Botticchio, Martino Cignaroli ed un bellissimo organo Serassi. Piazza Trento e Trieste. Si affacciano su di essa: Lex chiesa di San Domenico, edificata

    tra il 1463 e il 1471 inglobando la precedente chiesa dedicata a San Pietro Martire, costruita nel 1332. Restaurata e adibita a teatro dal 1999, presenta interessanti cicli decorativi di varie epoche sia nella sala teatrale che nel foyer (ex refettorio dell'annesso convento).L ex chiesa di Santo Spirito e Santa Maddalena, costruita ad opera di Agostino Fondulo a partire dal 1511. di ispirazione bramantesca ed ha la facciata in cotto a vista.Il Mercato dei lini e dei grani, progettato dal lodigiano Baldassarre Corbetta. La sua costruzione fu deliberata nel 1825, ma solo nel 1842 se ne pose la pietra auspicale.

    Chiesa di San Bernardino. Fu costruita fra il 1518 e il 1534 a ricordo della visita di San Bernardino da Siena un secolo prima. Molto sempli-ce all'esterno, ha l'interno ricco di decorazioni. I migliori pittori crema-schi del XVI e del XVII secolo vi hanno lasciato importanti opere. Carlo Urbino, Giovanni Battista Brunelli, Tomaso Pombioli, Gian Giacomo Barbelli, Gian Battista Lucini, Martino Cignaroli e, nel seco-lo XVIII, Fabrizio Galliari e Mauro Picenardi sono gli artisti che hanno dipinto le tele ancora oggi esposte nelle cappelle.Chiesa della Madonna delle Grazie. Fu costruita fra il 1601 ed il 1611, forse su progetto di Evangelista Alessandri, autore anche del progetto della chiesa di San Giovanni Battista. Il suo interno stato interamente affre-scato da Gian Giacomo Barbelli tra il 1641 e il 1643. Rappresenta uno dei momenti pi alti dell'arte del quadraturista cremasco, che vi narra episodi della vita della Vergine mediante effetti forte-mente scenografici e giochi di prospettiva.

    Le origini di Crema sono ancora avvolte nel mistero, n i pochi reperti archeologici conosciuti consentono di avanzare ipotesi concrete. La tradizione la vuole fondata il 15 agosto 570 quando, di fronte alla minaccia longobarda, gli abitanti della zona trovarono rifugio nella parte alta dellinsula Fulcheria. Nella documentazione scritta il nome Crema appare solo nella seconda met dellXI secolo. Nel 1074 il nome citato senza alcuna qualifica, nel 1082 Crema classificata come locus (cio semplice insediamento) e, finalmente, nel 1084 qualificata castrum (cio, centro fortificato): un passaggio, non solo formale, da una ad altra categoria! Dopo soli 14 anni, nel 1098, le fortificazioni furono utilizzate nel primo dei tanti scontri armati con Cremona. L'alleanza con Milano e l'inimicizia con Cremona e con Lodi sono una costante della politica cremasca per tutto il secolo XII, ricco di eventi, anche tragici, che interessano le citt, soprattutto pada-ne, tese all'affermazione delle autonomie comunali. Il lungo assedio del 1159, conclusosi con l'incendio della citt nel gennaio del 1160, una testimonianza dell'importanza che i contendenti (Federico Barbarossa, cremonesi e lodigiani da una parte, milanesi ed i loro, poco numerosi, alleati dall'altra) annettevano a Crema ed al suo terri-torio, zona ricca di risorgive, attraversata da corsi d'acqua navigabili che sfociavano direttamente nel Po, percorsa da strade di sicuro inte-resse per i traffici della rinata attivit commerciale. Le vicende politi-che ed il caotico susseguirsi di alleanze e di contrapposizioni che caratterizzarono il periodo federiciano ebbero una loro composizione nella pace di Costanza (1183), a cui fece seguito un consolidamento della leadership di Milano nell'ambito del movimento comunale; e di questo nuovo assetto benefici Crema che, nel 1185, ottenne l'autorizzazione imperiale per ricostruire le sue fortificazioni e pot di nuovo fregiarsi del titolo di castrum. Nel XIII secolo anche la nostra citt interessata al deleterio fenome-no della nascita delle fazioni (guelfi e ghibellini), delle conseguenti lotte intestine, del sovvertimento del tradizionale sistema delle allean-

    ze. A questo secolo debbono essere ricon-dotti la costruzione della cosiddetta Torre Guelfa o del podest e l'inizio dei lavori per la ricostruzione del Duomo.Nel XIV secolo su di un tessuto sociale lacerato dalle discordie (nemmeno l'intervento dell'imperatore Arrigo VII riesce a placarle) si instaura dapprima, e per un breve periodo la Signoria della Chiesa, e successivamente quella dei Visconti, che terranno Crema dal 1335 sino alla fine del secolo. , il XIV, un secolo di particolare significato nel pro-cesso evolutivo della citt. il periodo in cui prende corpo e si afferma una menta-lit imprenditoriale e commerciale desti-nata ad improntare l'economia cittadina. Si investono capitali per lo sfruttamento delle risore naturali (creazione della fitta rete di canali per l'irrigazione, costruzio-ne di opifici azionati da forza idraulica ecc.), per impiantare colture pregiate, per strappare nuove terre all'incolto. Viene portata a termine la fabbrica del Duomo (1341) e la citt assume quell'impianto che poi rimarr definitivamente fissato con la costruzione delle mura venete (1480/1508).Due eventi caratterizzano il secolo XV: la Signoria locale dei Benzoni (Bartolomeo e Paolo dal 1403 al 1405; Giorgio dal 1405 al 1423) e dal 1449 il dominio della Serenissima, destinato a durare, salvo una breve interruzione (1509/1512), fino al 1797. Si apre con l'arrivo di Venezia una fase veramente nuova per la nostra citt. L'essere provincia di confine del setto-re occidentale dei domini di terraferma le ottenne un trattamento privilegiato capace di assicurarle un buon grado di autonomia amministrativa, senza dubbio superiore a quello delle citt dello Stato di Milano. Il periodo della dominazione veneta altres caratterizzato da una generalizzata tendenza alla nobilitazione, sia per i privati, sia per gli enti pubblici. A Crema viene riconosciuta la dignit di citt, nel 1580 diviene sede di autonoma diocesi, il governo cittadino esclusivamente aristocratico. Ma aristocrazia significava soprattutto adegua-re allo stato sociale il tenore di vita, vivere ed ope-rare con liberalit, mantenere un decoro, anche esteriore, che testimoniasse immediatamente la posizione sociale. infatti, questo, il periodo della monumentalit, dello sviluppo delle arti liberali, delle grandi opere pubbliche: si provvede alla selciatura generalizzata di strade e piazze (1455), sorgono possenti mura (1480/1508) e la splendida basilica di Santa Maria della Croce (1490/1500), viene ricostruito il palazzo comunale, vengono edificati pressoch tutti i palazzi privati, nascono

    Piazza Duomo

    Palazzo Comunale

    Chiesa della Santissima Trinit

    Palazzo Albergoni - Arrigoni - Via Cavour 8. nato dall'accorpamento di vari edifici. Splendido il corpo di fabbri-ca che raccorda le due ali e che contiene il maesto-so scalone a tenaglia: la sua costruzione risale al 1756.Palazzo Benzoni - Via Civerchi 9. Nella sua forma attuale il palazzo fu portato a termine nel 1627. Ha un portale ed uno scalone di accesso al piano nobile imponenti. Al piano nobile stucchi ed affre-schi impreziosiscono le sale. Recentemente restaurato, ospita la Biblioteca Comunale. Palazzo Terni-Bondenti - via Dante Alighieri 22. Il palazzo uno dei pi belli della citt, ricco di soluzioni decorative che esaltano la calda espressivit del cotto a vista. Fu costruito per il conte Nicol Maria Bondenti, su progetto di Giuseppe Cozzi, a partire dal 1698. I lavori furono definitivamente interrotti nel 1737 e la f