considerazioni generali sull'unione europea riassunto diritto dell'unione europea tesauro (1)

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Diritto dell’Unione Europea Considerazioni Generali L’Unione Europea sostituisce e succede alla Comunità Europea:così in base all’art 1 del Trattato di Lisbona in vigore dal 1 dicembre 2009. Il Trattato di Lisbona segna il quadro ed il fondamento giuridico di oggi;si tratta delle norme che disciplinano i rapporti tra l’Unione,con le sue Istituzioni,gli Stati Membri e i cittadini di questi ultimi,perciò stesso cittadini dell’Unione;le Norme si distinguono in: -INTERNAZIONALE,i trattati istitutivi delle Comunità e dell’Unione,con le successive integrazioni e modificazioni; -DELL’UNIONE,gli atti dell’Istituzione,ovvero,degli organi che formano la struttura Istituzionale dell’Unione; -NAZIONALE,le leggi e gli atti che gli Stati Membri pongono in essere per dare corretta attuazione al sistema giuridico complessivo. Oggetto dell’attenzione è la dimensione giuridica dell’Europa. Il sistema giuridico dell’UE è caratterizzato da un procedimento di formazione delle norme con la presenza ed il ruolo attivo del Parlamento Europeo eletto a suffragio universale;dall’ampio utilizzo di atti direttamente applicabili ed efficaci negli Stati Membri e da un sistema di tutela giurisdizionale pieno ed effettivo,con diverse e pari responsabilità del giudice comunitario e del giudice nazionale. L’Europa Comunitaria:la sua Evoluzione L’idea di un legame più stretto fra i paesi ed i popoli europei nacque già prima del conflitto della seconda guerra mondiale,ma è stata perseguita concretamente e finalmente realizzata dopo. Uno dei passaggi più significativi della nascita dell’Europa Comunitaria,fu il discorso di Churchill all’Università di Zurigo del settembre 1946:”….Noi dobbiamo costruire gli Stati Uniti d’Europa…il primo passo nella ricostruzione della famiglia europea deve essere una partnership tra Francia e Germania”. Le preoccupazioni nell’impedire il riprodursi delle situazioni politiche,economiche e militari antecedenti il secondo conflitto mondiale portarono alla nascita della NATO e della CECA;in questa luce va letta la dichiarazione del maggio 1950 del Ministro degli Esteri francese Schuman,che poneva l’accento sull’esigenza di eliminare l’opposizione tra Francia e Germania e “di porre l’insieme della produzione franco-tedesca di carbone e di acciaio sotto un’Alta Autorità comune,in una organizzazione aperta alla partecipazione degli altri Paesi Europei” (mettere fine alla rivalità tra le due industrie). L’ipotesi di una integrazione completa tra i Paesi Europei cominciò a delinearsi come un obiettivo da raggiungere in un futuro più o meno 1

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Diritto dellUnione Europea Considerazioni GeneraliLUnione Europea sostituisce e succede alla Comunit Europea:cos in base allart 1 del Trattato di Lisbona in vigore dal 1 dicembre 2009. Il Trattato di Lisbona segna il quadro ed il fondamento giuridico di oggi;si tratta delle norme che disciplinano i rapporti tra lUnione,con le sue Istituzioni,gli Stati Membri e i cittadini di questi ultimi,perci stesso cittadini dellUnione;le Norme si distinguono in: -INTERNAZIONALE,i trattati istitutivi delle Comunit e dellUnione,con le successive integrazioni e modificazioni; -DELLUNIONE,gli atti dellIstituzione,ovvero,degli organi che formano la struttura Istituzionale dellUnione; -NAZIONALE,le leggi e gli atti che gli Stati Membri pongono in essere per dare corretta attuazione al sistema giuridico complessivo. Oggetto dellattenzione la dimensione giuridica dellEuropa. Il sistema giuridico dellUE caratterizzato da un procedimento di formazione delle norme con la presenza ed il ruolo attivo del Parlamento Europeo eletto a suffragio universale;dallampio utilizzo di atti direttamente applicabili ed efficaci negli Stati Membri e da un sistema di tutela giurisdizionale pieno ed effettivo,con diverse e pari responsabilit del giudice comunitario e del giudice nazionale.

LEuropa Comunitaria:la sua EvoluzioneLidea di un legame pi stretto fra i paesi ed i popoli europei nacque gi prima del conflitto della seconda guerra mondiale,ma stata perseguita concretamente e finalmente realizzata dopo. Uno dei passaggi pi significativi della nascita dellEuropa Comunitaria,fu il discorso di Churchill allUniversit di Zurigo del settembre 1946:.Noi dobbiamo costruire gli Stati Uniti dEuropail primo passo nella ricostruzione della famiglia europea deve essere una partnership tra Francia e Germania. Le preoccupazioni nellimpedire il riprodursi delle situazioni politiche,economiche e militari antecedenti il secondo conflitto mondiale portarono alla nascita della NATO e della CECA;in questa luce va letta la dichiarazione del maggio 1950 del Ministro degli Esteri francese Schuman,che poneva laccento sullesigenza di eliminare lopposizione tra Francia e Germania e di porre linsieme della produzione franco-tedesca di carbone e di acciaio sotto unAlta Autorit comune,in una organizzazione aperta alla partecipazione degli altri Paesi Europei (mettere fine alla rivalit tra le due industrie). Lipotesi di una integrazione completa tra i Paesi Europei cominci a delinearsi come un obiettivo da raggiungere in un futuro pi o meno prossimo,ma da realizzare con gradualit. La prima iniziativa concreta fu la creazione della CECA,che aveva nellAlta Autorit un organo di gestione dotato di amplia indipendenza deliberativa e con vastissimi poteri decisionali. Il Trattato CECA fu firmato a Parigi il 18 aprile 1951 da Francia,Germania,Italia e dai 3 paesi del Benelux;entr in vigore il 25 luglio 1952. Accanto allAlta Autorit la struttura istituzionale prevedeva un Consiglio speciale dei Ministri,composto dai rappresentanti degli Stati Membri e con competenze sostanzialmente di controllo,unAssemblea comune,con membri designati dai Parlamenti Nazionali,infine una Corte di Giustizia. Successivamente si delinea accanto alla CECA,anche la Comunit Economica Europea e la Comunit Europea per lEnergia Atomica o EURATOM,i cui Trattati Istitutivi furono firmati a Roma il 25 marzo 1957 dagli stessi sei membri ed entrarono in vigore il 14 gennaio 1958. Le tre Comunit ebbero allinizio istituzioni in parte separate fino al 1 luglio 1967 quando entr in vigore il Trattato del 9 aprile 1965 sulla fusione degli esecutivi,cio,del Consiglio dei Ministri CECA nel Consiglio dei Ministri tout court e allassorbimento dellAlta Autorit in una Commissione unica. Ladesione di Regno Unito,Irlanda e Danimarca ha coinciso con un momento di diffusa e grave instabilit economica e monetaria,che ha contribuito ad una maggiore determinazione dei Paesi europei a proseguire nella realizzazione degli obiettivi comunitari. Si comincia a porre le basi per una pi accentuata convergenza delle economie e per una unione monetaria,attraverso la creazione del sistema monetario europeo e a rafforzare limpegno per una progressiva riduzione delle disarmonie regionali attraverso la realizzazione di un Fondo apposito,il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale. La crescita della struttura comunitaria port alliniziativa dellelezione a suffragio universale del Parlamento,realizzata nel 1979 e il progetto non eseguito del 1984 dello stesso Parlamento di realizzare una 1

Unione Europea,ispirata ad un modello di tipo federale e con competenze estese ad altri settori di collaborazione. Prima il Libro Bianco della Commissione sul mercato interno diffuso nel 1985 e poi lAtto Unico stipulato nel 1986 hanno segnato una vistosa svolta nel cammino comunitario e impresso una forte accelerazione al processo di integrazione dei mercati. Il ruolo da sempre trainante della Corte di Giustizia consacra la Comunit di diritto come valore fondamentale e porta lintegrazione giuridica ad un livello del tutto soddisfacente e comunque pi avanzato rispetto ad ogni altro campo di azione comunitaria.

Il Trattato di Maastricht e lUEIl quadro sin qui delineato dellEuropa comunitaria ha subito una sensibile modificazione e un ulteriore rilancio con il Trattato di Maastricht sullUnione Europea,firmato il 7 febbraio 1992 ed entrato in vigore il 1 novembre 1993. Le intese di Maastricht hanno rappresentato il passaggio al modello federale. LUE resta fondata sulle Comunit europee,di cui conserva interamente lacquis (art 2),integrandolo con nuove politiche e con il rafforzamento di politiche gi esistenti,nonch con nuove forme di cooperazione. Il Trattato sullUE si componeva di tre parti,che costituivano i tre pilastri da cui muoveva il processo:il riferimento rispettivamente alle disposizioni che hanno modificato i tre Trattati esistenti (titoli II,III e IV),alla previsione di una politica estera e di sicurezza comune (titolo V),infine alle disposizioni sulla cooperazione nei settori della giustizia e degli affari interni (titolo VI). Assumeva particolare importanza listituzione di una cittadinanza dellUE riconosciuta a tutti i cittadini degli Stati Membri. La novit pi importante,nellambito delle modifiche apportate al Trattato CE,era tuttavia rappresentata dallobiettivo di procedere,attraverso tre fasi,allinstaurazione dell Unione Economica e Monetaria,la cui realizzazione pi rilevante era costituita dalla sostituzione delle monete nazionali con una moneta unica europea:lEURO. Le grandi novit del Trattato sullUE erano costituite dal secondo e terzo pilastro:il riferimento alle disposizioni relative alla politica estera e di sicurezza comune e a quelle relative alla cooperazione tra gli stati membri nei settori della Giustizia e degli affari interni. Nel primo caso non si trattava pi di una semplice cooperazione tra stati membri,ma di una politica comune che si collocava allinterno dellUE. Si situava,invece,a livello di mera cooperazione lazione degli stati membri in materia di giustizia e affari interni. Il quadro generale dellUE prefigurato dal Trattato di Maastricht quello di una cooperazione tra gli stati membri esterna alla Comunit,ma ad essa strettamente collegata e ispirata al modello della cooperazione internazionale. Lo stesso Trattato di Maastricht aveva previsto che una conferenza intergovernativa dovesse aver luogo nel 1996.

I Trattati di Amsterdam e NizzaLa conferenza ebbe luogo ed il risultato stato il Trattato di Amsterdam firmato il 2 ottobre 1997 ed entrato in vigore il 1 maggio 1999. Tale Trattato ha apportato modifiche al Trattato sullUE nelle sue tre parti,dunque si per quanto riguarda il primo pilastro (COMUNITA),sia il secondo (PESC),sia il terzo (che assume il nome di Cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale). La novit pi significativa stata lintroduzione del titolo IV relativo ai Visti,asilo,immigrazione ed altre politiche connesse con la libera circolazione delle persone:ha avuto leffetto di facilitare la stessa libert di circolazione dei cittadini comunitari e di fornire loro un pi elevato livello di sicurezza e di giustizia penale. Il tema dellampliamento ad un numero consistente di altri paesi ha alimentato il dibattito allinterno della comunit a partire dalla seconda met degli anni 90. Gi in occasione del Trattato di Amsterdam si era legato il rinvio del riassetto istituzionale alloccasione dellallargamento con un apposito Protocollo. I consigli europei di Colonia (giugno 1999) ed Helsinki (dicembre 1999) hanno dato il via alla nuova conferenza intergovernativa,per definire le questioni istituzionali lasciate ancora irrisolte,conferenza apertasi a Bruxelles nel febbraio 2000 e conclusasi con il Consiglio europeo di Nizza nel dicembre dello stesso anno e che ha portato alla firma del relativo Trattato a Nizza il 26 febbraio 2001;Trattato entrato in vigore il 1 febbraio 2003. Le modifiche al Trattato CE sono state soprattutto sul funzionamento e le modalit di decisione delle istituzioni. Gli aggiustamenti istituzionali sono stati in gran parte funzionali al successivo allargamento,che 2

hanno riguardato il sistema di controllo giurisdizionale,con la previsione di camere giurisdizionali da aggiungere al Tribunale di primo grado,la possibilit che a questultimo siano attribuite le cause su rinvio pregiudiziale. Di sicuro rilievo stata la proclamazione a Nizza della Corte dei diritti fondamentali dellUE; stata lanciata al Consiglio europeo di Nizza nel dicembre 2000. La Carta dei diritti fondamentali ha sancito un complesso di diritti fondamentali,articolato sui valori della dignit,della libert,delleguaglianza,della solidariet,della cittadinanza europea,della giustizia. Lo scopo delliniziativa enunciato a Colonia era di rendere pi visibili i diritti fondamentali allinterno dellesperienza comunitaria.

Il Trattato di LisbonaIl successivo Consiglio europeo di Laeken,nel dicembre 2001,aveva precisato ancor meglio i tratti salienti del futuro scenario,sottolineando lesigenza di valutare lopportunit delladozione nellUE di un testo costituzionale;lavoro affidato alla Convenzione il cui esito dei lavori si tradotto in un progetto di TrattatoCostituzione,firmato a Roma il 20 ottobre 2004. Tutto ci stato interrotto per il no referendario in Francia e nei Paesi Bassi,salvo poi riprendere il cammino nel giugno 2007,dove il Consiglio Europeo con unapposita Conferenza intergovernativa avrebbe dovuto limitarsi a tradurre in Trattato. Il Trattato di riforma stato firmato a Lisbona il 13 dicembre 2007 ed entrato in vigore il 1 dicembre 2009. Il Trattato di Lisbona merita due osservazioni,sul contenuto e sul metodo. Il terzo pilastro viene definitivamente comunitarizzato,con qualche residua differenza procedimentale e di controllo giurisdizionale. Il Parlamento avr una maggiore incidenza sul processo decisionale,gi pure in tempi lunghi,attraverso ulteriori ipotesi di codecisione e maggiormente particolare quanto al controllo nellapplicazione del principio di sussidariet. Lassetto istituzionale cambia significativamente,con lingresso tra le istituzioni del Consiglio europeo,il cui Presidente avr un mandato rinnovabile di due anni e mezzo;avremo due Presidenti,uno del Consiglio europeo e laltro del Consiglio,con il solito mandato semestrale,con qualche possibile criticit quanto alla delimitazione delle rispettive competenze. Aggiustamenti migliorativi del sistema sono rimasti nel Trattato di Lisbona,che pertanto segna comunque un passo avanti e compensa qualche delusione.

Parte Prima-Il Sistema giuridico dellUE Le Istituzioni dellUEIl Trattato di Lisbona ha ridisegnato il quadro istituzionale dellUE con lobiettivo di promuovere i valori,perseguirne gli obiettivi. Nel nuovo assetto sono qualificate istituzioni dellUE:Parlamento;Consiglio europeo;Consiglio;Commissione;Corte di Giustizia dellUE;Corte dei Conti;Banca Centrale Europea. In questa cornice sono state introdotte nuove figure,in particolare il Presidente del Consiglio europeo e lAlto rappresentante dellUE per gli affari esteri e per la politica di sicurezza.

Il Parlamento Europeo(sede amministrativa Lussemburgo;riunioni Bruxelles;sessione plenaria Strasburgo) Il Parlamento europeo composto dai rappresentanti dei cittadini dellUE. Esso esercita,congiuntamente al Consiglio,la funzione legislativa e la funzione di bilancio,nonch,funzioni di controllo politico e consultive alle condizioni stabilite dai trattati;ed elegge il Presidente della Commissione (art 14). Originariamente Assemblea comune,poi Assemblea parlamentare europea,in concomitanza con la creazione della CEE e dellEURATOM,finalmente Parlamento europeo in virt di una sua decisione del 30 marzo 1962 e poi dellAtto Unico,listituzione fu per molti anni composta da membri dei Parlamenti nazionali,da questi designati,s che la rappresentativit dei popoli riuniti nella Comunit era indiretta e imperfetta. Lelezione diretta dei membri del Parlamento fu decisa da un atto del Consiglio europeo del 20 settembre 1976 e successivamente realizzata con apposite leggi nazionali. Le prime elezioni si sono svolte nel 1979 in base a sistemi elettorali diversi. Il numero dei membri,che nella legislativa 2009-2014 di 736,nella legislativa 2014-2019 non potr essere superiore a 751;il Consiglio europeo pu modificare la composizione (art 14 n 2,comma 2). 3

I parlamentari hanno un mandato di cinque anni e sono divisi in gruppi politici e non in gruppi nazionali. Stando alla formulazione del Trattato,i membri del Parlamento dovrebbero rappresentare i cittadini dellUE collettivamente considerati. Il Capo III del Protocollo n.7,precisa le immunit ed i privilegi riconosciuti ai membri del Parlamento. I parlamentari europei non possono essere ricercati,detenuti o perseguiti per le loro opinioni o per i voti espressi nellesercizio della loro funzione. Allo stesso Parlamento europeo riconosciuta la possibilit di privare un parlamentare della immunit in parola. Ai sensi dellart 231 TFUE il Parlamento europeo delibera a maggioranza dei suffragi espressi. Il quorum raggiunto quando sono presenti in aula 1/3 dei membri;le delibere si ritengono valide a meno che non venga constatata la mancanza del membro legale. In taluni casi richiesta la maggioranza assoluta dei componenti del Parlamento europeo:per lelezione del Presidente della Commissione;in materia di procedura semplificata di revisione dei trattati;per lammissione di nuovi stati. E richiesta la maggioranza dei componenti e dei 2/3 terzi dei voti espressi,per lapprovazione della mozione di censura sulloperato della Commissione (art 234) e per la constatazione del rischio evidente di violazione grave da parte di uno Stato membro dei valori su cui fonda lUE (art 354,4comma). Il Parlamento ha poteri di controllo,inoltre,partecipa al processo di formazione delle norme e a quello di approvazione del bilancio. Il Trattato di Lisbona,modificando la procedura di nomina della Commissione,ha introdotto in questa materia significative novit proprio nel senso di una pi consistente partecipazione del Parlamento: chiamato ad eleggere il Presidente della Commissione proposto dal Consiglio europeo;deve esprimere un voto di approvazione del Presidente,dellAlto rappresentante per gli affari esteri e degli altri commissari collettivamente considerati,che sono formalmente nominati solo in un momento successivo dal Consiglio europeo (art 17). La Commissione inoltre tenuta a presentare annualmente al Parlamento una relazione generale sullattivit svolta nellanno precedente,nonch,relazioni annuali sulla situazione dellagricoltura,sulla situazione sociale e sulla politica di concorrenza. In tali occasioni,il Parlamento procede al loro esame (art 233). Significativa la possibilit per il Parlamento di pronunciare una censura sulloperato della Commissione,da approvare con la maggioranza dei membri. Se il Parlamento utilizza questo strumento,i membri della Commissione si dimettono collettivamente dalle loro funzioni. Il Parlamento partecipa alla funzione normativa:si tratta di una partecipazione sempre pi intensa al processo di formazione degli atti dellUE (art 289 e 294) e di conclusione di accordi internazionali (art 218). Tale partecipazione si manifesta con modalit ed intensit diverse a seconda dei casi e del tipo di procedura prevista di volta in volta dal Trattato. Il Parlamento gode ormai di un vero e proprio potere generale di pre-iniziativa legislativa. In virt dellart 255 TFUE pu chiedere alla Commissione di presentare proposte adeguate quando reputi necessaria ladozione di un atto dellUE. I Trattati di riforma hanno rafforzato il ruolo del Parlamento:il Trattato di Nizza ha collocato il Parlamento sullo stesso piano della Commissione e del Consiglio quanto alla possibilit di adire la Corte di Giustizia sollevando lazione di annullamento ex art 263 TFUE. Il Trattato di Lisbona ha accresciuto ancor pi il ruolo del Parlamento europeo,estendendo la procedura di codecisione (ex art 251 CE) divenuta procedura legislativa ordinaria (art 294 TFUE) coinvolgendolo nella definizione degli accordi internazionali negoziati dalla Commissione e dal Consiglio ai sensi dellart 218 TFUE attribuendo al Parlamento una posizione equiparata al Consiglio,ampliandone il ruolo nella procedura di revisione dei trattati e accrescendone anche il ruolo di controllo delle funzioni esecutive della Commissione.

Il Consiglio EuropeoIl Consiglio europeo nato dalla prassi delle riunioni al vertice fra i Capi di Stato o di Governo degli Stati membri,che dal 1961 e fino ai primi anni 70 si sono tenute senza una cadenza regolare,per discutere questioni attinenti alla vita ed allo sviluppo delle Comunit. Tale prassi trov una prima formalizzazione al vertice di 4

Parigi del dicembre 1974,in cui i capi di Stato e di Governo decisero per lappunto di riunirsi come Consiglio Europeo con cadenza periodica (3 volte lanno) e sotto la presidenza del Capo di Stato o di Governo che esercita la presidenza del Consiglio della Comunit. Il Trattato di Lisbona ha inserito il Consiglio Europeo a pieno titolo tra le istituzioni dellUE (art 13 TUE e artt 235 e 236 TFUE);risulta confermato il suo ruolo dimpulso e di definizione degli orientamenti e delle priorit politiche generali,necessari allo sviluppo dellUE. Le novit pi significative introdotte dal Trattato di riforma riguardano la composizione. Ai sensi dellart 15 TUE,il Consiglio europeo composto dai Capi di Stato o di Governo degli stati membri e dal suo Presidente e dal Presidente della Commissione. LAlto rappresentante dellUE per gli affari esteri partecipa ai lavori,senza farne parte. Allesigenza di raccordo con il Parlamento risponde la relazione del Presidente del Consiglio europeo al Parlamento dopo ciascuna riunione. Il Consiglio europeo si riunisce due volte a semestre su convocazione del Presidente;per quanto riguarda la procedura di voto,il Consiglio europeo si pronuncia per consenso,salvi i casi in cui i trattati dispongono diversamente (art 15). Il Consiglio europeo pu deliberare a maggioranza qualificata o a maggioranza semplice. Non partecipano alla votazione i Presidenti del Consiglio europeo e della Commissione. Novit rilevante la stabilit attribuita al Presidente,eletto dal Consiglio europeo a maggioranza qualificata per un periodo di due anni e mezzo,rinnovabile una volta e preclusivo di ogni mandato nazionale. Il Consiglio europeo ha assunto un ruolo importante nel processo decisionale dellUE,nel processo di formazione delle istituzioni,nella nomina della Commissione (art 17) nella gestione delle procedure di revisione semplificate (art 48) e soprattutto grazie al suo Presidente contribuisce a disegnare il volto esterno dellUE. Lart 14 TUE sancisce che il Consiglio europeo ha un ruolo dimpulso e di definizione degli orientamenti politici generali,necessari allo sviluppo dellUE;e precisa che esso non esercita funzioni legislative. Il Consiglio ha una funzione di indirizzo politico nel settore della politica estera e di sicurezza comune giacch espressamente stabilito,allart 22 TUE,che esso definisce gli interessi e gli obiettivi strategici dellazione esterna dellUE,nonch,le questioni che hanno implicazioni in materia di sicurezza (art 26).

Il Consiglio(sede Bruxelles) Il Consiglio dellUE composto dai rappresentanti di tutti gli Stati membri,scelti nellambito dei rispettivi governi,normalmente con il rango di Ministri. Eun organo a composizione variabile e si riunisce pertanto in diverse formazioni,il cui elenco adottato a maggioranza qualificata dal Consiglio europeo (art 236 TFUE) ad eccezione delle formazioni affari generali e affari esteri che sono definite dal Trattato (art 16 TUE). Il Consiglio affari generali assicura la coerenza dei lavori delle varie formazioni del Consiglio e rappresenta un momento di collegamento rispetto al Consiglio europeo;il Consiglio affari esteri elabora lazione esterna dellUE secondo le linee strategiche definite dal Consiglio europeo e assicura la coerenza dellUE. La presidenza delle formazioni del Consiglio esercitata da gruppi predeterminati di tre Stati membri per un periodo di 18 mesi,secondo un sistema di rotazione paritaria,stabilito da una deliberazione,a maggioranza qualificata,del Consiglio europeo (art 16 TUE). La presidenza ha anche valenza politica,che si pu manifestare sia nella convocazione delle riunioni,sia pi in generale nellimpulso da attribuire ai diversi argomenti di discussione e di deliberazione. Il Consiglio,che ed agisce come istituzione dellUE,in alcuni casi agisce come organo che riunisce gli Stati membri;i rappresentanti si riuniscono e deliberano in quanto tali e non in quanto componenti del Consiglio;e la deliberazione presa da un organo intergovernativo: il caso della nomina della

Corte di Giustizia (art 253 TFUE).Il Consiglio assistito da un Segretario generale,che ne rappresenta il supporto funzionale ed amministrativo. Il COREPER (Comitato dei rappresentanti permanenti degli Stati membri) composto da rappresentanti diplomatici di tutti gli stati membri accreditati presso lUE, una struttura che con il tempo ha acquisito sempre maggiore rilievo;il suo ruolo stato definitivamente sancito dal Trattato di fusione: responsabile della preparazione del lavoro del Consiglio e della realizzazione dei compiti attribuiti dallo stesso Consiglio. Il 5

COREPER un organismo autonomo,cui anche attribuito il potere di adottare decisioni di procedura nei casi previsti dal regolamento interno;coordina il lavoro delle tante commissioni tecniche che preparano lattivit normativa del Consiglio e ne rappresenta al tempo stesso il filtro politico. Al Consiglio stato attribuito un vasto potere normativo e di coordinamento;ai sensi dellart 26 TUE:il Consiglio esercita,congiuntamente al Parlamento europeo,la funzione legislativa e la funzione di bilancio. Il potere legislativo si manifesta attraverso ladozioni di direttive e di regolamenti le due principali espressioni dellattivit normativa. Le deliberazioni del Consiglio sono prese a maggioranza qualificata;questa maggioranza va calcolata con riferimento alla ponderazione dei voti per ciascuno stato membro,stabilita dallart 16 TUE(teca) e dallart(Nami Fuoco) 238 TFUE. Fino al 31 ottobre 2014 la soglia di validit delle delibere di 255 voti favorevoli della maggioranza degli stati membri quando sono adottate su proposta della Commissione;negli altri casi di 255 voti favorevoli dei 2/3 degli stati membri. A partire dal 1 novembre 2014 per maggioranza qualificata si intende almeno il 55% dei membri del Consiglio,almeno al 65% quando il Consiglio delibera su proposta della Commissione o dellAlto rappresentante. Nel caso in cui la proposta non sia della Commissione o dellAlto rappresentante,per maggioranza qualificata si intende almeno il 72% dei membri del Consiglio che totalizzano il 65% della popolazione. Per alcune deliberazioni richiesta lunanimit: prevista ogni volta che il Consiglio voglia discostarsi dalla posizione formalmente espressa dalla Commissione,ovvero,quando sulla posizione del Consiglio vi sia stato un voto negativo del Parlamento (art 19-21-115-192-346-218-352 TFUE).

La CommissioneLa Commissione un organo di individui,nel senso che i suoi membri esercitano le loro funzioni in piena indipendenza nellinteresse generale della Comunit e non sollecitano n accettano istruzioni da alcun governo,istituzione,organo o organismo (art 17 TUE) fatta eccezione per la figura dellAlto rappresentante dellUE. Istituzione che nel luglio 1967 ha sostituito lAlta Autorit della CECA e le Commissioni CEE ed EURATOM. Fino al 31 ottobre 2014 la Commissione sar composta da un cittadino di ciascuno stato membro,compreso il Presidente e lAlto rappresentante dellUE. A decorrere dal 1 novembre 2014 il numero di membri potrebbe essere ridotto in modo da corrispondere ai 2/3 del numero degli stati membri,a meno che il Consiglio deliberando allunanimit non decida di modificare tale numero. Il mandato dei Commissari rinnovabile ed di cinque anni. La responsabilit di nomina del Presidente e dei membri della Commissione spetta al Consiglio europeo,il quale,tenuto conto delle elezioni del Parlamento europeo e dopo aver effettuato consultazioni appropriate,propone al Parlamento europeo un candidato alla carica di Presidente,proposta che deve essere approvata dal Parlamento con deliberazione a maggioranza dei membri che lo compongono. Ai sensi della DICHIARAZIONE n.11 il Consiglio europeo e il Parlamento sono congiuntamente responsabili dellintero processo che porta allelezione del Presidente della Commissione. Il Consiglio procede,di comune accordo con il Presidente eletto,alladozione dellelenco delle altre persone che intende nominare come commissari,in conformit alle proposte avanzate da ciascun stato membro. La Commissione nel suo insieme sottoposta ad un voto di approvazione del Parlamento europeo,a seguito del quale la Commissione formalmente nominata dal Consiglio europeo,a maggioranza qualificata (art 17 TUE). Al Presidente affidata lorganizzazione interna e il coordinamento dellattivit della Commissione:oltre a definire lindirizzo politico della Commissione,egli gode di un potere piuttosto ampio nella strutturazione e nella ripartizione delle competenze ai singoli Commissari;previa approvazione del collegio,egli nomina i vicepresidenti,ad eccezione dellAlto rappresentante e pu fare rassegnare le dimissioni ai membri della commissione. Nei limiti del principio di collegialit e sotto il diretto controllo e potere direttivo del Presidente ciascun commissario ha la responsabilit di un settore di attivit e pu adottare misure di gestione specifiche. La Commissione ha un ruolo centrale nellassetto istituzionale,in quanto partecipa in modo sostanziale al processo di formazione delle norme,ne controlla la puntuale esecuzione ed ha la rappresentanza dellUE. Il potere di proposta degli atti legislativi esclusivo della Commissione salvo che i trattati non dispongono diversamente. La proposta della Commissione pu anche essere sollecitata dal Consiglio o dal Parlamento o 6

dai cittadini dellUE,in numero di almeno 1 milione,che abbiano la cittadinanza di un numero significativo di Stati membri. Alla Commissione spetta lesecuzione del Trattato e degli atti derivati,sotto il duplice profilo del controllo sullosservanza del diritto dellUE e dellesecuzione in senso proprio. Il potere di controllo (art 17 TUE) generale e si intrinseca soprattutto nella verifica dellosservanza degli obblighi da parte degli Stati membri. A tal fine stato predisposto un meccanismo generale di contestazione delle infrazioni (art 258 TFUE) che la Commissione attiva nei confronti dello Stato membro inadempiente a mezzo di una messa in mora e quindi di un parere motivato;e che,in caso di persistente inadempimento conduce al ricorso della Commissione dinanzi alla Corte di Giustizia per laccertamento giurisdizionale dellinfrazione. Sotto il profilo dellesecuzione,la Commissione esercita funzioni di coordinamento,esecuzione e di gestione alle condizioni stabilite dai Trattati (art 17 TUE). Inoltre esercita il potere di esecuzione che,ai sensi dellart 291 n.2 TFUE,atti giuridicamente vincolanti dellUE espressamente le conferiscono,allorch sono necessarie condizioni uniformi di esecuzione. La Commissione ha un autonomo potere di decisione in alcune ipotesi tassativamente specificate dal Trattato:allart 101 n.3 (esenzioni individuali in materia di concorrenza);allart 106 n.3 (imprese pubbliche);allart 108 n.2 (aiuti di Stato). Nel caso dellart 106 n.3,la Commissione prescinde dalla situazione specifica esistente in uno Stato membro,limitandosi a definire gli obblighi alla cui osservanza sono tenuti tutti,almeno quando lo strumento adottato sia la direttiva.

LAlto rappresentante dellUEIl Trattato di Lisbona ha introdotto una nuova figura istituzionale:lAlto rappresentante dellUE per gli affari esteri e la politica di sicurezza. La nomina spetta al Consiglio europeo con delibera a maggioranza qualificata e con laccordo del Presidente della Commissione (art 18 TFUE). Soltanto il Consiglio europeo,con la stessa procedura per la nomina pu porre fine al suo mandato. LAlto rappresentante ha il compito di guidare la politica estera e di sicurezza comune,di contribuire con le sue proposte allelaborazione di tale politica e di attuarla in qualit di mandatario del Consiglio (art 18 TUE). LAlto rappresentante riveste un doppio ruolo,in quanto,da un lato,presiede il Consiglio nella formazione affari esteri e dallaltro,fa parte della Commissione essendo uno dei vice-presidenti:vigila sulla coerenza dellazione esterna,ha la responsabilit dello svolgimento dei compiti attribuiti alla Commissione nel settore delle relazioni esterne e del coordinamento con gli altri aspetti dellazione esterna dellUE;nelle materie comprese sulla PESC,conduce a nome dellUE il dialogo politico con i terzi ed esprime la posizione dellUE nelle organizzazioni internazionali e in seno alle conferenze internazionali (art 27 TUE).

La Corte di Giustizia e il Tribunale dellUELa Corte di Giustizia dellUE listituzione cui stato attribuito il controllo giurisdizionale,da una parte,sulla legittimit degli atti e dei comportamenti delle istituzioni dellUE rispetto ai trattati;dallaltra,sullinterpretazione del diritto comunitario:il controllo in fatto investe anche larmonia del sistema giuridico dellUE complessivamente considerato,in sostanza la compatibilit delle norme,degli atti amministrativi o delle prassi nazionali con il diritto dellUE,trattati e atti di diritto derivato. La Corte di Giustizia dellUE listituzione dellUE ai sensi dellart 13;essa comprende la Corte di Giustizia,il Tribunale e i Tribunali specializzati (art 19 TUE). La Corte di Giustizia composta da un giudice per stato membro ed assistita da avvocati generali (art 19 TUE),il cui numero attualmente fissato in 8 dallart 252 TFUE,potr aumentare su richiesta della Corte di Giustizia con deliberazione unanime del Consiglio. Giudici ed avvocati generali hanno il medesimo statuto e sono nominati di comune accordo dagli stati membri,dunque dalla conferenza dei rappresentanti degli stati membri per la durata di 6 anni,tra personalit che offrano tutte le garanzie dindipendenza e che riuniscano le condizioni per lesercizio,nel Paese di appartenenza,delle pi alte funzioni giurisdizionali o che siano giuristi di notoria competenza (il Trattato di Lisbona ha introdotto lobbligo della previa consultazione di un comitato composto da 7 personalit tra ex membri della Corte di Giustizia e del Tribunale).

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Il Presidente della Corte viene eletto tra i giudici per 3 anni;egli dirige lattivit della Corte nel suo insieme,sotto il profilo sia giurisdizionale che amministrativo. Presiede le udienze plenarie,designa il giudice relatore per ogni causa ed esercita tutte le competenze che il regolamento di procedura gli attribuisce. Lavvocato generale ha il compito di presentare pubblicamente conclusioni scritte e motivate nelle cause trattate dinanzi alla Corte. In base allart 252 TFUE le conclusioni dellavvocato generale sono presentate soltanto rispetto a quelle cause che,conformemente allo Statuto della Corte,lo richiedono. Il ruolo di amicus curiae e di difensore del diritto: il ruolo che nel sistema processuale italiano svolge la Procura della Repubblica in alcuni affari civili e il Procuratore generale della Corte di Cassazione,con la differenza che lavvocato generale conclude per iscritto,su tutti i temi sollevati nel giudizio e quasi mai alludienza. La Corte pu sedere sia nella sua composizione plenaria,il c.d. gran plenum,ovvero,nella composizione di piccolo plenum,denominato grande sezione (13 giudici);sia in sezioni di 5 o di 3 giudici. I casi di ricorso alla plenaria sono invece limitate alle cause promosse contro il Mediatore per mancanza delle condizioni necessarie o colpa grave (art 228 TFUE),contro i membri della Commissione per violazione degli obblighi connessi allesercizio delle loro funzioni (art 245 TFUE) e per il venire meno delle condizioni necessarie o colpa grave (art 247 TFUE),contro i membri della Corte dei Conti per mancanza di requisiti previsti o violazione degli obblighi derivanti dalla loro carica (art 286 TFUE). La Corte di Giustizia nomina per un periodo di 6 anni il Cancelliere,che oltre ad esercitare le funzioni normalmente connesse a questa figura,provvede allamministrazione ed alla gestione finanziaria della Corte,sotto la responsabilit del Presidente. LAtto Unico aveva previsto che il Consiglio potesse,con decisione unanime,su domanda della stessa corte di giustizia e previo parere della Commissione e del Parlamento,affiancare alla Corte un altro organo giurisdizionale. Tale previsione ha trovato attuazione in una decisione del 1988 con cui stato istituito il Tribunale di primo grado della Comunit Europea. Il Tribunale divenuto parte integrante dellapparato giurisdizionale comunitario,senza che la sua stessa esistenza dipenda da un atto del Consiglio,il cui potere ora limitato alla definizione dellorganizzazione e delle competenze del nuovo organo. Ai sensi dellart 19 TUE il Tribunale compreso nella Corte di Giustizia dellUE (art 254 TFUE). Composto da almeno un giudice per stato membro,con requisiti sostanzialmente analoghi a quelli dei membri della Corte e nominati con le stesse modalit,previa consultazione del comitato di cui si detto (art 255 TFUE),anche il Tribunale ha sede a Lussemburgo. La competenza del Tribunale,limitata in un primo tempo al contenzioso del personale ed ai ricorsi individuali in materia di concorrenza, stata estesa ai ricorsi diretti (artt 263-265-268-270-278 TFUE),ad eccezione di quelli che lo Statuto riserva alla Corte di Giustizia (art 256 TFUE). Conformemente alle disposizioni introdotte dal Trattato di Nizza,lo Statuto ha alterato il riparto di competenze tra Corte di Giustizia e Tribunale,riservando alla prima soltanto i ricorsi di annullamento e in carenza presentati dalle istituzioni o dagli Stati riguardanti determinati atti del Parlamento e del Consiglio,nonch gli atti della Commissione in tema di cooperazione rafforzata (art 51 statuto). E stata attribuita al Tribunale la competenza a conoscere di tutti ricorsi avverso gli atti della Commissione prescindendo dalla qualit del ricorrente. Lart 256 TFUE conferma che si possa attribuire al Tribunale la competenza a conoscere le questioni pregiudiziali,sia pure in materie specifiche indicate nello Statuto:in questi casi,il Tribunale potr anche decidere di rinviare la decisione alla Corte,qualora ravvisi la necessit di una decisione di principio tale da poter compromettere lunit o la coerenza del diritto comunitario. E inoltre previsto dallart 256 TFUE che la sentenza del Tribunale possa essere sottoposta alla procedura di RIESAME dinanzi alla Corte di Giustizia:potr avvenire eccezionalmente e qualora sussistano gravi rischi che lunit e la coerenza del diritto comunitario siano compromesse. 26 aprile 1999 sancisce la possibilit che il Tribunale decida anche con giudice unico (decisione del Consiglio) Il Trattato di Nizza ha attribuito al Consiglio la facolt di istituire camere giurisdizionali,denominate Tribunali specializzati dal Trattato di Lisbona,competenti a conoscere in primo grado di talune categorie di ricorsi in materie specifiche (art 257 TFUE). Il Tribunale della funzione pubblica composto di 7 giudici,nominati per un periodo di 6 anni,rinnovabile. Le decisioni assunte dai Tribunali specializzati possono essere oggetto di impugnazione dinanzi al Tribunale per soli motivi di diritto;eccezionalmente,la sentenza del Tribunale in grado di appello pu essere oggetto 8

della procedura dinanzi ricordata di RIESAME dinanzi alla Corte di Giustizia,ove sussistano gravi rischi che lunit o la coerenza del diritto dellUE siano compromessi.

La Banca Centrale Europea(sede a Francoforte) Il Trattato di Lisbona ha inserito tra le istituzioni a pieno titolo la Banca Centrale Europea (art 13 TUE e art 282 TFUE). La BCE entrata in funzione con linizio della terza fase dellUnione Economica e Monetaria (UEM),cos come il Sistema Europeo delle Banche Centrali,composto dalla BCE e dalle banche centrali degli Stati membri. La BCE ha un comitato esecutivo composto da un Presidente,un vice-presidente e 4 membri,nominati per 8 anni a maggioranza qualificata dal Consiglio europeo,su raccomandazione del Consiglio e previa consultazione del Parlamento e del Consiglio direttivo della BCE. Sul piano delle funzioni,la BCE e le banche centrali nazionali degli stati membri conducono la politica monetaria dellUE (art 282 TFUE). La BCE ha personalit giuridica ed ha il diritto esclusivo di autorizzare lemissione dellEURO. La BCE tenuta a trasmettere al Parlamento,al Consiglio ed alla Commissione un rapporto annuale,con una presentazione poi del Presidente al Parlamento che pu dar luogo ad un dibattito generale (art 284 TFUE). Quanto al SEBC,questo diretto dagli organi decisionali della BCE. Lobiettivo principale del SEBC il mantenimento della stabilit dei prezzi.

La Corte dei Conti(sede a Lussemburgo) Istituita con il Trattato del 22 luglio 1975 che modificava talune disposizioni finanziarie dei Trattati,la Corte dei Conti compresa formalmente nel novero delle istituzioni di cui allart 13 TUE. E organo di individui ed composta da un cittadino per stato membro,designati dai rispettivi governi tra personalit che abbiano maturato unesperienza nelle istituzioni nazionali di controllo,ovvero,che posseggano qualificazioni specifiche per tale funzione. I membri designati sono nominati dal Consiglio con deliberazione a maggioranza qualificata,previa consultazione del Parlamento (art 286 TFUE) e restano in carica 6 anni. La corte dei conti,oltre ad assistere lautorit di bilancio nellesercizio della funzione di controllo sullesecuzione del bilancio,ha il compito di assicurare il controllo sulla gestione finanziaria dellUE;a tal fine essa esamina tutte le entrate e le spese dellUE e degli organismi da questa creati,tranne espressa conclusione. Alla chiusura dellesercizio,la Corte dei Conti presenta la relazione annuale,con una dichiarazione di affidabilit dei conti e di regolarit delle operazioni comunicata alle altre istituzioni e pubblicata sulla Gazzetta ufficiale insieme alle risposte delle istituzioni ai suoi rilievi. La corte dei conti legittimata ad agire dinanzi alla Corte di Giustizia limitatamente alla difesa delle proprie prerogative al pari della BCE e del Comitato delle Regioni. I suoi atti,in quanto non vincolanti,non sono impugnabili.

Altri OrganiUn gran numero di organismi,alcuni dei quali creati dai trattati istitutivi o con modifiche intervenute successivamente,altri mediante atti di diritto derivato,altri ancora addirittura con accordi internazionali dei quali lUE parte,intervengono nella vita e nellattivit dellUE in modo pi o meno incisivo. Il Trattato di Lisbona ha classificato il Comitato Economico e Sociale ed il Comitato delle Regioni,entrambi con sede a Bruxelles,come organi consultivi dellUE (art 300 TFUE) Il Comitato Economico e Sociale (CES) composto dai rappresentanti di diverse categorie della vita economica e sociale,per un totale pari a 344,che non potr superare i 350 in base al nuovo art 301 TFUE. I membri sono nominati per 5 anni dal Consiglio sulla base delle proposte presentate da ciascun stato membro,previa consultazione della Commissione ed eventualmente dalle organizzazioni rappresentative dei diversi settori economici e sociali e della societ civile interessati dallattivit dellUE (art 302 TFUE). Il Comitato delle Regioni istituito dal Trattato di Maastricht un organo consultivo. Al pari del CES un organo di individui,i suoi membri sono nominati dal Consiglio,sulla base della proposta degli Stati membri,per un periodo di 5 anni. Il Comitato delle Regioni deve essere consultato nei casi previsti dal Trattato o quando il Consiglio,la Commissione o il Parlamento lo ritengano opportuno;pu anche formulare pareri di propria iniziativa,in particolare quando sia stato consultato il CES su problemi che investono interessi regionali 9

specifici. Tra le novit pi significative introdotto dal Trattato di Lisbona vi il riconoscimento al Comitato delle Regioni del potere di ricorso alla Corte di Giustizia,in particolare per denunciare la violazione del principio di sussidariet,qualora tale violazione sia dovuta ad atti legislativi sui quali richiesta la sua consultazione. Lart 8 del Protocollo n.2 sullapplicazione dei principi di sussidariet e di proporzionalit va letto congiuntamente al 3comma,dellart 263 TFUE,che annovera il Comitato delle Regioni tra i ricorrenti quasi privilegiati,dato che pu impugnare gli atti dellUE soltanto al fine di salvaguardare le proprie prerogative. La Banca Europea per gli Investimenti (BEI) inserita da sempre nello scenario istituzionale comunitario in senso lato,anche se non mai stata compresa tra le istituzioni. La BEI disciplinata dalle conferenti norme del Trattato sul funzionamento (art 308 e 309 TFUE). La BEI opera sui mercati finanziari sostanzialmente come un istituto di credito,anche se non ha fini di lucro e si muove in ogni caso nellottica dello sviluppo equilibrato e senza scosse del mercato comune. Il Trattato di Maastricht ha introdotto la figura del Mediatore Europeo. Il ruolo quello di un Defensor Civitatis che ha funzioni di controllo sullesecutivo,di difensori di quegli interessi dei cittadini nei confronti dellautorit la cui lesione non sarebbe traducibile in azioni giudiziarie. Egli riceve le denunce di qualsiasi cittadino dellUE,o di qualsiasi persona fisica o giuridica che risieda o abbia la sede in uno Stato membro relativamente a casi di cattiva amministrazione nellattivit delle istituzioni dellUE,fatta eccezione, ovvio,per la Corte di Giustizia e il Tribunale nellesercizio della funzione giurisdizionale. Sulla base di tale denuncia o anche di propria iniziativa,il Mediatore svolge le indagini che ritiene utili,e in caso di conclusione positiva,ne investe lautorit interessata;questultima gli deve comunicare il proprio punto di vista entro 3 mesi. Allesito della procedura,il Mediatore trasmette una relazione al Parlamento europeo e allistituzione interessata,informando il denunciante del risultato delle indagini. Vi sono inoltre alcune Agenzie che hanno competenze per lo pi tecniche e/o di supporto informativo per gli stati membri e per le istituzioni dellUE. Da un lato,le agenzie assumono compiti delegati delle istituzioni europee,dallaltro,sono localizzate in maniera sparsa sul territorio degli stati membri. Le Agenzie dipendono generalmente dalla Commissione,che mantiene la responsabilit finanziaria. Gli obiettivi delle Agenzie comunitarie possono essere molteplici:alcune agenzie svolgono una funzione di informazione e di coordinamento,altre sono dotate di un potere di adottare decisioni individuali vincolanti o di un potere di raccomandare. Nellambito del settore della cooperazione giudiziaria e di polizia,va menzionato lEurojust,ossia,Unit europea di cooperazione giudiziaria,gi introdotto dal Trattato di Nizza e ulteriormente disciplinato dal Trattato di Lisbona (art 85 TFUE). Esso ha competenze in materia di lotta alla criminalit organizzata,al fine di rafforzare la cooperazione tra le autorit giudiziarie e le altre autorit competenti degli Stati membri responsabili dellazione penale. Tra gli organismi menzionati dal Trattato va altres ricordato lEuropol,il cui compito di sostenere e potenziare lazione delle autorit di polizia e degli altri servizi incaricati dellapplicazione delle legge degli stati membri e la reciproca collaborazione nella prevenzione e lotta contro la criminalit grave che interessa 2 o pi stati membri,il terrorismo e le forme di criminalit che ledono un interesse comune oggetto di una politica dellUE (art 88 TFUE).

Il Ruolo delle Istituzioni:A) nel processo di formazione delle NormeIl Trattato di Lisbona ha introdotto sostanziali novit quanto alliter di procedura di formazione degli atti. Ai sensi degli artt 14 e 16 TUE la funzione legislativa esercitata congiuntamente dal Consiglio e dal Parlamento;tale competenza pu essere esercitata attraverso la procedura legislativa ordinaria oppure,le procedure legislative speciali,a seconda della specifica previsione dei Trattati. Lart 48 prevede che il Consiglio europeo possa adottare,allunanimit e previa approvazione del Parlamento europeo,una delibera con la quale autorizzi lutilizzo della procedura ordinaria per ladozione di atti legislativi,per i quali previsto,invece,una procedura speciale. Lart 296 TFUE dispone che in presenza di un progetto di atto legislativo sia il Parlamento europeo sia il Consiglio debbano astenersi dalladottare atti non previsti dalla procedura legislativa applicabile allo specifico settore. La funzione normativa esercitata nella sostanza dal Consiglio,con la partecipazione sempre pi significativa del Parlamento. 10

La responsabilit principale in ordine alla realizzazione degli obiettivi ricade sullinsieme degli Stati e dunque sul Consiglio,sia pure con il necessario temperamento del criterio della maggioranza;i membri del Consiglio,in quanto rappresentanti dei governi nazionali,conservano pur sempre una legittimazione e con essa una responsabilit diretta nei confronti dei cittadini. La procedura legislativa ordinaria La procedura legislativa ordinaria disciplinata dallart 294 TFUE. La Commissione presenta una proposta al Parlamento ed al Consiglio. Lart 289 TFUE prevede che gli atti legislativi possono essere adottati su iniziativa di un gruppo di Stati membri o del Parlamento europeo,su raccomandazione della BCE o su richiesta della Corte di Giustizia o della BEI. Sulla proposta il Parlamento europeo adotta la sua posizione che trasmette al Consiglio. Se il Consiglio approva tale posizione,latto adottato nella formulazione che corrisponde alla posizione del Parlamento europeo(art 294). Se,invece,il Consiglio non approva la posizione del Parlamento esprime la sua posizione,in prima lettura,e la comunica al Parlamento,che deve anche essere informato esaurientemente dei motivi che hanno indotto il Consiglio ad adottare quella posizione,cos come della posizione della Commissione. Inizia cos la fase chiamata seconda lettura. Il Parlamento ha 3 mesi di tempo per approvare la posizione del Consiglio,in tal caso latto si considera adottato nella formulazione che corrisponde alla posizione del Consiglio. Lo stesso da dirsi se il Parlamento non si pronuncia nei 3 mesi. Il quadro cambia se il Parlamento,a maggioranza dei suoi membri,dichiara di voler respingere la posizione del Consiglio,ovvero,propone emendamenti. Nel primo caso latto si considera non adottato. Se viceversa sono solo proposti degli emendamenti,il Consiglio entro 3 mesi pu accoglierli tutti e procedere cos alladozione dellatto,modificando pertanto la previa posizione,a maggioranza qualificata,ovvero,allunanimit qualora la Commissione abbia espresso parere negativo sugli emendamenti del Parlamento. Nellipotesi in cui il Consiglio non approvi latto in questione,viene attivato il Comitato di Conciliazione (art 294);composto da un numero pari di membri delle due istituzioni e con la partecipazione ai lavori anche dalla Commissione,che ha il compito di favorire il ravvicinamento delle posizioni a confronto,il Comitato di Conciliazione viene convocato dal Presidente del Consiglio,dintesa con il Presidente del Parlamento. Le ipotesi sono 2: il Comitato riesce in 6 settimane a definire un progetto comune,basandosi sulle posizioni del Parlamento europeo o del Consiglio; se entro il termine non stato approvato un progetto comune,latto proposto si considera definitivamente non adottato. Qualora il Comitato approvi un progetto comune inizia la terza lettura. Il progetto dovr essere approvato definitivamente nelle 6 settimane successive,dal Parlamento a maggioranza dei voti espressi e dal Consiglio a maggioranza qualificata;in mancanza dellapprovazione di una delle 2 istituzioni,latto si considera non adottato. Le procedure legislative speciali Una procedura legislativa speciale si ha in tutti i casi in cui i trattati prevedono ladozione di un atto da parte del Parlamento europeo con la partecipazione del Consiglio o viceversa (art 289 TFUE). Soltanto in 3 casi ladozione dellatto attribuita al Parlamento con la partecipazione del Consiglio: approvazione del proprio statuto (art 223 TFUE); fissazione delle modalit dellesercizio del diritto dinchiesta dello stesso Parlamento (art 226 TFUE); adozione dello statuto e delle condizioni generali per lesercizio delle funzioni del Mediatore europeo (art 228 TFUE). Pi frequenti sono i casi in cui la delibera del Consiglio deve essere preceduta dalla consultazione del Parlamento,che non vincolante ma obbligatoria. La consultazione del Parlamento assume il carattere di elemento sostanziale della validit dellatto,che dunque sar viziato da nullit quando se ne riscontri lomissione. La consultazione rappresenta uno strumento di effettiva partecipazione del Parlamento al processo legislativo dellUE,elemento essenziale dellequilibrio istituzionale ed espressione di un fondamentale principio della democrazia. La procedura di consultazione risulter rispettata solo nel caso in cui il testo definitivo di un atto,quale approvato dal Consiglio,sia sostanzialmente identico a quello contenuto nella proposta su cui il Parlamento aveva espresso il proprio parere. 11

In talune ipotesi ladozione di un atto legislativo subordinata alla previa approvazione del Parlamento europeo. E il caso della procedura uniforme di elezione del Parlamento (art 223 TFUE);accordi di associazione;dellaccordo sulladesione dellUE alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti delluomo e della libert fondamentali;lammissione di nuovi stati (art 49 TUE). Lapprovazione del Parlamento,in tali casi,oltre che obbligatoria, vincolante;ci implica che il Parlamento dispone anche in tali materie di un sostanziale diritto di veto. la formazione degli atti nel settore della politica estera e di sicurezza comune Secondo lart 30 del Trattato UE,ogni Stato membro,lAlto rappresentante dellUE per gli affari esteri o la politica di sicurezza,o lAlto rappresentante con lappoggio della Commissione possono sottoporre al Consiglio questioni relative alla politica estera e di sicurezza comune e possono presentare rispettivamente iniziative o proposte al Consiglio. Lart 31 TUE impone di regola lunanimit per ladozione di qualunque tipo di decisione,con alcuni correttivi tesi ad attenuare in qualche misura la rigidit che ne deriva ed a scongiurare il rischio dimmobilismo;il Consiglio pu deliberare a maggioranza qualificata quando:adotta una decisione che definisce unazione o una posizione dellUE sulla base di una decisione del Consiglio europeo relativa agli interessi e obiettivi strategici dellUE,nonch una decisione che definisce unazione comune o una posizione dellUE in base a una proposta dellAlto rappresentante dellUE per gli affari esteri e la politica di sicurezza presentata in seguito a una richiesta specifica rivolta a questultimo dal Consiglio europeo di sua iniziativa dellAlto rappresentante;quando adotta decisioni relative allattuazione di una decisione che definisce unazione o una posizione dellUE;quando nomina un rappresentante speciale ex art 18 n.5.

B) nellapprovazione del bilancioLUE era in origine finanziata con contributi degli Stati membri,cos come lEuratom. Attualmente,lart 311 TFUE sancisce che il bilancio dellUE,fatte salve le altre entrate, finanziato integralmente tramite risorse proprie. Il sistema di finanziamento dellUE fondato su un meccanismo sostanzialmente intergovernativo. La decisione che definisce lammontare delle risorse proprie presa allunanimit ed per giunta sottoposta alle procedure di adattamento degli Stati membri;dunque ha natura convenzionale. Le spese,ai sensi dellart 312 TFUE devono essere contenute entro i limiti delle risorse proprie e sono programmate su base pluriennale attraverso un quadro finanziario,adottato dal Consiglio allunanimit previa approvazione del Parlamento europeo. Art 314 TFUE il Parlamento europeo ed il Consiglio ricevono dalla Commissione una proposta contenente il progetto di bilancio non oltre il 1 settembre dellanno che precede quello di esecuzione del bilancio stesso. Il Consiglio adotta la sua posizione sul progetto di bilancio e la comunica,per la prima lettura,al Parlamento,motivando la sua posizione del Consiglio oppure non deliberare:in entrambe le ipotesi il bilancio adottato. Nel medesimo termine,il Parlamento pu proporre emendamenti,con la maggioranza dei membri. In tale ipotesi inizia la fase della conciliazione:il Presidente del Parlamento,dintesa con il Presidente del Consiglio,convoca senza indugio il Comitato di conciliazione,il quale chiamato a riunirsi soltanto se entro 10 giorni il Consiglio non comunica di approvare tutti gli emendamenti. In caso negativo,il Comitato di Conciliazione,composto dai rappresentanti delle due istituzioni,ha il compito di giungere ad un accordo su un progetto comune,tenendo in considerazione le posizioni delle 2 istituzioni. Se entro 21 giorni dalla convocazione laccordo non viene raggiunto,la Commissione deve presentare un nuovo progetto di bilancio. Se laccordo raggiunto,Parlamento e Consiglio dispongono di 14 giorni per approvare il progetto comune. Quando la procedura stata espletata,il Presidente del Parlamento constata che il bilancio definitivamente adottato. Lesecuzione del bilancio curata dalla Commissione,in cooperazione con gli Stati membri,nei limiti dei crediti stanziati ed in conformit del principio della buona gestione finanziaria.

C) nella stipulazione di accordi internazionali12

LUE ha la capacit di stipulare accordi internazionali,con Stati terzi e con altre organizzazioni internazionali. Lart 47 TUE afferma LUE ha personalit giuridica. Il Trattato attribuisce espressamente allUE il potere di stipulare accordi tariffari e commerciali,nel contesto delle competenze relative alla politica commerciale comune (art 206 TFUE);nonch accordi di associazione con uno o pi stati terzi o con organizzazioni internazionali (art 217 TFUE). E ben chiaro gi dallart 207 TFUE che la materia della politica commerciale comprende tutti gli accordi sugli scambi di merci. Inoltre,si riconosciuto che il potere si estendeva anche agli accordi che comprendevano i prodotti di cui allart 71 del Trattato CECA;a quelli sul commercio dei prodotti agricoli,anche se le misure interne di attuazione si fondano sullart 43 TFUE. Lart 207 TFUE ha compreso nellambito della politica commerciale comune,gli scambi di servizi,gli aspetti commerciali della propriet intellettuale,gli investimenti esteri e diretti e le misure di protezione commerciale. Le modalit di esercizio della competenza dellUE a stipulare accordi internazionali sono disciplinate dallart 218 TFUE,che attribuisce al Consiglio la fase di avvio dei negoziati,definizione delle direttive di negoziato,autorizzazione alla firma e conclusione;il Consiglio autorizza lavvio dei negoziati su raccomandazione della Commissione o dellAlto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza. E sempre il Consiglio competente a designare il negoziatore o il responsabile della squadra di negoziato,in ragione della materia oggetto dellaccordo. Il Consiglio adotta poi,con delibera a maggioranza qualificata una decisione relativa alla conclusione dellaccordo. Sulla stipulazione degli altri accordi internazionali,il Parlamento chiamato a formulare semplicemente un parere prima della conclusione dellaccordo. E previsto che il Parlamento europeo,il Consiglio o la Commissione possono domandare alla Corte di Giustizia un parere circa la compatibilit di un accordo con i trattati.

Capitolo II Le Norme ConvenzionaliNorme primarie del sistema giuridico dellUE sono anzitutto le norme convenzionali,contenute negli originari trattati istitutivi delle Comunit europee ed in quegli accordi internazionali che successivamente sono stati stipulati per modificare ed integrare i primi:TUETRATTATO SULLUE ed TFUETRATTATO SUL FUNZIONAMENTO DELLUE. Tali norme regolano in via primaria la vita di relazione allinterno dellUE,creando situazioni giuridiche soggettive in capo agli Stati membri,alle istituzioni europee e ai singoli. Le stesse norme,attribuiscono a loro volta forza e portata normativa agli atti delle istituzioni dellUE,che per ci stesso,ponendosi al secondo livello del sistema,formano il diritto europeo derivato. Al TUE ed al TFUE va aggiunta anzitutto la Carta dei Diritti Fondamentali che solo con il Trattato di Lisbona ha lo stesso valore giuridico dei Trattati (art 6 TUE). La natura giuridica dei trattati istitutivi,nonch delle integrazioni e modificazioni convenzionali intervenute nel corso degli anni, quella di accordi internazionali nel senso pieno e proprio di tale espressione. I Trattati sono stati concepiti come strumento dellintegrazione europea,dunque,molto di pi di un mezzo per coordinare politiche e armonizzare legislazioni. La sfera di applicazione territoriale del diritto dellUE coincide con quella dellinsieme dei diritti nazionali. Lart 52 TUE enumera per esteso gli Stati membri cui si applica;la corrispondente disposizione del Trattato EURATOM (art 198) si riferisce anche ai territori,europei e non,degli stati membri sottoposti alla loro giurisdizione. Per alcuni territori degli stati membri sono previsti regimi particolari. Alcuni di essi sono sottratti del tutto allapplicazione dei Trattati (ISOLE FAR OER e le zone di CIPRO);altri vi sono sottoposti solo nei limiti espressamente sanciti dai conferenti trattati di adesione (ISOLE DI MAN e ISOLE NORMANNE);i dipartimenti francesi doltremare,nonch,le AZZORRE,MADEIRA e le CANARIE possono essere oggetto di misure specifiche in considerazione delle particolari condizioni geoeconomiche in cui versano. I c.d. Paesi e territori doltremare di cui allallegato II dei Trattati,sono sottoposti allo speciale regime di associazione stabilito dalla parte IV del TFUE,e quindi esclusi dalla sfera di applicazione. Lart 355 TFUE non esclude che le norme europee possano produrre effetti anche al di fuori del territorio UE. E il caso delle norme sulla concorrenza,per le intese che producano effetti nel mercato comune pur se 13

realizzate in Paesi Terzi;delle norme sulla circolazione delle persone,che trovano applicazione anche rispetto ad attivit lavorative esercitate in uno Stato terzo.

La Revisione dei Trattati ed il Diritto di RecessoLa revisione dei Trattati dellUE disciplinata dallart 48 TUE che prevede una procedura di revisione ordinaria e due procedure di revisione semplificate. La procedura di revisione ordinaria pu essere attivata da uno Stato membro,dal Parlamento o dalla Commissione,tutti abilitati a sottoporre al Consiglio progetti intesi a modificare i Trattati. Lart 48 TUE espressamente sancisce che tali progetti possono essere diretti ad accrescere o a ridurre le competenze attribuite allUE nei Trattati. I Progetti sono trasmessi al Consiglio europeo e notificati ai Parlamenti nazionali. Consultati il Parlamento europeo e alloccorrenza la Commissione,il Presidente del Consiglio europeo convoca una Convenzione dei rappresentanti dei Parlamenti nazionali,dei Capi di Stato o di Governo degli Stati membri,del Parlamento europeo e della Commissione. Il Consiglio pu decidere a maggioranza semplice di non convocare la convenzione qualora si tratta di modifiche la cui entit non lo giustifichi. La convenzione tenuta ad esaminare i progetti di modifica e ad adottare,per consenso,una raccomandazione che invia a una conferenza dei rappresentanti dei governi degli stati membri. Le modifiche cos adottate dovranno poi,per poter entrare in vigore,essere ratificate da tutti gli Stati membri conformemente alle loro rispettive norme costituzionali. Entrambe le procedure semplificate attribuiscono un ruolo preminente al Consiglio europeo ed escludono la convocazione tanto della convenzione quanto della conferenza dei rappresentanti dei governi degli stati membri. La prima di tali procedure prevista per la modifica esclusivamente della parte III del TFUE,relativa alle politiche ed alle azioni interne dellUE. I progetti volti a modificare la parte III TFUE sono inoltrati al Consiglio europeo da qualsiasi stato membro,dal Parlamento o dalla Commissione. Il Consiglio europeo adotta una decisione al riguardo,deliberando allunanimit e previa consultazione del Parlamento europeo,della Commissione o della BCE. La decisione entra in vigore previa approvazione degli stati membri conformemente alle rispettive norme costituzionali (art 48 TFUE). La seconda procedura semplificata contempla due ipotesi: la prima concerne la possibilit che il Consiglio deliberi a maggioranza qualificata e non allunanimit,laddove richiesta,nelladozione di decisioni relative al TFUE o alla parte V del TUE,tranne che tali decisioni abbiano implicazioni militari i rientrano nel settore della difesa; la seconda ipotesi concerne la possibilit per il Consiglio di adottare atti legislativi secondo la procedura legislativa ordinaria e non secondo una procedura legislativa speciale,laddove prevista. In entrambi i casi liniziativa presa dal Consiglio europeo allunanimit previa approvazione del Parlamento europeo 9. La proposta di modifica poi trasmessa ai Parlamenti nazionali che,entro 6 mesi,possono respingerla ed allora la decisione non adottata,ovvero,in assenza di opposizione,la decisione adottata dal Consiglio europeo ed entrer in vigore senza ulteriore ratifica o approvazione da parte dei Stati membri. La natura internazionalistica dei Trattati dellUE confermata altres dal diritto di recesso,disciplinato dallart 50 TUE. Tale esplicita disposizione stata introdotta dal Trattato di Lisbona. Con lart 50 TUE stata introdotta una procedura dettagliata e precisa per cui ogni Stato membro pu decidere di recedere dal sistema dellUE,conformemente alle proprie norme costituzionali. Lintenzione di recedere va notificata dallo stato membro interessato al Consiglio europeo che formula specifici orientamenti al tal riguardo. La conclusione dellaccordo regolata dalla procedura di cui allart 218 TFUE,con la differenza che lo Stato recedente,non parteciper ai negoziati dalla parte dellUE,n prender parte alladozione della decisione in seno al Consiglio. ++

La ripartizione di competenze tra lUE e gli Stati MembriNel Trattato di Lisbona il Titolo I della Parte I del TFUE, dedicato espressamente allenunciazione di Categorie e settori di competenza dellUE. Accanto ai numerosi obiettivi,nuovi o diversamente formulati dellUE,nel Trattato di Lisbona a fin troppe riprese richiamato il principio delle competenze di attribuzione. Lart 5 TUE sancisce che la delimitazione delle competenze si basa sul principio di attribuzione e che lesercizio delle stesse resta regolato dai principi di sussidariet e di proporzionalit. Al 2comma 14

della stessa norma ribadito che lUE agisce nel rispetto dei limiti delle competenze che le sono state attribuite dagli Stati nei trattati per perseguire gli scopi da essi prefissati. Lart 5 TUE opera come norma di rinvio simultaneo a tutte le competenze che i Trattati attribuiscono allUE. Non pu dubitarsi che tra le competenze che le sono attribuite vanno annoverate sia quelle cui i Trattati fanno espresso riferimento sia quelle cui fatto implicito rinvio. La competenza dellUE pu avere origine dallart 352 TFUE (clausola di flessibilit) che predispone una formale procedura per lampliamento dei poteri,che seppur non espressamente attribuiti,sono tuttavia necessari per il raggiungimento dei fini assegnati allorganizzazione dei medesimi trattati. Tale norma attribuisce al Consiglio il potere di adottare,allunanimit,su proposta della Commissione e previa approvazione del Parlamento,le disposizioni del caso quando unazione dellUE,pur non espressamente prevista,si renda necessaria per raggiungere uno degli obiettivi fissati dai Trattati. Lart 352 TFUE prevede una formale procedura per lintegrazione dei poteri delle istituzioni,integrazione da effettuarsi nel rispetto di limiti e condizioni previsti dalla stessa norma;tali poteri sono stati interpretati almeno nella fase iniziale in modo estensivo dalla Corte di Giustizia. Attraverso luso dellart 352 stata legittimata lazione dellUE in settori quali la politica regionale e dellambiente,la politica industriale e del consumatore,la politica energetica e del turismo. Lambito dazione dellUE non illimitato,ma deve essere contenuto nei limiti segnati dai trattati. Lultima parte del 2comma dellart 5 TUE,ricorda che Qualsiasi competenza non attribuita allUE nei trattati appartiene agli Stati membri,che esattamente il contenuto del principio delle competenze di attribuzioni,principio fondamentale e pacifico del sistema,secondo il quale le funzioni normative restano agli Stati e lattribuzione allUE costituisce leccezione. Ai sensi dellart 2 TFUE,le competenze dellUE sono distinte in esclusive e concorrenti. Accanto alle 2 categorie classiche,ne vengono inserite altre di natura e intensit diversa;le competenze rivolte a sostenere,completare e coordinare lazione degli stati membri di cui agli art 5 e 6 TFUE;la competenza per definire o attuare una politica estera e di sicurezza comune art 4 TFUE. Nei settori di competenza esclusiva stabilito che soltanto lUE pu emanare atti giuridicamente vincolanti. Lart 3 TFUE elenca espressamente i settori di COMPETENZA ESCLUSIVA. La competenza elusiva prevista per la conclusione di accordi internazionali contemplati in atto legislativo dell'Unione,ovvero,necessari per esercitare competenze interne,o,ancora,in grado di incidere su norme comuni o di modificarne la portata. Quanto ai settori di COMPETENZA CONCORRENTE,essi possono essere oggetto di attivit legislativa sia da parte dellUE sia da parte degli Stati. Lesercizio della competenza statale,nellart 2 TFUE costituito in termini residuali rispetto a quello dellUE,giacch espressamente affermato che la competenza statale possa essere esercitata soltanto qualora le istituzioni non abbiano fatto uso della propria,oppure qualora abbiano deciso di cessare di esercitare la propria. Gli stati dispongono dellintera competenza normativa qualora lUE si astenga da qualsiasi forma dintervento. Lart 4 TFUE enumera i principali settori di competenza concorrente. Accanto alle competenze ricordate,ne vanno annoverate altre di diversa portata,di cui fatto riferimento negli art 5 e 6 TFUE. La prima disposizione affida al Consiglio il compito di fissare gli indirizzi di massima delle politiche economiche nazionali;ed attribuisce allUE il coordinamento delle politiche occupazionali,mediante la definizione di orientamento e delle politiche sociali. Gli Stati mantengono singolarmente piena libert di definire le proprie politiche economiche,occupazionali e sociali,fatta salva,da un lato,lindividuazione di parametri di regolazione condivisi dal Consiglio;dallaltro,lesigenza di uno stretto e puntuale coordinamento in sede europea. La seconda disposizione introduce le azioni intese a sostenere,coordinare o completare lazione degli stati membri qualora,nei settori indicati si programmino misure di finalit europee. Lenunciazione del principio di sussidariet si trova dopo quello di attribuzione,a conferma della sua vera funzione di criterio flessibile attraverso il quale lesercizio di determinate competenze viene spostato in capo allUE o lasciato agli Stati membri sulla base di valutazioni di merito. Lintervento dellUE nelle materie di competenza non esclusiva costruito in termini negativi e vincolato al verificarsi di una duplice condizione,ovvero,che lazione dellUE per la portata o gli effetti sia pi adeguata di quella a livello statale,regionale e locale e che gli obiettivi non possono essere sufficientemente realizzati dagli 15

stati membri. LUE deve risultare pi idonea rispetto ad uno stato membro a disciplinare un settore non tanto per il carattere transfrontaliero dellazione da porre in essere,quanto per il grado di impatto che intende conferire allazione medesima. La portata e lintensit dellazione dellUE devono essere valutate,poi,in rapporto al principio di proporzionalit,che impone di graduare i mezzi prescelti rispetto alle caratteristiche dellobiettivo di volta in volta perseguito. Si dovr pertanto scegliere fra un intervento di tipo legislativo-regolamentare ed altre azioni,quali il mutuo riconoscimento,la raccomandazione,lincentivazione di forme di cooperazione fra gli stati membri,ladesione a convenzioni internazionali. Il principio di proporzionalit impone che lesercizio di una determinata competenza risponda a 3 requisiti sostanziali: esso deve essere utile e pertinente per la realizzazione dellobiettivo per il quale la competenza stata conferita; deve essere necessario e indispensabile:qualora per il raggiungimento dello scopo possano essere impiegati vari mezzi,la competenza sar esercitata in modo da recare meno pregiudizio ad altri obiettivi o interessi degni di eguale protezione; se queste condizioni sono soddisfatte sar poi necessario provare che esista un nesso tra lazione e lobiettivo. Il Protocollo sullapplicazione dei principi di sussidariet e di proporzionalit attribuisce ai Parlamenti nazionali un ruolo autonomo rispetto allo Stato membro di appartenenza;ai Parlamenti nazionali affidato il controllo del rispetto del principio di sussidariet, EX ANTE ed EX POST. Nella fase EX ANTE,la Commissione tenuta a trasmettere ogni sua proposta e ogni proposta modificata contemporaneamente a Parlamenti Nazionali ed al legislatore dellUE. Tale proposta deve essere motivata alla luce del principio di sussidariet e di proporzionalit. Ogni Parlamento nazionale pu presentare ai Presidenti del Parlamento europeo,della Commissione,entro 8 settimane,un parere motivato in cui dovranno essere contenute le ragioni per le quali la proposta ritenuta non conforme al principio di sussidariet. I Parlamenti nazionali possono presentare ricorso per violazione del principio di sussidariet. Ad essi riconosciuto un ruolo importante anche in fase di controllo EX POST che vede protagonista il giudice dellUE,di cui noto latteggiamento improntato a grande prudenza nel valutare la legittimit degli atti dellUE alla luce del principio in parola.

I Principi del Diritto dellUENel sistema dellUE non esiste una norma di contenuto analogo allart 38 dello statuto della Corte Internazionale di Giustizia,norma che prevede lapplicazione di principi generali di diritto riconosciuti dalle Nazioni civili. Soltanto lart 340 TFUE si limita a rinviare ai principi generali comuni ai diritti degli Stati membri:essa stata utilizzata per evocare ed applicare principi comuni agli ordinamenti nazionali anche in materie diverse. Si tratta di principi propri del diritto dellUE,a tutti gli effetti e a titolo originario,che non sono affatto presi soltanto a prestito di volta in volta da altri sistemi giuridici. Di frequente e significativa applicazione il principio della certezza del diritto,nei suoi numerosi e diversi aspetti. Il principale profilo riguarda la trasparenza dellattivit dellamministrazione,nel senso che la normativa dellUE deve essere chiara e la sua applicazione prevedibile per coloro che vi sono sottoposti,in modo che possano agire in modo adeguato;lo stesso dicasi per lattivit richiesta alle amministrazioni nazionali. Al principio della certezza del diritto si fatto riferimento in tema di termine ragionevole dato alla Commissione per pronunciarsi sulla compatibilit di aiuti statali notificati;di termine di decadenza ai fini di un ricorso in carenza;per affermare la non retroattivit degli atti rispetto alla data di pubblicazione,salvo eccezioni;nonch per stabilire che la sentenza di annullamento di un atto o la sentenza pregiudiziale da cui si desume lillegittimit di una normativa nazionale possa avere eccezionalmente effetti EX NUNC. Un aspetto ulteriore e di rilievo del principio della certezza del diritto il principio del legittimo affidamento,espressamente ritenuto parte dellordinamento giuridico dellUE ed utilizzabile come parametro di legittimit degli atti. In talune occasioni i due principi sono stati applicati contestualmente,luno per definire la regola e laltro per limitarne leccezione. Il principio del legittimo affidamento viene in rilievo nellipotesi di modificazione improvvisa di una disciplina e la sua violazione pu costituire motivo di invalidit della nuova disciplina;rileva nel caso che 16

lamministrazione abbia fatto nascere nellinteressato,con il suo comportamento o addirittura con le sue informazioni,una aspettativa ragionevolmente fondata;in tema di revoca di atti individuali illegittimi,possibile entro un termine ragionevole e tenuto conto del legittimo affidamento maturato dal destinatario. Non si pu invocare il legittimo affidamento se sia fondato su un errore o comunque quando il comportamento invocato sia illegittimo;non lo si pu invocare rispetto ad una prassi nazionale non conforme al diritto dellUE;n un operatore avvertito pu far valere il legittimo affidamento rispetto alla permanenza di una disciplina che la Commissione abbia ampio potere discrezionale di modificare. Il principio di proporzionalit anche esso compreso tra i principi generali del diritto dellUE. Esso consente di verificare la legittimit di un atto che imponga un obbligo,ovvero,una sanzione in base alla sua idoneit o necessit rispetto ai risultati che si vogliono conseguire. Il principio richiede che la sanzione in caso di violazione di un obbligo imposto dal diritto dellUE non sia pi grave di quanto necessario;o che in caso di alternativa tra misure diverse nei confronti degli operatori sia adottata quella che impone oneri minori o quella meno restrittiva. Il principio di proporzionalit pu soccorrere per verificare la legittimit dellesercizio della facolt di deroga concessa agli stati membri in vista di particolari esigenze. Un principio sovente utilizzato come chiave di lettura delle norme comunitarie quello delleffetto utile,che impone unapplicazione o anche una interpretazione delle stesse che sia funzionale al raggiungimento delle loro finalit. Di rilievo anche la portata attribuita al principio di precauzione,sancito dal Trattato con riguardo alla tutela dellambiente (art 191 TFUE),ma che la Corte di Giustizia ha definito come un principio generale che impone ladozione di misure atte a prevenire rischi per la sicurezza e la salute,oltre che per lambiente. La giurisprudenza ha fatto ricorso pi volte e in contesti anche diversi al principio della leale cooperazione,ricavandolo,o,collegandolo allart 4 n.3 TUE,limitandosi,per,ad unaffermazione di principio molto ampia,nel senso che il contenuto dellobbligo di cooperazione dipende dalle disposizioni materiali del Trattato che di volta in volta vengono in rilievo,con riferimento anche alla struttura complessiva del sistema. Diversi significati del principio di leale cooperazione: 1 in quanto dovere di leale cooperazione degli organi nazionali nei confronti delle istituzioni dellUE,il principio venuto anzitutto in rilievo come obbligo di facilitare le istituzioni stesse nellassolvimento dei loro compiti. Si rilevato il dovere dello stato membro,nel corso di una procedura di infrazione in base allart 258 TFUE di dare tutte le informazioni richieste alla Commissione o almeno di motivarne il rifiuto;di agevolare le inchieste ed i controlli della Commissione,ad esempio,di comunicare le misure adottate in attuazione di una direttiva. Il dovere di cooperazione delle autorit nazionali venuto in rilievo come dovere di contribuire alla realizzazione degli obiettivi del Trattato,persino in carenza del legislatore dellUE. Lipotesi comprende 2 figure diverse. La prima quella in cui lo Stato membro,pur in assenza di misure di armonizzazione, comunque in grado di assicurare al singolo lesercizio di una libert fondamentale prevista dal Trattato. La seconda ipotesi quella dellobbligo affermato in capo agli stati membri di adottare misure temporanee fino alladozione di misure dellUE in materia di organizzazione comune dei mercati,cio,in un settore dove la competenza dellUE esclusiva. Il dovere di cooperazione degli stati membri verso la comunit venuto in rilievo al fine di garantire la portata e leffettivit del sistema giuridico dellUE e con questo la piena efficacia dei diritti attribuiti ai singoli da norme dellUE. Gli stati membri,cos come sono tenuti ad adottare le misure necessarie perch i singoli possano godere al meglio dei diritti loro attribuiti dal sistema giuridico dellUE,allo stesso modo sono tenuti a garantire che i singoli osservino gli obblighi loro imposti dal diritto dellUE e pertanto ad utilizzare misure idonee ad assicurare tale risultato. Il principio di leale cooperazione impone agli stati membri di adottare tutte le misure idonee a garantire lefficacia del diritto dellUE,ivi comprese sanzioni penali,comunque effettive,proporzionali e dissuasive. Lobbligo di assicurare il puntuale e pieno esplicarsi dellefficacia delle norme dellUE riguarda tutti gli organi degli stati membri,dal giudice allamministrazione agli enti locali;mentre la sua mancata osservanza pu dar luogo anche ad una procedura dinfrazione. 2 Il principio sancisce anche un obbligo di leale cooperazione reciproca,sia per la soluzione di problemi specifici,sia come connotazione dei rapporti tra istituzioni e stati membri. Ed stato utilizzato per 17

affermare un obbligo di collaborazione tra stati membri in funzione di una pi corretta applicazione del diritto dellUE;in secondo luogo,il principio stato invocato anche in relazione ai rapporti tra le istituzioni,in particolare in materia di bilancio,per valutare la legittimit della loro azione,spesso oggetto di accordi interistituzionali che richiedono un continuo dialogo. 3 E stato affermato lobbligo di cooperazione delle istituzioni dellUE nei confronti degli stati membri. A fronte di una richiesta disattesa di un giudice nazionale alla Commissione di fornire informazioni utili raccolte in una procedura da funzionari dellUE,la Corte ha rilevato lobbligo della Commissione di prestare la massima collaborazione,in quanto,il dovere di leale cooperazione sancito dal Trattato non a senso unico. In materia di concorrenza stato affermato il dovere della Commissione di fornire alle autorit ed ai giudici nazionali ogni informazione utile. Il principio di leale cooperazione viene in rilievo soprattutto quando la realizzazione di un obiettivo del Trattato richieda un esercizio coordinato delle competenze sia delle istituzioni dellUE che di quelle nazionali. Si tratta di un principio di grande rilievo del funzionamento del sistema,nella misura in cui questo si fonda sulla sinergia tra stati membri e istituzioni dellUE per lapplicazione delle norme. Lart 4 n.3 TUE sancisce il principio di leale cooperazione per stabilire lobbligo per lUE e gli stati membri al rispetto e allassistenza reciproca nelladempimento dei compiti derivanti dai trattati;lobbligo per gli stati membri di adottare ogni misura di carattere generale o particolare atta ad assicurare lesecuzione degli obblighi derivanti dai trattati o conseguenti agli atti delle istituzioni dellUER;lobbligo per gli stati membri di facilitare lUE nelladempimento dei suoi compiti,astenendosi da qualsiasi misura che rischi di mettere in pericolo la realizzazione degli obiettivi dellUE.

Il Principio di eguaglianzaIl principio di eguaglianza trova nel Trattato riconoscimento espresso e generale nella forma di un divieto di discriminazione fondato sulla nazionalit (art 18 TFUE),con applicazioni specifiche relativamente alle libert di circolazione delle merci e dei servizi e alla libert di stabilimento. Il principio si ritrova anche nella disciplina concernente le organizzazioni comuni di mercato,lart 40 n.2,2 comma TFUE,prevedendo lesclusione di qualsiasi discriminazione fra produttori o consumatori dellUE;e all art 157 TFUE,in cui viene sancito in termini generali il principio della parit di retribuzione fra lavoratori di sesso maschile e quelli di sesso femminile per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore. Laffermazione che il principio generale di eguaglianza rappresenta uno dei principi fondamentali del diritto dellUE costituisce ormai una costante della giurisprudenza della Corte,che ha,per tale via ampliato la protezione dei singoli. Il principio di non discriminazione,ad esempio in base allet, un principio generale del diritto dellUE,che con il Trattato di Lisbona ha lo stesso valore giuridico dei Trattati;tale principio per ci stesso provvisto di effetto diretto e prescinde dalle condizioni di applicabilit della direttiva che lo disciplina,tanto da imporre al giudice nazionale la sua applicazione in luogo di una legge nazionale confliggente anche prima della scadenza del termine di trasposizione e in una controversia tra privati. Il divieto di discriminazioni sancito dal Trattato stato da sempre interpretato dalla Corte nel senso tradizionale,che fatto divieto di trattare in modo diverso situazioni simili,ovvero,di non trattare in modo identico situazioni diverse. Ci che emerge con sufficiente chiarezza dalla giurisprudenza il riconoscimento pieno del principio di uguaglianza in quanto tale,anche in fattispecie rispetto alle quali non espressamente previsto alcun divieto di discriminazione. Non sono illegittime solo le violazioni palesi del principio di uguaglianza,ma anche le discriminazioni dissimulate o indirette. Il divieto di discriminazione in base alla nazionalit investe anche quelle discriminazioni fondate su parametri diversi da quello della nazionalit,ma che di fatto conducono al medesimo risultato,vale a dire a negare al cittadino dellUE i benefici accordati ai nazionali. Nel dare applicazione al principio della parit retributiva di cui allart 157 TFUE, la giurisprudenza costante nel considerare in violazione di tale principio quelle normative nazionali che,pur fondate su criteri apparentemente neutri,finiscono con lo sfavorire comunque le donne. Il principio della parit di retribuzione stato oggetto di applicazioni molto ampie e significative,fino ad identificarsi,anche per effetto di numerose normative intervenute nella materia,con un generale principio di eguaglianza nei rapporti di lavoro. 18

La Corte ha inteso garantire unuguaglianza sostanziale e non meramente formale. La giurisprudenza in materia di parit uomo-donna nella vicenda del rapporto di lavoro complessivamente intesa ne la testimonianza pi significativa. Leliminazione di ogni discriminazione fondata sul sesso parte dei principi generali di cui la stessa Corte tenuta a garantire losservanza.

La Tutela dei Diritti e la Carta dei Diritti Fondamentali dellUELa Corte ha affermato,nei primi anni 60,lirrilevanza sul piano del diritto dellUE dei diritti fondamentali tutelati nelle costituzioni degli stati membri e la propria incompetenza a garantire il rispetto di norme interne,anche costituzionali,in vigore nelluno o nellaltro stato. Il suo principale interesse era evidentemente quello di assicurare lautonomia ed il primato del diritto dellUE sul diritto interno,nonch la sua uniformit entro il territorio dellUE che rischiava di essere pregiudicata dalla subordinazione di tale diritto a norme nazionali. Un decennio pi tardi la Corte di Giustizia volta pagina. La Corte afferma che i diritti fondamentali quali risultano dalle tradizioni costituzionali comuni agli stati membri e dalla convenzione europea sulla salvaguardia dei diritti delluomo (CEDU),fanno parte dei principi giuridici generali di cui essa garantisce losservanza. In sostanza la Corte si cos riservata il compito di verificare di volta in volta il rispetto dei diritti fondamentali,beninteso nelle situazioni in cui rileva la disciplina dellUE e non la sola disciplina interna. Il controllo della Corte,rispetto al parametro dei diritti fondamentali,investe: gli atti dellUE; gli atti o comportamenti nazionali che danno attuazione al diritto dellUE; le giustificazioni addotte da uno stato membro per una misura nazionale altrimenti incompatibile con il diritto dellUE. DIRITTI FONDAMENTALI DIRITTO DI PROPRIETA;DIRITTO AL LIBERO ESERCIZIO DI UNATTIVITA ECONOMICA O PROFESSIONALE;LIRRETROATTIVITA DELLE NORME PENALI,IL PRINCIPIO DEL NE BIS IN IDEM,LA PREVISIONE LEGALE DEI REATI E DELLE PENE,IL RISPETTO DEI DIRITTI DELLA DIFESA,IL PRINCIPIO DEL CONTRADDITTORIO,IL DIRITTO AD UN PROCESSO EQUO ED ENTRO UN TERMINE RAGIONEVOLE,IL DIRITTO AL RISPETTO DELLA VITA PRIVATA E DELLA DIGNITA UMANA,nonch,DELLA VITA MILITARE,IL DIRITTO A NON RENDERE DICHIARAZIONI SUSCETTIBILI DI PREGIUDICARE LO STESSO DICHIARANTE,LINVIOLABILITA DEL DOMICILIO,LA LIBERTA DI ESPRESSIONE,IL PLURALISMO NELLINFORMAZIONE,IL DIRITTO AD UNA BUONA AMMINISTRAZIONE. Un cenno specifico merita il riconoscimento come principio generale,rinvenibile anche agli artt 6 e 13 della Convenzione europea dei diritti delluomo,del diritto alla tutela giurisdizionale piena ed effettiva,riconoscimento che ha avuto un ruolo fondamentale nello sviluppo del sistema dellUE. La giurisprudenza ha sviluppato il principio delleffettivit della tutela giurisdizionale soprattutto in vista dellesigenza di uniformit del livello di tutela nellUE. La tutela dei diritti attribuiti da norme dellUE deve essere almeno pari a quella prevista per i diritti conferiti da norme nazionali (principio di equivalenza);il principio che il sistema nazionale di rimedi giurisdizionali deve essere tale da non rendere praticamente impossibile o eccessivamente gravoso lesercizio dei diritti attribuiti al singolo da norme dellUE (principio di effettivit). Solo con la Dichiarazione comune del 5 aprile 1977,il Consiglio e la Commissione si sono impegnati a rispettare,nellesercizio dei loro poteri,i diritti fondamentali quali risultanti dalle Costituzioni degli stati membri,nonch dalla Convenzione europea di salvaguardia dei diritti delluomo e delle libert fondamentali. Un punto di riferimento di maggior rilievo stato lart 6 del Trattato di Maastricht sullUE,in base al quale lUE rispetta i diritti fondamentali quali sono garantiti dalla Convenzione europea dei diritti delluomo e delle libert fondamentali,firmata il 4 novembre 1950. La norma in questione ha rivestito un importanza notevole,perch ha qualificato espressamente i diritti fondamentali come principi generali del diritto dellUE. Ladesione non avvenne per ovvi motivi: i giudici sulla competenza hanno sostenuto che ladesione alla Convenzione avrebbe determinato una modificazione sostanziale del regime imposto dal diritto dellUE in tema di difesa dei diritti 19

fondamentali,nonch,linserimento dellUE in un sistema istituzionale internazionale distinto;tale modifica avrebbe rilevanza costituzionale e come tale esulerebbe dai limiti dellart 308 del Trattato (oggi art 352 TFUE),nonch,dalla competenza esterna collegata ad una competenza interna effettivamente esercitata. In ogni caso,si raccoglieva nuovi consensi lidea di dotare lUE di un proprio catalogo scritto di diritti fondamentali. Nel 1999 il Consiglio europeo di Colonia a deliberare la predisposizione di una Carta dei Diritti Fondamentali dellUE,affidandone la redazione ad un apposito organismo,la Convention,composto da rappresentanti dei Parlamenti Nazionali,del Parlamento Europeo,della Commissione e dei Capi di Stato e di Governo. In occasione del Consiglio europeo di Nizza del 7 dicembre 2000,la Carta,articolata in 54 art pi un breve preambolo, dunque solennemente proclamata ad opera del Parlamento,della Commissione e del Consiglio. Nella Carta si ritrovano tutti i diritti che la Corte di Giustizia aveva fino a quel momento garantito in via giurisprudenziale e pochi di pi,dalla libert di espressione e di informazione alla parit tra uomini e donne,dal diritto di propriet al rispetto della vita privata e familiare,dal diritto al giudice al diritto ad una buona amministrazione. Lo scopo delliniziativa non era quello di innovare,ma rendere esplicita e solenne laffermazione di una serie di valori,nei limiti e secondo il quadro di competenze gi delineato dalla giurisprudenza della Corte di Giustizia. Limpegno di Colonia di rendere solo pi visibile la tutela dei diritti fondamentali stato confermato anche nellart 51 della Carta,dove si precisato che essa non introduce competenze nuove o compiti nuovi per la Comunit e per lUE,ne modifica le competenze e i compiti nuovi per la Comunit e per lUE,n modifica le competenze e i compiti definiti dai Trattati. La Carta ha lo stesso valore giuridico dei Trattati;ha rappresentato un passo in avanti del processo dintegrazione,nella misura in