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I o e l a l t r o

Fondo delle Nazioni Unite per lInfanzia

Fare e pensare per immagini

Lidea che anima questa

proposta quella di

sfruttare in primo luogo le

potenzialit fortemente comunicative che

lattivit artistica e il lavoro con i

materiali hanno per i bambini.

Disegnare, dipingere, lavorare con

creta, tempere e pennelli per sua

natura liberatorio di energie psichiche

profonde e di unattitudine al confronto e

alla collaborazione: un percorso che

aiuta a incontrare e conoscere laltro, in

una dimensione di arricchimento

reciproco.

Un modo diverso,leggero e

creativo, per far accostare i ragazzi alle

tematiche dellUNICEF e alla cultura dei

diritti dellinfanzia che da oltre un

decennio il cardine del lavoro del

Comitato Italiano per lUNICEF.

P e r c o r s i d i l a v o r o p e r l a s c u o l a d i b a s e

Fondo delle Nazioni Unite per lInfanzia

Comitato Italiano per lUNICEF - OnlusDirezione Attivit culturali, editoriali,formazione e ricercaVia Vittorio Emanuele Orlando, 8300185 - Romatel. 06478091 - fax 0647809270www.unicef.itprogscuola@unicef.it

Indice

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Fare e pensare per immaginiPercorsi di lavoro

per la scuola di base

Presentazione

IntroduzioneLeducazione allo sviluppo e lUNICEF

Parte 1Quanti sono, chi sono, da dove vengono gli alunni stranieri

Suggerimenti didattici

Parte 2Progetto-LaboratorioPremessa

I linguaggi altri e lintercultura. Fare e pensare per immagini

Progetto IRaccontiamo con... le cose, le forme, i colori

Progetto II Limmagine in movimento e il linguaggio altro: facciamo il cinema a scuola

Bibliografia

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13

17 252731

49

54

Limpegno del Comitato Italiano per lUNICEF nelle scuole italiane per lapromozione delleducazione allo sviluppo e allinterculturalit risale agli anniSettanta. In coincidenza con lattenzione senza precedenti rivolta ai giovani dalleNazioni Unite la nostra attivit acquista un significato quanto mai intenso: nelsettembre 2001 una Speciale Sessione dellAssemblea Generale sar dedicataproprio ad essi e in quelloccasione lUNICEF sar agenzia leader.

La pubblicazione che oggi viene presentata vuole essere uno strumento dilavoro agile, flessibile e soprattutto in linea con le esigenze didattiche e culturali delnostro tempo e di una societ che va costruendosi come multietnica emulticulturale.

I percorsi didattici proposti in questo testo, elaborati con la collaborazione didocenti ed esperti, discendono dal desiderio di coniugare consapevolezza dei propridiritti e sviluppo delle potenzialit creative nei bambini e nelle bambine: dueelementi che caratterizzano lazione educativa, cos come essa viene contemplatadalla Convenzione ONU sui Diritti dellInfanzia.

Esprimo il pi sincero augurio perch questo lavoro possa contribuire adagevolare ed arricchire limpegno di tutti quegli educatori che ogni giorno siadoperano affinch la scuola italiana svolga le sue funzioni, davvero vitali, per lacrescita delle giovani generazioni in un mondo che muta rapidamente.

GGiioovvaannnnii MMiiccaalliiPresidenteComitato Italiano per lUNICEF

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Presentazione

Pubblicazione a cura della Direzione Attivit culturali, editoriali,formazione e ricercaComitato Italiano per lUNICEF - OnlusVia V.E. Orlando, 8300185 Romatel. 06 478091fax 06 47809270progscuola@unicef.itwww.unicef.it

TestiAndreina Serloni e Laura Verderosa

IllustrazioniGianluca Manna

Progetto grafico e impaginazioneB-Side, Roma

StampaPrimeGraf, Roma

Foto di copertina:Sheila McKinnon

Questa pubblicazione stata stampata sucarta riciclata ecologica

Finito di stampareRoma, agosto 2000

Leducazione allo sviluppo da quasi untrentennio unimportante area di attivit dei

Comitati Nazionali per lUNICEF. Recente-mente questi ultimi, attivi fin dagli anni Set-tanta nellelaborazione di proposte e spuntieducativi rivolti agli insegnanti, hanno cerca-to di darsi una metodologia unitaria e una se-

rie di obiettivi comuni, per consentire a pro-grammi elaborati in ambiti culturali diversi di opera-

re nella stessa direzione, promuovendo un tipo dieducazione che consenta ai giovani di lavorare

per promuovere la pace internazionale ela solidariet in un contesto interdipen-

dente (Raccomandazione della Conferenza Mondiale sullEducazione per Tutti, Jom-tien, 1990).

Il termine Educazione allo Sviluppo indica un tipo di educazione che tenga con-to della natura globale dei problemi, che prepari le giovani generazioni a giocare unruolo attivo nei processi di veloce cambiamento promuovendo valori come pace, giu-stizia sociale e consapevolezza ambientale nonch atteggiamenti cooperativistici esocialmente attivi.

LLaa CCoonnvveennzziioonnee ssuuii DDiirriittttii ddeellllIInnffaannzziiaa, fin dalla sua adozione da parte dellAs-semblea Generale delle Nazioni Unite nel 1989 e ratificata quasi allunanimit ( iltrattato pi ratificato al mondo), diventata per pi di un motivo il cardine dei pro-getti educativi dellUNICEF. Alleducazione allo sviluppo essa legata in molti modi:da un lato ne costituisce, per cos dire, la fonte ispiratrice, nel senso che lo spirito chela anima era gi elemento fondante dei progetti e delle attivit di educazione allo svi-

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Introduzione Leducazione

allo sviluppoe lUNICEF

luppo; dallaltro essa co-stituisce indubbia-mente un modo praticoper legare i contenuti delle-ducazione allo sviluppo al lavoro dellU-NICEF: promuovere unottica attenta ai biso-gni dei bambini e rispettosa delle loro esigenze ediritti, significa infatti automaticamente agire inunottica di sviluppo, di pace, di cooperazione.

Ecco quindi che la Convenzione diventata, in que-sti dieci anni, una sorta di cornice di riferimento ideale perguidare le attivit educative e formative dellUNICEF, unostrumento pratico di indubbia efficacia, una sorta di bus-sola sempre puntata sullidea della partecipazione del bambino nella vi-ta politico-sociale: non si tratta (non tanto e non solo) di conoscere e far conoscere laConvenzione, ma soprattutto di esplorare attivamente le sue modalit di applicazio-ne, rendendola uno strumento vivo nella vita quotidiana e nelle comunit in cui i bam-bini vivono.

Si potrebbero portare molti esempi di come la Convenzione abbia apportato cam-biamenti significativi nella vita di tanti bambini in molti paesi, contribuendo, nei ri-spettivi contesti, a diffondere quella cultura dei diritti dellinfanzia che sta cos a cuo-re allUNICEF. Ne citeremo solo alcuni, relativi al diritto del bambino a partecipare al-la vita sociale, che costituisce uno degli aspetti pi innovativi della Convenzione: inSalvador e in Argentina migliaia di bambini e ragazzi si sono recati alle urne per direla loro sul futuro politico dei rispettivi paesi; in India circa 2 milioni di bambini di stra-da hanno ripreso i contatti col mondo delle istituzioni scolastiche grazie ai progetti dieducazione informale basati sullutilizzo degli educatori di strada e sostenuti dallU-NICEF; in Finlandia e in Danimarca i Comuni tengono conto dei pareri espressi daibambini quando si elaborano i piani regolatori cittadini; in Brasile i meninos da ruahanno fondato il Movimento Nazionale dei Ragazzi di Strada che diventato un veroe proprio movimento politico, con tanto di rappresentanti incaricati di tenere i rap-porti con i politici adulti, allo scopo di far valere le loro richieste.

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Leducazioneper lo sviluppo

e lUNICEF

Introduzione

Lesperienza dei Comitati Nazionali per lUNICEF, incaricati istituzional-mente di portare avanti progetti di educazione allo sviluppo, ha operato

nellultimo ventennio in due direzioni:

SSeettttoorree ddeelllleedduuccaazziioonnee ffoorrmmaallee, proponendo agli insegnanti e alle scuole unaserie di spunti per introdurre, nella normale programmazione scolastica, unotticainformata allo spirito e agli ideali dellUNICEF: non una materia, ma un modo diguardare alle cose, un angolo visuale da cui porsi. SSiittuuaazziioonnii ddii eedduuccaazziioonnee nnoonn ffoorrmmaallee (club giovanili, club per lo sviluppo comu-nitario, sindacati, associazioni formative di vario tipo). Si trattato e si tratta di unmodo efficace per far penetrare unottica di cooperazione, solidariet e pace incontesti e gruppi pi informali e meno strutturati delle istituzioni scolastiche.

Accanto a questa attivit istituzionale di educazione allo sviluppo, i Comitati lavo-rano molto con gli organi di informazione, ai quali forniscono sistematicamente noti-zie sul mondo dellinfanzia, con lobiettivo di diffondere unottica attenta ai diritti deibambini:: un modo molto efficace per sensibilizzare i giovani nel mondo contempora-neo, in genere molto esposti ai media e quindi influenzati dai loro messaggi.

Dal 1976 in poi il Comitato Italiano per lUNICEF ha elaborato una serie di proposteeducative sempre pi articolate che, nel corso degli anni, si sono diffuse in modo am-pio e capillare nella scuola italiana dellobbligo, soprattutto elementare e media, conlavallo di alcune circolari ministeriali. Lidea guida del lavoro dellUNICEF in tutti que-sti anni stata quella di portare i bambini a conoscere e valutare i problemi dello svi-luppo senza forzature e imposizioni, facendoli semplicemente inciampare nei pro-blemi. Nei primi anni Ottanta si proponeva lidea di unanalisi in parallelo del contestolocale dei bambini italiani in raffronto con quello dei bambini dei paesi in via di svi-luppo allo scopo di identificare analogie e differenze, con lobiettivo finale di giungerea una visione di

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