filiera grano duro news - n. 20 - ott 2011

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Questo il sommario: Progetto Grano duro alta qualit in Emilia Romagna - anno 2011; Le innovazioni biologiche nel passato e le prospettive future; La ricerca sul grano, strumento per lo sviluppo dellagricoltura e per una migliore gestione delle risorse alimentari; Alle origini del made in Italy: La Societ Produttori Sementi

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  • societPRODUTTORI SEMENTI S.p.A. BoLoGNA

    SommarioSommarioProgetto Grano duro alta pag. 1qualit in emilia Romagna - anno 2011

    Le innovazioni biologiche pag. 2nel passato e le prospettive future

    La ricerca sul grano, pag. 4strumento per lo sviluppo dellagricoltura e per una migliore gestione delle risorse alimentari

    Alle origini del made in italy pag. 8

    Codice ISSN 2239-4230 Propriet e redazione: societ Produttori sementi Via Macero, 1 - 40050 Argelato (Bo) - info@prosementi.com

    Direttore responsabile: Dott. Marco Bon

    stampa: Grafiche BiMe s.r.l.Via sebastiano Zavaglia 20/24 - 40062 Molinella (Bo)

    Reg. tribunale di Bologna n. 7711 del 15/11/2006

    Periodico realizzato con il contributo della Regione emilia-Romagna ai sensi della L. R. 28/1998.

    Filiera Grano duro news

    Per scaricare i numeri arretrati collegatevi a www.prosementi.com

    o direttamente allindirizzohttp://www.prosementi.com/ita/

    archivio_filiera_grano_duro_news/

    Con le semine delle prossime settimane giun-giamo al sesto anno del Progetto Grano Duro di Alta Qualit in Emilia Romagna, apprezzato strumento di contatto tra le imprese agricole e lindustria collocate in regione, i cui risultati sono tangibili ed apprezzati da tutti gli opera-tori di settore.A livello nazionale, la campagna agraria appena passata stata caratterizzata da una riduzione delle superfici stimata, secondo diverse fonti, intorno al 10% pari a circa 130.000 ettari. A farne le spese stato prevalentemente il Nord Italia dove questa riduzione ha raggiunto circa il 40%.Tre sono i fattori principali alla base di questo fenomeno: 1. differenziale di prezzo tra grano duro e te-nero a favore di questultimo avvantaggiato anche da rese pi elevate nellareale Setten-trionale;

    2. prezzi interessanti di mais, soia e girasole, anche alla luce del ritardo delle semine cau-sato dalle frequenti piogge invernali;

    3. la presenza nelle precedenti campagne agrarie di valori elevati di DON al Nord che ha creato diffidenza verso la coltivazione del grano duro.

    Complessivamente quindi, tenendo conto del-la riduzione delle superfici e di una resa media nazionale analoga a quella dello scorso anno si stima una produzione complessiva per il raccolto 2011 di circa 3,6 milioni di tonnellate di grano duro. Anche per quanto riguarda le rese, il Nord Italia, con una resa di circa 5 t/ha, stato penalizzato da un andamento mete-orologico particolarmente sfavorevole: a una prima fase estremamente piovosa nel periodo invernale, che ha provocato difficolt e ritardi nella semina ha fatto seguito una primavera siccitosa con temperature alte e assenza di piogge (rendendo in molti casi necessaria lir-rigazione di soccorso), per terminare con un breve periodo di contenuta piovosit appena prima della fase di raccolto. Nel Centro-Sud Italia, invece, una maggiore presenza di piog-ge durante il ciclo ha favorito la coltivazione, permettendo il raggiungimento di rese (3,5-4 t/ha) superiori alla media storica.

    Una maggiore uniformit invece si registrata per quanto riguarda le caratteristiche merce-ologiche: il caldo nel periodo primaverile e, al Nord, le piogge di fine ciclo hanno favori-to il buon riempimento delle cariossidi, per-mettendo di ottenere pesi specifici elevati e mediamente superiori ad 81 kg/hl. Anche dal punto di vista proteico si assistito ad una maggiore uniformit tra gli areali con dati ten-denzialmente intorno al 13,5% ss.Infine dal punto di vista igienico-sanitario lan-nata stata in generale abbastanza favorevole grazie a condizioni climatiche non particolar-mente idonee allo sviluppo del Fusarium e conseguentemente allaccumulo di DON nella granella. Infatti, come per gli areali del Centro-Sud, dove si confermata una presenza di DON bassa o nulla, anche al Nord non si sono re-gistrati valori preoccupanti di questa micotos-sina. Tuttavia la scalarit delle semine (che si sono protratte da fine ottobre fino a met febbraio) ha determinato una fioritura estesa nel tempo con alcune variet maggiormente esposte allo sviluppo del Fusarium e quindi al rischio di accumulo di DON.

    Andamento del ProgettoPassiamo ora ad analizzare la situazione nellambito del Progetto Emilia-Romagna.I dati riportati qui di seguito sono generati dallanalisi qualitativa e relativa al contenuto del DON dei campioni prelevati su tutti i lot-ti stoccati nellambito del progetto, seguendo la metodologia ufficiale sancita nel Reg. CE 401/2006.Per il 2011 era previsto a contratto un quan-titativo totale di 70.000 tonnellate che, pur se lievemente minore rispetto allo scorso anno, non ha risentito delle forti riduzioni di super-fici riscontrate a livello regionale. Questo dato conferma la solidit del Progetto anche nei confronti dellagricoltore stesso che negli ulti-mi anni ha visto remunerata adeguatamente la propria produzione.Entrando nel dettaglio delle diverse provincie facenti parte del Progetto, si evidenziano, al contrario dello scorso anno, differenze so-

    Progetto Grano duro alta qualit in Emilia Romagna - anno 2011Michele Zerbini e Marco Silvestri Barilla G. e R. Fratelli s.p.a.

    PeR IodICo d I INFoRmaz IoNe teCNICo-eCoNomICa a SoSteGNo del PRoGetto PIlota GRANO DURO DI AlTA qUAlIT IN EMIlIA-ROMAGNA

    Numero 20 OTTOBRE 2011

    Grano duro newsFiliera

  • N. 20 - ottobre 2011Filiera Grano duro news

    le innovazioni biologiche nel passato e le prospettive futureGiovanni Federico - european University Institute e Universit di Pisa

    Il SETTORE AGRIcOlO

    Da qualche anno, il settore agricolo non gode di impeccabile reputazione. E citato nei media pi frequentemente come fonte di inquinamento o di rischi per la salute dei consumatori che per la sua capacit di nu-trire la popolazione mondiale. Questa visio-ne , a mio avviso, profondamente ingiusta. I risultati produttivi dellagricoltura nel lun-go passato sono stati eccezionali: dal 1870 al 2000, la produzione agricola aumentata di circa dieci volte, mentre la popolazione mondiale aumentata solo di sei volte. La produzione mondiale pro-capite au-mentata prima del 1914 e soprattutto dopo il 1950, ed rimasta pi o meno costante nel periodo fra le due guerre mondiali. Que-sto incremento stato reso possibile dalla crescita dei fattori utilizzati (terra, lavoro, capitale) e dallaumento dellefficienza nel loro uso. Lincremento di efficienza un fenomeno complesso, ma sicuramente una sua componente essenziale il progresso tecnico, cio lintroduzione di innovazioni nelle pratiche di coltivazione. E possibile distinguere quattro categorie di innovazioni - nuove pratiche colturali, nuove piante ed animali, i prodotti chimici (fertilizzanti, an-tiparassitari etc) e la meccanizzazione. Le prime due categorie sono spesso chiamate innovazioni biologiche.

    Linnovazione biologica - Si pu definire innovazione biologica lintroduzione con successo di una nuova pratica colturale (per esempio una diversa rotazione delle colture), di una nuova pianta (o animale) o di una nuova variet di piante (o anima-le) gi in uso. Per millenni, nuove piante e nuove variet sono state scoperte per caso e si sono diffuse lentamente. Il processo fu accelerato dal trasferimento intercontinen-

    tale dopo le esplorazioni geografiche dei secoli XV e XVI ed continuato per tutto il XIX secolo. Gli emigranti europei hanno portato con s le piante del loro continente nel Nuovo Mondo e molti governi europei hanno tentato di introdurre nelle proprie colonie la coltivazione di piante tropicali per produrre per il mercato europeo. Lo stock di variet naturali da provare si per andato esaurendo e quindi ha assun-to crescente importanza la produzione in laboratorio attraverso libridazione di due variet gi note della stessa pianta. La pos-sibilit era nota sin dalla met del Settecen-to e variet di grano ibrido furono prodotte negli anni Quaranta del secolo successi-vo negli Stati Uniti, ma non si rivelarono particolarmente produttive. La situazione cambi grazie alla (ri-)scoperta delle leggi della genetica alla fine del secolo XIX, che permise la selezione scientifica di variet da ibridare, e alla messa a punto nei de-cenni successivi di tecniche di ibridazione su vasta scala. Il primo grande successo fu la produzione di una nuova variet di mais ibrido negli anni Trenta, che aumentava il rendimento del 20%. Pochi anni dopo, le fondazioni Ford e Rockfeller iniziarono a finanziare la ricerca di variet di grano ibri-do adatto al Messico. Il successo dellim-presa stimol lestensione del lavoro al riso ed a variet adatte ai paesi asiatici. Negli anni Ottanta e Novanta, la ricerca si este-sa a variet adatte ad ambienti marginali (per esempio le montagne) e ad altre piante alimentari, come il sorgo o la cassava. Le nuove variet furono denominate di high yielding varieties (variet ad alto ren-dimento), in sigla HYV, proprio in quanto molto pi produttive di quelle tradiziona-li. Il rendimento per ettaro del riso IR-8, distribuito dal 1966, era fino ad otto volte superiore. Inoltre alcune delle nuove va-riet crescevano pi rapidamente, permet-tendo di intensificare la coltivazione, fino a tre raccolti di riso lanno. Avevano per bisogno di pi acqua e di pi fertilizzanti di quelle tradizionali. Nel 1998 le variet ad alto rendimento erano seminate nell85-90% della superficie a grano in Asia e Sud America. Le percentuali per altri continenti e per altri prodotti, riso compreso, erano inferiori. La loro introduzione ha permesso uno spettacolare aumento dei rendimenti noto come Rivoluzione Verde. Dagli anni Sessanta in poi, i rendimenti per ettaro del grano in Asia sono aumentati di 3,5 volte e

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    produzione mondiale pro-capitepopolazione mondiale

    Intervento tenuto al convegno 100 anni di Ricerca scientifica e di organizzazione di impresa per la diffusione dellinnovazione qu