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  • XVI legislatura

    FINANZIAMENTO DEI PARTITI:

    Note sul disegno di legge approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati (A.S. n. 3321)

    giugno 2012 n. 364

    u i c

    fficio ricerche sulle questioni stituzionali, sulla giustizia e sulla

    ultura

  • Servizio Studi Direttore: Daniele Ravenna

    Segreteria tel. 6706_2451

    Uffici ricerche e incarichi Documentazione

    Settori economico e finanziario Documentazione economica

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    Silvia Ferrari _2103

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    Documentazione giuridica

    Ambiente e territorio Vladimiro Satta _2057

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    cultura

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    Questioni regionali e delle autonomie

    locali, incaricato dei rapporti con il

    CERDP

    Capo ufficio: F. Marcelli _2114

    Legislazione comparata

    Capo ufficio: S. Scarrocchia 2451

    _______________________________________________________________________________________ I dossier del Servizio studi sono destinati alle esigenze di documentazione interna per l'attività degli organi parlamentari e dei parlamentari. Il Senato della Repubblica declina ogni responsabilità per la loro eventuale utilizzazione o riproduzione per fini non consentiti dalla legge. I contenuti originali possono essere riprodotti, nel rispetto della legge, a condizione che sia citata la fonte.

  • XVI legislatura

    FINANZIAMENTO DEI PARTITI:

    Note sul disegno di legge approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati (A.S. n. 3321)

    g n

    C

    a h

    iugno 2012

    . 364

    lassificazione Teseo: Finanziamento a partiti politici

    cura di: L. Borsi a collaborato: S. Ferrari

  • I N D I C E

    FINANZIAMENTO DEI PARTITI: LA STRATIFICAZIONE NORMATIVA .........................7

    ANNOTAZIONI DELLA CORTE DEI CONTI ...............................................................17

    ANNOTAZIONI DEL GRECO: RINVIO ....................................................................21

    IL DISEGNO DI LEGGE ALL'ESAME DEL SENATO, APPROVATO IN PRIMA LETTURA DALLA CAMERA DEI DEPUTATI (A.S. N. 3321) ......................................23

    SCHEDE DI LETTURA .....................................................................................25

    Articolo 1 (Riduzione dei contributi pubblici per le spese sostenute dai partiti e dai movimenti politici) ................................................................................................27

    Articolo 2 (Contributi a titolo di cofinanziamento a partiti e a movimenti politici) .............33

    Articolo 3 (Richiesta dei rimborsi per le spese elettorali e dei contributi per il cofinanziamento dell’attività politica) .................................................................39

    Articolo 4 (Ripartizione dei rimborsi e dei contributi tra partiti e movimenti politici facenti parte di aggregazioni) ..............................................................................43

    Articolo 5 (Atti costitutivi e statuti dei partiti e dei movimenti politici) ...............................45

    Articolo 6 (Fissazione di un criterio comune a tutti i tipi di elezione per l’accesso ai rimborsi per le spese elettorali) ...........................................................................47

    Articolo 7 (Detrazioni per le erogazioni liberali in favore di partiti e di movimenti politici)..................................................................................................................51

    Articolo 8 (Uso di locali per lo svolgimento di attività politiche) ........................................57

    Articolo 9 (Misure per garantire la trasparenza e i controlli dei rendiconti dei partiti e dei movimenti politici) .......................................................................................59

    Articolo 10 (Perdita di legittimazione alla sottoscrizione dei rendiconti)..............................75

    Articolo 11 (Misure per ampliare la trasparenza dei finanziamenti privati alla politica) .....77

  • Articolo 12 (Pubblicità della situazione patrimoniale e reddituale dei soggetti che svolgono le funzioni di tesoriere dei partiti o dei movimenti politici o funzioni analoghe) ................................................................................................81

    Articolo 13 (Introduzione di limiti massimi delle spese elettorali dei candidati e dei partiti politici per le elezioni comunali) ...............................................................83

    Articolo 14 (Limiti di spesa, controlli e sanzioni concernenti le elezioni dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia)..............................................................89

    Articolo 15 (Deleghe al Governo e disposizioni in materia di erogazioni liberali) ..............93

    Articolo 16 (Destinazione dei risparmi ad interventi conseguenti ai danni provocati da eventi sismici e calamità naturali) .......................................................................97

    ALLEGATO: Rapporto di valutazione dell’Italia sulla trasparenza del finanziamento dei partiti politici (adottato dal GRECO il 23 marzo 2012)........................99

  • La stratificazione normativa 7

    Finanziamento dei partiti: la stratificazione normativa

    Ad una disciplina legislativa del finanziamento dei partiti si giunse negli anni Settanta, con la legge n. 195 del 1974.

    Innanzi non erano mancate in Parlamento alcune proposte, da quella del senatore Sturzo del 1958 (che riscuoteva nella pubblica opinione l'adesione altresì del costituzionalista Maranini, fustigatore della 'partitocrazia' secondo l'espressione da questi lanciata) ai disegni di legge costituzionale presentati presso la Camera dei deputati nella V legislatura, a prima firma rispettivamente Greggi (DC) e - quest'ultima proposta, più articolata - Bertoldi (PSI). Rimasero tuttavia senza seguito, prevalendo l'orientamento che i partiti muovano in un ambito autonomistico libero- associativo, franco dal controllo statale, talché quale fonte di loro finanziamento era naturale vi fossero esclusivamente le quote associative e le contribuzioni dei sostenitori.

    Nella successiva VI legislatura, dietro l'onda d'urto dello scandalo 'petroli', il Parlamento speditamente approvò la legge n. 195 del 1974. La contribuzione statale ai partiti politici faceva il suo ingresso nell'ordinamento, con una duplice tipologia di contributi: per il rimborso delle spese elettorali; per l'attività ordinaria dei partiti.

    Per il rimborso elettorale, era previsto che il partito dovesse superare, onde accedervi, una soglia di partecipazione (per numero di collegi) alla competizione elettorale nonché di voti validi conseguiti. La conseguente ripartizione del contributo era in parte eguale tra i partiti ammessi al contributo, in parte proporzionale ai voti da essi ottenuti.

    Per l'attività ordinaria, il contributo era previsto a favore dei Gruppi parlamentari (in misura in parte eguale, in parte differenziata sulla base della loro consistenza), e da questi devoluto ai partiti.

    Era inoltre introdotto (articolo 7, tuttora vigente) un reato di finanziamento illecito1. Esso consegue alla provenienza dei contributi (se organi della pubblica amministrazione di enti pubblici, di società con partecipazione di capitale pubblico superiore al 20 per cento o di società controllate da queste ultime, ancorché di natura privatistica) o al mancato rispetto di modalità volte alla trasparenza (delibera dell'organo sociale competente e regolare iscrizione in bilancio, per qualsiasi società).

    1 Il reato (punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni) è di chi riceva o corrisponda i contributi, in violazione dei divieti posti dall'articolo 7 della legge n. 195 del 1974. Al contempo (secondo disposizione intervenuta in tempo successivo alla legge n. 195), la trasgressione è punita con una multa, fino al triplo delle somme versate in violazione dei divieti.

  • La stratificazione normativa8

    La legge del 1974 inoltre recava disposizioni - poi rivisitate dalla legge n. 2 del 1997 - in materia di pubblicità dei bilanci (tema sul quale, in Assemblea Costituente nella seduta del 22 maggio 1947, una proposta era stata formulata da Mortati, entro un emendamento poi ritirato) per i partiti beneficiari del contributo statale, così come di pubblicità per i contributi provenienti da privati (se eccedenti un certo importo). Prevedeva inoltre che vi fosse un controllo sulla regolarità di redazione del bilancio, da parte del Presidente della Camera d'intesa con il Presidente del Senato, avvalendosi di revisori ufficiali dei conti designati dalle conferenze dei presidenti dei Gruppi parlamentari delle due Camere in riunione congiunta (con sospensione dell'erogazione del contributo, in caso di inottemperanza degli obblighi di pubblicità e redazione del bilancio).

    La contribuzione pubblica elettorale fu estesa stabilmente

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