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  • luce Non si pu parlare di colori senza parlare prima di luce, la madre di tutti i colori. I pigmenti Lo spettro elettromagnetico onde elettromagnetiche Lo spettro elettromagnetico comprende l'intera gamma delle lunghezze d'onda esistenti in natura, dalle onde radio, lunghissime e poco energetiche, ai raggi cosmici, cortissimi e dotati di straordinaria energia. Fenomeni fisici apparentemente diversissimi, come le onde radio che trasportano suoni e voci nell'etere e i raggi X che impressionano le lastre radiografiche, appartengono in realt alla medesima dimensione, quella delle onde elettromagnetiche. spettro visibile All'interno dello spettro elettromagnetico, solo una piccolissima porzione appartiene al cosiddetto spettro visibile, l'insieme delle lunghezze d'onda a cui l'occhio umano sensibile e che sono alla base della percezione dei colori. Esso si situa tra i 380 e i 780 nanometri.
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  • Luce violetta 400 nm luce bianca La luce visibile, cio la radiazione compresa tra 380 e 780 nm, definita globalmente luce bianca: essa la somma delle componenti colorate: rosso, arancione, giallo, verde, blu, indaco e violetto, corrispondenti alle lunghezze donda comprese nellintervallo suddetto. Queste componenti possono essere evidenziate quando un raggio di luce passa attraverso un prisma, un oggetto capace di rallentarle in maniera differente; lo stesso effetto si ha nellarcobaleno, quando la luce bianca passa attraverso le goccioline dacqua di cui satura laria dopo un temporale. Luce rossa 750 nm I pigmenti Luce bianca e luce colorata
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  • Perch le cose sono colorate? Ci sono fondamentalmente tre cause che, in innumerevoli varianti, rendono il mondo colorato. La luce pu essere: CREATA come nel bagliore giallo di una candela. La luce visibile si pu creare attraverso lenergia elettrica (es. lampadina), lenergia chimica (es. combustione) o lenergia termica (es. vulcano in eruzione). PERSA come attraverso un vetro colorato. Alcuni colori risultano da porzioni dello spettro visibile che si perdono o vengono assorbite. Se vediamo un colore su un oggetto, c una molecola in grado di assorbire parte dello spettro visibile. MODIFICATA come nel cielo al tramonto o in un prisma. Molti esempi di colore naturale derivano dalle propriet ottiche della luce e dalle sue modificazioni attraverso processi come diffusione, rifrazione, diffrazione, interferenza, ecc. I pigmenti Lorigine del colore
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  • la tinta, che indica i colori base, ovvero le lunghezze donda dellintervallo visibile; la chiarezza, che indica la quantit di bianco e nero presente nel colore; la saturazione, che indica la quantit di tinta presente in un dato colore in rapporto al bianco, al nero o al grigio stabilito dal valore di chiarezza Il colore una sensazione prodotta sul cervello, tramite locchio, da un corpo opaco colpito dalla luce o in grado di emettere luce. Due situazioni sono definibili in maniera semplice: il bianco e il nero. Un corpo che riflette completamente la luce bianca appare bianco, mentre un corpo che assorbe completamente la luce bianca appare nero. Appaiono colorati i corpi che riflettono o producono un particolare e limitato intervallo di lunghezze donda. Per quanto riguarda i materiali coloranti, il meccanismo prevalente quello dellassorbimento di luce ed emissione di luce riflessa. Per poter valutare e descrivere in termini oggettivi i colori che locchio umano riesce a distinguere, esistono sistemi di carte del colore il pi importante dei quali descritto nel Munsell Book of Color. Questi sistemi definiscono ogni colore in base a: Tutte le variazioni (circa quattromila) che locchio umano in grado di registrare sono classificabili in termini di queste variabili. Esiste poi la cosiddetta ruota dei colori dove, a partire dai quattro colori fondamentali blu, rosso, verde e giallo possibile valutare le tinte che si generano dalla variazione continua tra un colore e laltro. I pigmenti Definizione di colore
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  • Il meccanismo prevalente di produzione del colore da un oggetto quello dellassorbimento parziale di luce bianca ed emissione di luce riflessa. I colori corrispondenti alla lunghezza donda assorbita e a quella riflessa sono detti complementari. Per esempio, un oggetto che sia in grado di assorbire la radiazione a 400-440 nm (luce violetta) apparir giallo-verde; un oggetto che assorba nel range 600-700 nm (luce rossa) appare di colore blu-verde. Fa eccezione il grigio che, nelle sue varie tonalit, non un vero colore essendo una miscela di bianco e nero. Un particolare colore pu essere ottenuto (a parte la possibilit di emettere luce propria) miscelando colori puri. Per esempio, possibile generare il colore rosa in tre modi: Lartista interessato principalmente alla luce riflessa. Il chimico, invece, deve concentrarsi soprattutto sulla luce assorbita. diluendo luce arancio (~620 nm) con luce bianca miscelando luce rossa (~700 nm) e ciano (~490 nm) miscelando luce rossa (~700 nm), verde (~520 nm) e violetta (~420 nm) I pigmenti Produzione di colore
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  • Il colore che si percepisce macroscopicamente pu essere in realt generato da sostanze che, a livello microscopico, sono colorate in maniera molto differente. Nella figura di sinistra, tratta da un testo tedesco del XVI secolo, il contorno della lettera R appare grigia. Lingrandimento al microscopio (100x), riportato nella figura di destra, mostra invece che il colore grigio ottenuto con sostanze di colore diverso. Lartista ha ottenuto la tinta desiderata miscelando la bellezza di non meno di sette colori diversi!! I pigmenti Percezione del colore
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  • Il colore ha sempre giocato un ruolo importante nelle civilt antiche ed una testimonianza tangibile dellarte e della psicologia di quei popoli. Dallinizio della propria storia luomo ha cercato di utilizzare il colore per tutte le sue espressioni, attingendo a piene mani dal mondo minerale, da quello vegetale e da quello animale per produrre pigmenti e coloranti a seconda delle risorse disponibili. Lo studio delluso del colore nel corso della storia delluomo ci consente di constatare quanto profonda fosse la conoscenza dellambiente in cui luomo viveva: una conoscenza sperimentale di piante, animali e rocce incredibilmente profonda ed estesa. Alcune scoperte e alcune sintesi nel campo della chimica delle sostanze coloranti, operate da popoli antichi, ci appaiono stupefacenti nella loro genialit, pur con soluzioni che possono sembrare oggi curiose. Gli usi principali del colore sono stati: nelle opere darte (affreschi, pitture) nella decorazione degli oggetti preziosi (statuette, monili) nella decorazione degli oggetti domestici nella tintura dei tessuti (vesti, paramenti) nella tintura del corpo (per rituali, per impressionare i nemici) I pigmenti Il colore nella storia delluomo
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  • Pigmenti: sostanze generalmente inorganiche (minerali o rocce) aventi propriet coprenti, insolubili nel mezzo disperdente col quale formano un impasto pi o meno denso. Sono dotati di colore e di corpo; impartiscono il proprio colore aderendo mediante un legante alla superficie del mezzo che si desidera colorare. Sono generalmente stabili agli agenti atmosferici e alla luce, tranne alcuni composti a base di piombo. Vengono utilizzati soprattutto nellarte pittorica. Coloranti: sostanze generalmente organiche trasparenti, solubili nel mezzo disperdente. Sono dotati di colore ma non di corpo; impartiscono il proprio colore per inclusione, assorbimento o legame chimico con il mezzo che si desidera colorare. Sono meno stabili dei pigmenti, in particolare se utilizzati nei manoscritti e nei quadri. Vengono utilizzati soprattutto per la tintura dei tessuti, es. Indaco, Porpora di Tiro. Lacche: coloranti solubili in acqua, intrappolati in un substrato solido come calcare o argilla, precipitati e successivamente polverizzati, da utilizzare analogamente ai pigmenti, es. Robbia, Cocciniglia sali metalliciMordenti: composti intermediari utilizzati per fissare chimicamente i coloranti al substrato, generalmente costituiti da sali metallici che possono conferire colori diversi a seconda del metallo. I pigmenti Tipi di materiali coloranti
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  • Tutte le tecniche pittoriche prevedono lapplicazione del colore ad un superficie. Per fare ci, necessario miscelare la sostanza colorante in un opportuno mezzo. La scelta del metodo di applicazione e del mezzo disperdente hanno caratteristiche importanti sul prodotto finito, in quanto ciascuna ha i propri limiti e potenzialit. I pigmenti Tecniche pittoriche Tecniche su parete Mosaico: si utilizzano tasselli di pietra, vetro colorato, ceramica o altro Affresco: il pigmento si stende sullintonaco ancora fresco e viene ingabbiato dal calcare che si forma per reazione della calce con lanidride carbonica Fresco secco: il pigmento si stende sullintonaco secco appena bagnato e aderisce semplicemente alla parete MosaicoAffresco Fresco secco
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  • Nella tecnica dellaffresco i pigmenti sono dispersi (non disciolti) in acqua e poi applicati allintonaco, composto da calce viva. Man mano che la parete si asciuga, lidrossido di calcio dellintonaco si combina con lanidride carbonica presente nellatmosfera, formando cos carbonato di calcio secondo la reazione: CaO + CO 2 CaCO 3 In questo modo si forma sulla superficie uno strato fine, trasparente e vitreo che intrappola i pigmenti, mantenendoli protetti per molto tempo. L'affresco tende anzi a migliorare col tempo, in quanto l'effetto protettivo del calcare diventa pi pronunciato. La tecnica dellaffresco piuttosto difficile; i colori vanno stesi rapidamente, prima che la calce secchi, e senza commettere errori che non si poss