orizzonti numero 2_2011

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Orizzonti Numero 2 2011

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NUMERO 2 ANNO 9 OTTOBRE 2011

FEDERLUS

PERIODICO DELLA FEDERAZIONE DELLE BANCHE DI CREDITO COOPERATIVO DEL LAZIO UMBRIA SARDEGNA

ASSEMBLEA SOCIALE 2011

1861-2011

CENTOCINQUANTA ANNI DALLUNIT DITALIA

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EDITORIALE DEL PRESIDENTEUN MILIARDO DI RAGIONI

APPUNTI DEL DIRETTORETEMPO DI GUERRA. TEMPO DI CONCRETEZZA 4

PRIMO PIANOASSEMBLEA SOCIALE 2011. LA FORZA DELLUNIT IL RUOLO DELLA COOPERAZIONE BANCARIA NELLUNIFICAZIONE ITALIANA DA 2500 ANNI NELLA STORIA 8 14 16

DAL MOVIMENTOPATTO PER LO SVILUPPO PER CRESCERE INSIEME BANCA AGRILEASING DIVENTA ICCREA BANCAIMPRESA 50 51 51

PUNTO CONGIUNTURALEIL RILANCIO DELLE (PICCOLE) IMPRESE VINCENTI 20

DALLE BCCBCC DI SPELLO E BETTONA IN 1600 ALLA PRIMA FESTA DEL SOCIO DOPO DIECI ANNI BCC DEL VELINO OBIETTIVO FOTOVOLTAICO BCC DI ROMA PIANO CASA LA FESTA DEL SOCIO UN MUTUO CASA TARGATO BCC IN DON MATTEO 8 BCC DEL TUSCOLO INSIEME ALLE PMI PER AFFRONTARE LE NUOVE SFIDE DEL MERCATO BCC DI BELLEGRA LA CONVENZIONE CASSAINTEGRATI, UNA MISURA CONTRO LA CRISI 52 52 53 54 54

POLITICA ASSOCIATIVALA VOCE DEI PRESIDENTI VERSO ROMA 2011 24

POLITICHE DI SVILUPPOINSIEME PER CRESCERE FUSIONI IN CORSO 28 28

TESORI DEL TERRITORIONELLOLIMPO DEI VINI 30

NON SOLO BCCVIA COL VENTO NELLAZZURRO IL DIVULGATORE APPASSIONATO LA CHITARRA UNA RICCHEZZA LIBERA... 38 40 42

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DALLA FEDERAZIONEPREVENIRE MEGLIO CHE CURARE DEDICATO AD AMMINISTRATORI E SINDACI DELLE BCC LA FUNZIONE ANTICICLICA DELLE BCCDirettore Responsabile: Maurizio Aletti

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NUOVI ORIZZONTILECONOMIA CRESCE SE ENTRA NELLA RETE 58

RECENSIONIITALIA IN CIFRE 2011Hanno collaborato a questo numero: Fabrizio Burelli, Giovanni Battista Giulianelli, Stefano Rotondi, Nikolay Pouhlev, Sergio Troiani, Giorgio Caporale, Martina Bonaldo Editore: EDICOM srl, iscritta al R.O.C. n. 8961 Stampa: Iger&Partners Finito di stampare: ottobre 2011 Tiratura: 2.500 copie

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Immagini: Archivio Edicom, Archivio Federlus, Fabrizio Burelli, Simone Pagano, Microimages Fotolia Redazione: Alessandro Ceccarelli, Brunella Venier

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EDITORIALE

Un miliardo di ragionidi Francesco Liberati

Iccrea Holding ha avviato loperazione di aumento del capitale pi importante della sua storia. Tale importanza si lega strettamente alleccezionalit dello scenario operativo, attuale e prospettico, in cui si muovono le nostre Banche di Credito Cooperativo e, di conseguenza, lintero Gruppo Bancario Iccrea. Si tratta di uno scenario di cui si detto molto e, purtroppo, molto rimane ancora da dire per le tante incertezze ancora presenti. Una cosa sicura: nulla sar come prima. Stanno cambiando i paradigmi economici e finanziari di fondo nel mondo intero, nulla pi dato per scontato e nessuno pu sentirsi al riparo da possibili contagi di crisi. Si stanno ridisegnando gli assetti dei poteri economici e politici su scala planetaria e, in questo enorme scacchiere, lItalia alla ricerca di un progetto ancor prima di un ruolo che conti sul piano internazionale. Un progetto che necessariamente dovr passare per la messa in sicurezza definitiva della finanza pubblica, a partire da un drastico ridimensionamento del debito per riconquistare la fiducia dei mercati e dei partner europei. Il debito pubblico un fardello ormai insostenibile che condiziona e compromette qualsiasi velleit di ripresa economica del sistema paese. La nostra Italia non merita il declino che si prospetta e che si concretizzer in mancanza di interventi massicci e decisi di risanamento finanziario e rilancio delleconomia, valorizzando il ruolo propulsivo delle imprese nei diversi comparti dattivit. Tra le imprese del nostre paese, le BCC non intendono arretrare dal proprio ruolo al servizio dei cittadini, delle famiglie, delle piccole imprese. Un ruolo dimostrato nella prima parte della grande crisi nel 2008-2009 e che va confermato ora, malgrado le crescenti difficolt operative. Lho detto pi volte e lo ripeto, sono tre i terreni di sfida: il controllo dei costi, il contenimento dei rischi e il rafforzamento patrimoniale. Ed anche con questa consapevolezza che dobbiamo rispondere positivamente allaumento di capitale di Iccrea Holding. Solo con un gruppo bancario pi forte ed efficiente le BCC potranno conseguire nuove economie di scala, ampliare la gamma dei prodotti e dei servizi, disporre di un supporto a tutto campo sempre pi essenziale nel confronto competitivo che va configurandosi. Basilea III sembra lontana, ma bisogna prepararsi sin dora a garantire ladeguatezza patrimoniale del nostro Gruppo, non fossaltro per mantenere gli standard richiesti dalle agenzie di rating e continuare ad accrescere la visibilit e il riconoscimento sui mercati finanziari internazionali. Sappiamo bene quanto sia importante oggi il riconoscimento di un rating adeguato, soprattutto quando si va a fare provvista sui mercati. Il declassamento del Gruppo implicherebbe maggiori costi di approvvigionamento e un deterioramento dellimmagine e della fiducia nei confronti del nostro sistema. Per tutti questo motivi, lobiettivo di Iccrea Holding il superamento di quota un miliardo di euro, un livello di capitale indispensabile per far fronte alle risposte che le BCC attendono. necessario quindi uno sforzo straordinario a una richiesta straordinaria, dando prova di responsabilit e solidariet di gruppo. Valore questo che, da sempre, nostro punto di forza.

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APPUNTI DEL DIRETTORE

Tempo di guerra. Tempo di concretezzaMa le guerre si possono anche vincere. Dipende esclusivamente da noidi Paolo Giuseppe Grignaschi

Oggi, marted 4 ottobre, durante la pausa pranzo, leggo sul sito de Il Sole 24 Ore che Goldman Sachs pubblica il proprio scenario sulla crescita globale e sullArea Euro, dipingendo un quadro peggiore rispetto alle precedenti analisi. In particolare, nel 2012 la variazione del PIL italiano dovrebbe essere di segno negativo di uno 0,4% (entreremmo, quindi, di nuovo in recessione), mentre la media della variazione del PIL delleurozona prevista solo al + 0,1% (ovvero in stagnazione). Guardando pi in basso, nellapposito quadrante, vedo che la Borsa sta perdendo il 3,23% e che lo spread Bund-BTP arrivato a 381,11 basis point, lasciando presagire ulteriori downgrade sul nostro debito sovrano da parte delle agenzie di rating. In questo contesto si prevede che la BCE, invertendo il percorso di crescita dei tassi di interesse, dovrebbe abbassare il proprio tasso di riferimento entro lanno di mezzo punto, portandolo all1%. Dexia, la grande banca franco-belga, sta perdendo in Borsa il 20% del suo valore ed sullorlo del fallimento, i Credit Default Swaps delle banche USA tornano ai livelli del crack Lehman Brothers (per le principali Banche vanno dai 400 ai 650 punti base) e la Fiat ha annunciato che uscir da Confindustria. Non una giornata particolare, unordinaria giornata di questo tempo di guerra, quando tutto ci che sino a ieri sembrava inverosimile, diventa cronaca quotidiana. Sono queste le brutte novit delloggi, quando alla fondata speranza di una seppur timida ripresa si sta sostituendo il timore che le condizioni congiunturali, per lo meno nei prossimi 12 mesi, debbano ulteriormente deteriorarsi. Non mi soffermo sullanalisi di ci che sta accadendo nel nostro paese, problema da pi parti sviscerato, n sullimpatto che le recenti manovre finanziarie varate dal Governo hanno sul sistema delle BCC, gi da altri pi autorevolmente e ampiamente illustrate; non voglio nemmeno spingermi in avventurose previsioni sul futuro delleuro, che ormai il principale oggetto di dibattito in tutte le assise politico-finanziarie mondiali. Sono persona concreta, interpreto lo svolgimento del mio ruolo nella maniera pi concreta possibile e credo fermamente che questo sia anche il tempo della concretezza. importante interrogarsi, fare analisi approfondite e scevre da qualsiasi riserva mentale, ma tutto deve essere finalizzato a rispondere alla domanda che fare?, evitando di incorrere nellerrore di chi, dopo essersi posto questa domanda, suggerisce, nella risposta, ci che gli altri dovrebbero fare. Serve a poco e pu essere addirittura deleterio, rappresentando, in realt, un alibi. Questo dellaspettare che sia qualcun altro a fare qualcosa un atteggiamento che si riscontra anche ai massimi livelli decisionali, soprattutto in merito allargomento principe,

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qual leuro, la sua difesa, il suo salvataggio. Sembra, ormai, quasi dato per scontato che il soccorso alla crisi dei debiti sovrani possa avvenire solo grazie allintervento di nazioni pi forti della nostra, che in passato sono state pi virtuose rispetto alla nostra. Ci si riferisce, in particolare, alla Germania, dalle decisioni del cui Governo e del suo Cancelliere Angela Merkel, magari concertate con quello francese, si attende che arrivi la soluzione ai nostri problemi. Difficilmente potr essere cos; guardare agli altri importante e imprescindibile in un mondo cos fortemente globalizzato, ma deve essere fatto con lintento di apprendere degli insegnamenti, di cogliere delle possibil