orizzonti numero 2_2012

Download Orizzonti Numero 2_2012

If you can't read please download the document

Post on 18-Dec-2014

53 views

Category:

Documents

4 download

Embed Size (px)

DESCRIPTION

Orizzonti Numero 2 2012

TRANSCRIPT

NUMERO 2 2012

FEDERLUS

PERIODICO DELLA FEDERAZIONE DELLE BANCHE DI CREDITO COOPERATIVO DEL LAZIO UMBRIA SARDEGNA

IL MONITO DEL GOVERNATORE: OCCORRE AGIRE

EDITORIALE DEL PRESIDENTECREDITO E SVILUPPO COOPERATIVO 3

PROGETTO ECUADORDIOS LES PAGUE (DIO VI RICOMPENSI) 36

APPUNTI DEL DIRETTORESUSSIDIARIET E INNOVAZIONE. OCCORRE AGIRE SUBITO 4

DALLA FEDERAZIONEIL PROGETTO DI MONITORAGGIO DEL PIANO SVILUPPO COMPETENZE INDIVIDUALI 40 DOCUMENTO DI CONSULTAZIONE DELLE NUOVE DISPOSIZIONI DI VIGILANZA 42

PRIMO PIANOASSEMBLEA SOCIALE 2012 GUARDIAMO AVANTI

I RISULTATI CI DANNO RAGIONE DAL MOVIMENTOSINERGIA. LA FUSIONE CESECOOP, UPS, SOAR

1019

D.LGS. 231/01: START-UP DELLA FUNZIONE DI SUPPORTO AGLI ORGANISMI DI VIGILANZA DELLE BCC SEMPRE PI SERVIZI ALLE BCC

44 48 50 51

LOSSERVATORIO FEDERLUS SUI FINANZIAMENTI 45 TUTORING, LEGALE E NON SOLO

PUNTO CONGIUNTURALELEURO HA RISCHIATO GROSSO, MA OGGI PI FORTE 20

LAVORI IN CORSO

TESORI DEL TERRITORIOPERUGIA UNA PROVINCIA TRA SOGNO E REALT 22

DALLE BCCBCC DI RIANO LA DECIMA EDIZIONE DEL PREMIO MICHELE MAZZELLA PER UNA DRAMMATURGIA GIOVANE 52 CRA DELLAGRO PONTINO 60 ANNI INSIEME BCC DI FORMELLO E TREVIGNANO ROMANO LO SVILUPPO ECONOMICO RIPARTE DAL TURISMO BCC DI SPELLO E BETTONA THIS MUST BE THE PLACE 53 54 56

INTERVISTE: Antonio Marinelli SITUAZIONE DIFFICILE, INDIVIDUARE LE PRIORIT ASPETTANDO LA RIPRESA 24 Alcide Casini CREATIVIT E FIDUCIA PER USCIRE DAL TUNNEL 28 FIUGGI, INSIEME ALLA BCC PER SUPERARE LA CRISI E TORNARE AI SUCCCESSI DEL PASSATO 30

NUOVI ORIZZONTI NON SOLO BCCLAVORO IN BANCA E DOTTORATO DI RICERCA: CHI LHA DETTO CHE NON SI POSSONO CONIUGARE? 34 IL CONTO CORRENTE 2012 58

RECENSIONIQUESTA VOLTA DIVERSO 60

Direttore Responsabile: Maurizio Aletti

Immagini: Archivio Edicom, Archivio Federlus, Fabrizio Burelli, Simone Pagano, Microimages Fotolia Redazione: Alessandro Ceccarelli, Brunella Venier

Hanno collaborato a questo numero: Alfredo Ballini, Martina Bonaldo, Loretana Cacciotti, Manuela Ciafro, Giorgio Caporale, Alessandro Coloricchio, Fabrizio Conti, Armando Finocchi, Laura Leli, Elio Longo, Francesco Manganaro, Ilaria Molinari, Gian Primo Narcisi, Marco Testi, Sergio Troiani

Editore: EDICOM srl, iscritta al R.O.C. n. 8961 Finito di stampare: dicembre 2012 Tiratura: 2.000 copie

EDITORIALE

Creditoe sviluppo cooperativodi Francesco Liberati

Siamo alla fine di un altro anno difficile per il nostro Paese, per le famiglie e le imprese e per le banche. Anche le prospettive per il prossimo anno non sono positive. In una situazione economica generale che continua a essere severa il nostro comparto sconta un quadro regolamentare in pieno divenire e almeno tre variabili condizioneranno la nostra operativit nei prossimi anni, che si possono cos a sintetizzare: una dinamica della raccolta modesta, condizionata dalla fragilit finanziaria delle famiglie e dal prosciugamento del canale estero (a parte la liquidit proveniente dalla BCE), e onerosa, per lelevato grado di concorrenza; un peggioramento della qualit del credito per le accresciute probabilit di insolvenza dei prenditori; una modifica del modello di attivit bancaria con una diminuzione dellimportanza degli sportelli ed un ripensamento delle modalit di rapportarsi con i giovani clienti. Molti istituti, poi, non possono ampliare lattivit di intermediazione sia per la necessit di riequilibrare il rapporto tra impieghi e raccolta sia per problemi di adeguatezza patrimoniale. In questo contesto, le banche difficilmente riusciranno ad accrescere i ricavi dalla complessiva attivit di intermediazione, per cui dovranno effettuare incisive azioni di contenimento e razionalizzazione dei costi. Ci premesso, dobbiamo, come Banche di Credito Cooperativo, tenere la barra costantemente a dritta, cercando di prevenire le ondate che possono infrangersi sulle nostre aziende. Come? Con una rinnovata politica di sana e prudente gestione che privilegi da una parte unazione creditizia molto attenta e, dallaltra, una concezione di sviluppo cooperativo aperto che punti allampliamento della compagine sociale e al contestuale aumento della dotazione patrimoniale. Il tutto senza minare le finalit statutarie che vedono le nostre banche impegnate per laccrescimento dei soci e delle comunit locali di riferimento. Unattenta politica del credito significa migliorare i processi di valutazione del merito dei nostri soci e clienti, premiando chi merita fiducia. Significa lavorare bene sul piano delle garanzie accessorie al credito, variabile fondamentale questa anche per una mirata ponderazione ai fini di minimizzare limpatto in termini di assorbimento patrimoniale. Significa, infine, prevenire il possibile deterioramento dei crediti attuando un monitoraggio sempre pi continuo e attento nei confronti dei clienti a rischio. Quanto allampliamento della base sociale, bisogna rompere gli indugi e imboccare con decisione la logica della cooperativa aperta, nella consapevolezza che una compagine sempre pi ampia e articolata fattore di stabilit della governance e non viceversa. Inoltre, indispensabile promuovere campagne di aumento del capitale sociale. importante coinvolgere i soci nel rafforzamento delle nostre cooperative di credito, diffondendo il messaggio che avere una banca locale pi forte, in grado di fronteggiare eventuali shock esterni, nellinteresse stesso dei soci. importante far capire che il nostro ruolo solidaristico orientato ad assicurare il diritto al credito non funziona senza la responsabilit reciproca. Responsabilit della Banca nei confronti dei soci e responsabilit dei soci nei confronti della Banca.

3

APPUNTI DEL DIRETTORE

Sussidiariet e innovazione.

Occorre agire subito!di Paolo Giuseppe Grignaschi

Il richiamo del Governatore Ignazio Visco allazione per una nuova fase di cambiamento, le risposte concrete della nostra Federazione e i principi e i driver per il cambiamento del Sistema del Credito Cooperativo, con particolare attenzione ai costiAlla presentazione del nuovo volume della pi che ventennale collana Italia della nostra gente, intitolato Civilt dei borghi: culla di cooperazione, evento organizzato da Federcasse il 20 novembre scorso, con la partecipazione degli autori il fotografo Pepi Merisio e, per la parte di commento, Giuliano Amato intervenuto il Governatore della Banca dItalia, Ignazio Visco, il quale, con loccasione, ci ha consegnato una disamina sulle banche locali ed il Credito Cooperativo. Il Governatore ha cominciato con il fornirci una breve analisi dei dati evolutivi delle BCC dal 1995 ad oggi, nel corso della quale ha ricordato come il rapporto tra impieghi e raccolta sia passato, nel periodo in esame, da poco pi del 50% al 90% (dato, questo, che pu ben rappresentare un limite da non valicare). Successivamente, ha evidenziato le principali criticit che siamo chiamati ad affrontare e, auspicabilmente, a superare, sulle quali opportuno soffermarsi. Il primo punto quello della governance, rispetto al quale il Governatore osserva che in molte BCC il passaggio al nuovo modello di operativit (ndr: sostanzialmente dovuto alla forte espansione dellattivit di finanziamento, che ha snaturato la nostra originaria funzione di banche di raccolta) non stato sostenuto dalla revisione dei meccanismi di governance, necessaria a fronteggiare laccrescersi dei rischi. Le principali debolezze riguardano competenze non sempre adeguate degli esponenti aziendali e scarso rinnovo degli organi collegiali, fattori che facilitano il consolidarsi di posizioni egemoni; basso grado di incisivit e indipendenza dei Collegi sindacali. Sullaltro punto, quello strutturale, il Governatore osserva che il rallentamento dei finanziamenti, lincremento del costo della provvista e la difficolt di comprimere gli oneri di gestione condizionano la redditivit delle BCC, indebolita anche dal deterioramento della qualit degli attivi. Tutto ci inizia a condizionare la tradizionale robustezza patrimoniale. In definitiva la crisi sta accentuando due vulnerabilit strutturali delle BCC: lelevata dipendenza della redditivit dal margine di interesse e la rigidit dei costi operativi. Questi i problemi. Per quanto riguarda le soluzioni, il Governatore ritiene che la situazione attuale spinge a consolidare in chiave evolutiva la tradizionale funzione di sostegno a famiglie, artigiani, piccole imprese. Ma, per poter continuare a sostenere le comunit

4

locali, il Credito Cooperativo deve per rafforzarsi attraverso una nuova fase di cambiamento e la prospettiva evolutiva deve avere un respiro pi ampio, ponendosi come obiettivo un assetto di sistema adeguato. Il Governatore entra, poi, ancor pi nello specifico, affermando che occorre perseguire la crescita qualitativa del management delle BCC e il miglioramento di processi e strumenti di supporto per le funzioni di governo e controllo e per la gestione dei rischi creditizi e finanziari, che facilitino tra laltro la definizione di politiche di rafforzamento strutturale della liquidit in vista della restituzione dei finanziamenti dellEurosistema. Sul tema, per noi particolarmente sensibile, del posizionamento territoriale e dei livelli dimensionali, il Governatore evidenzia che appaiono altres necessari interventi di razionalizzazione delle reti di sportelli delle BCC e che nelle fasce dimensionali minori, iniziative aggregative possono contribuire a rafforzare le caratteristiche tecnico-organizzative degli organismi pi piccoli e innalzarne i livelli di efficienza, a condizione di essere sostenute da adeguati piani industriali e idonei assetti di governance. Lanalisi del Governatore Visco si estende, infine, al livello nazionale, affermando che per eliminare inefficienze operative non pi sostenibili, necessario affiancare a tali azioni (ndr: quelle