magazine costruiamo il futuro maggio 2012

Magazine Costruiamo il Futuro maggio 2012
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Magazine Costruiamo il Futuro maggio 2012

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  • ANNO 3 - SUPPLEMENTO AL N.3 - MAGGIO/GIUGNO 2012 - PERIODICO DELLA FONDAZIONE COSTRUIAMO IL FUTURO - DIRETTORE RESPONSABILE: ANGELO FRIGERIO

    Altre norme sono particolarmen-te significative e, forse, sono state poco commentate per la loro bont intrinseca: mi riferisco alla previsio-ne di un fondo equivalente al 5 per mille dellIrpef che, su decisione dei singoli contribuenti, servir sostan-zialmente a finanziare la ricerca, lo sviluppo e la beneficenza. Rappre-senta un principio assolutamente nuovo introdotto, per ora, soltanto per un anno per ovvi motivi di bilan-cio; ma ci auguriamo possa essere mantenuto anche in futuro. Era il 13 dicembre 2005 quando, nellau-la di Montecitorio, lallora vicemi-nistro Giuseppe Vegas pronunciava queste parole.Un augurio che, allora, sembrava quasi unutopia. Non tutti, infatti, condividevano lo spirito di quella novit fiscale introdotta in modo sperimentale dal ministro Giulio Tremonti. Cerano resistenze ideo-logiche da parte degli statalisti duri e puri, che guardavano con sospetto alla libert concessa ai contribuen-ti. Ma anche chi era daccordo sul principio poneva obiezioni su una misura che, secondo loro, mostrava la concezione residuale e caritate-vole che il governo aveva del wel-fare. Solo il 5 per mille? Briciole. Insomma, cerano tutti gli elementi per pensare che non ci sarebbe stato un seguito. Non era quello che pensava lInter-gruppo parlamentare per la sussidia-riet che, non a caso, aveva insistito per introdurre quelle norme nella Finanziaria. Erano, per noi, la rea-lizzazione di una concezione sussi-diaria del fisco che permetteva di valorizzare e sostenere una miriade di associazioni e realt pi o meno piccole che quotidianamente, (...)

    Editoriale

    Una concezione sussidiaria del fisco

    Maurizio Lupi

    La Lombardia introduce una sussidiariet circolareGiulio Boscagli: Le istituzioni devono riconoscere il ruolo pubblico del terzo settore.

    Il Terzo settore rappresenta da sempre una risorsa decisiva per il nostro paese, capace di rispondere alle esigenze e alle problematiche che emergono dalle nostre comunit. Abbiamo incontrato Giulio Bosca-gli, assessore alla Famiglia, Conciliazione, Integrazio-ne e Solidariet Sociale di Regione Lombardia per capire come il non profit ha accolto la decisione del governo di inserire nella delega fiscale la stabilizza-zione del 5 per mille e come la Regione intende pro-seguire nel sostegno delle organizzazioni lombarde.

    Dopo anni di lavoro il governo riuscito a stabiliz-zare il 5 per mille. Come ha accolto questa notizia?

    La scelta del Governo di inserire la stabilizzazione del 5 x mille nella delega fiscale un importante rico-noscimento da anni atteso, uno strumento apprezza-to e utilizzato da oltre 15 milioni di contribuenti, ma soprattutto uno esempio autentico di sussidiariet. Questa notizia sicuramente una boccata dossigeno per tutto il mondo del non profit e del volontariato, un esempio di partecipazione popolare.

    Come incide il 5 per mille sulla vita delle realt associative, in particolare di quelle lombarde?

    Da una parte c sicuramente il lato economico, sempre pi importante di fronte ai tagli che sono sta-ti fatti a livello nazionale sulle politiche sociali, dallal-tra la possibilit per una realt di farsi conoscere, di creare un legame stretto con i cittadini, mettendo in mostra il proprio lavoro e le attivit che attraverso il 5 per mille vengono realizzate. Questo secondo punto sicuramente il pi importante perch da la possi-bilit di comprendere che lattenzione agli altri non responsabilit di pochi, uniniziativa educativa im-portante che pone al centro la persona e il suo ruolo allinterno della societ.

    Il Terzo settore meritava questo riconoscimento. Perch? Quali sono dal suo punto di vista gli elemen-ti positivi del lavoro svolto dal mondo del non profit?

    La grandezza del Terzo settore sta nel suo non esaurirsi nella generosit individuale, ma nellavere in s una valenza e un ruolo pubblico determinante che sta a noi istituzioni riconoscere e valorizzare. quanto Regione Lombardia ha sempre fatto. Listi-tuzione nel 2008 del Tavolo di Consultazione perma-nente stato insieme il riconoscimento di quanto da sempre le associazioni e gli enti non profit fanno in Lombardia e il punto di partenza per un cammino comune di riforma.

    In questo periodo di crisi la solidariet assume

    unimportanza sempre maggiore. Esistono iniziative nate per fronteggiare le difficolt che stiamo viven-do? Come sostenere in modo ancora pi incisivo tali iniziative divenute ormai essenziali per le nostre co-munit?

    Regione Lombardia ormai da anni ha messo in campo normative per sostenere e accompagnare le realt del Terzo settore, basta pensare alle numerose iniziative nate e proseguite in questi ultimi 13 anni grazie al bando della Legge Famiglia. Nellattuale le-gislatura abbiamo avviato una profonda riforma del-le linee guida del Terzo Settore facendo in modo che si realizzi una ancora pi stretta collaborazione tra privati e organizzazioni non profit cos da superare lesiguit delle risorse. Il provvedimento, inoltre, re-alizza una semplificazione e informatizzazione delle procedure e istituisce un osservatorio che monitori i rapporti di collaborazione tra Enti non profit e Pubblica Amministrazione con lindividuazione del-le esperienze pi innovative e replicabili come best practice. Lobiettivo quello di introdurre il concet-to di sussidiariet circolare: il mondo del profit e del non profit alleati con la Pubblica Amministrazio-ne per rispondere ai bisogni delle persone e delle famiglie in un momento di grave crisi. Con questa riforma siamo stati in grado di acquisire e valorizzare risorse e capacit progettuali del non profit e met-terle in sinergia con le disponibilit di societ profit in modo da operare con ancor maggiore efficacia superando le criticit determinate dalla ristrettezza delle risorse.

    Carlotta Borghesi

    Lintervista: parla lassessore regionale alla Famiglia, Conciliazione e Solidariet Sociale

    Imprese cooperative ed economia sociale:

    intervista a Giuseppe Guerini

    Le foto di associazioni e volontari premiati dalla prima edizione nel

    2003 fino a quella del 2011.

    Il presidente di Federsolidariet spiega come il terzo settore pu dare

    nuovo slancio alla crescita.

    alle pagine II e III

    a pagina IV

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    Giulio Boscagli

    SEGUE A PAGINA 4

    PREMIO COSTRUIAMO IL FUTUROsi ringraziano

    SPECIALE

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    10 anni di Premio

    Costruiamo il Futuro

  • II Costruiamo il Futuro Magazine - Maggio 2012

    10 anni di Premio Costruiamo il Futuro20

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    2006

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    2008

    2010

    2011

    SPECIALE NON PROFIT

  • Costruiamo il Futuro Magazine - Maggio 2012

    10 anni di Premio Costruiamo il FuturoIII

    2004

    2006

    2009

    2011

    SPECIALE NON PROFIT

  • IV Costruiamo il Futuro Magazine - Maggio 2012

    Imprese cooperative ed economia sociale: intervista a Giuseppe Guerini

    Occorre un nuovo modello che metta al centro la personaIl presidente di Federsolidariet spiega come il terzo settore pu dare nuovo slancio alla crescita.

    Giuseppe Guerini presidente di Federsolidariet, lorganizzazione di rappresentanza politico-sindacale delle cooperative sociali e delle imprese sociali ade-renti a Confcooperative. Con un sistema diffuso su tutto il territorio nazionale Federsolidariet associa pi di 5.700 tra imprese e cooperative sociali in Italia. una realt di fondamentale importanza, anche dal punto di vista prettamente economico. Per quanto ri-guarda laspetto sociale non esageriamo affermando che tiene in piedi il paese. Eppure questo valore rima-ne sommerso e limmagine del terzo settore sempre quella di chi chiede la carit. Ma la crisi genera delle esigenze sociali che solo unattenzione al valore della persona e della relazione pu colmare.

    Come i vostri aderenti stanno vivendo il momento di crisi attuale? Quali sono le difficolt e le opportuni-t, se ci sono, che si trovano di fronte?

    Cominciamo con le opportunit: io credo che in questo momento il grande bisogno che c di inve-stire sulla relazione, sulla vicinanza tra le persone e sulla solidariet sia, per tutte le imprese che fanno del capitale umano e sociale un elemento di forza, una grande occasione per provare a disegnare una prospettiva nuova per leconomia e per la tenuta di un patto sociale di fondo che garantisca la coesione sociale. Occorre capire se un modello che mette al centro il valore della persona, ma anche una dimen-sione di scambio, di maggiore sussidiariet, possa dare linfa nuova.

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