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ELEMENTI UTILI ALLA VERIFICA DI APPRENDIMENTO

AZIENDA SANITARIA DI FIRENZEDISCIPLINA MEDICINACORSO PER OSS, 201

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Lindagine medica (o larte di fare diagnosi)

DIAGNOSI (di, attraverso; gnosis, conoscenza): processo di attribuzione di un fenomeno (o di un gruppo di fenomeni), dopo averne considerato ogni aspetto, a una categoria.

In medicina. Serve a riconoscere una malattia (categoria) in base a dei sintomi o dei "segni" (fenomeni), i primi manifestazioni soggettive presenti nel paziente, i secondi evidenti anche al medico.

L'insieme dei sintomi e segni di cui alcuni specifici detti patognomonici ed altri pi o meno generici, caratterizza il quadro clinico di una sindrome o di una malattia.

L'insieme dei metodi di diagnosi si chiama diagnostica. La diagnostica detta "clinica" (dal greco klne, letto) quando si basa sull'esame diretto del paziente da parte del medico o "strumentale" quando si avvale di apparecchiature o strumenti particolari (come accade in ecografia, endoscopia, radiologia, ecc.).

Procedimento diagnostico - 1 Anamnesi: indagine sulla storia clinica del paziente che viene

interrogato direttamente o desunta dal racconto dei familiari. Serve a raccogliere i dati riguardanti i precedenti familiari e personali oltre che quelli fisiologici e patologici sia remoti che recenti.

Esame obiettivo: esame del paziente alla ricerca dei sintomi e dei segni presenti. In questa fase il medico si avvale delle classiche manovre di ispezione (di cute, mucose, ecc.), palpazione (dell'addome, ecc.), percussione (del torace, ecc.) e della auscultazione (del cuore, del torace, ecc.).

Valutazione del quadro clinico e comparazione analogica dello stesso a quelli di malattie caratterizzate dai medesimi segni e sintomi.

Diagnostica differenziale: discriminazione tra le patologie analoghe che vengono progressivamente eliminate in base alla presenza o assenza di altri sintomi e segni. In questa fase risultano determinanti le indagini strumentali.

La termoregolazione sotto il controllo di centri termoregolatori situati nella regione preottica

dellipotalamo i quali ricevono segnali termici locali (temperatura del sangue circolante) e periferici

(termorecettori superficiali e profondi). I neuroni presenti nei centri termoregolatori sono sensibili a variazioni

positive o negative della temperatura corporea rispetto alla temperatura di riferimento (37C). Quando la

temperatura si sposta da quella di riferimento vengono innescati processi termogenetici o termodispersivi atti

a mantenere lomeostasi.

Termoregolazione

VARIAZIONI FISIOLOGICHE della TEMPERATURA CORPOREA

- lieve aumento nel pomeriggio (maggiore attivit muscolare);

- non differenze di sesso nei bambini (tranne che dopo il menarca)

- ovulazione

Tipi di febbre: il rialzo termico febbrile assume andamenti caratteristici a seconda delle cause.

Febbre continua: si mantiene sempre al di sopra dei 37C nonostante le oscillazioni giornaliere (tifo Salmonella Typhi)

Tipi di febbre

Febbre remittente: la temperatura rimane sempre al di sopra di 37C anche se nel corso della giornata si hanno variazioni molto alte anche un grado- (febbre settica-setticemia)

Febbre intermittente: si hanno dei picchi ipertermici alternati a fasi (ore o giorni) di apiressia (assenza di febbre): nella malaria a seconda dellagente eziologico (plasmodium) si ha una febbre quotidiana, terzana (febbre il primo giorno, apiressia il secondo e febbre il terzo) o quartana (febbre il primo giorno, apiressia per due giorni e febbre il quarto)

Febbre ondulante: si hanno cicli febbrili e afebbrili che durano vari giorni con passaggio graduale (per crisi) dagli uni agli altri (brucellosi)

Febbre ricorrente: come sopra ma il passaggio fra una fase laltra e per lisi (linfoma di Hodgkin)

PRINCIPALI CAUSE DI RIALZO FEBBRILE (in Pediatria)

1) INFEZIONI: batteri, virus, miceti, protozoi, ecc 2) CONNETTIVITI: es. m. reumatica, artrite reumatoide, lupus 3) DISIDRATAZIONE

4) FARMACI : a) a dose normale: sulfamidici, cefalosporine, eritromicina,

diuretici, antiaritmici b) a dose eccessiva: atropina, antistaminici, aloperidolo, salicilati

5) TRAUMI ed ematomi

6) DENTIZIONE (?)

Quando fare la terapia sintomatica ?

- nei bambini sani quando la temperatura supera i 38,5-39 C

- nei bambini con problemi neurologici e in quelli che hanno gi presentato crisi convulsive febbrili gi a temperature pi basse: 37,5 C

Regolazione della glicemia

Glicemia = concentrazione plasmatica di glucosio

Variazioni fisiologiche della glicemia Aumento post-prandiale Diminuzione con lo sforzo fisico e il digiuno

1 solo ormone ipoglicemizzante: lINSULINA Secreta dalle cellule-pancreatiche Una secrezione basale continua consente lutilizzo periferico del glucosio Picchi di secrezione post-prandiali

Numerosi ormoni iperglicemizzanti Consentono di evitare o compensare lipoglicemia Esempi: glucagone, catecolamine, GH, cortisolo.. Il glucagone favorisce in particolare il rilascio epatico di glucosio durante il

digiuno

Definizione del diabete mellito

Il diabete mellito viene definito dalla presenza di una iperglicemia cronica, secondaria a un difetto di produzione e/o di azione dellinsulina. un disturbo endocrino-metabolico.

Liperglicemia cronica induce una serie di complicanze sistemiche che interessano in particolare occhi, reni, sistema cardiovascolare e sistema nervoso.

I criteri diagnostici sono stati rivalutati nel 1997 (ADA: American Diabetes Association)

Criteri diagnostici (ADA, 1997) Il diabete mellito (DM) pu essere definito da uno dei

seguenti criteri:

In base alla glicemia Glicemia a digiuno > 126 mg/dl Oppure: in presenza di sintomatologia tipica qualsiasi valore

di glicemia > 200 mg/dl

In base al test di carico orale con glucosio 75 g (= OGTT o curva glicemica con misurazione della glicemia ogni 30 per 2 ore) Glicemia 2 ore dopo carico orale > 200 mg/dl

Fattori di rischio per il diabete di tipo 2

Il diabete di tipo 2 il pi frequente (> 90 % dei casi di diabete)

Tipicamente caratteristico dell et matura (> 40 anni), interessa pazienti sempre pi giovani

Fattori di rischio Familiarit ++ (ereditariet multigenica) Et Obesit

Stile di vita: alimentazione e sedentariet

Patologie associate (frequenti) Dislipidemia, sindrome metabolica..

Obesit e diabete

Lobesit viene definita da un body mass index = BMI > 30 kg/m2; interessa circa 20 % della popolazione mondiale (stima del 2003)

Lobesit viscerale particolarmente dannosa da un punto di vista metabolico, perch resistente alleffetto anti-lipolitico dellinsulina aumentata produzione di acidi grassi liberi (NEFA) insulino-resistenza a livello di muscolo e fegato.

Il tessuto adiposo non una semplice riserva di grassi ma un vero organo endocrino le cellule adipose producono varie molecole capaci di indurre insulino-resistenza, in particolare leptina, TNF-, resistina, interleuchina-6

Ci spiega come lobesit rappresenta un fattore di rischio per il diabete di tipo 2 e perch la riduzione ponderale migliora la glicemia dellobeso.

Le complicanze del diabete

La microangiopatia diabetica Alterazioni specifiche del microcircolo retinopatia, nefropatia e neuropatia diabetiche

La macroangiopatia diabetica Ateromatosi precoce e diffusa complicanze

cardiovascolari

Altre complicanze Aumentata sensibilit alle infezioni Cataratta Piede diabetico

La microangiopatia diabetica1. La RETINOPATIA diabetica

Retinopatia semplice proliferativa Altre complicanze visive: glaucoma, cataratta.. oftalmopatia diabetica complessa con calo del visus

1. La NEFROPATIA diabetica Glomerulopatia diabetica IRC progressiva Fattori aggravanti: macroangiopatia e ipertensione

1. La NEUROPATIA diabetica Patogenesi mista: microangiopatia + danni metabolici

diretti (polioli, alterazioni della mielina)

Linsufficienza respiratoria cronica

Principali cause: I.R. di tipo ostruttivo

Patologie a carico delle vie aeree, in particolare a livello bronchiale Esempi: asma, bronchite cronica (causa principale: fumo di

sigaretta) I.R. di tipo restrittivo

Incapacit del polmone ad espandersi Esempi: patologie del tessuto interstiziale, della pleura, della gabbia

toracica I.R. miste

Componenti restrittiva e ostruttiva Esempio: lenfisema (secondario a bronchite cronica)

Insufficienza respiratoria acuta Cause

Infettive Polmoniti di origine virale, batterica, da funghi.. estese, spesso

bilaterali Vascolari

Embolia polmonare Edema polmonare emodinamico (scompenso cardiaco Sn)

Meccaniche Ostacoli sulle vie respiratorie Traumatismi toracici Patologie acute della pleura (pneumotorace, versamenti pleurici)

Tossiche Intossicazione CO Inalazione

Neurologiche Centrali: coma, patologia bulbare Neuromuscolari: tetano, curari, miastenia

Ledema polmonare Ledema polmonare emodinamico o classico - una

manifestazione di scompenso cardiaco sinistro

E un trasudato che origina dai capillari e interessa progressivamente: Il tessuto interstiziale Gli alveoli (senza alterarne la struttura)

Si manifesta con dispnea (di tipo ortopnea) e espettorato schiumoso contenente aria emazie

Evoluzione: il trattamento del fattore responsabile dello scompenso pu portare a regressione completa delledema

Forme cliniche delle cardiopatie ischemiche

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